<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411</id><updated>2012-02-01T21:42:57.293+01:00</updated><category term='volontariato'/><category term='porcellum'/><category term='dopo monti'/><category term='africa'/><category term='ruota della fortuna'/><category term='polo finanziario'/><category term='PA'/><category term='purosangue sequestrato agli evasori corre per l&apos;erario'/><category term='lazar'/><category term='maionese'/><title type='text'>Lorenzo Dalai</title><subtitle type='html'>cambiare si può</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>727</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-2780626154684848632</id><published>2012-02-01T21:41:00.000+01:00</published><updated>2012-02-01T21:42:56.888+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ruota della fortuna'/><title type='text'>indovinello</title><content type='html'>(LA)&lt;br /&gt;« En ego fortuna moderor mortalibus una,&lt;br /&gt;Elevo, depono, bona cunctis vel mala dono&lt;br /&gt;Induo nudatos, denudo veste paratos.&lt;br /&gt;In me confidit si quis, derisus abibit. »&lt;br /&gt;(IT)&lt;br /&gt;« Ecco, solo io Fortuna, governo i mortali;&lt;br /&gt;elevo, depongo, dono a tutti i beni ed i mali;&lt;br /&gt;vesto chi è nudo, spoglio chi è vestito.&lt;br /&gt;Se qualcuno confida in me, se ne andrà deriso »&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dove compare questo motto ?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-2780626154684848632?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/2780626154684848632/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=2780626154684848632' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/2780626154684848632'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/2780626154684848632'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2012/02/indovinello.html' title='indovinello'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-6080986911965068543</id><published>2012-01-31T13:41:00.000+01:00</published><updated>2012-01-31T13:42:26.524+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='africa'/><title type='text'>in Africa il fotovoltaico conviene....</title><content type='html'>La caduta dei costi di illuminazione a Led, delle batterie e dei pannelli solari, assieme a business plan innovativi, stanno permettendo a milioni di famiglie in Africa e in altri paesi in via di sviluppo, di passare dalle lampade a petrolio a forme più pulite e sicure di illuminazione elettrica. Per molti, questo passo avanti offre anche un mezzo nuovo per ricaricare i telefoni cellulari, che stanno diventando onnipresenti in Africa, invece di dover noleggiare un generatore di energia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Progressi tecnologici stanno aprendo un enorme mercato per l’energia solare, perché sono circa 1,3 miliardi di persone nel mondo che non hanno accesso a rete elettrica. Anche se sono in genere molto povere, queste persone devono pagare molto di più per l’illuminazione di quanto la gente dei paesi ricchi perché utilizzano lampade a cherosene molto inefficienti. Mentre nella maggior parte del mondo ricco il solare costa normalmente di più dell’ energia elettrica da centrali convenzionali (specialmente se si includono i costi di batterie per l’accumulo, qualora l’utente non voglia essere anche collegato alla rete), l’energia solare ha un senso economico per i paesi poveri perché costa la metà dell’illuminazione a kerosene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Centinaia di aziende si sono buttate su questo mercato. «Questo settore è esploso», dice Richenda Van Leeuwen, “senior director” per l’Energia e Clima Nazioni Unite. «C’è stato un cambiamento epocale negli ultimi cinque anni». «L’improvviso interesse è alimentato dall’avvento del costo relativamente basso dei Led», spiega Van Leeuwen . «Non molto tempo fa le lampadine a incandescenza richiedevano un pannello solare in grado di generare 20-30 watt, i led sono molto più efficienti». Ora, con la rapida diminuzione del prezzo dei led, si può avere una buona illuminazione utilizzando un pannello che genera solo un paio di watt di potenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi miglioramenti tecnologici possono non essere sufficienti per aprire il mercato. Sistemi a Led di alta qualità, con un paio di lampade e batterie sufficienti per lo stoccaggio di diverse ore di illuminazione, costano meno di 50 dollari. Si possono pagare da soli in meno di due anni, ma il costo iniziale è ancora troppo alto per molte persone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eight19, una società con sede a Cambridge, Regno Unito, è una delle diverse società che offrono un piano di pagamento accessibile. I clienti pagano dieci dollari per il sistema di illuminazione solare, che include una pannello solare, da 2,5 watt, due lampade led luminose, e una batteria al litio-ferro fosfato. Poi si paga un piccolo canone settimanale per la potenza che viene generata. Ogni settimana, gli utenti possono acquistare una scheda per circa un dollaro da un fornitore locale. Sulla scheda si scopre “grattando” un numero che va inviato via sms a Eight19 per la verifica. La società risponde con un codice di verifica che va inserito in una tastiera sulla batteria. Il codice sblocca il dispositivo elettronico per una settimana, permettendo alla batteria di alimentazione del Led o del caricatore del telefono mobile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molte altre aziende, comprese le grandi di telecomunicazioni, stanno cercando varianti su questo approccio “pay-as-you-go’”. Una cosa che qualifica Eight19 è che, dopo che un cliente ha coperto il costo del dispositivo, in genere in circa 18 mesi, lui o lei possono sostituirlo con un pannello solare più grande, una batteria più grande, più luci, e la capacità di alimentare una radio o un televisore. In questo modo, usando solo i soldi che avrebbero speso per il cherosene o per l’affitto di caricatori del telefono, possono gradualmente arrivare avere abbastanza potere di acquisto per un frigorifero o una macchina da cucire che serva a fare un lavoro che rende dice Simon Bransfield-Garth, ceo di Eight19.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eight19 ha testato il sistema con diverse centinaia di clienti, e sta avviando un progetto per vendere 4mila impianti in collaborazione con la ong Solar Aid , che contribuirà alla distribuzione. Ma Eight19 è relativamente piccolo per ora ora. Le aziende più consolidate come D.light hanno venduto oltre un milione di sistemi di illuminazione solare. Bransfield-Garth vede un grande di spazio per la crescita. «I più poveri stanno pagando i prezzi troppo alti per le loro esigenze», dice. «L’energia solare funziona bene in questa situazione».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*pubblicato originariamente su Technology Review, la rivista del Mit dedicata all’innovazione, la cui edizione italiana è diretta da Alessandro Ovi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-6080986911965068543?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/6080986911965068543/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=6080986911965068543' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/6080986911965068543'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/6080986911965068543'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2012/01/in-africa-il-fotovoltaico-conviene.html' title='in Africa il fotovoltaico conviene....'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-7293061017861651369</id><published>2012-01-30T14:08:00.001+01:00</published><updated>2012-01-30T14:11:32.673+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='volontariato'/><title type='text'>Il governo chiude l’Agenzia del Volontariato.</title><content type='html'>Non ha versato neppure una lacrima il ministro del Welfare Elsa Fornero quando ha annunciato a Milano la chiusura della Agenzia del Terzo Settore, l'organismo pubblico delegato a funzioni di indirizzo e coordinamento dell'arcipelago italiano del volontariato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente la notizia è stata giudicata di scarso valore nel sistema mediatico che va per la maggiore. Eppure se esiste un ambito, anche economico, dove la vitalità naturale di un popolo ha espresso ed esprime il massimo di valori collettivi, di disponibilità per l'altro, di aiuto gratuito agli svantaggiati, è proprio quel Terzo Settore che quotidianamente rimedia, mettendoci pure del suo, alle manchevolezze dello Stato e supplisce, da autentico "ammortizzatore sociale", alla cura di inifinite situazioni di disagio delle persone, altrimenti impossibili da alleviare con l'intervento del pubblico erario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'universo delle Onlus, sviluppatosi nel corso degli anni, ha manifestato forse la parte migliore del carattere nazionale: quello cioè di una creatività solidale e donativa che sopperisce alle disfunzioni pubbliche, che interviene laddove lo Stato non arriva e che assicura nel quotidiano quella coesione sociale, quello spirito di comunità che non lascia indietro nessuno. E che, con il suo solo esserci, dimostra che la società civile, spinta da motivazioni nobili, risparmia alla collettività spese non indifferenti e difficilmente quantificabili nel gioco dei numeretti tanto cari alla finanza spietata e ai cinici mercati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che questo mondo vitale e ed espansivo avesse bisogno di ordine e di verifica era chiaro anche nel 2002 quando l'Agenzia venne costituita per iniziativa dell'allora ministro de Welfare Maroni. Nella intelligente comprensione che un ambito regolatorio, di indirizzo e di controllo, potesse ottimizzare al meglio l'immenso patrimonio immateriale di impegno sociale e magari smascherare quei pochi o tanti furbetti che comunque si infilavano, come topi nel formaggio, nel flusso condiviso della volontaria solidarietà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora si preferisce chiudere e accentrare, in un rigurgito di vieto statalismo, dopo che tutte le burocrazie hanno fatto l'impossibile perchè l'Agenzia non decollasse e non ricevesse tutte quelle competenze e quei poteri di natura assistenziale e sociale altrimenti disperse nella giungla inestricabile degli organismi statali. Si dice che questo avviene per "risparmiare". Ma forse anche perchè è facile distruggere i deboli (peraltro poco sostenuti dalle realtà territoriali) per non invece usare la scure contro il profluvio di Authority dove prospera, iperpagato, quel ceto avido e irresponsabile di alti burocrati e di Azzeccagarbugli impegnati a produrre uno straordinario fatturato cavilloso e regolamentare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Già, perchè l'Agenzia del Terzo Settore, guidata prima dal rettore Lorenzo Ornaghi e poi dall'economista Stefano Zamagni, scontava due gravi e imperdonabili peccati originali : aveva sede a Milano e, unica  e sola tra tutte le Authority e le Agenzie di Stato, non prevedeva nessun gettone di presenza o qualsiasi compenso per i consiglieri. Insomma, più che un esempio, un vero e proprio delitto....&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-7293061017861651369?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/7293061017861651369/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=7293061017861651369' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/7293061017861651369'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/7293061017861651369'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2012/01/il-governo-chiude-lagenzia-del.html' title='Il governo chiude l’Agenzia del Volontariato.'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-1244519456261887656</id><published>2012-01-29T10:16:00.001+01:00</published><updated>2012-01-29T10:17:43.050+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='PA'/><title type='text'>Più responsabilità e meno formalismo</title><content type='html'>di Mauro Bussani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rapporto fra Pubblica Amministrazione e cittadino è reso complesso da molti fattori. Il linguaggio delle cronache si sofferma spesso, ad esempio, sui 'misfatti' di Equitalia, la sempiterna corruzione, le inefficienze della PA. Ma lo stesso linguaggio ama poi ricondurre, o affiancare, gran parte di questi problemi all’eccesso di normazione da cui l’Italia sarebbe afflitta. Si tratta di un argomento divenuto addirittura luogo comune. I luoghi comuni possono essere salutari, perché agevolano la comprensione di realtà complesse, oppure perniciosi, perché intralciano la soluzione dei problemi, velandone le cause effettive. Che sia quest’ultima la funzione svolta dal luogo comune sull’eccesso di regole è dimostrato da un dato e, soprattutto, dalla riflessione sui problemi reali dei rapporti fra noi e la PA.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Viviamo circondati da un numero di norme che, contrariamente a quanto si dice, non è superiore a quello degli altri paesi occidentali - cifre illuminanti vengono dai rapporti "Regulatory Reform" dell'Ocse, dove si tiene ovviamente in considerazione non il mero numero delle leggi, ma quello complessivo della normazione primaria e secondaria, nazionale e locale, dei vari sistemi. Eppure, quando si parla di semplificazione, di deregulation amministrativa, il ritornello è quello del numero di "lacci e lacciuoli". E’ un ritornello pericoloso per due motivi: perché spesso messaggero di una visione del mondo per cui ogni regola che limiti il proprio volere è un laccio o un lacciuolo; perché evita di cogliere i problemi che stanno al cuore dei malfunzionamenti dell’amministrazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intendiamoci: il tema della semplificazione e del miglioramento della qualità della regolazione è avvertito ovunque. Da noi, tuttavia, ad essere inadeguata al secolo, al mondo e allo stesso paese in cui viviamo è non solo e non tanto la quantità delle regole da osservare, quanto e soprattutto la cultura dell’amministrazione. Il rapporto fra amministrazione e cittadini sembra modellato su un gigantesco "guardie e ladri", si veda a questo proposito anche l’editoriale di Alberto Stancanelli "Diminuire la diffidenza tra cittadini e pubblica amministrazione". E’ un gioco solo apparentemente egalitario, per l’indifferenza con cui tratta onesti e birboni, fannulloni e operosi, veri ricchi e veri poveri. E' in realtà un gioco molesto e costoso. E' poi un gioco che si consuma nell’atto stesso di stenderne le regole, è un ludus interruptus. È difatti un gioco essenzialmente antidemocratico nella cultura che ne sostiene lo svolgimento. In democrazia, non solo la responsabilità è individuale (e non presunta ex ante e di massa), ma dovrebbe essere saldo il principio per cui paga chi si accerta abbia sbagliato. Da noi chi sbaglia non sempre paga mentre, in termini di inefficienze subite e carichi burocratici esorbitanti, sempre paga chi semplicemente entra in contatto con l’amministrazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo mondo alla rovescia si deve certo alla diffidenza dello Stato nei confronti dei cittadini, il fattore "guardie e ladri", ma anche alla visione - diffusa e capillare - dell’applicazione delle sanzioni e delle regole come dipendente da un rosario di accordi particolari, più o meno trasparenti fra la PA e il cittadino, oppure come risultante di un più ampio patto sociale, che ammorba anche larghi settori del rapporto fra lo Stato e i suoi funzionari: ti pago poco/ti controllo poco; vi assumo in tanti anche quando non ce n’è bisogno o non siete produttivi, in compenso aspetto il voto. La cultura formalista prodotta nelle sale parto della cultura giuridica delle classi dirigenti, ossia le facoltà di giurisprudenza, assieme a lentezza e farraginosità del sistema giustizia, chiudono il cerchio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le vie d’uscita?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di sicuro occorre sostenere la strada fin qui timidamente intrapresa dal governo Monti e tendente a disboscare gli adempimenti inutili e, in particolare, quelli che scaricano sul cittadino controlli di documentazione/prova burocratica che spetterebbero all’amministrazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cruciale è poi metabolizzare la necessità di spostare competenze e risorse dalla fase della gestione ex ante a quella del controllo ex post del rispetto delle regole. Conseguentemente, essenziale è ribilanciare l’accertamento delle violazioni sulle difformità di natura sostanziale e non meramente formale. Quest’ultima è una delle operazioni più difficili da compiere. La cultura dell’amministrazione è pervasa dall’idea che è il controllo formale quello cui essa è tenuta, perché: a) conforme a legge, b) si basa in larga parte su quanto esibito e/o dichiarato dal cittadino e quindi impegna assai poco l’amministrazione, c) deresponsabilizza il funzionario il cui unico compito è confrontare prassi (talora auto-prodotte), modelli e moduli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il passo ulteriore dovrebbe sfruttare il riposizionamento delle risorse sul controllo ex post, per renderlo il più esteso possibile e munirlo di sanzioni effettive, capaci di esprimere non solo la riprovazione ma anche la capacità di deterrenza nei riguardi del privato, autore della violazione, così come degli uffici/funzionari improduttivi, perché non vigilanti o mal vigilanti nei confronti degli atti e delle condotte sottoposte alla loro attenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Superamento del formalismo come fine in sé, cultura e pratica della responsabilità: sono questi i punti di partenza di quel circolo virtuoso capace di ribaltare la percezione, ma anche la sostanza del rapporto Stato-cittadini, e di sprigionare risorse verso un modello di convivenza e di crescita, sociale ed economica, non frenata, non abbruttita dalla piaga di un’amministrazione troppo spesso al servizio di se stessa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-1244519456261887656?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/1244519456261887656/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=1244519456261887656' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/1244519456261887656'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/1244519456261887656'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2012/01/piu-responsabilita-e-meno-formalismo.html' title='Più responsabilità e meno formalismo'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-8223182064821648619</id><published>2012-01-29T07:59:00.001+01:00</published><updated>2012-01-29T08:01:19.724+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='maionese'/><title type='text'>Senza Silvio la maionese del Pdl sta impazzendo</title><content type='html'>Abituati come siamo a leggere la politica attraverso le avventure dei suoi leader, forse stiamo sottovalutando il fatto che uno dei principali partiti italiani è a rischio di scomparsa. Parlo del PdL. È una prospettiva che può piacere, e anche molto, a chi ha avversato il centro-destra muscolare, ma è anche un’ipotesi che può gettare scompiglio in chi avversa il centro-sinistra. La crisi del Pdl si ricava dai sondaggi, dagli scontri interni ormai quotidiani e violenti, dallo stato dei rapporti con la Lega, assai pessimo, dall’ondivagare del suo leader massimo e la difficile emersione del suo successore designato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di procedere nel ragionamento vorrei ricordare a chi si entusiasma per questo stato delle cose, e costui è presumibilmente, come me, uno di centro-sinistra se non di sinistra-sinistra, che bisogna guardarsi dal considerare conclusa con il PdL sia l’avventura di Berlusconi sia l’avvenire del centro-destra. L’elettore cerca casa, cerca sempre casa quando la perde o la sta perdendo, e l’idea che un mondo elettorale immenso si rassegni a lasciare la vittoria all’altra parte porta alla memoria il disastro della “gioiosa macchina da guerra” di Achille Occhetto. È anche per questo che bisogna guardare a quel che accade nel PdL con attenzione. Indubbiamente vi sono al suo interno aree che sentono molto forte la tentazione di passare alla guerra contro Monti e di cavalcare, da destra, lo scontento del paese anche per riagganciare la Lega. E vi sono coloro che, viceversa, guardano al successo del governo Monti come a una prospettiva desiderabile anche perché da essa può nascere un nuovo contenitore politico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste differenze non passano fra ex An e ex Forza Italia. Se è vero che uno come La Russa scalpita e uno come Cicchitto frena, è anche vero che le differenze sono trasversali. Il PdL è stato il partito di Berlusconi e del suo popolo, come dice la sigla. Il miracolo del Cavaliere è stato quello di aver dato soggettività autonoma a un coagulo di forze culturalmente diverse. Due mi sono sembrate le caratteristiche del berlusconismo. Una è l’idea ottimistica che il progresso dell’economia è ineluttabile, che bisogna solo togliere i vincoli dello Stato, che , fatto questo, tutti diventiamo ricchi. L’altra è la chiamata a raccolta contro la sinistra, identificata oltre i suoi recinti in tutto ciò che è mano pubblica e sindacati. Qui dentro ci si sono infilati liberali e socialisti, ex fascisti e antifascisti, leghisti di complemento e unitari. Insomma come accade dappertutto c’era una gran confusione sotto quel cielo ma la presenza di Berlusconi rendeva la situazione eccellente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora questa maionese sta impazzendo. Se per La Russa è facile immaginarsi sulle barricate, per Cicchitto è più complicato. Così per altri parlamentari e ex ministri che tengono al loro profilo di moderati. Insomma quel che accade in questi giorni e settimane nel PdL parla di ciò che può avvenire nella vita pubblica italiana allorchè una recente famiglia politica si disgrega e i suoi figli si disperdono nell’universo mondo. In questa diaspora possono portare con sé tante cose tranne una, l’idea berlusconiana del progresso ininterrotto. Devono cioè ragionare su altre letture dell’economia e della società, meno ottimistiche, meno roboanti, meno fondate sull’ “arricchitevi tutti”. Forse il PdL sparirà, forse La Russa se ne andrà con il suoi gagliardetti, forse Cicchitto e gli altri che vengono dal Psi riscopriranno una nuova solitudine politica. Quel che è certo è che la destra fondata da Berlusconi sta morendo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-8223182064821648619?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/8223182064821648619/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=8223182064821648619' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/8223182064821648619'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/8223182064821648619'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2012/01/senza-silvio-la-maionese-del-pdl-sta.html' title='Senza Silvio la maionese del Pdl sta impazzendo'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-6970203840073419506</id><published>2012-01-28T15:33:00.001+01:00</published><updated>2012-01-28T15:35:31.645+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dopo monti'/><title type='text'>Ma Vendola, Di Pietro e Bersani hanno delle idee per l’Italia dopo Monti?</title><content type='html'>Vendola e Di Pietro tentano di rifare la foto di Vasto. Da quel giorno sembra passato un secolo. Nel frattempo è tutto cambiato. Berlusconi non è più premier, il suo partito sostiene un governo che lo ha sostituito, ha rotto con la Lega e sembra penalizzato dai sondaggi. Il Pd, invece, non è più all’opposizione e finora i sondaggi sembrano premiare la scelta di responsabilità che ha fatto il segretario Bersani. Vendola e Di Pietro si collocano all’opposizione. Di Pietro lo fa in modo sanguigno, con parole spesso poco rispettose verso Bersani. Vendola pronuncia giudizi netti per contestare le scelte di Monti ma si guarda bene da mostrarsi irrispettoso verso il suo più forte alleato e soprattutto verso l’elettorato dei democratici. Nel Pd intanto crescono quelli che immaginano che le future alleanze del partito debbano prescindere dalla foto di Vasto. Non solo c’è chi vuole la separazione da Di Pietro ma anche chi pensa che il necessario aggancio dei centristi valga il sacrificio dell’alleanza con Vendola. Bersani sembra poco attratto da chi vuole immediatamente la rottura con i suoi critici. Alle richieste di Vendola e di Di Pietro di rinnovare l’alleanza non ha risposto negativamente. È molto probabile che il segretario del Pd abbia soprattutto a cuore il rapporto con Nichi che raccoglie consensi in aree politiche contigue a quelle del Pd. E che è alleato in molte amministrazioni locali e in una grande regione come la Puglia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-6970203840073419506?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/6970203840073419506/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=6970203840073419506' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/6970203840073419506'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/6970203840073419506'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2012/01/ma-vendola-di-pietro-e-bersani-hanno.html' title='Ma Vendola, Di Pietro e Bersani hanno delle idee per l’Italia dopo Monti?'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-563847781427411234</id><published>2012-01-26T19:53:00.000+01:00</published><updated>2012-01-26T19:55:11.159+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lazar'/><title type='text'>Per Lazar, “La vera anomalia italiana è la gerontocrazia”</title><content type='html'>Per il politologo e docente universitario Marc Lazar in Italia «i più anziani non vogliono lasciare il posto ai giovani e questo accade sia nel potere politico che nel potere economico o culturale o accademico». E, se  «i giovani dovranno impegnarsi sempre di più per ottenere un vero cambiamento», per esprimere il potenziale inespresso dell’Italia è necessario «dare responsabilità e opportunità a coloro che hanno 25-35 anni».