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Comunicato Stampa Gruppo Consiliare Provinciale PD

85 MILA EURO IN PIU’ DA PAGARE! BRUNETTAAAA…..
E’ stato nominato il nuovo Capo Ufficio Stampa della Provincia nonché
portavoce del Presidente per un compenso complessivo di 85 mila euro
annui. In pratica i veronesi pagheranno 85mila euro in più!
Per finalità di propaganda la destra ha deciso di svuotare ulteriormente
le casse dell’Ente, piuttosto che destinare questi fondi ad iniziative
che coinvolgano l’intero territorio provinciale.
In barba a tutte le previsioni e le difficoltà economiche, invece di
razionalizzare i costi, aumentano le spese e i costi della politica!
Mentre la maggior parte degli enti locali fa i salti mortali per cercare
di rispettare i parametri previsti dal Patto di Stabilità, la Provincia
di Verona cavalca l’onda dello spreco e rischia di sforare, l’anno
prossimo, i vincoli del Patto.
La nomina di una persona di fiducia all’ufficio stampa rende quella
struttura un’articolazione di parte. Che imparzialità potrà avere? E
quale sarà la comunicazione istituzionale, peraltro prevista dalla
legge, che potrà mai essere effettuata?
Con i soldi di tutti si finanzia una comunicazione partigiana. Un
ulteriore insulto che colpisce i residenti della Provincia di Verona, i
quali assistono impotenti al dirottamento di risorse che potrebbero
essere destinate ad interventi di carattere generale.
Ma il grottesco sta nel fatto che pur di perseguire l’obiettivo, la
destra ha negato ciò che prevede:
a. la legge finanziaria 2007 che stabilisce che la spesa per il
personale deve essere ridotta in termini assoluti;
b. il Ministro Brunetta (legge 133/2008, art. 76, comma 5) che ha
stabilito che in percentuale la spesa del personale deve essere ridotta
rispetto alla spesa corrente;

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Presentazione libro di Roberto Vecchioni


Sabato 21 Novembre
ore 17

presso la
Società Letteraria di Verona
P.zz.tta Scalette Rubiani, 1, Verona





Presentazione del romanzo

Scacco a Dio
Le storie ribelli di chi vuole essere altro da sé

di Roberto Vecchioni
Einaudi Editore, Giugno 2009



Introduce
Alberto Battaggia
Presidente della Società Letteraria


Ne discutono con l’autore

Mimmo Colombo
Manager e pubblicista

Beppe Muraro
Giornalista di Rai 3



L’iniziativa è organizzata in collaborazione con Il Circolo dei Lettori di Verona






La Sua presenza sarà particolarmente gradita.

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Giunta provinciale


Giovanni Miozzi
Presidente della Provincia

Luca Coletto
Vice Presidente – Politiche del Settore Faunistico (Caccia-Pesca) – Ambiente

Marco Ambrosini
Assessore Cultura identità veneta, manifestazioni locali per il tempo libero, Beni Ambientali

Andrea Bassi
Assessore manutenzione e progettazione viabilistica

Samuele Campedelli
Assessore Programmazione e pianificazione territoriale, Finanza di progetto

Giovanni Codognola
Assessore Politiche della sicurezza e dei flussi migratori

Luigi Frigotto
Assessore politiche per l'agricoltura

Marco Luciani
Assessore politiche per l'istruzione, Edilizia Scolastica, Politiche della famiglia, Volontariato e politiche giovanili

Stefano Marcolini
Assessore Politiche di Bilancio, Patrimonio, Edilizia

Gualtiero Mazzi
Assessore Trasporti, Mobilità, Traffico, Rapporti Operativi con Enti e Aziende Partecipate

Ruggero Pozzani
Assessore Turismo e Sport

Fausto Sachetto
Assessore Attività Produttive (commercio-industria-artigianato) Formazione professionale, lavoro, servizi sociali e politiche comunitarie

Giuliano Zigiotto
Assessore Risorse Umane, Protezione Civile, Politiche montane e rapporto con gli Enti




COME SI PUO' CONSTATARE ALMENO QUATTRO ASSESSORI NON SERVONO VISTO CHE
LE COMPETENZE DELLA PROVINCIA IN MERITO ALLE LORO DELEGHE SONO
PRATICAMENTE NULLE!

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CENA IN AMICIZIA

Gli Amici del Circolo 4^ Circoscrizione
il Consigliere Comunale Fabio Segattini
i Consiglieri della 4^ Circoscrizione Stefano Dalzen, Giovanni Sterza e Luca Trentin ,


TI INVITANO
SABATO 28 NOVEMBRE 2009 ORE 20.00

PRESSO S. ZENO ALLA Z.A.I.
VIA RIGHI, 2A

PER UNA CENA IN AMICIZIA

CONTRIBUTO €. 5,00

SARA’ PRESENTE
ON.LE GIAMPAOLO FOGLIARDI

VI ASPETTIAMO NUMEROSI
INVITATE AMICI E SIMPATIZZANTI.



