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giovedì 19 gennaio 2012

Nel Veronese sono già 5.076 i senza lavoro (da L'Arena)

L´assessore Sachetto: «Centri per l´impiego mai così frequentati, il 2 gennaio alle 8.30 qui a Verona c´erano 45 persone che aspettavano un colloquio»
È l´occupazione la vera, grande, emergenza del 2012 appena iniziato. A dirlo sono i numeri, sono le storie di vita quotidiana di (ormai ex) lavoratori veronesi, sono le difficoltà incontrate dalle aziende, che sempre più spesso si ritrovano a dover licenziare dipendenti per continuare a portare avanti l´attività. «La crisi a Verona persiste», spiega Fausto Sachetto, assessore provinciale al Lavoro e alle Attività produttive. «Dai primi dati relativi al bilancio occupazionale del 2011 emerge che le aziende sotto i 15 dipendenti hanno inserito nelle liste di mobilità 3.547 lavoratori, mentre quelle di dimensioni maggiori circa 1.530». Complessivamente si tratta, dunque, di 5.076 persone rimaste senza lavoro nella provincia scaligera (fonte Coordinamento Lavoro della Provincia e Veneto Lavoro). Nel contempo, si sono ridotte le ore di cassa integrazione autorizzate dall´Inps per le imprese veronesi, passate dai 16,42 mili! oni del 2010 a 9,33 milioni registrati a fine novembre 2011. «L´aumento della mobilità è il segnale che molte aziende, passate attraverso le diverse forme di ammortizzatori sociali previsti, hanno ultimato il percorso e sono giunte all´ultima spiaggia: quella dei licenziamenti», prosegue Sachetto. «Ai lavoratori viene garantito un ombrello di protezione sociale, che però è destinato a chiudersi entro un certo periodo di tempo: a quel punto, restano privi di ogni genere di copertura». Non è un caso che, nell´ultimo periodo, i sei centri per l´impiego veronesi siano stati presi d´assalto. «Nella sede di Verona, in via delle Franceschine, il 2 gennaio alle 8.30 c´erano già 45 persone in lista d´attesa per avere un colloquio e chiedere lavoro», racconta l´assessore provinciale. «Non si era mai registrato un afflusso simile prima d´ora e la stessa situazione si è verificata anche negli altri cinque uffici sparsi! sul resto del territorio veronese».
Secondo Sachetto, ! il settore più in difficoltà è quello dell´edilizia, attorno a cui ruotano molti comparti, dal marmo all´industria del legno: «Le costruzioni, che dovrebbero essere il motore trainante dell´economia, sono bloccate per molteplici ragioni», precisa. Al primo posto, ci sono le difficoltà di accesso al credito da parte delle imprese. «Finché le banche non torneranno a finanziare le aziende e, soprattutto, a concedere mutui alle famiglie, l´intero sistema Verona non si rimetterà in moto», spiega l´assessore al Lavoro. «Inoltre, è necessario far ripartire al più presto le opere pubbliche, abolendo quella burocrazia che blocca interventi, in alcuni casi anche già finanziati». Ma la ricetta per ridare slancio all´economia prevede anche altri ingredienti. «Vanno tolti i vincoli del Patto di stabilità imposti dalla Ue», conclude Sachetto, «e resi più puntuali i pagamenti alle imprese da parte delle amministrazioni pubbliche, c! he spesso mettono in difficoltà chi avrebbe bisogno di liquidità per continuare a produrre».1.

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