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Italia non è l’unico paese in Europa che sta vivendo un declino economico, una crisi della classe dirigente e un aumento del proprio debito pubblico. A pochi chilometri dalla Liguria abbiamo, infatti, i francesi che condividono una sorte molto simile alla nostra. Quale futuro ha davanti l’Italia? Secondo Marc Lazar, politologo francese, storico ed esperto dei sistemi politici italiani, c’è bisogno di un forte legame italo-francese perché «il futuro dell’Europa sarà molto determinato dal rapporto tra Parigi-Berlino-Roma». E il legame fra Italia e Francia «è importante per ragioni economiche, perché la Francia è il secondo partner commerciale dell’Italia e perché abbiamo molte cose in comune sul piano culturale e storico».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Professor Lazar, data la sua conoscenza della situazione politica internazionale, che previsioni può fare per il futuro politico del nostro Paese?&lt;br /&gt;Credo che da una parte la formazione del governo Monti significhi la fine di una certa fase politica, legata alla figura di Berlusconi, con una conseguente debolezza della rappresentanza parlamentare e ciò è testimoniato dalla necessità di formare un governo tecnico; ma dall’altra devo riconoscere che questo governo ha subito avuto una grande credibilità internazionale, sta attuando una manovra economica dura e diverse riforme di grande rilievo che gli potrebbero permettere una longevità di almeno un anno. Attualmente, infatti, non vedo l’interesse di un partito, sia di destra che di sinistra a fare cadere questo governo e di andare alle elezioni. Se la crisi dovesse esplodere dovrebbe avvenire entro la fine di marzo-aprile perché si sa che in Italia si vota prima dell’estate e poi da novembre c’è il semestre bianco del Presidente della Repubblica. Inoltre chi farà cadere il governo Monti si prenderà una responsabilità forte davanti all’opinione pubblica italiana ed europea e al momento nessuno sa come gestire le alleanze per le elezioni, quindi questo governo dovrebbe andare avanti fino al 2013.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa succederà nel “post Monti”? Si arriverà a una deriva populista o si avrà una spinta di tipo socialista?&lt;br /&gt;Fare un pronostico è molto difficile in Italia in questo momento, stiamo assistendo ad un doppio processo: da una parte c’è un rischio di grande destrutturazione del sistema politico derivante da una frammentazione impressionante all’interno degli schieramenti - perché prima avevamo Pd + Idv e dall’altra parte avevamo Pdl e la Lega; ora, invece, abbiamo un Pdl diviso, una Lega che spara a zero contro quasi tutti, un Pd che ha perso molti consensi, un Idv che critica un po’ tutti, e un terzo polo - e dall’altra parte il governo Monti che si presenta con una ricetta fatti di rigore, serietà e umiltà cercando di rompere con l’attitudine mediatica personale e populista di Berlusconi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha partecipato ad un ciclo di incontri (organizzati da Assieme all’Associazione Management Club e Federmanager Academy) dove si è discusso proprio del “futuro dell’Italia nel XXI secolo”, a che conclusioni è pervenuto?&lt;br /&gt;Ho scoperto un grandissimo interesse su tutto il territorio che abbiamo visitato ma anche una situazione di grande preoccupazione per il futuro dell’Italia in generale. Ciò che abbiamo rilevato durante questi seminari è una grande speranza per l’Italia, una grande volontà di rilanciare l’Italia. Dal territorio recuperiamo dunque le seguenti considerazioni:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    1. La necessità per le imprese di sviluppare la loro attività con maggior facilità, che tradotto significa più liberalizzazioni.&lt;br /&gt;    2. Una grande attesa di una classe dirigente ben formata e di alta qualità con autorità pubbliche che potrebbero non prendere un posto importante ma avere un ruolo di regolazione importante&lt;br /&gt;    3. Il bisogno di investire nel mondo dell’educazione, della ricerca ma anche della cultura.&lt;br /&gt;    4. L’importanza delle risorse territoriali&lt;br /&gt;    5. La voglia di trovare una soluzione per i giovani e di dare loro una speranza permettendogli di avere maggiori responsabilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un Paese come l’Italia è pieno di talenti, esistono casi di eccellenza nei settori più diversi. Come si possono valorizzare e quali sono gli elementi che rallentano la nostra crescita?&lt;br /&gt;Bisogna aumentare la concorrenza in modo da accrescere la competizione nell’eccellenza in tutti i settori. Più avremo una classe dirigente di alta qualità aperta a livello mondiale, più il nostro paese potrà giocare un ruolo nel Mediterraneo, l’Europa e anche nel Mondo.&lt;br /&gt;Un problema dell’Italia è il divario tra Nord e Sud che rimane forte ed è un argomento di grande preoccupazione per il futuro. Non ultimo il futuro della cultura in Italia: il vostro è un paese che è ripiegato sul patrimonio e che non investe più, anzi ha tagliato molte risorse sia pubbliche che private alla cultura, grandissima risorsa per l’Italia, fonte economica ed elemento di attrazione per il turismo internazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quali sono le potenzialità inespresse dell’Italia? Penso al turismo che rappresenta il 12% del Pil italiano. Ce ne sono altre?&lt;br /&gt;Si, c’è la cultura che è una delle chiavi del successo dell’Italia nel mondo, c’è il turismo che è una vera risorsa economica, e c’è una forte tradizione di creatività, di creazione industriale da mantenere e valorizzare. Il turismo è un elemento da sviluppare perché negli ultimi anni l’Italia ha perso molti posti nella competizione internazionale. Data la mia esperienza nel vostro paese trovo assolutamente straordinario il numero di talenti che ci sono che malgrado tutti gli ostacoli presenti qui, sono ancora più decisi a fare qualcosa, a superarle barriere del mondo dell’amministrazione pubblica, del mondo delle imprese e quello più terribile rappresentato dalla gerontocrazia. Penso che da questo punto di vista dare responsabilità e opportunità a coloro che hanno 25-35 anni è una necessità assoluta in Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A proposito di “gerontocrazia” pensa che i giovani interessati alla politica riusciranno a farsi largo e scardinare la vecchia classe politica che ci governa?&lt;br /&gt;Penso che bisognerà arrivare ad uno scontro generazionale: i più anziani qui non vogliono lasciare il posto ai giovani e questo accade sia nel potere politico che nel potere economico o culturale o accademico ma ancora di più in politica perché ovviamente ci si può far rieleggere soprattutto con questa legge elettorale quindi credo che i giovani dovranno impegnarsi sempre di più per ottenere un vero cambiamento. Ben vengano dunque le reti online con i gruppi di Facebook, che permettono la condivisione delle idee utili a cambiare il paese. Credo che bisognerà fare una pressione forte sulle vecchie generazioni italiane che sono al potere e che questa sia una necessità per la vitalità della democrazia italiana – e lo dice uno che ha quasi sessant’anni ma che capisce benissimo questa voglia di partecipazione dei giovani – anche se potrebbe avere delle conseguenze per la gente della mia età.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da attento osservatore della situazione politica internazionale, quale previsioni fa per la moneta unica? La Francia sta già correndo ai ripari con la “Tobin Tax” e un avvicinamento alla Germania, cosa succederà agli altri paesi?&lt;br /&gt;Sono convinto che anche se la situazione economica finanziaria monetaria è molto difficile, prevarranno gli interessi dei singoli paesi uniti per salvare l’euro. La mia paura non è legata dunque alla resistenza della moneta unica quanto alla situazione economica molto difficile per l’insieme dei paesi europei con una crescita molto bassa – siamo quasi in recessione in Italia e in Francia – e sarà necessario un rilancio dell’attività economica per evitare un declino dell’Europa a livello internazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che ruolo avranno la Francia e l’Italia nel delicato processo di stabilizzazione europea?&lt;br /&gt;I nostri due paesi in questi ultimi anni hanno portato avanti dei rapporti molto complessi, fatti di diffidenza, di polemiche, di ignoranza. Ora hanno iniziato una nuova fase, grazie alla svolta data dal governo Monti che ha dato un’altra immagine dell’Italia. Abbiamo bisogno di questo forte legame italo-francese perché il futuro dell’Europa sarà molto determinato dal rapporto tra Parigi-Berlino-Roma. Il rapporto Parigi-Roma è importante per ragioni economiche, perché la Francia è il secondo partner commerciale dell’Italia e perché abbiamo molte cose in comune sul piano culturale e storico. Abbiamo anche molti interessi comuni legati al Mediterraneo e credo che avere un’Europa più equilibrata verso il mediterraneo sia il compito della Francia e dell’Italia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-563847781427411234?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/563847781427411234/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=563847781427411234' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/563847781427411234'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/563847781427411234'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2012/01/per-lazar-la-vera-anomalia-italiana-e.html' title='Per Lazar, “La vera anomalia italiana è la gerontocrazia”'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-9167717750175229767</id><published>2012-01-26T13:33:00.001+01:00</published><updated>2012-01-26T13:35:28.204+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='porcellum'/><title type='text'>"Puntare a cambiare il porcellum"</title><content type='html'>l'impegno dell'assemblea del Pd&lt;br /&gt;Le riforme e in particolare la legge elettorale sono al centro della giornata conclusiva dell'assemblea del Pd. "Dobbiamo puntare con ogni mezzo a cambiare il porcellum", dice Pier Luigi Bersani. E alla fine si decide di non mettere ai voti un ordine del giorno che fissava le primarie per i parlamentari perché, secondo i vertici del partito ma non per la cinquantina di firmatari, avrebbe indebolito l'impegno su questo fronte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel Partito democratico tutti concordano sulla necessità di varare una nuova legge elettorale, ma ci sono pareri diversi sul modello da adottare. Per evitare le polemiche del passato, l'assemblea si assesta sul mix di maggioritario e proporzionale. Tranne Dario Franceschini, i vari big evitano di addentrarsi nel ginepraio dei vari sistemi e battono sul tasto più popolare, quello che ha permesso ai referendari di raccogliere un milione e 200mila firme e al tempo stesso all'antipolitica di crescere: ridare ai cittadini il potere di scegliere i parlamentari e mettere fine al Parlamento dei nominati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Adesso le preoccupazioni del Paese sono altre, ma tornerà l'indignazione per una legge elettorale devastante. Non possiamo dare l'idea che noi facciamo le nostre robine" è il motivo per cui Bersani chiede al Pd di prendere in mano dentro e fuori il Parlamento il pallino della riforma elettorale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma siccome ci sono resistenze e rischi che tutto finisca in una bolla di sapone, sia Bersani sia Enrico Letta prendono l'impegno a fare, in caso di mancata riforma, le primarie per i parlamentari. Richiesta che già nel 2008 la minoranza aveva avanzato a ridosso delle elezioni politiche. "Se la volta scorsa - obietta il segretario - avessimo fatto le primarie, mentre Berlusconi nominava i parlamentari, in cosa sarebbe cambiato il destino dell'Italia?". Ma la prossima volta, assicura Bersani, non sarà così e se ci sarà il Porcellum gli eletti saranno scelti nei gazebo e non nel chiuso delle segreterie di partito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per rafforzare questa prospettiva, un gruppetto di delegati, capitanati da Pippo Civati e Salvatore Vassallo, chiede all'assemblea di votare un ordine del giorno che impegna a redigere entro 60 giorni un regolamento per le primarie. Rosy Bindi, da sempre sia fan delle primarie, è la prima a esprimere dubbi: ipotizzare una via di fuga all'attuale legge indebolisce lo sforzo per la riforma. Tesi condivisa anche da Franco Marini mentre Anna Finocchiaro fa un'osservazione franca: "lo dico con sincerità, sarei preoccupata per i costi, non solo economici, che una campagna del genere può creare a ridosso delle elezioni", alludendo alla guerra fratricida che si aprirebbe per la competizione dentro il partito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'idea del voto in assemblea non piace neanche a Bersani: "C'è chi chiede di mettere nero su bianco l'impegno, io sono segretario pro-tempore e se dò la mia parola ci vuole un po' di buon senso". E alla fine Civati rinuncia: "Bersani ha messo la fiducia e noi ci fidiamo".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dossier riforme in Parlamento. I presidenti di Camera e Senato si mettono al lavoro per fissare l'agenda. La sollecitazione arrivata dal capo dello Stato 2 viene immediatamente colta. E al termine delle 'consultazioni' del Quirinale, la palla passa a partiti concordi sulla necessità di metter mano a riforme istituzionali e legge elettorale. Anche se la distanza nel merito lascia ancora spazio a qualche pessimismo sui risultati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Nelle prossime ore sentirò Schifani", annuncia Gianfranco Fini dal palco di una manifestazione di Fli a Torino. "Ho sentito Napolitano. A giorni incontrerò i presidenti dei gruppi del Senato e mi confronterò con Fini", conferma dall'isola del Giglio il presidente dell'assemblea di Palazzo Madama.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I vertici delle due Camere si muovono dunque "per concordare l'agenda" per "l'avvio della discussione" sulle riforme. Così come ieri ha auspicato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con quella che Fini definisce una "lodevole iniziativa".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il segretario del Pdl Angelino Alfano chiede di "accelerare sulle riforme del Parlamento". "I grandi partiti devono impegnarsi in questo sforzo nei prossimi 12-14 mesi", aggiunge sottolineando che il suo partito è pronto a fare il "massimo" in questa direzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche Pd e Terzo polo insistono sull'urgenza di metter mano all'architettura istituzionale. "E' il momento", dichiara Fini, di apportare quelle novità che "continuano a essere declamate nei comizi e poi insabbiate nelle aule parlamentari": "in primis", elenca il leader di Fli, la riduzione del numero dei parlamentari, insieme con la fine del bicameralismo perfetto. Ma anche cambiare la legge elettorale è questione "ineludibile" e "primaria".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da questo punto in poi iniziano i distinguo. Con una chiara differenza di accenti tra Pd e Pdl in tema di priorità. Perché se il partito di Bersani, come visto, pone l'accento innanzitutto sulla legge elettorale, quello di Berlusconi sembra voler fare prima le altre riforme. "In primo luogo vanno realizzate quelle istituzionali", dice il capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto, che mette il sistema di voto in fondo alla lista delle priorità. Se il Pd ritiene invece che si debba mettere mano solo al porcellum, incalza Gaetano Quagliariello, lo dica chiaramente, "per evitare una presa in giro" per il ramo del Parlamento (probabilmente il Senato) cui verranno assegnate le riforme istituzionali. E Alfano afferma che il Pdl è propenso a "salvaguardare i pregi" del porcellum.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-9167717750175229767?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/9167717750175229767/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=9167717750175229767' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/9167717750175229767'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/9167717750175229767'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2012/01/puntare-cambiare-il-porcellum.html' title='&quot;Puntare a cambiare il porcellum&quot;'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-6813778920468571155</id><published>2012-01-25T13:30:00.000+01:00</published><updated>2012-01-25T13:32:27.421+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='polo finanziario'/><title type='text'>A Milano il Polo finanziario che Verona non ha voluto</title><content type='html'>Una finestra sul mondo che poteva essere nostra&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Torre Garibaldi, Polo finanziario della città di Milano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che Verona non ha saputo realizzare con il Polo finanziario lo sta facendo Milano. Segno che la città scaligera è drammaticamente in ritardo con il futuro. Proprio in questi giorni, tra i 2.700 dipendenti del gruppo Unicredit di Verona gira il filmato della videoconferenza con cui il noto gruppo bancario, a maggioranza veronese per mezzo della Fondazione Cariverona, presenta la nuova torre Garibaldi, mega-intervento da 280 mila metri quadri tra uffici, aree verdi e negozi, situato nel cuore di Milano, destinato ad ospitare circa 4 mila dipendenti tra dirigenti e quadri (i grattacieli sono già finiti, il trasferimento è previsto entro la prima metà del 2013). La logica è esattamente la stessa dell’ex Polo, il cui progetto la giunta Tosi ha sbrigativamente buttato nel cestino in favore di un bel… parcheggio: riunire in unico edificio, moderno e attrezzato, tutte i centri direzionali della banca sparsi per la città meneghina liberando così palazzi storici divenuti ormai costosi e poco funzionali. Verona e la giunta di centrosinistra guidata da Paolo Zanotto c’erano arrivati già qualche anno fa, su spunto dell’allora amministratore della Banca Popolare, Fabio Innocenzi, il quale riconosceva nella città scaligera (città media e ben collegata) in coppia con la city finanziaria di Milano, l’ambiente adatto per riproporre il modello che negli Stati Uniti lega insieme la città di Boston e il grande centro finanziario di New York. Poi l’arrivo della nuova giunta a trazione leghista a fare letteralmente tabula rasa di tutto il progetto (sostituito con un parcheggio a raso, appunto), ma anche le scelte della Popolare di andare ad impelagarsi con la Popolare di Lodi, che era di Fiorani, il banchiere coinvolto nella vicenda dei furbetti del quartierino. Saranno fischiate le orecchie ai circa 700 dipendenti scaligeri di Unicredit Corporate Banking, la divisione del gruppo che si occupava di di finanziamenti alle aziende, che proprio a Verona, in via Garibaldi, aveva il suo quartier generale: nel corso del 2010 la Corporate è stata cancellata dall’organigramma aziendale e “fusa” in Unicredit Spa. Giocoforza i dipendenti si presentano oggi come esuberi, con i sindacati affaccendati ad accompagnarli alla pensione oppure a farli “riassorbire” dalle filiali, già piene come uova. Di più si può dire che il progetto di ristrutturazione immobiliare ed operativa del gruppo coinvolge tutte le principali sedi, da Milano a Roma; da Vienna a Monaco e Amburgo; da Zagabria a Sofia a Bucarest fino a Praga. Nell’elenco naturalmente manca Verona. E’ davvero strano che manchi un grosso centro di responsabilità nella città che è sede dell’azionista di maggioranza (o che almeno sarà tale fino alla fine dell’aumento di capitale, ormai alle battute finali), la Fondazione Cariverona (m.m.)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-6813778920468571155?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/6813778920468571155/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=6813778920468571155' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/6813778920468571155'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/6813778920468571155'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2012/01/milano-il-polo-finanziario-che-verona.html' title='A Milano il Polo finanziario che Verona non ha voluto'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-245343810550255273</id><published>2012-01-24T18:18:00.002+01:00</published><updated>2012-01-24T18:25:48.554+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='purosangue sequestrato agli evasori corre per l&apos;erario'/><title type='text'>febbre da cavallo</title><content type='html'>Purosangue sequestrato agli evasori corre per l'erario&lt;br /&gt;Il figlio di Varenne ha già portato 150mila euro nelle casse dello Stato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sequestrato tre anni fa nell'ambito di una indagine per evasione fiscale, Mustang Grif, cavallo figlio del mitico Varenne, ogni volta che gareggia e vince, cosa che accade spesso, porta migliaia di euro nella casse dell'erario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mustang Grif, infatti, dall'atto del sequestro, fa parte temporaneamente della scuderia della Guardia di finanza di Padova che lo fa correre a tutto vantaggio delle casse dello Stato alle quali ha portato già 150 mila euro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mustang Grif è sotto sequestro nell'ambito di un'indagine che ha portato alla scoperta di due milioni di euro di evasione fiscale, oltre a un giro di riciclaggio internazionale la cui indagine si è conclusa nelle scorse settimane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli uomini delle fiamme gialle hanno contestato ad un presunto evasore padovano, attivo nell'ambito della logistica, l'omesso versamento di Iva e ritenute Irpef per 1,5 milioni di euro e di contributi previdenziali per oltre 2,2 milioni nonchè il riciclaggio internazionale, la bancarotta fraudolenta e l'impiego di beni di provenienza illecita.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-245343810550255273?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/245343810550255273/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=245343810550255273' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/245343810550255273'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/245343810550255273'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2012/01/questo-e-linizio-del-post.html' title='febbre da cavallo'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-2881807165123506796</id><published>2012-01-22T13:28:00.001+01:00</published><updated>2012-01-22T13:28:42.186+01:00</updated><title type='text'>Serve un pool di ingegneri nel Pd per organizzare le primarie</title><content type='html'>Bersani giura che se il Porcellum non sarà riformato, saranno gli elettori a scegliere i parlamentari del Pd. Con le primarie. Un impegno solenne, ma vago. Come si fanno le primarie per i listini bloccati? Per risolvere il problema – e vincolare il partito – Vassallo e Civati hanno studiato un modello, piuttosto complicato. Che oggi l’assemblea del Pd mette ai voti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Approvare la riforma elettorale è indispensabile. È questa la priorità del Partito democratico. Eppure nella remota ipotesi – ma forse non così remota – che le Camere non riescano a riformare il Porcellum, il Pd organizzerà le primarie per eleggere i propri candidati al Parlamento. La conferma è arrivata dal segretario nazionale Pier Luigi Bersani, intervenuto ieri pomeriggio all’Assemblea nazionale del partito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, basta liste bloccate. Porcellum o meno, i militanti del Partito democratico potranno scegliere i propri candidati. Come aveva chiesto Romano Prodi. In che modo? Non è ancora dato saperlo. Si fa presto a dire primarie: il modello elettorale finora sperimentato dal Pd non va bene. Stavolta non si deve eleggere un candidato presidente del Consiglio (o segretario di partito, sindaco, presidente di regione). Ma una lista di nomi da inserire nel listino bloccato previsto dalla legge Calderoli. Una novità assoluta, che necessita di un meccanismo ad hoc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bersani per ora non ci vuole pensare troppo. Il suo resta un impegno solenne, ma generico. Il Pd è pronto, extrema ratio, a candidare i suoi uomini attraverso le primarie. Punto. Eppure tra i dirigenti presenti all’assemblea romana c’è chi non si dà pace per trovare la soluzione al problema. Meglio, per vincolare il partito a un impegno più stringente. Sono il consigliere regionale lombardo Pippo Civati (già rottamatore) e il deputato veltroniano Salvatore Vassallo, che in queste ore stanno raccogliendo le firme per presentare un ordine del giorno in materia. I due hanno studiato un regolamento per le primarie “politiche”, a cui il partito si dovrà attenere nel caso in cui il Porcellum resti in vigore. Un documento - per la presentazione basta raccogliere trenta sottoscrizioni - che con ogni probabilità sarà messo ai voti oggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sistema non è semplicissimo. Ma, spiega Vassallo, ha il pregio di garantire «trasparenza» agli elettori democrat. Anzitutto sono ridefinite le dimensioni dei collegi. Quelli previsti dal Porcellum – quasi sempre corrispondono al territorio regionale – sono troppo grandi. Primarie di questo tipo sarebbero impensabili. «Significherebbe costringere i candidati a campagne elettorali costosissime» continua Vassallo. Per non parlare dell’enorme numero di candidati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il progetto al vaglio dell’assemblea Pd prevede collegi più piccoli. Salvo rare eccezioni – come Roma e Napoli – ogni provincia è un collegio elettorale. Come si vota? Ogni elettore avrà due preferenze. Può utilizzarle entrambe, o solo una. Nel primo caso, però, dovrà indicare due candidati di genere diverso. Un uomo e una donna, o viceversa. Attenzione: in questa fase non c’è alcuna differenza tra Camera e Senato. Ogni candidato si presenta indistintamente dal ramo del Parlamento di cui farà - eventualmente - parte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui il meccanismo si fa più complesso. E, c’è da scommettere, rischia di scoraggiare qualche elettore, anche tra i più motivati. Formano le liste bloccate del Porcellum i candidati più votati di ogni collegio. Ad ogni provincia sarà attribuito un numero di candidature in relazione ai risultati ottenuti dal Pd alle politiche del 2008. Semplificando: più forte è il partito in quella provincia, più candidati potranno ambire al Parlamento. Con lo stesso calcolo sarà possibile stabilire l’ordine con cui le candidature saranno assegnate a ciascun collegio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il progetto di Vassallo e Civati è senza dubbio lodevole. Condivisibile la proposta di un modello che vincoli il partito a qualcosa di più che una generica promessa. Il dubbio, semmai, riguarda un altro aspetto. Il sistema sarà sufficientemente chiaro e trasparente per appassionare il popolo democrat?