PRENOTATE SUBITO TELEFONANDO AI SEGUENTI NUMERI:



FABIO SEGATTINI CELL. 335/7771302 RINO MACCACARO TEL. 045/952691
STEFANO DALZEN CELL. 349/3980894 GIORGIO CALDANA CELL.347/3224193
LUCA TRENTIN CELL. 333/8575348 GIOVANNI STERZA CELL. 338/2916253

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Tosi e il traforo

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Mediana: PDL e Lega litigano sul nulla o…

Il litigio tra PDL e Lega sulla mediana provinciale è grottesco. Si dividono su chi deve essere il dirigente che deve seguire il progetto. Ma è questo il vero motivo?
Ciò appare inspiegabile in quanto il passaggio contestato è previsto dalla Legge. L a nomina del Responsabile Unico del Procedimento compete sempre al dirigente, ai sensi dell'art. 5 della legge 241/90, che assegna o trattiene a se la responsabilità del procedimento a seguito dell'adozione dell'elenco annuale delle OO.PP.. Come è avvenuto in questo caso.
L’atto, quindi, è assolutamente gestionale e non attiene ad alcuna discrezionalità politica.
Eppure se le stanno dando di santa ragione. Nelle dichiarazioni alla stampa si rileva la grande confusione sulla conoscenza dei due ruoli fondamentali della P.A.:
- quello di indirizzo politico gestito dagli organi Consiglio e Giunta;
- quello gestionale gestito dagli organi dirigenziali.
Ma poiché questo non può sfuggire, la ragione del litigio è forse un’altra?
Perché la Lega vuole “gestire” il procedimento e sottrarlo al legittimo assessore Campedelli del PDL? Quali sono le vere ragioni? Perché Miozzi è stato costretto a creare un direttorio con due assessori, uno PDL e l’altro Lega?
La mediana è una partita da 400 milioni di euro per realizzarla e molti di più per gestirla con il conseguente pedaggio. Stante la cifra, pertanto, il project financing dovrà andare per forza in gara europea.
Tutto è normativamente chiaro, ma litigano lo stesso.
La mediana come oggetto di compromesso?
Sull’arteria è noto l’interesse dell’autobrennero che solo in questo modo collega l’A/22 con il suo interporto di Isola della Scala. Ma non è la stessa società alla quale si chiede di partecipare al traforo di Verona?
Mettendo insieme i pezzi…
Poiché litigare sulla norma è senza senso, chiederemo la convocazione della commissione lavori pubblici affinché emergano le ragioni vere di quanto sta accadendo.

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IMPRESSIONI A CALDO SULL’INCONTRO “Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale - PTCP” di Luigi Lazzarelli

Oggi, su indicazione di Lorenzo Dalai sono andato all’incontro dei sindaci e degli amministratori della provincia di Verona organizzato dall’Amministrazione Provinciale per riallacciare le trame interrotte nella precedente amministrazione alla scadenza del mandato, per forti contrasti interni.
Ammetto che sono arrivato un po’ tardi perchè ho sentito il solo intervento di Samuele Campedelli, Assessore Programmazione e pianificazione territoriale, Finanza di progetto, e quindi responsabile politico della redazione del piano.
La sua comunicazione, durata oltre mezzora, non conteneva una sola parola sul territorio della provincia e sui temi generali da affrontare ma, in parole povere era questa:
cari sindaci, fino ad ora abbiamo perso tempo, quindi oggi 29 ottobre 2009 vi ho convocato qui per dirvi che queste sono le scadenze che noi vi diamo per inviarci le vostre indicazioni per la redazione del PTCP, tali scadenze sono ravvicinate perche prima riusciamo ad avere il Piano operativo prima abbiamo le deleghe urbanistiche. (vuol dire che quando la regione ha recepito il PTCP l’ultima parola in materia di urbanistica non è più della regione ma della provincia, quindi è più semplice forzare la mano se ci sono decisioni su cui non tutti sono d’accordo.)
Ricordatevi che voi siete stati eletti e che i vostri elettori si aspettano da voi che li facciate contenti, quindi non ascoltate chi non è stato eletto o comunque chi non è un amministratore in carica e rappresenta una minoranza, queste persone che cercano di opporsi se limitiamo i vincoli e permettiamo di tutto e di più (vedi autodromo ecc.), non devono essere ascoltate perche non rappresentano gli interessi dei nostri elettori.
Quindi fate in fretta le vostre osservazioni che prima ci liberiamo del controllo della Regione meglio è.
Certo questa mia riflessione è dettata di getto e a caldo, quindi voglio sperare di sbagliarmi, ma a conferma della fretta nel portare a termine il PTCP, di seguito vi riporto la documentazione predisposta dall’amministrazione provinciale per questo importante incontro, che consiste nella fotocopia allegata.
Quindi per me oggi la presenza a questo incontro è stato solo del tempo perso, perché bastava inviare l’allegata fotocopia ai comuni della provincia.

