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mercoledì 25 gennaio 2012

A Milano il Polo finanziario che Verona non ha voluto

Una finestra sul mondo che poteva essere nostra

La Torre Garibaldi, Polo finanziario della città di Milano

Quello che Verona non ha saputo realizzare con il Polo finanziario lo sta facendo Milano. Segno che la città scaligera è drammaticamente in ritardo con il futuro. Proprio in questi giorni, tra i 2.700 dipendenti del gruppo Unicredit di Verona gira il filmato della videoconferenza con cui il noto gruppo bancario, a maggioranza veronese per mezzo della Fondazione Cariverona, presenta la nuova torre Garibaldi, mega-intervento da 280 mila metri quadri tra uffici, aree verdi e negozi, situato nel cuore di Milano, destinato ad ospitare circa 4 mila dipendenti tra dirigenti e quadri (i grattacieli sono già finiti, il trasferimento è previsto entro la prima metà del 2013). La logica è esattamente la stessa dell’ex Polo, il cui progetto la giunta Tosi ha sbrigativamente buttato nel cestino in favore di un bel… parcheggio: riunire in unico edificio, moderno e attrezzato, tutte i centri direzionali della banca sparsi per la città meneghina liberando così palazzi storici divenuti ormai costosi e poco funzionali. Verona e la giunta di centrosinistra guidata da Paolo Zanotto c’erano arrivati già qualche anno fa, su spunto dell’allora amministratore della Banca Popolare, Fabio Innocenzi, il quale riconosceva nella città scaligera (città media e ben collegata) in coppia con la city finanziaria di Milano, l’ambiente adatto per riproporre il modello che negli Stati Uniti lega insieme la città di Boston e il grande centro finanziario di New York. Poi l’arrivo della nuova giunta a trazione leghista a fare letteralmente tabula rasa di tutto il progetto (sostituito con un parcheggio a raso, appunto), ma anche le scelte della Popolare di andare ad impelagarsi con la Popolare di Lodi, che era di Fiorani, il banchiere coinvolto nella vicenda dei furbetti del quartierino. Saranno fischiate le orecchie ai circa 700 dipendenti scaligeri di Unicredit Corporate Banking, la divisione del gruppo che si occupava di di finanziamenti alle aziende, che proprio a Verona, in via Garibaldi, aveva il suo quartier generale: nel corso del 2010 la Corporate è stata cancellata dall’organigramma aziendale e “fusa” in Unicredit Spa. Giocoforza i dipendenti si presentano oggi come esuberi, con i sindacati affaccendati ad accompagnarli alla pensione oppure a farli “riassorbire” dalle filiali, già piene come uova. Di più si può dire che il progetto di ristrutturazione immobiliare ed operativa del gruppo coinvolge tutte le principali sedi, da Milano a Roma; da Vienna a Monaco e Amburgo; da Zagabria a Sofia a Bucarest fino a Praga. Nell’elenco naturalmente manca Verona. E’ davvero strano che manchi un grosso centro di responsabilità nella città che è sede dell’azionista di maggioranza (o che almeno sarà tale fino alla fine dell’aumento di capitale, ormai alle battute finali), la Fondazione Cariverona (m.m.)

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lago di Cei

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