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-2881807165123506796?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/2881807165123506796/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=2881807165123506796' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/2881807165123506796'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/2881807165123506796'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2012/01/serve-un-pool-di-ingegneri-nel-pd-per.html' title='Serve un pool di ingegneri nel Pd per organizzare le primarie'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-5797011128467220010</id><published>2012-01-22T13:27:00.002+01:00</published><updated>2012-01-22T13:28:06.542+01:00</updated><title type='text'>Parla Romano Prodi</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Xs0UQjDMJc0/TxwA0RJ-_LI/AAAAAAAACHQ/ahbtnTYKGiQ/s1600/romano_prodi.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 275px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-Xs0UQjDMJc0/TxwA0RJ-_LI/AAAAAAAACHQ/ahbtnTYKGiQ/s320/romano_prodi.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5700432126302682290" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Romano Prodi ormai somiglia sempre di più al grande saggio. Del resto, ne ha tutti i tratti: ha sconfitto il Male per ben due volte e per ben due volte i beneficiati hanno poi pensato di poter fare a meno di lui. Tutto si può dire del fondatore dell’Ulivo tranne che non sia un uomo che conosca tanti segreti dell’Italia, eppure ha conservato un pregio: riesce a parlare la lingua dell’elettorato. Interviene di rado, ma quando lo fa sembra dare sempre la risposta che il popolo di sinistra si aspetta. Come sui referendum. Adesso il Professore rifila un’altra stoccata ai vertici del Pd e benedice l’ipotesi primarie anche per la scelta dei parlamentari. «Se si potevano forse evitare quando c’era una seria struttura nei partiti - dice Prodi - oggi sono indispensabili». Bersani e compagnia colpiti e affondati. E ora che ne faranno di tutti quei fogli con sopra scarabocchiati i nomi dei candidati da infilare nelle liste bloccate del Porcellum?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-5797011128467220010?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/5797011128467220010/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=5797011128467220010' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/5797011128467220010'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/5797011128467220010'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2012/01/parla-romano-prodi.html' title='Parla Romano Prodi'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-Xs0UQjDMJc0/TxwA0RJ-_LI/AAAAAAAACHQ/ahbtnTYKGiQ/s72-c/romano_prodi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-1619936269124482384</id><published>2012-01-22T13:25:00.001+01:00</published><updated>2012-01-22T13:27:07.283+01:00</updated><title type='text'>Bersani e una birra, finalmente il Pd imbrocca un manifesto</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-KOZct5i1GFA/TxwAlG4_GKI/AAAAAAAACHE/JO1iTjJYMwo/s1600/aedehhaf.png"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 271px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-KOZct5i1GFA/TxwAlG4_GKI/AAAAAAAACHE/JO1iTjJYMwo/s400/aedehhaf.png" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5700431865848993954" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Pier Luigi Bersani viene immortalato mentre beve una birra al centro di Roma (è via degli Specchi, non Campo de’ Fiori). E la “notizia” circola sui social network. L’immagine mostra un Bersani da solo al tavolino, intento a rivedere i suoi appunti (probabilmente il discorso per l’assemblea nazionale del Pd) con davanti un bicchiere di birra. Una bionda. Qualcuno polemizza sull’immagine tristanzuola offerta da Bersani, solo soletto in birreria. Noi, invece, la pensiamo diversamente. Il segretario del Pd farebbe bene a farsi dare l’originale (il Post scrive che l’ha scattata Luca Sappino, consigliere municipale di Sinistra e Libertà). E a imbastirci una campagna pubblicitaria: finalmente un’immagine azzeccata, che coniuga normalità e impegno. Ma dove lo trovi un politico che si scrive il discorso da solo, davanti a una birra, come farebbe un cittadino qualsiasi?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-1619936269124482384?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/1619936269124482384/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=1619936269124482384' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/1619936269124482384'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/1619936269124482384'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2012/01/bersani-e-una-birra-finalmente-il-pd.html' title='Bersani e una birra, finalmente il Pd imbrocca un manifesto'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-KOZct5i1GFA/TxwAlG4_GKI/AAAAAAAACHE/JO1iTjJYMwo/s72-c/aedehhaf.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-2800821942764238186</id><published>2012-01-19T14:22:00.001+01:00</published><updated>2012-01-19T14:22:42.986+01:00</updated><title type='text'>Tempio Votivo, il degrado regna sovrano (da L'Arena)</title><content type='html'>Padre Valbusa: «La chiesa è ostaggio di sbandati, rom e prostitute. Non ci arrendiamo, chiediamo un occhio di riguardo»&lt;br /&gt;Non solo lavori o disservizi. Nel nostro viaggio di esplorazione in stazione Porta Nuova, vengono a galla anche gli scorci di degrado. La zona dello scalo ferroviario, che per la sua posizione fra il centro, la terza circoscrizione e la parte sud della città potrebbe fare da cerniera tra quartieri, sembra invece terra di nessuno. Frontiera, area a sé stante. Ma frequentatissima. Qui, i percorsi di lavoratori e studenti pendolari, turisti e semplici cittadini si intrecciano a quelli di senzatetto (stranieri o italiani), gruppi di Rom, spacciatori, prostitute...&lt;br /&gt;OSSERVATORIO. Il Tempio Votivo, la chiesa davanti a stazione Porta Nuova, si trova proprio in mezzo al brulichio. A osservare, e molto spesso anche a interagire con questo fiume di umanità, c´è la piccola comunità francescana dei frati minori conventuali. Il parroco, padre Giampietro Valbusa, ci racconta la lotta al degrado. Condotta quotidianamente con le opere benefiche: ! qui ci sono un centro d´ascolto e la distribuzione di vestiario per senzatetto. Ma pure con telecamere di controllo e qualche chiamata alle forze dell´ordine, talvolta la situazione sfugge di mano.&lt;br /&gt;PROBLEMI. Padre Valbusa premette: «La situazione attorno alla stazione, 7-8 anni fa, era più grave di quella attuale. Siamo grati alle forze dell´ordine per il lavoro di contenimento del degrado. Carabinieri e vigili fanno sopralluoghi e, quando chiamati, accorrono immediatamente. Detto questo, però, si notano i segnali di una nuova inversione di rotta. Passo passo, il piazzale, già penalizzato dal cantiere, sta tornando alla deriva. Quando c´è buio, gli utenti della stazione hanno paura a passare per di qua. Un´area così critica meriterebbe un monitoraggio speciale».&lt;br /&gt;SBANDATI. Al Tempio Votivo, da poco è stato sottratto un crocefisso. Ultimo episodio di una lunga serie. «La chiesa, aperta gran parte del giorno, è diventata l&amp;acut! e;approdo di molti extracomunitari. Chiedono soldi, con la scu! sa di dover prendere il treno. Ormai le facce le conosciamo. Sempre le stesse. Li indirizziamo ai nostri servizi d´assistenza. Ma alcuni, non ricevendo il denaro, si alterano». Altri sono già «alterati» dall´alcol. «Entrano, dormono, gironzolano, a volte gridano. I parrocchiani hanno paura: non si sa cosa aspettarsi».&lt;br /&gt;ROM. Altra presenza «invadente», citata da padre Valbusa, è quella dei Rom. «Qui hanno il loro ritrovo serale. Arrivano prima della messa delle 18. Ed è un continuo inseguire le persone fino alle auto per ottenere soldi. Ma questo non sarebbe niente. Si infilano in ogni porta lasciata aperta. Al nostro centro d´assistenza per senzatetto, hanno ripetutamente sottratto vestiario. Non solo. Hanno trafugato la borsa di una volontaria, la bici di un ragazzino del catechismo, i documenti di un parrocchiano. L´assalto è sabato e domenica, sempre in orario messe».&lt;br /&gt;PROSTITUTE. Sono tornate. «Si tratta perlopiù di donne d! ell´Est Europa. Si mettono sotto le ex case dei ferrovieri, ma anche qui davanti al nostro cancello», spiega padre Valbusa. Per evitare le sanzioni, i metodi di adescamento sono molto discreti. Niente abiti sexy o «contrattazioni» a bordo strada. Un veloce scambio di numeri di cellulare. E l´incontro avverrà poi in qualche appartamento. «Spesso, sono donne senza alternative. Noi cerchiamo di aiutarle, allertando onlus che operano in questo campo, come l´associazione di don Benzi. Ma è un terreno molto difficile».&lt;br /&gt;Padre Valbusa conclude: «Dietro il degrado, ci sono spesso storie di vita difficili. Molte le ascoltiamo, e cerchiamo di fornire un primo aiuto. In altri casi, è come scontrarsi contro un muro. Sappiamo che la stazione sta vivendo un periodo di passaggio, e che il futuro sarà migliore. Nel frattempo non ci arrendiamo. Ma chiediamo, se possibile, un occhio di riguardo».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-2800821942764238186?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/2800821942764238186/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=2800821942764238186' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/2800821942764238186'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/2800821942764238186'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2012/01/tempio-votivo-il-degrado-regna-sovrano.html' title='Tempio Votivo, il degrado regna sovrano (da L&apos;Arena)'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-6970210174765155086</id><published>2012-01-19T14:18:00.000+01:00</published><updated>2012-01-19T14:19:29.307+01:00</updated><title type='text'>Nel Veronese sono già 5.076 i senza lavoro (da L'Arena)</title><content type='html'>L´assessore Sachetto: «Centri per l´impiego mai così frequentati, il 2 gennaio alle 8.30 qui a Verona c´erano 45 persone che aspettavano un colloquio»&lt;br /&gt;È l´occupazione la vera, grande, emergenza del 2012 appena iniziato. A dirlo sono i numeri, sono le storie di vita quotidiana di (ormai ex) lavoratori veronesi, sono le difficoltà incontrate dalle aziende, che sempre più spesso si ritrovano a dover licenziare dipendenti per continuare a portare avanti l´attività. «La crisi a Verona persiste», spiega Fausto Sachetto, assessore provinciale al Lavoro e alle Attività produttive. «Dai primi dati relativi al bilancio occupazionale del 2011 emerge che le aziende sotto i 15 dipendenti hanno inserito nelle liste di mobilità 3.547 lavoratori, mentre quelle di dimensioni maggiori circa 1.530». Complessivamente si tratta, dunque, di 5.076 persone rimaste senza lavoro nella provincia scaligera (fonte Coordinamento Lavoro della Provincia e Veneto Lavoro). Nel contempo, si sono ridotte le ore di cassa integrazione autorizzate dall´Inps per le imprese veronesi, passate dai 16,42 mili! oni del 2010 a 9,33 milioni registrati a fine novembre 2011. «L´aumento della mobilità è il segnale che molte aziende, passate attraverso le diverse forme di ammortizzatori sociali previsti, hanno ultimato il percorso e sono giunte all´ultima spiaggia: quella dei licenziamenti», prosegue Sachetto. «Ai lavoratori viene garantito un ombrello di protezione sociale, che però è destinato a chiudersi entro un certo periodo di tempo: a quel punto, restano privi di ogni genere di copertura». Non è un caso che, nell´ultimo periodo, i sei centri per l´impiego veronesi siano stati presi d´assalto. «Nella sede di Verona, in via delle Franceschine, il 2 gennaio alle 8.30 c´erano già 45 persone in lista d´attesa per avere un colloquio e chiedere lavoro», racconta l´assessore provinciale. «Non si era mai registrato un afflusso simile prima d´ora e la stessa situazione si è verificata anche negli altri cinque uffici sparsi! sul resto del territorio veronese».&lt;br /&gt;Secondo Sachetto, ! il settore più in difficoltà è quello dell´edilizia, attorno a cui ruotano molti comparti, dal marmo all´industria del legno: «Le costruzioni, che dovrebbero essere il motore trainante dell´economia, sono bloccate per molteplici ragioni», precisa. Al primo posto, ci sono le difficoltà di accesso al credito da parte delle imprese. «Finché le banche non torneranno a finanziare le aziende e, soprattutto, a concedere mutui alle famiglie, l´intero sistema Verona non si rimetterà in moto», spiega l´assessore al Lavoro. «Inoltre, è necessario far ripartire al più presto le opere pubbliche, abolendo quella burocrazia che blocca interventi, in alcuni casi anche già finanziati». Ma la ricetta per ridare slancio all´economia prevede anche altri ingredienti. «Vanno tolti i vincoli del Patto di stabilità imposti dalla Ue», conclude Sachetto, «e resi più puntuali i pagamenti alle imprese da parte delle amministrazioni pubbliche, c! he spesso mettono in difficoltà chi avrebbe bisogno di liquidità per continuare a produrre».1.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-6970210174765155086?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/6970210174765155086/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=6970210174765155086' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/6970210174765155086'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/6970210174765155086'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2012/01/nel-veronese-sono-gia-5076-i-senza.html' title='Nel Veronese sono già 5.076 i senza lavoro (da L&apos;Arena)'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-2279514069008256891</id><published>2012-01-17T11:34:00.000+01:00</published><updated>2012-01-17T11:35:12.201+01:00</updated><title type='text'>Una fotografia impietosa. Ecco i debiti del Comune di Verona dopo cinque anni di amministrazione Tosi</title><content type='html'>Sommando i debiti del Comune di Verona, e delle aziende da esso direttamente controllate, ci si avvicina alla ragguardevole cifra di 900 milioni di euro (891 per la precisione). Il patto di stabilità, se fosse obbligatorio far rientrare nei conti anche i bilanci delle attività controllate dagli enti locali, sarebbe ampiamente sforato. Invece, tenendo i bilanci separati, sono addirittura possibili operazioni di compravendita, con l’apparente scopo di far quadrare i conti ma con la conseguenza di aumentare il debito. Vediamo, dati concreti, come ciò è reso possibile. La vendita di Amia ad Agsm rappresenta soltanto l’ultimo di una serie di escamotage a cui Palazzo Barbieri è ricorso negli ultimi quattro anni per tenere in piedi i bilanci comunali.&lt;br /&gt;Nel 2011 le casse comunali erano state salvate soltanto grazie alla vendita di quote della Fiera, per un totale di 26 milioni di euro. Nella seconda metà del 2009 era toccato ad Agec (società partecipata al 100% dal Comune di Verona) indebitarsi per 40 milioni rilevando le 13 farmacie comunali che già gestiva. E sempre Agec, appena un anno prima, si era fatta carico dei 359 dipendenti delle mense comunali che Palazzo Barbieri aveva “esternalizzato” al solo scopo di ridurre l’incidenza del personale sulla spesa corrente e sfuggire così alle maglie del patto di stabilità. Anche come conseguenza di queste scelte Agec ha aumentato il suo indebitamento dai 20 milioni del 2007 ai circa 67 milioni dichiarati al 31 dicembre 2010 e l’ultimo bilancio Agec era in rosso di circa 7,5 milioni di euro. Sempre stando agli ultimi dati ufficiali, Agsm viaggia con un indebitamento attorno ai 270 milioni di euro, circa metà del suo fatturato, e quando rileverà Amia (per 30 milioni di euro secondo le prime stime) dovrà incorporare anche i suoi debiti che alla fine del 2009 (ultimo bilancio pubblicato) ammontavano a 16 milioni verso le banche più altri 14 milioni verso i fornitori.&lt;br /&gt;Situazione particolarmente difficile per Amt, ex azienda dei bus ora riconvertita alla gestione della sosta: al 31 dicembre 2010 doveva 15 milioni di euro a Palazzo Barbieri, tra canoni degli stalli non pagati e utili non conferiti. Qui la vicenda si complica perché da ormai due anni è anche scaduta la concessione per la gestione della sosta e oggi una legge impone che sia una gara pubblica a decidere chi si aggiudicherà il servizio dal quale deriva l’unica fonte di reddito della municipalizzata. Se poi consideriamo che Amt ha il compito di realizzare, per conto del Comune, il filobus, indebitandosi con le banche per circa 80 milioni di euro, ecco che la domanda viene spontanea: con quale altro sistema si farà fronte al mutuo da 80 milioni nel caso in cui Amt perdesse la gara? Infine c’è il Comune: a quanto ammonta il suo indebitamento? Nel rendiconto di esercizio del 2010 erano iscritti debiti per quasi 400 milioni di euro. Una bella cifra, sulla quale non sono in vista operazioni a breve termine, considerato che il debito è stato già “ristrutturato” nel 2006 con un’operazione di “derivati” che, stando alle ultime dichiarazioni dell’amministrazione, sarebbe pure conveniente. Ma se mettiamo tutto insieme, come vorrebbe una delle tante riforme invocate negli anni scorsi anche per gli enti pubblici, che prevede un bilancio consolidato, cioè una specie di rendiconto di “gruppo”, allora, altro che patto di stabilità: Verona sarebbe fuori da ogni grazia di Dio, e la polvere uscirebbe da sotto tutti i tappeti (M.M.)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-2279514069008256891?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/2279514069008256891/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=2279514069008256891' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/2279514069008256891'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/2279514069008256891'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2012/01/una-fotografia-impietosa-ecco-i-debiti.html' title='Una fotografia impietosa. Ecco i debiti del Comune di Verona dopo cinque anni di amministrazione Tosi'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-3130610510379645634</id><published>2012-01-16T13:50:00.001+01:00</published><updated>2012-01-16T13:51:54.309+01:00</updated><title type='text'>Con un’autorizzazione negata finì la Prima Repubblica (di Alessandro Marzo Magno)</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-v0TtwkI4Zn4/TxQdZl1dfdI/AAAAAAAACGg/RCG7os3nGjk/s1600/Bettino_Craxi.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 265px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-v0TtwkI4Zn4/TxQdZl1dfdI/AAAAAAAACGg/RCG7os3nGjk/s320/Bettino_Craxi.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698211754020797906" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Le polemiche per il voto sull’arresto di Nicola Cosentino riportano indietro di vent’anni. Il voto parlamentare che assolse Bettino Craxi infatti è datato il 29 aprile 1993 e se fosse necessario fissare una data di morte della prima repubblica, forse proprio quella sarebbe la più indicata. La Camera respinge e Craxi è salvo. Il neogoverno tecnico di Ciampi perde il supporto del Pds, si dimettono anche l’allora ministro dei Verdi Rutelli e Giorgio La Malfa. La tappa successiva sarà il giorno dopo, con i fischi e le monetine contro Craxi all’hotel Raphael.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   ShareEmailStampa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bettino Craxi durante il suo discorso sul finanziamento illecito&lt;br /&gt;POLITICA&lt;br /&gt;15 gennaio 2012 - 09:35&lt;br /&gt;«Non so se siamo in mezzo al guado o in mezzo al guano». È il commento di Augusto Barbera, pidiessino (in quella fase il partito si chiamava così) subito dopo il voto parlamentare che assolve Bettino Craxi, il 29 aprile 1993. Se fosse necessario fissare una data di morte della prima repubblica, forse proprio quella sarebbe la più indicata. La Camera dei deputati deve votare l’autorizzazione a procedere contro l’ex segretario del Psi, Bettino Craxi, coinvolto nell’inchiesta Mani Pulite. L’esponente socialista, che ha ricevuto una ventina di avvisi di garanzia, pronuncia il celebre discorso della chiamata in correo: dice che tutti i partiti si sono finanziati con le tangenti, quindi tutti sono colpevoli, «compresi quelli che qui dentro fanno i moralisti», osserva (il riferimento è all’ex Pci che riceveva finanziamenti dall’Urss) e afferma che i socialisti sono responsabili nella stessa misura in cui lo sono gli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto si è formato un nuovo governo d’emergenza, presieduto da un tecnico, Carlo Azeglio Ciampi, ne fanno parte anche ministri del Pds, ed è la prima volta dal 1947 che dei comunisti, seppur ex, entrano a far parte di un governo. Si va al voto parlamentare, che sembra scontato, ma il voto segreto riserva una sorpresa. È il presidente della Camera, Giorgio Napolitano, a leggere il risultato: «Favorevoli 273, contrari 291. La Camera respinge».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«È la bomba che pochissimi si aspettavano», scrive Fabio Martini nella Stampa del 30 aprile, «Craxi è salvo, almeno per la prima imputazione, quella di corruzione. La sorpresa è talmente grande che per qualche attimo c’è un brusio indistinto che fatica a diventare frastuono. Poi, i primi a insorgere sono i leghisti: scattano in piedi e urlano a tutta gola: “ladri, ladri!”. Il capogruppo Formentini è un ossesso e ritma: “Vergogna, vergogna!”. Sono le 19,14 e per quindici minuti nell’aula di Montecitorio accade l’inimmaginabile: nelle altre cinque votazioni per altrettante autorizzazioni, Craxi la scampa per altre tre volte e sull’onda di quel voto l’aula diventa bollente».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le conseguenze sono immediate: la lira precipita contro marco e dollaro, manifestazioni spontanee si formano un po’ in tutta Italia e i neonominati ministri del Pds si dimettono, tanto da mettere in forse l’esistenza stessa della compagine guidata da Ciampi. È un Augusto Minzolini d’altri tempi a raccontare nel quotidiano torinese: «Achille Occhetto [segretario del Pds, ndr] nero in volto per i voti della Camera contro le autorizzazioni a procedere per Bettino Craxi, annuncia sotto i riflettori della sala stampa di Botteghe Oscure l’addio del Pds al primo governo a cui è stato chiamato a partecipare. Durata del gabinetto: meno di 24 ore».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si dimettono da ministri anche il verde Francesco Rutelli e il repubblicano Giorgio La Malfa. Il presidente del Consiglio Ciampi, che ancora non ha ricevuto il voto di fiducia, e il presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, si sforzano di tenere insieme la maggioranza che sembra andare in cocci. «Sbigottiti, democristiani e socialisti si affannavano in serata a cercare di calmare il furore dei tre alleati di governo trovati e persi nel giro di poche ore» (Ciampi in ogni caso otterrà la fiducia e il suo governo, il primo della storia repubblicana guidato da un non parlamentare, rimarrà in carica per poco più di un anno, fino al maggio 1994). Umberto Bossi tuona, se la prende con tutti, ma soprattutto con il presidente della Repubblica. «A Milano combatteremo la madre di tutte le battaglie contro Scalfaro», dichiara.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«È evidente, prima di tutto, che si vuole passare un risoluto colpo di spugna sulle imputazioni più serie, scaturite dall’inchiesta giudiziaria di Mani Pulite. L’atteggiamento di resistenza della Camera appare prima di tutto in contrasto con l’alto messaggio di Capodanno del presidente della Repubblica, che aveva interpretato la volontà di tanti cittadini, contro ogni tentativo di insabbiamento», scrive Alessandro Galante Garrone dalle colonne della Stampa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fondo è del direttore di allora, Ezio Mauro, che poi sarebbe andato a dirigere Repubblica. «Così non si può andare avanti», scrive Mauro, «Ciò che è avvenuto alla Camera è un colpo gravissimo non solo alla residua credibilità della classe politica, ma anche alla svolta richiesta dai cittadini con il referendum e imposta da un risultato plebiscitario». E più avanti: «Deve essere chiaro a tutti che i Parlamento è libero e sovrano: non solo, ma da noi è sempre stato considerato legittimo, anche in questa fase in cui molti, troppi inquisiti siedono su suoi banchi. Ma è altrettanto evidente che il voto di ieri – e più ancora del voto la strategia che lo ha costruito, la psicologia politica che lo esprime – è la strada maestra della delegittimazione». E poi conclude: «Le regole, le nuove regole, riuscivano là dove non era riuscita la politica, obbligando a rinnovarsi, cioè a rilegittimarsi. Ieri la vecchia politica si è presa la sua rivincita, cercando di vanificare la svolta».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tappa successiva – non parlamentare – sarebbe stata quella del giorno dopo, con i fischi e le monetine contro Craxi all’hotel Raphael.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/autorizzazione-procedere-craxi-1993#ixzz1jcp0GEXU&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-3130610510379645634?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/3130610510379645634/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=3130610510379645634' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/3130610510379645634'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/3130610510379645634'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2012/01/con-unautorizzazione-negata-fini-la.html' title='Con un’autorizzazione negata finì la Prima Repubblica (di Alessandro Marzo Magno)'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-v0TtwkI4Zn4/TxQdZl1dfdI/AAAAAAAACGg/RCG7os3nGjk/s72-c/Bettino_Craxi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-129691178255713423</id><published>2012-01-16T13:49:00.000+01:00</published><updated>2012-01-16T13:50:11.330+01:00</updated><title type='text'>E poi imbalsameranno il Trota (di Michele Serra)</title><content type='html'>L'evoluzione della Lega Nord verso il modello nordcoreano ormai è a buon punto. Già pronti i filmati di propaganda per invitare le donne a mescolare la polenta. E chi indossa la divisa verde avrà sconti sulla tessera annonaria&lt;br /&gt;Renzo Bossi La Lega si prepara al collasso dell'euro e alla fine dell'Europa, eventi dati per certi perché predetti da un aruspice leggendo le interiora di piccione durante l'ultima riunione degli esperti economici del partito.