Verona 29 10 2009



RIFERIMENTI:
Legge regionale 23 aprile 2004, n. 11 (BUR n. 45/2004)
NORME PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO
CAPO II – Pianificazione provinciale per il governo del territorio
Art. 22 – Contenuti del piano territoriale di coordinamento provinciale (PTCP).
1. Il piano territoriale di coordinamento provinciale (PTCP) è lo strumento di pianificazione che delinea gli obiettivi e gli elementi fondamentali dell'assetto del territorio provinciale in coerenza con gli indirizzi per lo sviluppo socio-economico provinciale, con riguardo alle prevalenti vocazioni, alle sue caratteristiche geologiche, geomorfologiche, idrogeologiche, paesaggistiche ed ambientali, ed in particolare:
a) acquisisce, previa verifica, i dati e le informazioni necessarie alla costituzione del quadro conoscitivo territoriale provinciale;
b) recepisce i siti interessati da habitat naturali e da specie floristiche e faunistiche di interesse comunitario e le relative tutele;
c) definisce gli aspetti relativi alla difesa del suolo e alla sicurezza degli insediamenti determinando, con particolare riferimento al rischio geologico, idraulico e idrogeologico e alla salvaguardia delle risorse del territorio, le condizioni di fragilità ambientale;
d) indica gli obiettivi generali, la strategia di tutela e di valorizzazione del patrimonio agro-forestale e dell’agricoltura specializzata in coerenza con gli strumenti di programmazione del settore agricolo e forestale;
e) detta le norme finalizzate alla prevenzione e difesa dall'inquinamento prescrivendo gli usi espressamente vietati in quanto incompatibili con le esigenze di tutela;
f) riporta le aree a rischio di incidente rilevante di cui al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334 "Attuazione della direttiva 96/82/CE relative al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose", così come individuate e perimetrate dalla Regione ai sensi dell’articolo 75 della legge regionale 13 aprile 2001, n. 11 e successive modificazioni;
g) riporta i vincoli territoriali previsti da disposizioni di legge;
h) individua e precisa gli ambiti di tutela per la formazione di parchi e riserve naturali di competenza provinciale nonché le zone umide, i biotopi e le altre aree relitte naturali, le principali aree di risorgiva, da destinare a particolare disciplina ai fini della tutela delle risorse naturali e della salvaguardia del paesaggio;
i) individua e disciplina i corridoi ecologici al fine di costruire una rete di connessione tra le aree protette, i biotopi e le aree relitte naturali, i fiumi e le risorgive;
j) perimetra i centri storici, individua le ville venete e i complessi e gli edifici di pregio architettonico, le relative pertinenze e i contesti figurativi;
k) indica gli obiettivi e gli elementi fondamentali dell'assetto del territorio, i sistemi delle infrastrutture, le attrezzature, gli impianti e gli interventi di interesse pubblico di rilevanza provinciale;
l) formula i criteri per la valorizzazione dei distretti produttivi di cui alla legge regionale 4 aprile 2003, n. 8 "Disciplina dei distretti produttivi ed interventi di politica industriale locale";
m) individua, sulla base dei criteri di cui all’articolo 24, comma 1, lettera g), gli ambiti per la pianificazione dei nuovi insediamenti industriali, artigianali, turistico-ricettivi e delle grandi strutture di vendita;
n) individua gli eventuali ambiti per la pianificazione coordinata tra più comuni ai sensi dell'articolo 16;
o) individua i comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti i cui PAT possono essere redatti in forma semplificata, secondo i criteri indicati dal provvedimento di cui all'articolo 46, comma 2, lettera g).
2. Il PTCP assume l’efficacia e la valenza di cui all’articolo 57 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 "Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59" e successive modificazioni, alle condizioni previste nel medesimo articolo.
3. Il PTCP è formato:
a) da una relazione che espone gli esiti delle analisi e delle verifiche territoriali necessarie per la valutazione di sostenibilità ambientale e territoriale e stabilisce gli indirizzi per lo sviluppo socio-economico nelle materie di competenza provinciale;
b) dagli elaborati grafici che rappresentano le indicazioni progettuali;
c) dalle norme tecniche che definiscono direttive, prescrizioni e vincoli;
d) da una banca dati alfa-numerica e vettoriale contenente il quadro conoscitivo di cui all’articolo 10 e le informazioni contenute negli elaborati di cui alle lettere a), b) e c).

Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 112
"Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della L. 15 marzo 1997, n. 59."
(Pubblicato nella G. U. 21 aprile 1998, n. 92, S.O)
Articolo 57. Pianificazione territoriale di coordinamento e pianificazioni di settore
1. La regione, con legge regionale, prevede che il piano territoriale di coordinamento provinciale di cui all'articolo 15 della legge 8 giugno 1990, n. 142, assuma il valore e gli effetti dei piani di tutela nei settori della protezione della natura, della tutela dell'ambiente, delle acque e della difesa del suolo e della tutela delle bellezze naturali, sempreché la definizione delle relative disposizioni avvenga nella forma di intese fra la provincia e le amministrazioni, anche statali, competenti.
2. In mancanza dell'intesa di cui al comma 1, i piani di tutela di settore conservano il valore e gli effetti ad essi assegnati dalla rispettiva normativa nazionale e regionale.
3. Resta comunque fermo quanto disposto dall'articolo 149, comma 6, del presente decreto legislativo.


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