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giovedì 19 gennaio 2012

Tempio Votivo, il degrado regna sovrano (da L'Arena)

Padre Valbusa: «La chiesa è ostaggio di sbandati, rom e prostitute. Non ci arrendiamo, chiediamo un occhio di riguardo»
Non solo lavori o disservizi. Nel nostro viaggio di esplorazione in stazione Porta Nuova, vengono a galla anche gli scorci di degrado. La zona dello scalo ferroviario, che per la sua posizione fra il centro, la terza circoscrizione e la parte sud della città potrebbe fare da cerniera tra quartieri, sembra invece terra di nessuno. Frontiera, area a sé stante. Ma frequentatissima. Qui, i percorsi di lavoratori e studenti pendolari, turisti e semplici cittadini si intrecciano a quelli di senzatetto (stranieri o italiani), gruppi di Rom, spacciatori, prostitute...
OSSERVATORIO. Il Tempio Votivo, la chiesa davanti a stazione Porta Nuova, si trova proprio in mezzo al brulichio. A osservare, e molto spesso anche a interagire con questo fiume di umanità, c´è la piccola comunità francescana dei frati minori conventuali. Il parroco, padre Giampietro Valbusa, ci racconta la lotta al degrado. Condotta quotidianamente con le opere benefiche: ! qui ci sono un centro d´ascolto e la distribuzione di vestiario per senzatetto. Ma pure con telecamere di controllo e qualche chiamata alle forze dell´ordine, talvolta la situazione sfugge di mano.
PROBLEMI. Padre Valbusa premette: «La situazione attorno alla stazione, 7-8 anni fa, era più grave di quella attuale. Siamo grati alle forze dell´ordine per il lavoro di contenimento del degrado. Carabinieri e vigili fanno sopralluoghi e, quando chiamati, accorrono immediatamente. Detto questo, però, si notano i segnali di una nuova inversione di rotta. Passo passo, il piazzale, già penalizzato dal cantiere, sta tornando alla deriva. Quando c´è buio, gli utenti della stazione hanno paura a passare per di qua. Un´area così critica meriterebbe un monitoraggio speciale».
SBANDATI. Al Tempio Votivo, da poco è stato sottratto un crocefisso. Ultimo episodio di una lunga serie. «La chiesa, aperta gran parte del giorno, è diventata l&acut! e;approdo di molti extracomunitari. Chiedono soldi, con la scu! sa di dover prendere il treno. Ormai le facce le conosciamo. Sempre le stesse. Li indirizziamo ai nostri servizi d´assistenza. Ma alcuni, non ricevendo il denaro, si alterano». Altri sono già «alterati» dall´alcol. «Entrano, dormono, gironzolano, a volte gridano. I parrocchiani hanno paura: non si sa cosa aspettarsi».
ROM. Altra presenza «invadente», citata da padre Valbusa, è quella dei Rom. «Qui hanno il loro ritrovo serale. Arrivano prima della messa delle 18. Ed è un continuo inseguire le persone fino alle auto per ottenere soldi. Ma questo non sarebbe niente. Si infilano in ogni porta lasciata aperta. Al nostro centro d´assistenza per senzatetto, hanno ripetutamente sottratto vestiario. Non solo. Hanno trafugato la borsa di una volontaria, la bici di un ragazzino del catechismo, i documenti di un parrocchiano. L´assalto è sabato e domenica, sempre in orario messe».
PROSTITUTE. Sono tornate. «Si tratta perlopiù di donne d! ell´Est Europa. Si mettono sotto le ex case dei ferrovieri, ma anche qui davanti al nostro cancello», spiega padre Valbusa. Per evitare le sanzioni, i metodi di adescamento sono molto discreti. Niente abiti sexy o «contrattazioni» a bordo strada. Un veloce scambio di numeri di cellulare. E l´incontro avverrà poi in qualche appartamento. «Spesso, sono donne senza alternative. Noi cerchiamo di aiutarle, allertando onlus che operano in questo campo, come l´associazione di don Benzi. Ma è un terreno molto difficile».
Padre Valbusa conclude: «Dietro il degrado, ci sono spesso storie di vita difficili. Molte le ascoltiamo, e cerchiamo di fornire un primo aiuto. In altri casi, è come scontrarsi contro un muro. Sappiamo che la stazione sta vivendo un periodo di passaggio, e che il futuro sarà migliore. Nel frattempo non ci arrendiamo. Ma chiediamo, se possibile, un occhio di riguardo».

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