domenica 5 febbraio 2012

La gestione fallimentare dell'aeroporto Catullo

da L'Arena
La gestione dell'aeroporto Catullo negli ultimi anni è al centro dell'attenzione dopo le dichiarazioni degli ex protagonisti

«C'è molto materiale su cui lavorare, faremo luce su tutto», ha detto il Procuratore capo Mario Giulio Schinaia annunciando l'apertura di un'inchiesta sulla gestione dell'aeroporto Catullo, almeno fino algiugno scorso, quando c'è stato il cambio di presidenza. da Fabio Bortolazzi a Paolo Arena. Schinaia ha parlato anche di assunzioni pilotate, bilanci allegri, sprechi, gestione deficitaria. Vediamo i capitoli principali emersi fino ad oggi che finiranno al centro dell'inchiesta della magistratura e di cui il nostro giornale si è occupato da novembre a oggi. E per capire, visto che si tratta di soldi pubblici, se i buoi sono già scappati o no. MONTICHIARI Lo spreco di questo aeroporto nel quale la società Catullo in questi anni ha investito quasi 20 milioni di euro e che alla fine fa volare solo qualche cargo notturno è finito al centro di servizi televisivi nazionali e stranieri. Produce perdite annuali attorno ai 7 milioni di euro: 20 mila al giorno, 600 mila euro al mese. Verona ci ha immesso risorse, ma ci ha perduto circa 90 milioni di euro da quando è sato aperto. Fino a quando il Catullo produceva utili, le perdite bresciane venivano coperte; ora che il Catullo da quattro anni è in perdita, i deficit dei due scali si sommano e non sono più sostenibili: il 2011 viene chiuso con perdite complessive attorno ai 20 milioni di euro. Il piano di rilancio che prevede il coinvolgimento dei bresciani con nuove risorse è ancora fermo nonostante l'ultimatum lanciato dai soci veronesi. L'ipotesi più probabile, se non si troverà una soluzione, è che questa voragine finanziaria non più sostenibile venga chiusa o da Verona per risanare i conti o dal governo perché scalo improduttivo. CONSULENZE Per rilanciare Montichiari tra il 2008 e il 2010 e fino al 2011 sono state spese centinaia di migliaia di euro in consulenze, scatenando l'allarme dei revisori dei conti che più volte avevano chiesto per iscritto di mettere regole scritte e criteri precisi su questi incarichi. Il nuovo presidente Arena, tanto per avere un'idea, ne ha annullate per circa un milione di euro. Così come ha dovuto disdettare il contratto per il noleggio di 18 ulivi ornamentali, che a comperarli si risparmiava.Il richiamo che il collegio sindacale aveva messo nero su bianco risale al 18 dicembre del 2009. Si è continuato a distribuire consulenze a mano libera. Due anni fa i revisori scrivevano che risultavano consulenze «per un importo complessivo di 844.620 euro». Le osservazioni non sono di poco conto: si affida all'esterno quello che già si fa in azienda; non sono adeguatamente indicate le motivazioni che giustificano il ricorso all'esterno. E vengono citati esempi di consulenze da 30 mila euro, 55 mila euro, altri 30 mila euro per i servizi di supporto alla società Catullo; altri 120 mila per le strategie non aviation. Il richiamo del collegio sindacale si concludeva così: «è indispensabile che la società limiti le consulenze esterne alle sole ipotesi eccezionali, non rientranti nei compiti assegnati alle proprie strutture» e si sollecitava di «introdurre un apposito regolamento per disciplinare tetti di spesa, indicazione dei requisiti dei consulenti, procedure comparative e pubbliche, parametri oggettivi per i compensi». Il risultato? Nessun regolamento; nel 2010 e 2011 la spesa per consulenze e prestazioni è sempre aumentata; sono fiorite consulenze ad amici degli amici con scarsi profili di competenza per importi da 90 mila euro, computer auto e telefonini compresi. Tutto per Montichiari, che invece di essere rilanciato è stato penalizzato perché il traffico passeggeri low cost è stato portato a Verona. CONTRATTO RYANAIR Questa è stata un'altra strana storia. Montichiari movimentava circa 260 mila passeggeri nel 2008 e lì era stata basata la compagnia aerea low cost irlandese. Quando il Catullo perde quote significative di passeggeri, i vertici del Catullo convincono Ryanair a spostarsi su Verona offrendo un super incentivo, come confermato anche ieri su queste pagine dal consigliere di amministrazione Conta: da 9 euro per passeggero portato al Catullo a 16-17 euro. «Un contratto capestro», che ha provocato scandalo e polemiche anche per i soci di Trento, perché significa che la Catullo spa perde 