&lt;br /&gt;La profezia Levando le dita ossute verso il cielo, l'indovino (un vecchio taglialegna della Val Trompia, eurodeputato da quattro legislature) ha pronunciato la sua sentenza: "Gh'è nianca el temp per brisigà al maloss", non c'è neanche il tempo per brisigare il malosso, antica formula rituale dei pastori camuni che indica una catastrofe imminente. Entusiasti, i capi del Carroccio ne hanno dedotto che la miseria, la fame e la carestia sono alle porte: "Finalmente avremo le condizioni ideali", spiegano in un comunicato, "per la nascita della Padania".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I confini. I confini della Padania sono ancora oggetto di animate discussioni. Secondo il professor Miglio andavano da Amburgo a Bolzano, escludendo del tutto l'Italia settentrionale. Secondo i leghisti piemontesi, la vera Padania corrisponde alla zona delle risaie e naturalmente esclude Torino, città corrotta, piena di negri, omosessuali e professori azionisti. Alcuni dei professori azionisti sono omosessuali e uno è anche negro: si tratta di Batu Eulambala, di origini ghanesi, trilingue, neolaureato con una dotta tesi sulle popolazioni primitive delle valli cuneesi, da lui percorse in jeep e con un casco coloniale in testa. Secondo i leghisti veneti la Padania non esiste, esiste il Veneto che deve la sua supremazia razziale alla capacità, ormai genetica, di bere fino a cinque litri di vino rosso in una sola sorsata, trattenendo il respiro. Dal Veneto è ovviamente esclusa Venezia, città corrotta, piena di negri fino dai tempi di Otello e di omosessuali da quando nei palazzi sul Canal Grande venne introdotto l'uso decadente delle posate a tavola. Infine per i leghisti lombardi la Padania corrisponde alle zone rurali delle Prealpi, ma non tutte, solo quelle dove non è stato ancora introdotto il divorzio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Donne. Le donne devono stare a casa a mescolare la polenta. Anche in assenza di polenta, per esempio nella stagione estiva, devono mescolare continuamente una pentola di acqua calda per restare in allenamento. La seconda attività, in ordine di importanza, è lodare le dimensioni del dito medio del marito durante le chiacchiere in piazza. La terza è salvare la razza padana, insidiata dalla prolificità delle extracomunitarie, facendo almeno cinque figli cadauna. Allo scopo è stata allestita la Banca del Seme Padano, che raccoglie solo spermatozoi certificati. Al microscopio, sono riconoscibili per la minuscola canottiera e perché prima di introdursi nell'ovulo chiedono sgarbatamente se è pronto in tavola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Divisa. La camicia verde non sarà obbligatoria, ma indossarla consentirà di accumulare punti sulla tessera annonaria. Nella variante verde biliardo - la preferita da Calderoli - si consiglia di aggiungere sulla schiena, facendoli cucire dalle donne di casa, i cinque piccoli birilli che formano il castello nel gioco delle boccette. La variante verde rana, molto indicata nelle zone di risaia, è disponibile anche con una spiritosa screziatura di pan grattato e uno spray che imita il profumo della frittura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Istituzioni. La Padania sarà guidata dal suo fondatore Umberto Bossi con il nome di Grande Guida Luminosa e Capo Supremo del Popolo e dell'Esercito. Alla sua morte verrà imbalsamato da esperti coreani ed esposto nel parcheggio del ristorante pizzeria Robertino di Gallarate (sala banchetti, matrimoni, battesimi, menù fisso 15 euro a mezzogiorno, tel 477-0028992, chiuso il lunedì). Gli succederà il figlio Trota con il titolo di Caro Camerata e Apprezzato Consigliere. Per prudenza verrà imbalsamato ancora da vivo, pochi giorni dopo il suo insediamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Capitale. Milano, se accetterà con entusiasmo. Se no, Gallarate.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-129691178255713423?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/129691178255713423/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=129691178255713423' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/129691178255713423'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/129691178255713423'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2012/01/e-poi-imbalsameranno-il-trota-di.html' title='E poi imbalsameranno il Trota (di Michele Serra)'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-932932973975959598</id><published>2012-01-14T09:58:00.001+01:00</published><updated>2012-01-14T09:59:31.769+01:00</updated><title type='text'>L'Italia sono anch'io</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Ah8CM1EYZwM/TxFDyG8KclI/AAAAAAAACGU/LUsTP6GfVlE/s1600/Immagine.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 339px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-Ah8CM1EYZwM/TxFDyG8KclI/AAAAAAAACGU/LUsTP6GfVlE/s400/Immagine.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5697409531735863890" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-932932973975959598?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/932932973975959598/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=932932973975959598' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/932932973975959598'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/932932973975959598'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2012/01/litalia-sono-anchio.html' title='L&apos;Italia sono anch&apos;io'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-Ah8CM1EYZwM/TxFDyG8KclI/AAAAAAAACGU/LUsTP6GfVlE/s72-c/Immagine.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-5935523124712604316</id><published>2012-01-14T09:55:00.001+01:00</published><updated>2012-01-14T09:55:53.508+01:00</updated><title type='text'>Impedire che il vecchio uccida il nuovo (di Marina Sereni)</title><content type='html'>La giornata di ieri, con la bocciatura dei quesiti referendari da parte della Corte Costituzionale e il voto alla Camera che ha negato l'autorizzazione all'arresto per Nicola Cosentino, ha mostrato tutta l'ambivalenza e i rischi di questa fase. Due ipotesi si scontrano sul futuro, sul dopo Monti: quella di chi crede indispensabile che da qui alla fine della legislatura si facciano riforme istituzionali tali da restituire efficacia e dignità alla politica e al Parlamento e quella di chi spera di poter andare alle urne con il Porcellum per tentare di far sopravvivere vecchie leadership e alleanze. Vista così, se la strada delle riforme appare senza dubbio impervia e difficile, quella del mantenimento del vecchio sistema elettorale e del ritorno della coppia Berlusconi-Bossi appare, oltre che pericolosa, quanto meno illusoria. Tuttavia e' chiaro che ci stanno provando, che la resistenza al cambiamento sarà forte e che dobbiamo rilanciare la battaglia in Parlamento e nel Paese con grande determinazione. Nella Lega la divisione tra Maroni e Bossi e' ormai esplicita e anche nel Pdl si possono rintracciare una pluralità di posizioni non coincidenti con l'idea di Berlusconi di andare a votare con il Porcellum, magari leggermente modificato.&lt;br /&gt;Dunque la partita e' aperta e il Pd deve attrezzarsi per una grande mobilitazione e iniziativa parlamentare a sostegno della riforma del bicameralismo, per una legge elettorale capace di dare all'Italia un bipolarismo mite ed efficace, per una politica sobria, autorevole, pulita. La sguaiata reazione di Di Pietro al giudizio della Consulta sui referendum ci dice che c'e' molto bisogno di una forza popolare, pacata e riformista che possa raccogliere la domanda di cambiamento che i referendum avevano al fondo e tradurla in azione politica e parlamentare.&lt;br /&gt;L'altra grande sfida per noi riguarda i contenuti dell'azione del Governo Monti sui nodi economici e sociali che la crisi sta ponendo.&lt;br /&gt;Il Pd ha le sue proposte e lavoreremo per farle diventare provvedimenti e misure del Governo: a cominciare dal Decreto " milleproroghe", con il quale riteniamo sia necessario e possibile attenuare gli elementi di più stridente iniquità della riforma della previdenza, in particolare per i lavoratori precoci che devono poter lasciare il lavoro senza penalizzazioni e per i cosiddetti "esodati" che non possono rimanere contemporaneamente senza pensione e senza stipendio. Per quanto riguarda poi le misure per la crescita il Partito Democratico e' pronto con un pacchetto di idee e proposte da tempo: su Europa, liberalizzazioni e mercato del lavoro noi siamo nelle condizioni di contribuire positivamente alle riforme necessarie all'Italia per far ripartire lo sviluppo, dare più opportunità di lavoro e maggiori sicurezze ai giovani. L'Assemblea Nazionale fissata per venerdì e sabato prossimi dimostreranno a chi si diverte ogni giorno a dipingerci come incerti e divisi che invece il Pd e' unito e ha una visione riformista coerente con i valori che ispirano le forze progressiste in tutto il mondo: eguaglianza e merito, crescita sostenibile, solidarietà.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-5935523124712604316?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/5935523124712604316/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=5935523124712604316' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/5935523124712604316'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/5935523124712604316'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2012/01/impedire-che-il-vecchio-uccida-il-nuovo.html' title='Impedire che il vecchio uccida il nuovo (di Marina Sereni)'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-4852229861311070425</id><published>2012-01-13T11:41:00.002+01:00</published><updated>2012-01-13T11:43:31.381+01:00</updated><title type='text'>Il covo di Riina diventerà una caserma dei carabinieri</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-fbxZlcGkyqQ/TxAKzkixKsI/AAAAAAAACGI/0c6fDMCFiYc/s1600/riina.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 242px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-fbxZlcGkyqQ/TxAKzkixKsI/AAAAAAAACGI/0c6fDMCFiYc/s320/riina.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5697065409722788546" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Palermo, quartiere Uditore, via Bernini, 54: è qui, nel suo covo, che il 15 gennaio del 1993, Salvatore Riina veniva catturato dai Carabinieri dopo essere uscito da una villa all'interno di un residence. Sempre qui, grazie ad un finanziamento di 1.309.064 euro dell'assessorato regionale delle Infrastrutture e della mobilità, nascerà ora una stazione dei Carabinieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La caserma sorgerà su un terreno di 1720 mq in una struttura composta da un piano seminterrato e da un piano rialzato, per una superficie coperta di 500 mq. Due ulteriori unità abitative saranno rese fruibili per gli alloggi di servizio del personale. I lavori di ristrutturazione dureranno un anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo aver redatto il progetto esecutivo, toccherà al Provveditorato interregionale opere pubbliche attuare l'intervento e appaltare i lavori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il finanziamento servirà anche per l'acquisto e la fornitura delle attrezzature necessarie per la completa operatività del presidio, fino ad un importo di cinquantamila euro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il decreto sarà consegnato dall'assessore Pier Carmelo Russo al generale Teo Luzi, comandante provinciale dei carabinieri di Palermo, domani alle ore 11, presso la palazzina confiscata e assegnata all'Arma, alla presenza, tra gli altri, del provveditore interregionale delle opere pubbliche, Lorenzo Ceraulo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-4852229861311070425?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/4852229861311070425/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=4852229861311070425' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/4852229861311070425'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/4852229861311070425'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2012/01/il-covo-di-riina-diventera-una-caserma.html' title='Il covo di Riina diventerà una caserma dei carabinieri'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-fbxZlcGkyqQ/TxAKzkixKsI/AAAAAAAACGI/0c6fDMCFiYc/s72-c/riina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-3396029980589683734</id><published>2012-01-13T11:39:00.002+01:00</published><updated>2012-01-13T11:40:50.059+01:00</updated><title type='text'>«Cellule staminali, idea da rilanciare» (da L'Arena)</title><content type='html'>«Si potrebbero usare i laboratori della ex Glaxo»&lt;br /&gt;Al mancato progetto della realizzazione di un consorzio tra Istituto superiore della Sanità e Azienda ospedaliera universitaria integrata relativo alla ricerca clinica sull´applicazione delle cellule staminali contenute nel grasso corporeosi sta interessando il consigliere provinciale del Pd Lorenzo Dalai che ha chiesto la convocazione della prima e dell´ottava commissione della Provincia.&lt;br /&gt;L´iniziativa, spiega lo stesso Dalai, «ha lo scopo di esaminare tutti gli aspetti di quest´iniziativa per capire se ci siano o meno i presupposti per rilanciarla. Per questo convocheremo il direttore generale dell´Azienda ospedaliera Sandro Caffi e il dottor Gino Rigotti, il medico che ha scoperto l´utilizzo delle cellule staminali adipose. Quello che vorremmo capire è se c´era già un progetto, su quali presupposti eventualmente fosse costruito e perchè è stato lasciato cadere».&lt;br /&gt;Secondo Lorenzo Dalai, «se! c´è la possibilità, anche minima, di poter realizzare questo importante progetto bisogna fare di tutto per poterlo sostenere». Se è un problema di finanziamenti, aggiunge il consigliere del Pd, «a Verona non c´è solo la Fondazione Cariverona ma si potrebbero trovare altri sponsor».&lt;br /&gt;E lancia la proposta di utilizzare gli ex laboratori della GlaxoSmithKline, rilevati dall´americana Aptuit, per fare di verona un centro pilota per la ricerca e l´applicazione clinica delle cellule staminali contenute nel grasso adiposo.&lt;br /&gt;«So che attualmente in questi laboratori non sono effettuate ricerche importanti», continua Dalai, «e mi risulta che anche Aptuit abbia perso interesse per la ricerca in Italia. Questa forse potrebbe essere l´occasione buona per rilanciare la ricerca a Verona, tenuto conto che l´applicazione delle staminali adipose è già diffusa nel mondo e con buoni risultati».&lt;br /&gt;Se c´è qualcosa che si può tentare! per rilanciare un progetto così importante per la medicina e! per i malati, conclude Dalai, «penso che si debba tentare ogni sforzo per poterlo realizzare».E.CARD.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-3396029980589683734?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/3396029980589683734/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=3396029980589683734' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/3396029980589683734'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/3396029980589683734'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2012/01/cellule-staminali-idea-da-rilanciare-da.html' title='«Cellule staminali, idea da rilanciare» (da L&apos;Arena)'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-2218445581516486164</id><published>2012-01-13T11:39:00.001+01:00</published><updated>2012-01-13T11:39:39.358+01:00</updated><title type='text'>Buon 2012 (di Roberto Uboldi)</title><content type='html'>Se il buon giorno si vede dal mattino.....&lt;br /&gt;E’ iniziato il 2012 e non potevano mancare alcuni roboanti annunci del sindaco che sicuramente aumenteranno il suo consenso anche se dovrebbero far rizzare i capelli in testa ad ogni persona di buon senso:&lt;br /&gt;1-La superba manovra finanziaria in programma prevede di vendere AMIA,la municipalizzata che si occupa di rifiuti,all’AGSM la municipalizzata che si occupa di gas,acqua ecc.,l’operazione porterà nelle casse del comune circa 30 milioni di euro.E’ il bis dell’operazione farmacie quando il comune proprietario al 100% delle farmacie comunali le ha vendute ad AGEC posseduta a sua volta al 100% dal comune.Non serve essere analisti finanziari per capire come in realtà si tratti di finzioni utili solo a nascondere la voragine che si stà realizzando nell’indebitamento complessivo del Comune.Con quail soldi infatti l’AGEC ha comperato le farmacie?Semplice con un  mutuo da restituire a una nota banca cittadina,e chi garantisce la solvibilità di AGEC?Immaginate…..il comune ovviamente.La stessa operazione si farà allegramente per AMIA-AGSM e prima o dopo I nodi del debito verranno al pettine.Per il momento però pochi avvertono cosa stà succedendo….ai posteri poi trovarsi un indebitamento da paura,è successo all’Italia accadrà a Verona,ma chi se ne importa del futuro,ciò che conta è il consenso immediate.&lt;br /&gt;2-Il percorso dell’alta capacità Brennero Verona non avverrà più in superficie ma in galleria evitando di disturbare la qualità di vita dei residenti di San Massimo e Chievo.La notizia è positiva….se vera,perchè a leggere bene non esiste alcun progetto concreto ma Fabris,commissario per la linea del Brennero,ha assicurato che ha dato il via libera allo “studio” della cosa non alla sua realizzazione. Studiare va sempre bene,del resto dopo cinque anni il comune ha annunciato che finalmente è allo studio il nuovo tracciato della 434 che ne frattempo non è avanzata di un centimetro, nonostante il programma di Tosi la definisse urgentissima.&lt;br /&gt;Non per essere pessimisti per natura ma ricordo che la stessa soluzione,tutto in galleria,era stata promessa a Vicenza…verificare la concretezza dei fatti….stanno ancora studiando. Si dirà però che c’è la parola dell’on.Fabris commissario del Brennero. Giusto per memoria l’on Fabris era nella precedente legislatura il capogruppo di Mastella, eletto con i voti del centrosinistra in un collegio certo, mi pare fosse Ravenna, non ha esitato a tener fede alla parola data agli elettori causando con il suo fido Mastella la caduta del governo Prodi. Affidabili? Se qualcuno pensa che poi Mastella sia diventato europedutato perchè parla bene inglese e Fabris sia diventato commissario del Brennero per la sua profonda conoscenza dei treni, vuol solo dire che tutt’ora cerca gli gnomi nei boschi e le fate sotto le zucche.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-2218445581516486164?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/2218445581516486164/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=2218445581516486164' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/2218445581516486164'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/2218445581516486164'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2012/01/buon-2012-di-roberto-uboldi.html' title='Buon 2012 (di Roberto Uboldi)'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-3344577361810491298</id><published>2012-01-11T11:45:00.004+01:00</published><updated>2012-01-11T11:47:10.022+01:00</updated><title type='text'>Attrarre talenti stranieri? Meglio tardi che mai</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-IT4ztEBvt8g/Tw1oqH1jbdI/AAAAAAAACF8/egFnWiwSjzs/s1600/universitari-stranieri.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 195px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-IT4ztEBvt8g/Tw1oqH1jbdI/AAAAAAAACF8/egFnWiwSjzs/s320/universitari-stranieri.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5696324176561008082" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La nuova legge sulla carta blu e l’immigrazione specializzata&lt;br /&gt;di Andrea Rosenthal&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; La fabbrica di Ai Cian è un gran capannone, con spazio per 15 operai, vicino al porto e all’aeroporto di Ancona, non lontano dalla società italiana di costruzioni e prefabbricati con cui doveva associarsi in joint venture. Peccato che da tre anni sia vuoto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La società italiana di costruzioni mi aveva chiesto di assistere Ai Cian, una giovane costruttrice del boom immobiliare cinese, nel problema preliminare ad ogni altra questione: il suo permesso di soggiorno. Nel capannone avrebbero dovuto lavorare maestranze italiane e cinesi. Chiaramente Ai Cian sarebbe dovuta venire spesso in Italia, e non poteva ogni volta chiedere un nuovo visto all’ambasciata italiana in Cina, con attese di mesi. Serviva un permesso di soggiorno stabile per lavoro autonomo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Viceprefetto fu cortesissimo, c’era una cinese che voleva investire e assumere in Italia e andava agevolata e interrogò persino il Ministero. Ma la mail di risposta arrivò perentoria: quell’anno non erano previsti i flussi (cioè dei posti contingentati) per lavoro autonomo, e anche al Ministero non sapevano se l’anno seguente ci sarebbero stati dei nuovi flussi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avete letto tutto bene, non c’era un modo legale per far stabilire in Italia un imprenditore o lavoratore autonomo straniero. Questa è la via italiana alla globalizzazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti l'Italia, a differenza degli altri paesi occidentali, ha perso attrattiva per investimenti e imprenditori o lavoratori specializzati stranieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Va da sé che l’imprenditore o il lavoratore straniero specializzato non sottrae posti di lavoro agli italiani: Ai Cian o l’ingegnere indiano portano redditi e consumi e soprattutto svecchiano e movimentano una economia ingessata, che rischia di trovarsi sempre più ai margini del mercato internazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante l’Unione Europea abbia emanato nel 2009 una direttiva per agevolare l’ingresso e la permanenza dei lavoratori di eccellenza extracomunitari (cosiddetta direttiva “carta blu”), il nostro paese è stato così preso dalle sue beghe domestiche, come spesso accade, da non recepirla. Fino al 30 novembre scorso quando, nella quasi indifferenza generale, il Senato ha definitivamente approvato la legge comunitaria delegando tra l’altro il Governo ad attuare entro tre mesi la direttiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa prevede la direttiva? Una procedura ad hoc semplificata e rapida per l’ingresso delle eccellenze extracomunitarie, attivabile dall’Italia o dall’estero in qualsiasi momento dell’anno. Una volta giunto in Italia l’imprenditore o lavoratore specializzato straniero godrà di una serie di diritti che mirano a parificarlo ai cittadini europei come ad esempio assistenza e previdenza sociale, circolazione negli altri paesi comunitari e ricongiungimento automatico dei familiari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La direttiva non risolve naturalmente tutti i problemi di accoglienza, ma almeno gli ostacoli giuridici sono stati rimossi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sostanza è che tra i tanti immigrati che arrivano o vorrebbero venire nel nostro paese alcuni sono imprenditori o specialisti che possono contribuire molto a vivacizzare l'economia italiana. Si tratta di valorizzarli e trattarli adeguatamente, soprattutto adesso che c’è la possibilità legislativa per farlo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-3344577361810491298?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/3344577361810491298/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=3344577361810491298' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/3344577361810491298'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/3344577361810491298'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2012/01/attrarre-talenti-stranieri-meglio-tardi.html' title='Attrarre talenti stranieri? Meglio tardi che mai'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-IT4ztEBvt8g/Tw1oqH1jbdI/AAAAAAAACF8/egFnWiwSjzs/s72-c/universitari-stranieri.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-1715152868996760664</id><published>2012-01-11T11:45:00.001+01:00</published><updated>2012-01-11T11:45:29.711+01:00</updated><title type='text'>D’Alema e Bonanni non sono capaci neanche di fare autocritica  (di Peppino Caldarola)</title><content type='html'>Due interviste, sentenziose, mi hanno colpito sfogliando i giornali di oggi dopo la pausa di capodanno. Parlo di quella di Massimo D’Alema e di quella di Raffaele Bonanni. Non ve le riassumo, perché non ne vale la pena. Il primo critica il duo Merkel-Sarkozy e invita il governo Monti a darsi un progetto politico di lungo respiro. Il secondo chiede la concertazione per evitare il collasso sociale. Tutti e due però tacciono su un punto che sarebbe stato di grande interesse e avrebbe reso utili le loro interviste. Nessuno infatti accenna a una, anche piccola, riflessione autocritica. A poco più di un mese dalla nascita del governo Monti sono in molti a chiedersi, anche fra quelli che sono più critici verso i “tecnici”, come sia potuto accadere che per tanto tempo l’Italia sia stata governata da personaggi di serie B visto che c’era nel paese una classe dirigente alternativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È un grande tema che riguarda innanzitutto gli italiani che hanno dato il loro consenso a forze politiche prive di classe politica decente ma anche quelli che non sono stati capaci di prospettare alternative credibili. Massimo D’Alema ha più volte fatto riferimento ad errori della sinistra e anche ai suoi ma manca tuttora all’appuntamento con una riflessione di largo respiro attorno a ciò che non ha funzionato nella sinistra a partire dalla sciagurata caduta del primo governo Prodi che è stata all’origine di tutti i disastri attuali. Un vero leader deve avere la capacità di guardare con occhio severo il proprio passato soprattutto quando vuole continuare a mantenere un ruolo di primo piano nella vita pubblica. Invece né D’Alema né Veltroni mostrano di voler riflettere su quel che è accaduto e sul perché sia potuto accadere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche Bonanni soffre della stessa patologia della rimozione. Da qualche settimana il sindacalista cattolico ha ripreso quell’atteggiamento guerriero che aveva dimenticato negli anni del trionfo berlusconiano. Oggi chiede la concertazione mentre fino a poco tempo fa congiurava con quel tragico ministro del lavoro che è stato Sacconi per distruggere il sindacato di matrice Cgil. Come mai tanta severità verso la Fornero, Passera e lo stesso Monti mentre c’è stata tanta condiscendenza verso ministri del passato governo? Emerge da queste brevi osservazioni un problema storico della classe dirigente italiana, è la sua scarsa tenuta culturale. In ogni epoca, soprattutto nei bistrattati partiti di sinistra di un tempo, il passaggio di fase, pur nei riti insopportabili del centralismo democratico, erano accompagnati da analisi impietose e spesso da vere e proprie decapitazioni dei gruppi dirigenti. Anche il mondo cattolico sapeva darsi una classe dirigente diversa quando la precedente falliva. Spesso erano vere e proprie sostituzioni di leader, talaltra accantonamenti provvisori. In ogni caso il dibattito politico era alto e pieno di riflessioni autocritiche. Questi invece attraversano stagioni diverse, sono messi di fronte ai propri errori ma non sentono mai la necessità civile di dire i propri errori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-1715152868996760664?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/1715152868996760664/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=1715152868996760664' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/1715152868996760664'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/1715152868996760664'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2012/01/dalema-e-bonanni-non-sono-capaci.html' title='D’Alema e Bonanni non sono capaci neanche di fare autocritica  (di Peppino Caldarola)'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-4777236870109982221</id><published>2012-01-10T13:21:00.003+01:00</published><updated>2012-01-10T13:24:08.737+01:00</updated><title type='text'>Il Movimento Nonviolento, fondato da Aldo Capitini, compie 50 anni.</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-a9YFJb5mw-c/Twwt45HUxHI/AAAAAAAACFw/NZG0Jt3aBFA/s1600/logo50MN.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 269px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-a9YFJb5mw-c/Twwt45HUxHI/AAAAAAAACFw/NZG0Jt3aBFA/s320/logo50MN.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5695978084144301170" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La festa di compleanno si terrà nei giorni &lt;br /&gt;20-21-22 gennaio 2012 &lt;br /&gt;a Verona, al Teatro Camploy (zona Porta Vescovo)&lt;br /&gt;Sono invitati tutti gli amici, le persone, le associazioni, i gruppi, i movimenti dei più diversi ambienti culturali, politici, artistici, religiosi, intellettuali, e comunque tesi verso l'orizzonte nonviolento, che in questi cinque decenni hanno conosciuto, collaborato, condiviso, sostenuto il Movimento Nonviolento. &lt;br /&gt;Venerdì 20 gennaio 2012&lt;br /&gt;Ore 21 – Spettacolo/concerto con archi, fiati e attore. Magical Mystery Orchestra &lt;br /&gt;Qualità, classicità, poetica. Le canzoni che i Beatles non hanno mai eseguito dal vivo: un’orchestra di 12 elementi con una musicalità propria, realizza una personale interpretazione che unisce all'estremo rigore filologico una vena compositiva essenziale, attenta alla logica e allo spirito dei brani e dell'epoca in cui furono concepiti. Cinquant’anni di musica vitale.           (Entrata libera, contributo gradito)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sabato 21 gennaio  &lt;br /&gt;Introduce e coordina Mao Valpiana (Presidente MN)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ore 10 – Convegno “50 anni di nonviolenza”&lt;br /&gt;Goffredo Fofi: “Il contesto culturale e politico nel quale è nato il Movimento Nonviolento”&lt;br /&gt;Gianni Sofri: “L’influenza del pensiero di Gandhi nel Movimento Nonviolento di Aldo Capitini”&lt;br /&gt;Daniele Lugli: “Il Movimento Nonviolento alla prova della visione di Capitini e delle sfide di oggi”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ore 13 - pausa pranzo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ore 15 – Film “In marcia – Elementi di un’esperienza nonviolenta” &lt;br /&gt;di Roberta Mani e Roberto Rossi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Presentazione dell’Archivio (1962-2011) del Movimento Nonviolento, Andrea Maori&lt;br /&gt;Presentazione del fondo Manifesti storici del Movimento Nonviolento, Caterina Del Torto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vignette, disegni, illustrazioni, fumetti, immagini, satira ... in diretta con Mauro Biani &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Letture da Gandhi, Capitini, Langer, con le voci di Margherita Sciarretta e Sandra Ceriani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ore 17 - 1° SESSIONE “L’OBIEZIONE ALLA GUERRA”: &lt;br /&gt;Giancarla Codrignani (già presidente Lega Obiettori di Coscienza), Sam Biesemans (Ufficio Europeo Obiezione di Coscienza) , Gerry Condon (US Veterans for Peace)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ore 18 - E se la patria chiama...&lt;br /&gt;Dalla Marcia del ‘61 ad oggi, conversazione in musica con Fausto Amodei, padre  della canzone civile, satirica, antimilitarista italiana. Conduce Enrico de Angelis.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cantiamo insieme, con la chitarra di Paolo Predieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Degustazione, con Christoph Baker, dei 3 vini (Nebbiolo, Botticino, Cesanese), alla presenza dei produttori nonviolenti Beppe Marasso, Adriano Moratto, Mariano Mampieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ore 19 - Buffet aperi/cena&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ore 21&lt;br /&gt;Mille papaveri rossi. La pace nella canzone italiana&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Reading-concerto curato e condotto da Enrico de Angelis&lt;br /&gt;Cantano Raffaella Benetti, Giuliana Bergamaschi, Claudia Bidoli, Grazia De Marchi, Laura Facci, Deborah Kooperman, Veronica Marchi, Ilaria Peretti, Alice Ronzani, Terry Veronesi.&lt;br /&gt;Suonano Enrico Breanza, Marco Pasetto, Gianni Sabbioni.&lt;br /&gt;Arrangiamenti di Enrico Breanza, Marco Pasetto, Enrico Terragnoli.&lt;br /&gt;Letture di Sandra Ceriani.  &lt;br /&gt; (Entrata libera, contributo gradito)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domenica 22 gennaio&lt;br /&gt;Introducono e coordinano Raffaella Mendolia e Pasquale Pugliese (Segretari MN)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ore 9,00 - 2° SESSIONE “L’APERTURA”: &lt;br /&gt;Angela Dogliotti (educazione / conflitti), Fulvio Cesare Manara (comunicazione / filosofia)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saluto a cura del gruppo giovani del Movimento Nonviolento, con Daniele Taurino&lt;br /&gt;Saluto con messaggio video di Alberto Perino (resistenza No Tav)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3° SESSIONE “L’OMNICRAZIA/IL POTERE DI TUTTI”: &lt;br /&gt;Gianni Tamino (ecologia e politica), Luisa Morgantini (donne in nero)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ore 11,30 - Le “reti” alle quali il Movimento Nonviolento partecipa:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rete Ipri-Corpi Civili di Pace, Carla Biavati&lt;br /&gt;Comitato italiano per una cultura di pace e nonviolenza, Sergio Bergami&lt;br /&gt;Servizio Civile, Francesco Spagnolo&lt;br /&gt;Rete Italiana Disarmo, Massimo Paolicelli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ore 15,00 - proposta di una campagna comune per il disarmo e contro le spese militari&lt;br /&gt;ore 16,00 – La Festa è finita...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Info logistiche&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Teatro Camploy si trova in via Cantarane 32, nella zona di Porta Vescovo. Alla stazione ferroviaria di Porta Vescovo fermano solo i treni regionali della linea Milano-Venezia. Dalla Stazione di Verona Porta Nuova autobus n. 11, 12, 13 ,51, 510 (serale e festivo n. 90, 91, 92, 98). &lt;br /&gt;Alleghiamo indicazioni per mangiare e dormire nelle vicinanze a prezzi contenuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi chiediamo di contribuire alle molte spese sostenute per quest’iniziativa, con un contributo di sostegno (graditissimo) fiscalmente detraibile, sul conto corrente postale n.18745455 intestato a Movimento Nonviolento o bonifico bancario con codice Iban: IT 35 U 07601 11700 000018745455&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Info: Tel. 045 8009803 – azionenonviolenta@sis.it  www.nonviolenti.org&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-4777236870109982221?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/4777236870109982221/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=4777236870109982221' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/4777236870109982221'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/4777236870109982221'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2012/01/il-movimento-nonviolento-fondato-da.html' title='Il Movimento Nonviolento, fondato da Aldo Capitini, compie 50 anni.'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-a9YFJb5mw-c/Twwt45HUxHI/AAAAAAAACFw/NZG0Jt3aBFA/s72-c/logo50MN.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-4108384202675813198</id><published>2012-01-09T13:08:00.000+01:00</published><updated>2012-01-09T13:09:21.748+01:00</updated><title type='text'>Referendum elettorale: i partiti non hanno idee, l’antipolitica è sempre più forte (di Peppino Caldarola)</title><content type='html'>Gli unici segni di vitalità delle forze politiche li abbiamo registrati in queste ore in relazione alle indiscrezioni sulla prossima decisione della corte costituzionale in merito al referendum abrogativo del porcellum. Non si capisce come si siano diffuse, ma le voci di una sentenza negativa sui quesiti referendari hanno tenuto banco per due giorni ore fino al comunicato della Corte di ieri che ha smentito di aver già preso una decisione. La prossima settimana sapremo qual è il responso ma il dibattito di queste ore rivela il nervosismo che affligge i palazzi della politica. I referendari si aspettano il via libera e fin d’ora giudicano l’eventuale decisione avversa come frutto di manovre oscure. Chi ha seguito la vicenda in questi mesi sa che il dubbio sulla proponibilità del referendum abrogativo, che lascerebbe il paese senza una legge elettorale, è stato avanzato anche da costituzionalisti di sinistra come Stefano Rodotà. Sarebbe pertanto opportuno che tutti decidessero di accettare il verdetto della corte con animo sereno senza spargimenti di sospetti e di veleni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non c’è dubbio tuttavia che l’ammissibilità del referendum corrisponderebbe allo stato d’animo di una larga parte di opinione pubblica che insoddisfatta e spesso indignata dai partiti vuole giustamente riprendersi il diritto di scegliere i parlamentari. Anche per questo il tramestio di queste ore potrebbe essere sedato da una dichiarazione solenne di tutti i partiti di disponibilità a cambiare la legge elettorale, qualunque sarà la decisione della corte. Qui tuttavia si incontra il primo vero ostacolo: non c’è tuttora alcun sistema elettorale su cui i partiti presenti in parlamento siano pronti a raggiungere un ragionevole compromesso. Questo stato dell’arte rischia di far diventare esplosiva la situazione in caso di inammissibilità del referendum ma anche di condizionare pesantemente il dopo referendum se si farà strada l’idea che l’abrogazione del porcellum non porti automaticamente al ripristino della legge elettorale precedente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Capiterà così che nel pieno della crisi economica, di fronte alle minacce sempre più drammatiche che riguarderanno l’euro, l’Italia si troverà di fronte a una crisi di sistema che rischia di travolgere tutti i partiti e di rafforzare la corrente di opinione anti-politica che sta crescendo in queste settimane. E’ singolare come i partiti che sostengono il governo Monti abbiano lasciato passare queste settimane senza attrezzarsi a questa eventualità. Il big bang elettorale non giova a nessuno di loro perché li coglie impreparati sia alla gestione di una improvvisa crisi politica sia all’eventualità che dopo la vicenda referendaria si riapra la questione del voto anticipato. Monti su tutta questa materia può fare poco. Può fare qualcosa il presidente della Repubblica spingendo le forze politiche a raggiungere un accordo almeno sul tema della restituzione ai cittadini del diritto di scelta dei parlamentari. Ogni minuto perso avvicina al ticchettio finale del timer che misura il rischio che la crisi italiana esploda in modo incontrollabile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-4108384202675813198?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/4108384202675813198/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=4108384202675813198' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/4108384202675813198'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/4108384202675813198'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2012/01/referendum-elettorale-i-partiti-non.html' title='Referendum elettorale: i partiti non hanno idee, l’antipolitica è sempre più forte (di Peppino Caldarola)'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-1004528645200699443</id><published>2012-01-05T13:54:00.000+01:00</published><updated>2012-01-05T13:55:11.329+01:00</updated><title type='text'>Supertassa sui lavoratori immigrati: si vede a occhio nudo che è una sciocchezza</title><content type='html'>La notizia è di qualche giorno fa: la tassa sul permesso di soggiorno aumenta del 150%, passando da 80 a 200 euro. Così decise, tra gli ultimi atti da Ministro degli Interni, Roberto Maroni, poco prima di abbandonare i panni dell’uomo di governo ritenuto da alcuni serio e affidabile, per ritornare a vestire quelli del capo (in pectore) di un partito di opposizione permanente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi - è notizia di oggi - i ministri Cancellieri e Riccardi oggi comunicano che il governo  “ha deciso di avviare un'approfondita riflessione e attenta valutazione sul contributo per il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno degli immigrati regolarmente presenti in Italia, previsto da un decreto del 6 ottobre 2011 che entrerà in vigore a fine gennaio". Le ragioni dichiarate, ovviamente, stanno "in un momento di crisi che colpisce non solo gli italiani, ma anche i lavoratori stranieri presenti nel nostro Paese, c'è da verificare se la sua applicazione possa essere modulata rispetto al reddito del lavoratore straniero e alla composizione del suo nucleo familiare".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bene. Sì, “quasi” bene, potremmo dire. Vale la pena di ricordare che, stando alle ferree e non sempre razionali regole della legge Bossi-Fini, infatti, gli unici immigrati che hanno diritto a rinnovo del permesso di soggiorno - salvo i motivi umanitari, gli asilanti e quelli famigliari, che richiedono comunque requisiti di reddito non banali - sono quelli dotati di un lavoro regolare. Un lavoro regolare che quindi, per definizione, li mette dal lato di quanti pagano le tasse. Cioè di quanti contribuiscono al faticoso equilibrio previdenziale e demografico di un paese invecchiato, che fa pochi figli, e in cui in pochi pagano i contributi per i tanti pensionati e pensionandi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, se sei immigrato - questo dice la tassazione sul soggiorno - non basta che tu e il datore di lavoro paghiate le imposte sul lavoro stesso, che ci sono per tutti, e sono anche piuttosto salate. No. Per te che sei immigrato, c’è una tassa di permanenza per avere il diritto a permanere. Di questo, non di altro, si parla. Bene dunque “aprire un’ampia riflessione”, come dicono i ministri di Mario Monti. Ma nel terzo millennio una riflessione seria sull’immigrazione e il suo ruolo dovrà prima o poi essere formulata. Guardando sia all’equilibrio sociale ed economico che a principi di giustizia ed equità che un tempo si definivano universali, e noi ci accontentiamo di chiamare costituzionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra questi ultimi resta una domanda: perchè gli immigrati regolari, che lavorano e pagano le tasse, ne devono pagare una a parte solo per “esistere” sull’italico suol? Se approfondita dev’essere, la riflessione, allora partiamo proprio dalle fondamenta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-1004528645200699443?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/1004528645200699443/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=1004528645200699443' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/1004528645200699443'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/1004528645200699443'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2012/01/supertassa-sui-lavoratori-immigrati-si.html' title='Supertassa sui lavoratori immigrati: si vede a occhio nudo che è una sciocchezza'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-7407744820264760927</id><published>2012-01-04T19:16:00.000+01:00</published><updated>2012-01-04T19:17:04.081+01:00</updated><title type='text'>Omsa chiude, la protesta delle donne sul web</title><content type='html'>Elisa Zanetti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il noto gruppo che raccoglie al suo interno marchi come Filidoro, Golden Lady, Sisì e Philippe Matignon ha annunciato che trasferirà la propria produzione in Serbia, lasciando così senza lavoro le 239 operaie della fabbrica di Faenza. Dalla rete moltissimi messaggi di solidarietà e inviti a boicottare l'azienda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarà una “befana senza calze” e non solo per la crisi che ha portato a un netto taglio dei consumi, ma soprattutto per la proposta lanciata dalla pagina facebook “A piedi nudi!”, che invita tutti i consumatori a boicottare i marchi Omsa, il noto gruppo produttore di calze, che a breve chiuderà lo stabilimento di Faenza, lasciando a casa 239 operaie. Lo scorso 27 dicembre 2011, infatti, le lavoratrici dell’azienda hanno ricevuto dalla proprietà un fax in cui si comunicava l’intenzione di procedere con la risoluzione dei rapporti di lavoro, al termine della cassa integrazione straordinaria, che scadrà il 14 marzo 2012. Il gruppo Omsa trasferirà la produzione in Serbia, dove può godere di condizioni più favorevoli, secondo una logica di risparmio dei costi d’impresa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Immediate le reazioni alla diffusione della notizia dei licenziamenti: i sindacati, in una nota congiunta Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uilta-Uil parlano di comportamento «inaccettabile e irrispettoso» da parte di Nerino Grassi, patron dell’azienda, che ha scelto ancora una volta «di sottrarsi al confronto e a ogni responsabilità, preoccupandosi esclusivamente di tagliare il cordone ombelicale con lavoratrici e lavoratori». Franco Grillini, presidente della Commissione Politiche Economiche della Regione Emilia-Romagna, parla invece di «provocazione» perché Omsa, «nonostante fosse sana dal punto di vista industriale è stata trasferita in un paese dell’est».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dibattito accende anche la rete e su facebook e twitter si moltiplicano i commenti degli internauti. In tantissimi dichiarano che non acquisteranno più prodotti del gruppo: come ad esempio Eleonora85 che grida in un twitt: «Tu licenzi? Io non ti compro! Boicotta OMSA!» o ancora Barbara Campanelli che sulla pagina facebook del gruppo "A piedi nudi” dichiara la sua vicinanza e l’intenzione di non acquistare più i prodotti: «Vi sono vicina, io e le mie bambine siamo fedeli alla vostra causa, non compreremo più i loro prodotti. Non mollate, facciamogliela pagare».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla scelta dell’azienda di delocalizzare la produzione Dino Amenduni risponde così: «Omsa: gli imprenditori possono delocalizzare, i clienti possono cambiare prodotti come risposta», proponendo quindi di premiare quelle aziende che scelgono di mantenere i propri stabilimenti in Italia, garantendo così l’occupazione nel nostro Paese. Benché ci sia chi proponga di realizzare dei volantini da distribuire davanti ai punti vendita del marchio, c’è chi invece crede che non acquistare più i prodotti dell’azienda non serva a nulla, come scrive Martina Sassoli: «Boicottare un marchio come Omsa non farà altro che raddoppiare il numero dei licenziamenti. Non è così che si aiutano i lavoratori. Svegliaaa!» o chi pensa che la colpa non sia degli imprenditori come Emanuele Bottini: «copione ormai noto, non si possono condannare imprenditori al fallimento, la colpa non è loro!».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è poi chi si domanda quanti imprenditori potranno davvero resistere lasciando la loro produzione in Italia, scrive Pier Luigi: «Quando Omsa produrrà all'estero abbasserà i prezzi? E i concorrenti restaranno in Italia perdendo altre quote di mercato?». E quanti consumatori potranno permettersi di non acquistare più i prodotti, twitta Andrea Girvasi: «in quanti possono permettersi di boicottare l'Omsa facendo acquisti "ideologici" senza guardare al prezzo di mercato?». Intanto l'evento facebook "Mai più Omsa", creato il 31 gennaio, ha raggiunto in soli tre giorni oltre 25 000 iscritti e al di là di ogni dubbio, in rete, resta soprattutto la solidarietà alle donne che perderanno il lavoro e una amara nota d’ironia, scrive Quink: «Faenza, licenziate le 239 operaie OMSA. Erano troppi 50 denari».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-7407744820264760927?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/7407744820264760927/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=7407744820264760927' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/7407744820264760927'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/7407744820264760927'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2012/01/omsa-chiude-la-protesta-delle-donne-sul.html' title='Omsa chiude, la protesta delle donne sul web'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-3276113944568414871</id><published>2011-12-31T14:05:00.000+01:00</published><updated>2011-12-31T14:06:18.652+01:00</updated><title type='text'>Per le Pmi ritardi nei pagamenti e credito difficile, ecco la sfida per Monti.  Di Antonio Vanuzzo</title><content type='html'>Come ha ricordato Monti nella tradizionale conferenza stampa di fine anno: «Le imprese sono strette tra un crunch del credito e un debitore poco sensibile al loro status di creditrici». Sebbene, a detta del premier, le misure straordinarie adottate dalla Bce abbiano alleviato la tensione, per le Pmi italiane il problema dei ritardi nei pagamenti della Pa rimane. Chi non paga, nella maggioranza dei casi, sono le Asl: le stime mostrano un ritardo medio, nel 2010, che supera i 300 giorni. E la direttiva europea sul ritardo dei pagamenti non è mai stata recepita dall’Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una morsa fatale. Da un lato i ritardi nei pagamenti della Pubblica amministrazione, dall’altro le difficoltà di accesso ai prestiti bancari che ne scaturiscono. Sul tema è intervenuto oggi il premier Mario Monti, rispondendo alle domande dei cronisti nel corso della tradizionale conferenza di fine anno: «Stiamo lavorando, e il ministro Passera in particolare, su questo tema perché ci rendiamo conto che le imprese sono strette tra un crunch del credito e un debitore poco sensibile al loro status di creditrici», ha spiegato l’ex eurocommissario, sottolineando che «purtroppo» il Governo non è ancora riuscito a dare priorità al tema poiché «sarebbe stato contraddittorio» rispetto al segnale di un forte contenimento della spesa pubblica che i ministri tecnici dovevano dare all’Europa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come ha poi ricordato Monti, le misure straordinarie varate lo scorso 8 dicembre dalla Bce – che prevedono prestiti illimitati alle banche comunitarie a un tasso d’interesse dell’1% – ha contribuito ad alleviare la tensione tra chi sta da un lato e chi dall’altro dello sportello. Nonostante le dichiarazioni di chi, come l’a.d. di UniCredit Federico Ghizzoni, sostiene in proposito: «Qualcuno le ha definite misure a sostegno delle banche. Io le definisco piuttosto misure a sostegno dell'economia reale», per i “piccoli” il 2012 sarà ancora un anno di passione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad aggiungere un altro elemento d’incertezza, dal primo gennaio prossimo scatterà l’obbligo, da parte degli istituti di credito di segnalare alla Centrale rischi di Bankitalia lo sconfinamento dei crediti oltre 90 giorni. Un limite dimezzato rispetto ai 180 giorni fissati in precedenza in deroga rispetto ai criteri di Basilea II. Lato banche, secondo quanto sostiene una ricerca di via Nazionale ripresa da Il Sole 24 Ore, il nuovo regime inciderà soltanto sullo 0,07% sul total capital ratio degli istituti nazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema sta nella qualità dei crediti che i fornitori vantano nei confronti della Pa, che nella quasi totalità dei casi investe le Asl. I tagli di 7,5 miliardi di euro per il biennio 2013-2014 previsti dalla prima manovra di luglio «renderanno le Regioni e le grandi Asl a rischio default», ha spiegato il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, a Linkiesta. Oltretutto, i vincoli imposti agli enti locali dal Patto di Stabilità non consentono neppure ai virtuosi una capacità di spesa autonoma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una situazione insostenibile. I numeri della Corte dei conti, nella relazione sulla gestione finanziaria delle Regioni relativa agli anni 2009 e 2010, presentata in Parlamento a fine luglio, mostrano inefficienze e ritardi che hanno costretto molti enti locali a procedure di rientro del disavanzo. Nell’aprile di quest’anno è stata siglata l’intesa sul fabbisogno del settore per il 2011 a quota 106,5 miliardi di euro, di cui 2,6 vincolati per gli investimenti in innovazione, prevenzione e ricerca. Da inizio 2011, inoltre, le entrate e le uscite della Sanità regionale sono monitorate per il calcolo delle future erogazioni dello Stato a partire dal 2013, anno in cui dovrebbe entrare in vigore il federalismo fiscale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella relazione della Corte dei conti si legge: «Il debito verso fornitori ha generato una spesa aggiuntiva pari a circa 103,8 milioni di euro nel 2008, 125,4 milioni di euro nel 2009 e 17,3 milioni di euro nel 2010, a causa dei ritardi sui pagamenti». Secondo le stime di Farmafactoring (società attiva nella gestione del credito verso Asl e ospedali) le forniture di prodotti farmaceutici e diagnostici nel 2010 hanno segnato un ritardo medio di 325 giorni. In altre parole, il fornitore riceve il pagamento circa dieci mesi dopo la consegna. Purtroppo, nell’ultimo decennio la Pa non è mai scesa sotto i 300 giorni per estinguere i propri debiti: nel 2001 i giorni di attesa erano 302, 341 nel 2003, per poi scendere a 308 e 316 rispettivamente nel 2008 e 2009.