2 milioni l'anno con questo accordo: sborsa quattrini invece di incassarne. Con il paradosso che più passeggeri arrivano più il bilancio va in rosso. E Montichiari praticamente non ha più voli passeggeri schedulati tranne qualche charter nel week end: i passeggeri sono crollati a 35 mila l'anno. CARGO MAI VISTI Beh, se non ci sono i passeggeri, ci saranno i cargo a Montichiari, no? No. Uno sperpero di denaro che ha richiamato l'attenzione di «Striscia la notizia», la popolarissima trasmissione di Canale 5 che ha portato il caso di malagestione in prima serata il 17 dicembre scorso. Un anno prima, nel dicembre 2010, l'allora presidente Bortolazzi aveva annunciato l'arrivo di tre compagnie cargo nello scalo bresciano: una africana, una turca e una cinese che dalla primavera 2011 avrebbero operato a Montichiari rilanciandolo. Sono arrivate? Un mese fa il nuovo presidente, Paolo Arena ha risposto: «Quella cinese è atterrata una volta e si trattava di un cargo charter; quella africana e quella turca non si sono mai viste. O si firmano gli accordi o si chiacchiera». I CONTI Le difficoltà finanziarie cominciano già nel 2007 quando la Catullo spa non riesce a pagare l'addizionale Irpef per 6 milioni che sono lievitati fino ai 16 milioni attuali. Nel 2010 rispetto al 2009 peggiorano il valore della produzione (-3,63), il valore aggiunto (-10,47), il Margine operativo lordo (-55,58). Mentre le consulenze legali e professionali lievitano a quasi a due milioni di euro e il costo delle prestazioni per servizi diversi è passato da 276 mila euro a 1 milione 176 mila: quasi 1 milione in più. Di soldi pubblici. Mentre gli altri aeroporti nel triennio 2008-2010 registrano una marginalità percentuale media del 17,1%, il sistema aeroportuale del Garda presenta marginalità negative in tutti e tre gli anni: -10,3% nel 2008; -7,8% nel 2009 e -10% nel 2010. Il sistema Aeroporti del Garda in questo triennio non ha avuto redditività, anzi ha presentato ai soci un risultato negativo che è andato dal -6% del 2008 al -4% del 2009 al -5% del 2010. PROGETTI DI SVILUPPO Nonostante questo, nel 2008 viene presentato in Provincia il progetto di sviluppo del Grande aeroporto con previsioni astronomiche di traffico passeggeri: dovremmo essere già a 4 milioni e proiettati verso i 5 milioni l'anno. Siamo a 3,4 milioni, sotto al livello del 2007. Ma siccome arriverà Ryanair allora si chiedono investimenti milionari per nuove aree, parcheggi, nuovi terminal, people mover e così via. Qualcosa serve, certo, per ammodernare lo scalo, ma altre richieste sembrano un pretesto. AREA CALZONI Per esempio, pochi giorni prima di lasciare la presidenza, Bortolazzi firma il preliminare di acquisto, per farne un parcheggio, un'area limitrofa, l'area Calzoni, inseguita da tempo e sempre ritenuta troppo cara dal cda. Invece viene stipulato il contratto: la società che aveva acquistato l'area per 7,6 milioni di euro riesce a rivenderla al Catullo per 21,8 milioni. Che però non ha in soldi, perché la gara indetta per trovare un pool di banche che sostenesse l'operazione era andata deserta. Ora la nuova gestione del Catullo vuole rescindere il preliminare. La situazione è delicata anche perché entro il 31 marzo la Catullo spa dovrebbe rientrare con il Banco Popolare di 41 milioni. ASSUNZIONI PERSONALE Il capitolo assunzioni è uno di quelli già messi a fuoco dalla Procura dopo le dichiarazioni dell'ex consigliere di amministrazione Franco Pennacchia che di questo si occupava. Maresciallo dell'aeronautica in pensione, titolare di un'azienda, è lui che all'inviato di La7 spiega che pretende il 27% di assunzioni. Lui aveva la delega per occuparsi di questo. E negli uffici delle risorse umane nella primavera 2011 arrivavano pacchi di curriculum vitae e segnalazioni, mettendo in grave imbarazzo i funzionari. Risultato: la forza lavoro nel 2010 al Catullo era di 439 unità. Gli altri due aeroporti più simili a Verona per valore della produzione, cioè Bologna e Napoli impiegavano rispettivamente 355 e 278 risorse. Il che vuol dire che l'indice di produttività del personale è nettamente migliore, per esempio, all'aeroporto di Napoli che al Catullo. Il valore della produzione per dipendente è di 233 mila euro a Napoli, 227 mila a Bergamo; 192 mila a Bologna; 179 mila a Firenze e solo 136 mila a Verona. Del resto, se il criterio per le assunzioni era quello del 27%...
Maurizio Battista

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