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elaborando i dati di Confindustria sui bilanci degli enti statali, la Fondazione Astrid – che si occupa di monitorare la Pubblica amministrazione – spiega che in tutta Italia i debiti verso i fornitori superano di gran lunga le altre tipologie di debiti delle aziende ospedaliere, come i mutui. Qualche esempio: nel 2010, la Lombardia ha iscritto a bilancio debiti verso i fornitori per 3,5 miliardi di euro rispetto ai 2,1 finiti sotto la voce «altri debiti», mentre per il Lazio la cifra sale a 11 miliardi su 13 totali. La negligenza delle aziende sanitarie nei confronti dei fornitori genera un passivo ben più ingente dei debiti contratti per gli investimenti atti a migliorare il servizio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La direttiva europea sul ritardo dei pagamenti, approvata poco più di un anno fa dal Parlamento comunitario ma non ancora recepita nell’ordinamento italiano, prevede che dopo 30 (e in casi particolari 60) giorni scattino gli interessi di mora all’8 per cento. Dare ossigeno alle Pmi senza innalzare il debito statale per supplire alle inadempienze delle amministrazioni locali è una delle missioni più difficili di Mario Monti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-3276113944568414871?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/3276113944568414871/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=3276113944568414871' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/3276113944568414871'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/3276113944568414871'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/12/per-le-pmi-ritardi-nei-pagamenti-e.html' title='Per le Pmi ritardi nei pagamenti e credito difficile, ecco la sfida per Monti.  Di Antonio Vanuzzo'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-94576598895680438</id><published>2011-12-31T14:02:00.000+01:00</published><updated>2011-12-31T14:05:39.389+01:00</updated><title type='text'>x i lavoratori a tempo determinato solo se hanno periodi scoperti di non lavoro nel 2011 possono fare la disoccupazione a requisiti ridotti</title><content type='html'>ATTENZIONE!!!!!&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt; HAI APPENA CONCLUSO IL TUO&lt;br /&gt;RAPPORTO DI LAVORO?&lt;br /&gt;Hai lavorato più di 78 giornate nel 2011?&lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;RICORDATI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    DI FARE SUBITO LA DOMANDA PER                         OTTENERE L’INDENNITA’ DI DISOCCUPAZIONE RIDOTTA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rivolgiti all’ufficio FeLSA-CISL&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DAL 1° GENNAIO AL 31 MARZO 2012&lt;br /&gt;potrai trovare chi ti assiste per istruire tutte le pratiche necessarie &lt;br /&gt;per  ottenere la disoccupazione con i requisiti ridotti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;REQUISITI  ESSENZIALI:&lt;br /&gt;- Aver lavorato per almeno 78 giorni nel corso dell'anno 2011&lt;br /&gt;- Aver versato almeno un contributo INPS (pari a una settimana&lt;br /&gt;lavorativa) entro il dicembre 2009.&lt;br /&gt;- Essere stati licenziati o aver terminato il contratto.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FeLSA- CISL - Lungadige Galtarossa, 22 - 37133 VERONA&lt;br /&gt;TEL 0458096036 FAX 0458004977 &lt;br /&gt; emiliano.galati@cislverona.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-94576598895680438?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/94576598895680438/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=94576598895680438' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/94576598895680438'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/94576598895680438'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/12/x-i-lavoratori-tempo-determinato-solo.html' title='x i lavoratori a tempo determinato solo se hanno periodi scoperti di non lavoro nel 2011 possono fare la disoccupazione a requisiti ridotti'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-8317657424740096347</id><published>2011-12-28T20:16:00.001+01:00</published><updated>2011-12-28T20:17:55.891+01:00</updated><title type='text'>In memoria di Giorgio Bocca, tutta una vita a denunciare il potere di Giulio Sapelli</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-7BrEeaz8FeE/TvtrYDB7zUI/AAAAAAAACE0/MY69Is7oBTE/s1600/111227bocca.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-7BrEeaz8FeE/TvtrYDB7zUI/AAAAAAAACE0/MY69Is7oBTE/s320/111227bocca.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5691260614987205954" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La morte di Giorgio Bocca mi colpisce particolarmente per una ragione profonda, di natura famigliare, che tuttavia credo possa dare un piccolo contributo per illuminare l intima figura di uno degli ultimi grandi del giornalismo non solo italiano. Un giornalismo nato sull’onda della Lotta di Liberazione Nazionale soprattutto nei giornali di provincia meno importanti per la formazione dell’ orientamento nazionale, ma pepiniére di fantastici professionisti, tutti scrittori e sociologi d’ istinto. Bocca, come pochi altri, scrive, infatti, dapprima sull’ organo piemontese di Giustizia e Libertà e poi si forma in quella grande fucina di volenterosi cronisti e analisti delle cose del mondo che fu a Torino “ La Gazzetta del Popolo”( con firme come quelle di Zatterin, di Vecchiato e dei più giovani Roccati e Carcano), in polemica con “ La Stampa”( che gli operai socialisti e comunisti torinesi chiamavano la busiuarda-la bugiarda):da un lato la proprietà pubblica, dall’ altro la FIAT, in una singolar tenzone che durerà sino agli anni ottanta del Novecento, con la scomparsa di un giornale storico, libero e coraggioso. Bocca, come è noto, inizierà poi una carriera folgorante sulla scia di grandi Maestri come Baldacci e Pietra a “Il Giorno “di Enrico Mattei, il quale anche nel giornalismo inaugurò uno stile inedito in Italia: l’ inchiesta, il coraggio di pensare non conformisticamente, dando spazio ai giovani, come era nello stile ineguagliabile del Mattei protagonista della modernizzazione italiana e dell’anticolonialismo, sino a pagare con la vita queste Sue doti. ù&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bocca veniva, dunque, come Mattei, del resto, dalla lotta partigiana: questo è stato il fil rouge di tutta la Sua vita. Ed è qui che le nostre storie si legano. Avevo letto diciassettenne quel libretto, quasi clandestino se non per gli amatori, che Bocca aveva scritto con Giampaolo Pansa e con uno dei miei maestri torinese di vita morale (con Franco Antonicelli, Alessandro Passerin d’ Entreves, Massimo Mila e Ugo Pecchioli): Mario Giovana, partigiano combattente GL, poi istruttore militare in Algeria a fianco di Ben Bella e poi, ancora, segretario piemontese del Partito Socialista di Unità Proletaria dopo la scissione con lo PSI nel 1964, scrittore fecondo e implacabile polemista sempre dalla parte della ragione: La Resistenza nel saluzzese, Saluzzo, RPC, 1964. Era la storia, in filigrana, con una distanza ben tenuta, dell’ esperienza dello stesso Bocca. Egli aveva presto superato, nella tragedia della guerra, le posizioni filofasciste universitarie e, negli anni più duri della repressione nazi- fascista, aveva conosciuto i due capi morali e combattenti della Resistenza nel Cuneese, Benedetto Dalmastro e Duccio Galimberti, che intravisero in Lui un durugente colto, coraggioso e determinato e ne fecero uno dei protagonisti della guerra per bande che si scatenò nelle montagne della Val Grana, della Val Maira e della Val Varaita. Bocca avrà anche un ruolo politico di primo piano, che Lui ha sempre sottovalutato e nascosto nell’ agone di una polemica che si farà via via rovente contro coloro che chiamava i “revisionisti”come Pansa, con il quale ebbe un polemica dolorosa e implacabile. Il 5 maggio 1944, con Benedetto Dalmastro partecipa, al Col Soutron, a un incontro con il maquis francese della Seconda Regione Alpi Marittime per coordinare le azioni militari tra i gruppi italiani e francesi, iniziando ad affrontare anche la delicata questione valdostana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terminerà la Lotta combattendo in Val Maira, come Commissario Politico della seconda Divisione "GL”. Una lotta durissima, implacabile, soprattutto dopo e durante l’ inverno del 1944 , allorchè il generale Alexander intimerà ai partigiani di ritirarsi dalla lotta e non invierà più i sostegni militari e materiali che consentivano di rendere meno dura la vita e la lotta. Il massacro di Boves, città martire della Resistenza, bene testimonia della durezza inaudita dei combattimenti e del profondo radicamento popolare della guerriglia partigiana. Mio padre aveva dovuto fuggire in quel terribile inverno da Alessandria, dove operava con falso nome in una tipografia partigiana che apparentemente svolgeva un regolare compito imprenditoriale e in verità era un centro di fabbricazione di passaporti, lascia- passare, carte d’ identità ch’ erano indispensabili alle staffette e ai combattenti. Fuggiti che furono da Alessandria perchè avvisati da un tenente della Wermath che la Gestapo l’ indomani li avrebbe imprigionati sorprendendoli (quel tenente, mi ricordava mio padre, ch’ era un operaio che leggeva Goethe, volle testimoniare la sua fede socialdemocratica e l’esistenza di una presenza non nazista nel popolo tedesco). Mio padre e il Suo amico proprietario della tipografia (il fratello e la moglie il giorno dopo la loro fuga che non vollero condividere, furono deportati a Mathaunsen, dove morirono), mio padre si diresse non nel Monferrato, dove v’ era una più debole lotta e dove più alte erano le possibilità d’ essere riconosciuti, ma, invece, verso la Val Maira, con una marcia incredibilmente avventurosa e terribile Lì divenne giovane combattente della Brigata in cui Bocca svolgeva il compito, di fatto, di commissario politico. Mio padre veniva da quattro anni di guerra d’ Africa, da una fuga perigliosa dall’ ospedale militare di Napoli dov’era stato internato con la scabbia e, soprattutto, portava con sé la dote di un contatto strettissimo con i Salesiani di Torino, il mondo cattolico e un legame inauguratosi durante una breve permanenza clandestina a Torino con Felice Balbo, al quale lo legherà una dedizione ininterrotta sino alla morte. Un mondo tutto diverso da quello di Bocca: anticlericale, illuminista, anticomunista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la Resistenza fu una Lotta di Liberazione Nazionale nel vero senso del termine, dove tutte le divisioni venivano a comporsi nella comune identità patriottica. Per questo il legame tra me e Giorgio fu sempre profondissimo: quando papà morì Giorgio lo ricordò ai compagni dell’ ANPI a cui Lui non apparteneva, perché aderì in seguito alla FIAP (azionista) con parole che non potrò mai dimenticare. Vi era tutto Bocca in quelle parole: acuto come una spada non mancava mai di ricercare la verità ovunque fosse. Lo ricordo quando all’ Archivio Centrale dello Stato lavorava a quella ch’ io considero ancora oggi, mi scusi profondamente Aldo Agosti, amico carissimo, la più acuta biografia di Togliatti. Infatti, documento dopo documento, discussione dopo discussione- io preparavo all’ Archivio la mia tesi di laurea che fu poi pubblicata da Feltrinelli- vedevo crescere il Suo libro: Palmiro Togliatti, Roma-Bari, Laterza, 1973. Implacabile: ecco un’ altra volta che il Suo carattere inflessibile mi viene alla mente. Con l’ analisi dello stalinismo Bocca era riuscito a entrare nelle viscere della grandezza e della miseria del comunismo italiano più di tanti altri esegeti eruditi e accademici: l’ intreccio tra questioni nazionali e questioni internazionali era sempre presente in Togliatti e Bocca colpì esattamente nel segno con un libro ancor oggi molto utile: a nove anni della morte de “Il migliore” non era poco. Io ero e sono affascinato dalla Sua prosa ricca sempre di contenuti: la stessa delle Sue inchieste de “Il Giorno” e poi di “La Republica” di cui fu uno degli indimenticabili fondatori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La libertà del pensare con il concetto! Uno stile hegeliano, Gli ricordavo con ironia ( perché tutti e due abbiamo sempre irriso alla “boria dei dotti”); uno stile che era alla base di una prosa ricca, colta, attenta alla realtà prima che alle opinioni. Per questo non deve stupire che Bocca guardasse con interesse al fenomeno del Berlusconi televisivo, con il quale collaborò con intelligenza ( e non a caso uno dei Suoi ultimi “pezzi” si riferisce con furore sprezzante, implacabile…, al Loro rapporto) e poi alla Lega, di cui colse uno spirito libertario e anticonformista che non poteva non attrarre un uomo che si avviava alla delusione e alla rabbia, che furono la cifra della scrittura dei Suoi ultimi anni, quasi immobilìzzato per le gambe che non lo reggevano, ma con un cervello fervido più che mai. Lo debbo ringraziare perché in alcuni Suoi libri e interviste diede voce al mio lavoro scientifico e perchè sino all’ ultimo mi onorò di una amicizia che per me fu sempre un tesoro ineguagliabile, In questo Bocca fu un vero “azionista”, ossia un vero militante, un partigiano in senso gobettiano, che antepose sempre la ragione morale alla tattica politica. Fu un grande moralista. Solo in Italia la parola “moralista” suona a disdegno, a differenza della Francia, per esempio: Montaigne non fu forse un grande moralista? Comprendeva bene, Giorgio Bocca, perché una generazione di giovani operai come me e come mio padre prima di me non avevano potuto non essere stati comunisti nella Torino della FIAT di Valletta e di Garavini e di Minucci e di Vertone e del Cardinal Pellegrino: anche noi, per Lui, eravamo dei moralisti. E, infatti, mi diceva beffardo, e amato per la Sua beffardaggine che non avevamo potuto più esserlo, comunisti, dopo la fine del sogno di Giorgio Amendola di fare del PCI un partito rifornista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ URSS non faceva sconti e se si rompeva con l’ URSS non si poteva non rompere con il Partito. Per questo dopo l’inizio degli anni ottanta la nostra amicizia si fece per me più matura, abbandonato ch’era il sogno amendoliano. Ero divenuto complice di una vicenda Sua personale di cui spesso non condividevo tutti i toni esasperati, ma lo capivo come Lui aveva capito me in anni terribili: quelli dello stalinismo, quando anche ai troskisti come chi scrive, rimanevano sempre meno spazi di azione in un partito che abbandonava sempre più il rigore teorico e quindi non lasciava spazio alla lotta intellettuale per divenire soprattutto un macchina di potere. La lotta contro il potere: ecco il segreto di Giorgio Bocca: non arrendersi mai al potere, denunciarlo in ogni sua piega quando da strumento diveniva fine. Ma il potere può rimaner mezzo solo se si possiede quella fibra morale dell’anti -italiano Giogio Bocca, formatosi sotto l’ala di quel patriottismo non nazionalista ch’era stata la Resistenza, periodo ineguagliabile e irripetibile della storia d’ Italia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-8317657424740096347?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/8317657424740096347/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=8317657424740096347' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/8317657424740096347'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/8317657424740096347'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/12/in-memoria-di-giorgio-bocca-tutta-una.html' title='In memoria di Giorgio Bocca, tutta una vita a denunciare il potere di Giulio Sapelli'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-7BrEeaz8FeE/TvtrYDB7zUI/AAAAAAAACE0/MY69Is7oBTE/s72-c/111227bocca.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-3860728322519197329</id><published>2011-12-22T13:24:00.000+01:00</published><updated>2011-12-22T13:25:02.421+01:00</updated><title type='text'>VIABILITÀ. Fabbri «Corso Milano, i parcheggi non risolvono i problemi»</title><content type='html'>«Inseguire continuamente la domanda di posti auto è come pretendere di svuotare l´oceano con un secchiello: vano e insensato, visto che in città super congestionate e inquinate come la nostra tale domanda, al lato pratico, risulta inesauribile». È il commento di Paolo Fabbri, presidente Amici della Bicicletta, su corso Milano.&lt;br /&gt;«Gli impegni che il sindaco in prima persona ha preso pubblicamente con i commercianti sono dunque illusori, perché alcuni stalli in più non riusciranno di certo a risolvere il problema. In compenso, questa filosofia tradisce quanto di buono è rimasto in una riqualificazione che ha rinunciato a dare una corsia preferenziale ai bus, a dotare una delle più grosse vie di penetrazione della città di un parcheggio scambiatore, e che ha regalato una pista ciclabile buona per gli spostamenti di anziani e bambini, ma largamente inadeguata per chi con la bicicletta ci vuole correre al lavoro e invece si perde tr! a mille ostacoli e infinite strettoie».&lt;br /&gt;Fabbri conclude: «Dispiace constatare che le pretese di parcheggio che hanno già costituito un ostacolo alla realizzazione di una pista più agevole ancora non siano esaurite, tanto da spingere il sindaco a intervenire con conseguente ulteriore restrizione dello spazio per ciclisti e pedoni».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-3860728322519197329?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/3860728322519197329/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=3860728322519197329' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/3860728322519197329'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/3860728322519197329'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/12/viabilita-fabbri-corso-milano-i.html' title='VIABILITÀ. Fabbri «Corso Milano, i parcheggi non risolvono i problemi»'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-3482462575712082556</id><published>2011-12-22T13:20:00.001+01:00</published><updated>2011-12-22T13:24:35.373+01:00</updated><title type='text'>Auguri da Italia Futura</title><content type='html'>per l’Italia il 2011 è stato uno degli anni più difficili dal dopoguerra. Troppi anni di paralisi decisionale della politica e la crisi finanziaria internazionale ci hanno portato vicinissimi al punto di non ritorno. Famiglie e imprese pagano, e continueranno a pagare, un conto salatissimo mentre il rischio di un crack finanziario non è ancora dietro le nostre spalle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mai come nel 2011 i cittadini italiani hanno avuto la sensazione che il governo del paese fosse fuori controllo. Solo pochi mesi fa l’Italia era governata da una maggioranza paralizzata da liti interne e conflitti personali e la nostra credibilità internazionale era ai minimi storici. Il Governo continuava a ripetere che tutto andava bene e l’opposizione a sostenere che i mali dell’Italia iniziavano e finivano con il Presidente del Consiglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quest’anno cruciale Italia Futura ha svolto la propria missione con impegno e coerenza. Ha raccolto la passione civile e le competenze di tanti italiani che vogliono contribuire a costruire un futuro migliore per la nostra nazione. Ha creato realtà regionali dove analizzare e discutere temi di rilevanza territoriale e dove selezionare i protagonisti di una nuova classe dirigente. Ha sollecitato la politica con critiche di merito e concrete proposte di soluzione. Ha rappresentato un argine al vizio capitale della politica italiana: quello di non volersi assumere responsabilità e di evitare sempre di rendere conto del proprio operato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non abbiamo avuto timore di dire quello che pensavamo della politica economica del precedente Governo, quando pochissime voci dalla società civile si levavano per criticarne l’operato e richiamare l’esecutivo alle proprie responsabilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di tutto questo dobbiamo ringraziare soprattutto voi: la comunità di Italia Futura, forte ormai di oltre 40.000 associati sempre attivi nel reagire alle nostre sollecitazioni, con un flusso continuo di idee, suggerimenti, proposte e grande voglia di partecipare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo auspicato l’arrivo di un Governo tecnico a cui da subito abbiamo guardato, e continuiamo a guardare, con fiducia e speranza. La fiducia di chi è convinto che le competenze e la credibilità dell'esecutivo siano premessa di successo nel doppio mandato di rimettere in ordine i conti pubblici e di restituire vitalità all'economia e alla società.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La manovra del Governo, prevalentemente nel segno del rigore, era necessaria per rispondere a una situazione di cassa drammatica. Alcuni provvedimenti strutturali, quelli sulle pensioni di anzianità, hanno risposto pienamente alla sostanza del mandato del Governo. In altri casi si è scelta una strada che ha tenuto conto soprattutto della velocità e facilità di incassare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per rimettere in moto il paese occorrerà ora agire in profondità sulle leve della crescita: liberalizzando, dismettendo il patrimonio pubblico, tagliando i costi della politica, riformando welfare e mercato del lavoro, insistendo nella direzione di uno spostamento del carico fiscale da lavoro e produzione ai grandi patrimoni e alle rendite, oltre che portando avanti una lotta senza quartiere agli evasori fiscali. Occorrerà dunque iniziare a riequilibrare il rapporto tra Stato e cittadini, concentrando risorse ed energie sui compiti essenziali del pubblico e liberando i tanti settori in cui la presenza dello Stato crea sprechi, inefficienze e corruzione. Solo dopo aver affrontato una questione che da troppi anni è al centro delle anomalie italiane, il nuovo Governo potrà considerare di aver compiuto la sua missione di esecutivo tecnico e di emergenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tempo non è molto. Il prossimo anno assisteremo a una contrazione del PIL nell’ordine dei due punti percentuali. Il circuito del credito è ancora sostanzialmente congelato e le tante anomalie che bloccano il paese sono diventate zavorre insostenibili per imprese, lavoratori e famiglie. E’ prevedibile che il 2012 sarà l’anno in cui gli effetti della crisi si concentreranno sul paese reale e le tensioni finanziarie si intensificheranno mettendo a dura prova la tenuta dell’Europa. Il compito che attende il Governo è enorme, dobbiamo sostenerlo, perché la resistenza di chi vuole che tutto resti com’è ha già iniziato a frenarne l’azione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltre alle prove che la situazione economica internazionale e interna ci obbligheranno ad affrontare, il prossimo anno occorrerà preparare, in vista del 2013, l’apertura di una nuova stagione della politica italiana. La seconda repubblica ha fallito. Ostaggio di populismi di destra e sinistra, la politica ha perso progressivamente contatto con i problemi quotidiani degli italiani e con le sfide imposte da uno scenario internazionale difficile, ma anche ricco di opportunità. Perché se c’è un paese che non dovrebbe avere paura della globalizzazione è l’Italia. Se smetteremo di giocare solo in difesa e cominceremo a investire sulle nostre risorse fondamentali (cultura e industria) i benefici non tarderanno ad arrivare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla nuova stagione politica che si aprirà gli italiani vogliono partecipare con spirito civico e passione per ricostruire la nostra democrazia. Ripristinare una politica forte, autorevole e credibile è la vera sfida che ci attende nel prossimo anno. Perché sarebbe del tutto velleitario sperare, come pure qualcuno fa nelle stanze dei partiti, che tutto cambi affinché niente cambi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando le scadenze istituzionali porteranno nuovamente i cittadini alle urne, l'offerta elettorale dovrà essere composta da una nuova leva di idee e classi dirigenti che si contenderanno il consenso democratico lasciandosi alle spalle una stagione fallimentare. In nessun caso gli italiani accetterebbero di veder tornare gli stessi protagonisti che hanno condotto il paese a questa situazione. Rinnovare profondamente la classe dirigente politica rimane per l’Italia una priorità assoluta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche per questo le prossime elezioni non saranno una tappa di routine, ma un appuntamento storico che dovrà aprire una nuova stagione della nostra vita pubblica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 2012 l'impegno di Italia Futura sarà rivolto in questa direzione, promuovendo quella svolta di programmi e persone che l'Italia si merita. Intensificheremo il lavoro sul territorio, con l’obiettivo di avere una rete regionale forte e radicata in tutta Italia entro giugno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dedicheremo competenze e idee alla discussione di temi fondamentali per il nostro futuro come l'occupazione giovanile, il fisco, la riforma delle istituzioni e il ruolo dell'Italia in Europa e nel mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Promuoveremo l’adozione di provvedimenti, concreti e operativi, per rispondere alle tante emergenze del paese. Inizieremo presentando una proposta per la rapida alienazione del patrimonio pubblico e la conseguente riduzione del debito. Siamo infatti convinti che lo Stato possa chiedere ai cittadini di farsi carico dei problemi finanziari del Paese solo dopo aver fatto la propria parte, dismettendo, privatizzando, tagliando i costi del funzionamento della macchina istituzionale e politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per portare avanti questo programma avremo ancora più bisogno del vostro contributo d’idee, di passione civica e di fiducia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con questo auspicio rivolgo ad ognuno di voi e alle vostre famiglie i miei migliori auguri per le festività natalizie e per il nuovo anno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Luca Cordero di Montezemolo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-3482462575712082556?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/3482462575712082556/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=3482462575712082556' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/3482462575712082556'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/3482462575712082556'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/12/auguri-da-italia-futura.html' title='Auguri da Italia Futura'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-1505385375202081711</id><published>2011-12-22T13:18:00.000+01:00</published><updated>2011-12-22T13:19:59.648+01:00</updated><title type='text'>PAT Tosi vs PAT Renzi</title><content type='html'>Care democratiche, cari democratici,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;desidero inoltrarvi un breve riassunto dell'incontro tecnico rivolto agli amministratori di venerdì 16 dicembre al quale ha partecipato come ospite relatore Mirko Dormentoni, presidente della commissione urbanistica del comune di Firenze. Abbiamo messo a confronto il Piano degli interventi dell'amministrazione Tosi con il Piano strutturale a "volumi zero" di Firenze.&lt;br /&gt;Ne è nato un dibattito interessante nel quale si evince ancora una volta come l'amministrazione comunale di Verona abbia previsto solo una colata di cemento in città "sprecando" territorio e mancando totalmente la visione d'insieme dello sviluppo della città.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni dati in estrema sintesi, sulla pianificazione urbanistica di Firenze:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Il piano strutturale di Firenze prevede superfici commerciali massime di 2.500 mq, pari a piccoli supermercati, molto lontane rispetti ai megacentri commerciali previsti a Verona&lt;br /&gt;- ogni intervento di edilizia residenziale deve prevedere una quota di edilizia sociale non inferiore al 20% della superfice&lt;br /&gt;- laddove gli interventi di riqualificazione proposti su aree degradate non si integrino con l'ambiente urbano cresciuto attorno, l'area viene automaticamente ceduta a titolo gratuito al Comune che la trasforma a verde e che poi ricompensa il proprietario mediante perequazione con un'area più appropriata.&lt;br /&gt;- per approvare il suo Piano strutturale, Firenze ha visto almeno 42 riunioni della commissione urbanistica e decine di assemblee sul territorio con partecipazione attiva dei cittadini a gruppi di approfondimento (a Verona una scialba presentazione  alla Gran Guardia)&lt;br /&gt;- è previsto che ogni fiorentino abbia a disposizione un parco pubblico ad una media di 10 minuti a piedi dalla propria abitazione in un ottica di riqualificazione dei quartieri;&lt;br /&gt;- la mobilità pubblica prevede 6 linee di TRAMVIA. Una già realizzata in servizio da circa 1 anno la quale ha già superato ogni più rosea aspettativa di passeggeri trasportati arrivando ad un 1.000.000 di trasportati al mese. La linea 2 e 3 sono già finanziate e partiranno i lavori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chi fosse ulteriormente interessato ad approfondire ho a disposizione la presentazione ppt del collega del Comune di Firenze.&lt;br /&gt;Desidero ringraziare il gruppo consiliare del Comune di Verona e la capogruppo Stefania Sartori che, nonostante le difficoltà oggettive di questi giorni (commissioni fiume per discutere le osservazioni al piano degli interventi ) è riuscita a partecipare come relatrice all'incontro.&lt;br /&gt;Ringrazio quindi tutti i consiglieri comunali che si stanno impegnando davvero alla grande per la discussione in consiglio su questa tematica che li terrà impegnati in sedute fiume fino al 23 dicembre.&lt;br /&gt;Grazie alle signore del Primo Circolo, la segretaria Rosaria Barbati, Patrizia Rodighero e C., per l'organizzazione del momento conviviale al termine dell'incontro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allego il comunicato stampa che abbiamo inviato ai media locali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari saluti,&lt;br /&gt;Stefano Vallani&lt;br /&gt;Segretario Cittadino&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-1505385375202081711?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/1505385375202081711/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=1505385375202081711' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/1505385375202081711'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/1505385375202081711'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/12/pat-tosi-vs-pat-renzi.html' title='PAT Tosi vs PAT Renzi'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-784929337328113555</id><published>2011-12-17T16:58:00.001+01:00</published><updated>2011-12-17T16:58:48.773+01:00</updated><title type='text'>Le due fasi dell'ultimo governo Berlusconi</title><content type='html'>il rapporto dell'Università di Siena&lt;br /&gt;di Stefano Braghiroli &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quest'anno la presentazione del consueto Rapporto sul Governo del Centre for the Study of Political Change (CIRCaP) dell'Università di Siena coincide con le dimissioni di Silvio Berlusconi. Questa sesta edizione del rapporto è stata curata da Maurizio Cotta, Elisabetta De Giorgi, Francesco Marangoni e Luca Verzichelli e mette sotto la lente il IV governo Berlusconi in termini di performance e rapporti tra esecutivo, leadership di governo, maggioranza parlamentare, partiti e media.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In virtù dei 1283 giorni di durata del suo ultimo governo, Berlusconi emerge come il premier più longevo della storia repubblicana: con i suoi 3335 giorni complessivi di presidenza ha quindi superato anche il record di 2959 giorni di Alcide De Gasperi. Berlusconi può poi fregiarsi anche di aver presieduto i due governi più longevi dell'esperienza repubblicana. In termini di longevità politica come premier nei 150 anni di storia unitaria, Berlusconi è secondo solo a Giolitti e Mussolini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se ci focalizziamo più specificamente sull'esperienza di governo appena conclusa, sotto diversi aspetti la parabola del governo Berlusconi IV si può idealmente dividere in due fasi (una ascendente ed una discendente), col sofferto voto di fiducia del 14 dicembre 2010 come spartiacque.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A fronte di una maggioranza parlamentare schiacciante a inizio mandato e di un forte potenziale di impatto legislativo, evidenti indizi della crisi del governo Berlusconi sembrano emergere a partire dalla primavera 2010, con l'esplosione delle tensioni nella maggioranza e l'uscita dei finiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rapporto evidenzia come questi sviluppi abbiano avuto chiare ripercussioni sulla compagine governativa. In particolare, il turnover delle posizioni di governo è cresciuto sensibilmente a partire dal tardo 2010 e il numero delle posizioni è aumentato grandemente. La distribuzione di cariche in funzione di compensazione ha palesato una progressiva debolezza dell'esecutivo rispetto a forze numericamente minoritarie ma indispensabili per la tenuta, primo fra tutte il neonato gruppo dei Responsabili che nel novembre 2011 arrivava a controllare l'8% delle cariche di governo a spese di PdL e Lega.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rapporto evidenzia come il livello di conflittualità nella compagine di governo, rilevante sin dall'insediamento, abbia toccato il livello minimo a seguito probabilmente del terremoto in Abruzzo, che sembra aver compattato la maggioranza. Due delle quattro aree di policy ad alto tasso di conflittualità evidenziano una tensione più o meno latente tra PdL e Lega, riguardando temi cari a quest'ultima come riforme istituzionali e assetto dello stato e sicurezza/immigrazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Indicativo è anche il frequente ricorso allo strumento della questione di fiducia, che ha toccato il suo picco nell'ultimo semestre di vita del governo in funzione di deterrenza verso le pulsioni centrifughe. In tal senso è rilevante anche il frequente ricorso alla decretazione d'urgenza che, al netto di ratifiche di trattati internazionali, rappresenta il 44% dell'iniziativa governativa complessiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rapporto evidenzia poi come, in termini di rispondenza programmatica, nell'ultimo anno poco più del 29% delle iniziative legislative promosse dall’esecutivo sia direttamente riconducibile al programma di governo , a fronte di livelli di concentrazione programmatica intorno al 60% nei primi 4 mesi (cd. “Età aurea”).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per concludere è rilevante evidenziare come l'iniziativa programmatica del governo si sia concentrata su specifici obiettivi. Non sorprende che la maggiore enfasi si sia concentrata sul tema della giustizia che rappresenta il 25% delle iniziative.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-784929337328113555?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/784929337328113555/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=784929337328113555' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/784929337328113555'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/784929337328113555'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/12/le-due-fasi-dellultimo-governo.html' title='Le due fasi dell&apos;ultimo governo Berlusconi'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-8983488522383507286</id><published>2011-12-15T20:40:00.000+01:00</published><updated>2011-12-15T20:41:14.327+01:00</updated><title type='text'>Provincia 2011, un bilancio “invisibile”</title><content type='html'>La Provincia di Verona si appresta a chiudere uno dei peggiori esercizi di sempre, non tanto sotto il profilo ragionieristico dei conti ma sotto quello politico e dei risultati amministrativi. Infatti Lega e Pdl hanno aumentato le tasse e ridotto opere e servizi, tagliando quasi indiscriminatamente il budget di tutti i settori operativi. Una combinazione micidiale che graverà due volte sulle tasche dei veronesi. Anche quest'anno le opposizioni presenteranno una cinquantina di emendamenti per cercare di raddrizzare un bilancio che più povero di contenuti non si può.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ecco i numeri: il gettito dell'imposta provinciale di trascrizione (Ipt) passa dai 20 milioni del 2011 ai 23 milioni previsti per il 2012. Dall'aumento dell'Rc auto (passata dal 12,5% al 16%) deriveranno nel 2012 ben 42 milioni di euro, 7 milioni in più rispetto al 2011. Intanto si taglia ferocemente su Edilizia scolastica; Sviluppo del territorio (va avanti soltanto la manutenzione ordinaria delle strade, che riceve 7 milioni, gli interventi straordinari ammontano invece a poche migliaia di euro); Turismo (l'unico evento finanziato nel 2012 sarà Verona In Love). Persino la Sicurezza (60 mila euro di budget) è ridotta al lumicino (dalla Regione arrivano in meno 450 mila euro) . L'azione disastrosa operata dalla Lega sugli enti locali ha messo in ginocchio la Formazione professionale e il Lavoro, due delle principali deleghe delle Province. Infatti il 2012/2013 porterà alla totale cancellazione dei Centri di formazione professionale (Cpf) per mancanza di fondi, mentre il progetto Apprendistato non è stato finanziato. Intanto nel settore Cultura sono pervenute domande di contributo per 500 mila euro, quando i fondi ammontano ad appena 87 mila euro...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo accade perché il governo “amico” di Bossi e Berlusconi ha distrutto la finanza pubblica scaricando sugli enti locali gli effetti delle manovre approvate nell'estate del 2011. E la Lega, dopo aver portato il paese allo sfascio, si chiama fuori dai sacrifici necessari a salvare l'Italia, protestando persino contro gli effetti delle manovre fatta dal Suo governo Berlusconi/Bossi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche in Provincia di Verona il centrodestra ha scelto la strada disastrosa dei tagli lineari lasciando tutti i settori a secco. Ma oltre al danno la beffa: la seconda manovra estiva del governo Bossi e Berlusconi ha messo in carico alle Province anche i costi del personale delle partecipate (APTV, Veneto strade, Verona turismo, ATV) facendo così balzare l'incidenza del costo del personale sulla spesa dal dal 19% al 38%, molto vicino al limite del 40%!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma , anche dopo essersene andati, Berlusconi e la Lega non smettono di far pagare il prezzo ai veronesi, infatti la Provincia di Verona rischia di non rientrare nel novero degli enti virtuosi, rischiando ulteriori penalizzazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del resto anche il dibattito sulle Province sembra trascendere dal fatto che la maggioranza si è rivelata incapace di svolgere il più elementare ruolo di coordinamento degli interventi sul territorio. Lo si è visto per la pianificazione territoriale e nella gestione dei rifiuti con la mancata approvazione di due atti fondamentali per il governo del territorio come il Ptcp e il Piano dei rifiuti. Ma un ente governato in questo modo a che cosa serve? Dopo aver promesso e mentito ai cittadini all'inizio del suo mandato, Lega e Pdl, per colpa di questi risultati si rivelano i migliori alleati di chi le Province le vuole abolire...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per il gruppo consigliare provinciale del Partito Democratico&lt;br /&gt;il capogruppo Diego Zardini&lt;br /&gt;il consigliere Lorenzo Dalai&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-8983488522383507286?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/8983488522383507286/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=8983488522383507286' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/8983488522383507286'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/8983488522383507286'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/12/provincia-2011-un-bilancio-invisibile.html' title='Provincia 2011, un bilancio “invisibile”'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-5388516504765727252</id><published>2011-12-15T12:34:00.002+01:00</published><updated>2011-12-15T12:37:01.927+01:00</updated><title type='text'>Meno aeroporti, ma migliori</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-NEC3qxn_FJA/Tunb2gcgjXI/AAAAAAAACEo/LbDKBO9Z6J4/s1600/Dubai_International_Airport.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 226px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-NEC3qxn_FJA/Tunb2gcgjXI/AAAAAAAACEo/LbDKBO9Z6J4/s320/Dubai_International_Airport.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5686317734000889202" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nel dibattito pro e contro i piccoli aeroporti il nocciolo della questione è l’opportunità del continuare a sussidiare aeroporti e voli, in un periodo in cui il settore pubblico deve ridurre e riqualificare la propria spesa. Il mercato è chiaro e spietato, i grandi aeroporti sono macchine da soldi, mentre al diminuire della dimensione si va via via fin oltre la soglia della perdita strutturale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sgombriamo il campo da un possibile equivoco, non parliamo di piccole strutture che sono indispensabili al collegamento di un territorio, come Lampedusa o Pantelleria, ma di aeroporti relativamente vicini ad altri maggiori, di cui sono il doppione in perdita e sussidiato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La proposta di “chiudere” i piccoli aeroporti, constatato che i loro bilanci sono irrimediabilmente in rosso, è originariamente comparsa nel Libro Bianco commissionato da ENAC nel 2010, è stata ora fatta propria dal Ministro Passera e in realtà non prevede la loro chiusura forzata, ma la fine della spesa che è a carico dello Stato nel mantenerli aperti e il blocco alla costruzione di nuovi, comunque eludendo un tema fondamentale come la periodica ricapitalizzazione a carico degli Enti locali proprietari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai non addetti ai lavori è necessario spiegare che l’offerta di voli da parte delle compagnie aeree e la domanda da parte dei passeggeri si concentrano negli aeroporti più grandi, che sono come la piazza del mercato: tutti i contadini vogliono vendere lì ortaggi e frutta perché tutti i clienti andranno lì, sapendo che c’ è sempre quello che desiderano e ai prezzi migliori. Il grande aeroporto offre voli di tante compagnie in concorrenza per tante destinazioni e più volte al giorno, per questo motivo attira passeggeri anche dalla “catchment area” dei piccoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che cosa resta ai piccoli aeroporti? Se va bene qualche volo per le destinazioni di maggior traffico come Roma o magari Londra, spesso su aerei piccoli che sono meno efficienti e dunque impongono biglietti più costosi. Questo non basta per raggiungere il break-even e allora ci si ingegna per “comprare” traffico, deviandolo dal vicino aeroporto maggiore a suon di sussidi alle compagnie aeree o inventandolo di sana pianta. Ryanair ad esempio è specializzata nell’ effettuare anche i voli più strampalati, purché l’aeroporto paghi, invece di farsi pagare e ricordiamo che alla fine per questi voli pagano la Regione, la Provincia, il Comune, che ripianano il deficit, mentre lo Stato si fa carico dei Vigili del Fuoco, dei poliziotti eccetera, che a causa della bassa attività hanno una produttività risibile e sono un doppione inutile dei colleghi presenti nell’ aeroporto principale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Boldrin scrive che l’Italia avrebbe terribili collegamenti terrestri e dunque è necessario un numero elevato di aeroporti, ma viaggiando in autostrada fra Malpensa e Treviso si incontrano dapprima Linate e poi Bergamo, Brescia, Verona e Venezia, in pratica un aeroporto ogni 50 chilometri. Sono tutti indispensabili? Il mercato dice no, i bresciani hanno Bergamo e Verona a 30-40 minuti di auto e disertano il proprio aeroporto, per la disperazione delle Autorità che non si rassegnano a non contar nulla in aviazione. Sorprendentemente gli altri sono in attivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alberga, Cuneo, Brescia, Parma, Forlì, Foggia, Salerno, Crotone, Comiso, Oristano, Tortolì non sono indispensabili, avendo ciascuno una buona ed economicamente sana alternativa a poca distanza. Certo nei loro territori si genera un po’ di occupazione, arriva qualche turista in più, il viaggio d’affari per Roma o Milano si abbrevia, ma il gioco non vale la candela e soprattutto l’ assegnazione dei sussidi difficilmente può sfuggire al malaffare che impera nel Paese, come la cronaca insegna. Inoltre se la Regione Puglia paga per i voli a Bari deve pagarli anche a Brindisi, Foggia non vuole essere da meno, Taranto pretende voli commerciali nel suo aeroporto, che ora non ne ha e Lecce si chiede perché sola deve astenersi, anziché ottenere sussidi per far diventare civile l’ aeroporto militare di Galatina. Il risultato sono aerei semivuoti o pieni di passeggeri che approfittano delle offerte speciali, con un costo esorbitante per il settore pubblico. Il gioco dà potere politico e si scatena la corsa al nuovo aeroporto, tutti i politici dissennatamente lo vogliono, se ce l’hanno lo vogliono pompare al massimo e sappiamo che molto spesso le ragioni sono inconfessabili. Promettono meraviglie, ma ci saranno solo perdite ed è bene fermarli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altri aeroporti più grandi, come Trapani con Palermo, fanno la tanto auspicata “concorrenza”, ma a che prezzo? Quel che ogni passeggero e compagnia aerea pagano all’ aeroporto è fissato da Enac e ratificato dal Governo, come di norma nelle utility basandosi sulla remunerazione del Regulatory Asset Base. Quindi la “concorrenza” di un aeroporto vicino non porta ad una diminuzione dei prezzi, anzi il doppione e il sovra-investimento che implica portano ad un peggior sfruttamento degli investimenti, le strutture restano sottoutilizzate e non ci guadagna nessuno. E’ poi quasi impossibile volare con profitto con aerei da meno di 100 passeggeri e voli doppione, alla stessa ora da aeroporti vicini, mandano tutti in perdita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trapani, nell’esempio, fa concorrenza sussidiando Ryanair, la quale a sua volta sottrae traffico al vettore che atterra a Palermo. I prezzi dei biglietti effettivamente sono più bassi, perché sono sussidiati ed è vero che Alitalia ne risente, deve far pagar meno i suoi voli da Palermo, tuttavia dobbiamo chiederci se ha senso sussidiare i voli Ryanair da Trapani e se è coerente da un lato addossare ai contribuenti gli enormi costi del salvataggio di Alitalia e dall’altro tagliarle le gambe sussidiando i suoi concorrenti, che peraltro non pagheranno in Italia le tasse sui profitti che fanno in Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nostro Paese ha bisogno di meno aeroporti e contemporaneamente di migliori aeroporti. La globalizzazione avvantaggia chi è ben collegato con i nuovi mercati e l’ Italia è molto indietro rispetto ai partner-concorrenti europei. Sia i passeggeri che le merci devono fare tappa in Europa o nel Golfo per raggiungere la propria destinazione, nel contempo uomini d’ affari e turisti dei nuovi Paesi non vorranno aggiungere una tappa al loro viaggio e magari si fermeranno nel punto d’ Europa dove sbarcano, a Londra, Parigi, Amsterdam, Francoforte, Madrid. Noi rimaniamo tagliati fuori, il nostro peso nello strategico settore dei voli intercontinentali è risibile e regaliamo passeggeri a vettori ed aeroporti altrui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La priorità strategica dell’aviazione italiana è il miglioramento dei collegamenti con il mondo, non il risparmio di qualche decina di minuti per andare a Roma al Ministero, partendo dall’ aeroporto sotto casa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-5388516504765727252?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/5388516504765727252/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=5388516504765727252' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/5388516504765727252'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/5388516504765727252'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/12/meno-aeroporti-ma-migliori.html' title='Meno aeroporti, ma migliori'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-NEC3qxn_FJA/Tunb2gcgjXI/AAAAAAAACEo/LbDKBO9Z6J4/s72-c/Dubai_International_Airport.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-3893847313786374816</id><published>2011-12-14T14:50:00.001+01:00</published><updated>2011-12-14T14:51:19.253+01:00</updated><title type='text'>E’ un vero pareggio o solo un equilibrio? Il pareggio di bilancio, le indicazioni dell’Unione europea e la discussione al Senato (di Nicola Rossi)</title><content type='html'>La concitazione della attuale fase politica ha fatto sì che nel Disegno di legge costituzionale “Introduzione del principio del pareggio di bilancio nella Carta costituzionale” (A. S. 3047), attualmente in discussione al Senato, comparisse un evidente e certamente involontario refuso. Nonostante il titolo del disegno di legge, nel testo dello stesso l’espressione “pareggio di bilancio” è completamente assente ed è sostituita dall’espressione “equilibrio di bilancio”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Vocabolario della lingua italiana edito dall’Istituto dell’Enciclopedia Treccani alla voce “equilibrio” (vol. II, D-L, 1987, p. 291) scrive: “in usi fig., proporzione fra le parti, esatta distribuzione dei vari componenti di un insieme”. Alla voce “pareggio” (vol. III*, M-PD, 1989, p. 691) recita, invece, “in contabilità, l’uguaglianza dei totali delle due sezioni di un conto o prospetto contabile: … il termine è usato nelle aziende pubbliche per esprimere l’uguaglianza delle entrate e uscite previste”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Com’è evidente, mentre l’equilibrio di bilancio è perfettamente compatibile con la presenza di indebitamento non altrettanto può dirsi per un bilancio in pareggio. La questione non è meramente lessicale. La distinzione fra “equilibrio di bilancio” e “pareggio di bilancio” è al centro, per fare solo un esempio, della sentenza n. 1/1996 della Corte costituzionale che aprì la strada ad una interpretazione dell’art. 81 ben diversa da quella implicita nelle scelte dei costituenti e, con essa, al diffondersi della pratica di leggi prive di copertura i cui impatti sul bilancio pubblico apprezziamo compiutamente in queste settimane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ del tutto comprensibile la scelta governativa di integrare il testo della Carta costituzionale con pochi elementi di principio e di rimettere poi la definizione degli elementi ulteriori a norme di legge da approvare a maggioranza qualificata. Ma questa tecnica legislativa deve poggiare su una cristallina precisione nella riformulazione dei principi costituzionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del resto, è il Consiglio europeo appena concluso ad essere inequivoco sul punto. Per citare il comunicato conclusivo: “The main elements of the fiscal compact include a requirement for national budgets to be in balance or in surplus (the structural deficit should not exceed 0.5% of nominal GDP) and a requirement to incorporate this rule into the member states' national legal systems (at constitutional or equivalent level)”. E in inglese il termine balanced budget non si presta a molte discussioni: “a balanced budget occurs when the total sum of money a government collects in a year is equal to the amount it spends on goods, services, and debt interest”. In altre parole, emendare il testo approvato dalla Camera sarebbe il primo atto con il quale l’Italia manifesterebbe la propria concreta adesione alle decisioni del Consiglio europeo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo certi che - data anche la delicatezza del momento - sarà cura delle Commissioni Bilancio ed Affari Costituzionali correggere l’incolpevole svista presente nella versione attuale del disegno di legge, riportando così la modifica costituzionale in discussione alle sue originarie finalità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-3893847313786374816?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/3893847313786374816/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=3893847313786374816' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/3893847313786374816'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/3893847313786374816'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/12/e-un-vero-pareggio-o-solo-un-equilibrio.html' title='E’ un vero pareggio o solo un equilibrio? Il pareggio di bilancio, le indicazioni dell’Unione europea e la discussione al Senato (di Nicola Rossi)'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-7650486787018695405</id><published>2011-12-13T13:31:00.002+01:00</published><updated>2011-12-13T13:33:25.290+01:00</updated><title type='text'>Fermiamo l’acquisto dei Jet F35, uno spreco da 16 miliardi di euro</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-6vmXLIK4Bbg/TudGEjAvP1I/AAAAAAAACEQ/-hwLbRicAhs/s1600/lockheed-martin-joint-strike-fighter-f-35-lightning-ii-300x239.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 239px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-6vmXLIK4Bbg/TudGEjAvP1I/AAAAAAAACEQ/-hwLbRicAhs/s400/lockheed-martin-joint-strike-fighter-f-35-lightning-ii-300x239.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5685590098510298962" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;SIAMO CITTADINI E NON SUDDITI !!! NON POSSIAMO ACCETTARE CHE UNA BANDA DI *NOMINATI* CI PURGHI IN QUESTO MODO, SENZA TENERE IN MINIMA CONSIDERAZIONE LA NOSTRA VOLONTA’!!! E’ TEMPO DI DIRE NO… DI DIRLO TUTTI INSIEME!!! Per riuscire a farci sentire però, dobbiamo UNIRCI!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;APPELLO A TUTTI I BLOGGER/GRUPPI sui social network: UNIAMOCI IN QUESTA PROTESTA DI CIVILTA’!!! UNITI SI VINCE…&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-7650486787018695405?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/7650486787018695405/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=7650486787018695405' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/7650486787018695405'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/7650486787018695405'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/12/fermiamo-lacquisto-dei-jet-f35-uno.html' title='Fermiamo l’acquisto dei Jet F35, uno spreco da 16 miliardi di euro'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-6vmXLIK4Bbg/TudGEjAvP1I/AAAAAAAACEQ/-hwLbRicAhs/s72-c/lockheed-martin-joint-strike-fighter-f-35-lightning-ii-300x239.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-1745905102999783878</id><published>2011-12-13T13:30:00.002+01:00</published><updated>2011-12-13T13:31:27.128+01:00</updated><title type='text'>Un nuovo decentramento (di Davide Zoggia)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-pPyE6pP8QyI/TudFlqxWWdI/AAAAAAAACEE/mJ3xzteNTiQ/s1600/Immagine.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 392px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-pPyE6pP8QyI/TudFlqxWWdI/AAAAAAAACEE/mJ3xzteNTiQ/s400/Immagine.png" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5685589568017291730" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-1745905102999783878?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/1745905102999783878/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=1745905102999783878' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/1745905102999783878'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/1745905102999783878'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/12/un-nuovo-decentramento-di-davide-zoggia.html' title='Un nuovo decentramento (di Davide Zoggia)'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-pPyE6pP8QyI/TudFlqxWWdI/AAAAAAAACEE/mJ3xzteNTiQ/s72-c/Immagine.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-456237944952516735</id><published>2011-12-11T13:36:00.001+01:00</published><updated>2011-12-11T13:36:57.941+01:00</updated><title type='text'>Primarie per il parlamentari. Firma anche tu</title><content type='html'>Da oggi, oltre che presso i banchetti che i gruppi locali di Prossima Italia stanno allestendo in molte città, è possibile firmare la petizione Prima gli elettori anche sul nostro sito, cliccando su questo link. La petizione, lo ricordiamo, chiede al Partito Democratico di far scegliere i prossimi candidati al Parlamento attraverso primarie libere e aperte, e prosegue quindi nel suo porta a porta, e nelle tradizionali piazze, come occasione di incontro con gli elettori e i militanti, ma viene affiancata dal formato on line divenendo così sottoscrivibile, velocemente e da casa, anche da chi risiede in zone in cui non sa a chi rivolgersi. Vi invitiamo quindi a diffondere il link a tutti coloro che possono essere interessati, con una precisazione: che ovviamente terremo sotto controllo la credibilità delle firme, per scongiurare eventuali usi impropri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.prossimaitalia.it/petizione-prima-gli-elettori&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-456237944952516735?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/456237944952516735/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=456237944952516735' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/456237944952516735'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/456237944952516735'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/12/primarie-per-il-parlamentari-firma.html' title='Primarie per il parlamentari. Firma anche tu'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-8740808602757165753</id><published>2011-12-11T13:35:00.000+01:00</published><updated>2011-12-11T13:36:06.580+01:00</updated><title type='text'>Lunedì 12 dicembre 2011 SCIOPERO GENERALE DI 3 ORE</title><content type='html'>Contro la finanziaria Monti &lt;br /&gt;per una manovra di “Equità  Rigore e Sviluppo”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Perché a pagare non siano i soliti: pensionati, lavoratori, giovani, donne e disoccupati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Perché a pagare sia chi non ha mai pagato : gli evasori, i titolari di patrimoni, di rendite finanziarie fatte con la speculazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Per una società dove il LAVORO,  non le transazioni finanziarie,  sia strumento di crescita economica e sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Per una manovra che investa sullo sviluppo, per una società dove i giovani siano messi nelle condizioni di poter avere un lavoro, una famiglia, dei figli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Per ripristinare l’adeguamento all’inflazione anche per le pensioni superiori a 960,00 Euro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Per mantenere la pensione di anzianità con 40 anni di contribuzione e garantire comunque le condizioni vigenti a tutti i lavoratori in mobilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Per graduare l’applicazione dell’ICI, esentando le prime case fino ad una determinata soglia di valore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Per una scuola che non sia considerata solo un costo ma un fondamentale elemento di crescita sociale ed economica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contro questa manovra affinché il Parlamento possa cambiarla&lt;br /&gt;nel segno dell'equità e del sostegno alla crescita CGIL CISL e UIL indicono sciopero generale per il 12 dicembre. Ultime tre ore di ogni turno di lavoro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concentramento in Piazza Isolo alle ore 14.30&lt;br /&gt;alle 15.30 corteo con arrivo in Piazza Viviani&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-8740808602757165753?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/8740808602757165753/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=8740808602757165753' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/8740808602757165753'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/8740808602757165753'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/12/lunedi-12-dicembre-2011-sciopero.html' title='Lunedì 12 dicembre 2011 SCIOPERO GENERALE DI 3 ORE'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-8306086501736362933</id><published>2011-12-05T13:21:00.001+01:00</published><updated>2011-12-05T13:21:45.304+01:00</updated><title type='text'>SEGRETERIE  REGIONALI  VENETO  COMUNICATO STAMPA</title><content type='html'>La commissione dell'attività produttive della Regione Veneto ha approvato il disegno di Legge regionale sull'aumento del numero delle aperture       domenicali e festive nella nostra Regione, che porterà la discussione in aula entro l'anno in corso.&lt;br /&gt;L'assessore Sig.ra Isi Coppola non ha tenuto conto delle nostre osservazioni e delle nostre proposte ed è per questi motivi che Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil stanno attivando iniziative territoriali e regionali di protesta a sostegno della vertenza a partire dal fatto che ci ha esclusi dalla                             consultazione nei tavoli istituzionali.&lt;br /&gt;Noi ribadiamo con forza le nostre ragioni e invitiamo la Regione a ripensarci perché:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'allargamento così ampio delle aperture domenicali peggiora le condizioni di lavoro di migliaia di lavoratrici che si vedrebbero continuamente modificato il loro orario di lavoro per includere anche la domenica nell'orario settimanale con continue modifiche anche durante la settimana.&lt;br /&gt;Le continue aperture non produrrebbero una aggiunta  di occupazione ma solo un utilizzo più precario e flessibile di quello esistente.&lt;br /&gt;Le aperture domenicali non favoriscono i consumi in una fase di crisi come l'attuale in quanto le famiglie sposterebbero sulla domenica gli acquisti che farebbero durante la settimana.&lt;br /&gt;Le aperture dei centri commerciali fuori dai centri storici svuotano le città e contribuiscono a devitalizzare le città come centro  sociale di scambi non solo commerciali ma anche culturali.&lt;br /&gt;Le continue aperture impongono una cultura del consumo che cancella tutto il sistema di relazioni famigliari e culturali del nostro tessuto sociale a    cominciare dalle lavoratrici del commercio che sarebbero costrette a lavorare le domeniche in luoghi a volte non raggiungibili agevolmente da mezzi             pubblici e con orari settimanali non coincidenti con orari di asili nido scuole e orari  uffici pubblici.       Per tali ragioni:&lt;br /&gt;  FILCAMS-CGIL   FISASCAT-CISL   UILTUCS-UIL  - REGIONALI          in occasione della presentazione della legge regionale presso la Provincia di  Verona,   hanno indetto una iniziativa per il giono 05 DICEMBRE 2011 con presidio di lavoratrici e            lavoratori del Commercio del Veneto   DALLE ORE 15,00  ALLE ORE 17,00 in Via Arche Scaligere (a fianco di Piazza dei Signori – ingresso  Prefetture/Provincia).        &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P/LA FILCAMS-CGIL          P/LA FISASCAT-CISL      P/LA UILTUCS-UIL&lt;br /&gt;   Adriano Filice                      Maurizia Rizzo           Luigino Boscaro&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-8306086501736362933?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/8306086501736362933/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=8306086501736362933' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/8306086501736362933'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/8306086501736362933'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/12/segreterie-regionali-veneto-comunicato.html' title='SEGRETERIE  REGIONALI  VENETO  COMUNICATO STAMPA'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-1111111840907947270</id><published>2011-11-30T12:39:00.001+01:00</published><updated>2011-11-30T12:39:22.042+01:00</updated><title type='text'>BOTTA E RISPOSTA. Il consigliere provinciale Dalai replica al sindacalista Uil Iannuzzi «Confermati tutti gli allarmi del Pd»</title><content type='html'>«Leggo le dichiarazioni del sindacalista Gaetano Iannuzzi che sostiene che solo Flavio Tosi quand´era in opposizione si occupò della grave situazione del Catullo e trasecolo». A sostenerlo è Lorenzo Dalai, consigliere del Pd in Provincia e presidente della settima commissione Attività produttive e problematiche occupazionali.&lt;br /&gt;«Come gruppo consiliare del Pd abbiamo ripetutamente presentato interrogazioni e mozioni sulla conduzione della società Catullo, sin dall´inizio del nostro mandato. Non ho mai potuto portare il dibattito nella Commissione da me presieduta in quanto, essendo la società partecipata dalla Provincia, le questioni dell´aeroporto e le società a questo collegate vanno discusse nella commissione apposita», dice Dalai. E aggiunge: «Ciò non di meno, con i colleghi D´arienzo e Zardini, abbiamo costantemente monitorato la situazione, peraltro sempre critica, della Catullo e delle sue partecipate,! riuscendo ad ottenere dal presidente Giovanni Miozzi l´istituzione di un tavolo di confronto tra i collegi sindacali di Provincia e della stessa Catullo, per una costante valutazione dell´andamento dei conti».&lt;br /&gt;Dalai fa poi notare che in tempi non sospetti il Pd ha fatto rilevare «sentite anche tutte le organizzazioni sindacali, i pesanti problemi del personale dipendente, sia di Avio Handling che diretto, e il dialogo non si è mai interrotto. Mi chiedo come faccia un singolo sindacalista ad uscire con frasi dove dice che solo il sindaco Tosi lo ha ascoltato? Ma cosa ha fatto il sindaco per migliorare la situazione?». G.COZ.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-1111111840907947270?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/1111111840907947270/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=1111111840907947270' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/1111111840907947270'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/1111111840907947270'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/11/botta-e-risposta-il-consigliere.html' title='BOTTA E RISPOSTA. Il consigliere provinciale Dalai replica al sindacalista Uil Iannuzzi «Confermati tutti gli allarmi del Pd»'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-7962037946767138983</id><published>2011-11-28T16:43:00.000+01:00</published><updated>2011-11-28T16:44:11.697+01:00</updated><title type='text'>Lavoro a Verona</title><content type='html'>Verona è una città molto produttiva del Nord-Est italiano, ma come tale&lt;br /&gt;appartenente a questa nazione e porzione di territorio, è soggetta anche Lei ad un declino economico e sociale inesorabile.&lt;br /&gt;Dal punto di vista economico abbiamo assistito alla chiusura della Glaxo:&lt;br /&gt;la multinazionale america Aptuit su Verona svilupperà solo un'attività&lt;br /&gt;commerciale e sembra di poca ricerca. Tradotto economicamente: quando&lt;br /&gt;non sei più abbastanza redditizio, ti taglio e ti elimino. Eliminare un&lt;br /&gt;centro di ricerca è più difficile, perché anche se il mercato italiano&lt;br /&gt;fosse in perdita, il centro ricerca è utile per tutto il mondo. Invece,&lt;br /&gt;il punto commerciale, una volta che il mercato di riferimento non è più&lt;br /&gt;vantaggioso viene eliminato.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Assistiamo inoltre alla lenta agonia della Over Meccanica, un'azienda quasi leader mondiale nel suo settore, per capacità ingegneristica e di innovazione&lt;br /&gt;nel costruire macchinari. Un'azienda che può impiegare sia operai che soprattutto ingegneri, capaci con l'innovazione di poter superare le sfide odierne della globalizzazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La multinazionale tedesca E-On chiude la sua sede a Verona per spostare tutti i suoi uffici a Milano, cosicchè molti lavoratori si troveranno presto in mobilità. Sempre e solo a Milano, come se qui a Verona non fossimo abbastanza preparati, intelligenti e capaci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Abbiamo assistito poi, negli scorsi mesi settembre e ottobre 2010, alla "finta" battaglia per la salvaguardia della "veronesità" e "veneticità" di&lt;br /&gt;Unicredit a Verona e nel Veneto, da parte del sindaco Tosi e del&lt;br /&gt;presidente di Regione Zaia. Le promesse per la difesa dei posti di&lt;br /&gt;lavoro su Verona e nel Veneto non hanno portato a nulla - come ormai la&lt;br /&gt;Lega ci ha abituato su vari temi, federalismo e lotta all'immigrazione&lt;br /&gt;in primis -  erano solo utili a ottenere qualche posto di comando nelle&lt;br /&gt;Fondazioni di riferimento.&lt;br /&gt;L'attenzione ad avere una Sede Generale in Verona forte, come lo era la purtroppo ex gloriosa CariVerona, non c'è stata. Non capisco come, in un'ottica di&lt;br /&gt;federalismo fiscale al quale si vuole tendere, si possa rinunciare senza quasi batter ciglio, a posti di lavoro qualificati e duraturi,&lt;br /&gt;rappresentati da Glaxo, E-On, Over e Unicredit. Mi soffermo ancor di più sulla Banca, catalizzatore del mercato, in virtù della sua funzione di prestatrice di denaro alle imprese e alle famiglie. Avere una Banca forte, assieme al Banco Popolare, rappresenta sicuramente un&lt;br /&gt;aiuto per le imprese veronesi, per uscire dalla crisi e pensare a&lt;br /&gt;diventare più "grandi", se vogliono sopravvivere. E rappresenta&lt;br /&gt;un futuro per tutti quei laureati e diplomati veronesi di trovare un posto di lavoro&lt;br /&gt;qualificati, sul quale costruirsi una famiglia e un futuro. Una Sede&lt;br /&gt;Generale può assumere laureati in Economia (per Ufficio Credito, per il&lt;br /&gt;Risk Management, Controllo di Gestione, Ufficio Fidi, etc.), laureati in Giurisprudenza (Ufficio Affari Legali), laureati in Informatica&lt;br /&gt;(gestione dell'immensa attività di gestione software, implementazione e&lt;br /&gt;manutenzione di tutti i nuovi programmi informatici richiesti), laureati in Lettere e Filosofia (per Ufficio Personale), laureati in Lingue&lt;br /&gt;Straniere (ormai l'internazionalizzazione delle Banche lo rende&lt;br /&gt;necessario). Da questo punto di vista la politica cittadina è rimasta&lt;br /&gt;immobile, ad attendere chissà cosa .Anche il mondo universitario l'ho visto però fortemente lontano da queste tematiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Abbiamo assistito ad interi Uffici e settori che venivano spostati a Milano e&lt;br /&gt;Bologna, senza essere sostituiti da altri Uffici da destinare a Verona.&lt;br /&gt;Forse gli altri sono più intelligenti e brillanti di noi? Che forse il&lt;br /&gt;detto "Veneti polentoni" non sia purtroppo veritiero?&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Perché nessun politico locale non pone attenzione sulla volontà di salvare i posti di lavoro qualificati a Verona?&lt;br /&gt;Perché a Verona non possiamo avere uffici qualificati, anche di Direzione&lt;br /&gt;Generale, ma solo mera rappresentanza, che con facilità sarà spazzata&lt;br /&gt;via dagli appetiti locali di qualcun altro?&lt;br /&gt;Perché tutta l'Università di Verona non ha mai vivamente protestato? I nostri laureati dovranno tutti emigrare in altre città per trovare lavoro?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cordialmente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-7962037946767138983?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/7962037946767138983/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=7962037946767138983' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/7962037946767138983'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/7962037946767138983'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/11/lavoro-verona.html' title='Lavoro a Verona'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-5019641645249190359</id><published>2011-11-27T17:07:00.001+01:00</published><updated>2011-11-27T17:07:38.817+01:00</updated><title type='text'>Pneumatici da neve e catene: grande confusione sotto il cielo</title><content type='html'>"Il Codice della strada modificato nel luglio del 2010 con la legge 120 dal Governo Berlusconi ha introdotto una norma che autorizza i proprietari delle strade ad obbligare gli automobilisti a installare le gomme da neve o le catene in caso di maltempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'attuazione della norma, però, sta creando una confusione incredibile con applicazioni diverse da strada a strada.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono automobilisti sanzionati con multe senza sapere il perché, altri percorrono tranquillamente strade urbane ed extraurbane senza alcuna informazione, altri ancora corrono a munirsi di pneumatici da neve nonostante il sole splendente pagando un 20-30% in più del prezzo corrente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anas, Veneto Strade, Province, Comuni, Società autostradali adottano ordinanze diverse nei tempi e nei modi o non sanno che fare: non c'è che dire, un bel risultato all'insegna dell'efficienza e soprattutto della sicurezza".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste le dichiarazioni di Gianni Dal Moro e Franco Bonfante, rispettivamente deputato e consigliere regionale del Partito Democratico di Verona, che, inoltre, preannunciano azioni quali mozioni e interpellanze presso la Camera dei Deputati e il Consiglio regionale del Veneto, affinché gli enti proprietari delle strade applichino il Codice della strada in modo omogeneo e con buon senso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ci vuole buon senso nell'applicare le norme, non si possono mettere sullo stesso livello le strade che si trovano in montagna o in pianura, non si possono applicare norme indipendentemente dalle condizioni metereologiche o ambientali di ogni territorio. In momenti di grave crisi economica del Paese e delle famiglie, non si faccia cassa a spese dei cittadini e dei lavoratori” così concludono i due esponenti del Partito Democratico di Verona.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-5019641645249190359?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/5019641645249190359/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=5019641645249190359' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/5019641645249190359'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/5019641645249190359'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/11/pneumatici-da-neve-e-catene-grande.html' title='Pneumatici da neve e catene: grande confusione sotto il cielo'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-2563199860905160383</id><published>2011-11-26T18:28:00.001+01:00</published><updated>2011-11-26T18:28:18.508+01:00</updated><title type='text'>I diritti acquisiti dei senatori italiani Dalla prossima legislatura vitalizi aboliti per i nuovi eletti</title><content type='html'>Palazzo Madama ha reso noto che il Consiglio di Presidenza del Senato, presieduto dal presidente Renato Schifani, ha deliberato all'unanimità il superamento dell'attuale sistema degli assegni vitalizi, a favore di logiche di maturazione di un diritto pensionistico parametrato ai contributi effettivamente versati sulle retribuzioni percepite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gioia e tripudio per l'ormai prossima abolizione di uno dei privilegi più odiosi e detestabili tra i numerosi di cui beneficiano i nostri senatori e i nostri deputati? Fino a un certo punto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In primo luogo, perché si tratta per ora di un annuncio e la fiducia nella consequenzialità tra parole e opere, in questo Paese, è ormai a zero spaccato. Ancor più, però, perché la nota precisa che questa abrogazione si verificherà "a partire dalla prossima legislatura per i nuovi eletti". La solita, maledetta logica del diritto acquisito, vera e propria architrave dei mali del Paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non solo quando si fanno riforme degne di questo nome, ma persino quando si aboliscono veri e propri privilegi, si tira una riga e "chi c'è, c'è".&lt;br /&gt;Alla bisogna, trincerandosi dietro la Costituzione, nel senso che, come facevano osservare anche ieri alcuni senatori, i diritti acquisiti sarebbero costituzionalmente garantiti e, come tali, intoccabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francamente c'è da dubitare che la nostra Costituzione non lasci spazio a interpretazioni che, sulla base di un criterio di ragionevolezza qualitativa e quantitativa, consenta di distinguere tra ciò che può costituire un vero e proprio diritto il cui disconoscimento può minare la dignità di un cittadino e ciò che sconfina nel puro arbitrio legislativo altrettanto arbitrariamente ritirabile in qualsiasi momento, quando si deve prendere atto che, se la festa è finita per chi verrà, non può che finire anche per chi già, c'era e può dirsi fortunato di averne sin lì beneficiato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Difficile infatti pensare ad attentato più grande alla democrazia di un Paese di un impianto costituzionale che, suo malgrado, avallasse logiche di cittadinanza fondate su padri di serie A, figli di serie B e, tra un po', nipoti di serie C.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per rilanciare il Paese servono riforme, sacrifici e abolizione di privilegi. Pensare di poter riuscire a gettare le basi di questo rilancio ponendo in essere riforme che riguardino solo il futuro, chiedendo sacrifici solo a chi ancora non ha messo al sicuro il suo diritto acquisito e mantenendo in essere tutti i privilegi di cui qualcuno già gode o potrà godere, significa non avere realmente chiaro come sia proprio il passato, con la sua insostenibilità, a precluderci una prospettiva di futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un passato che trova la propria esteriorizzazione e quantificazione finanziaria nella montagna di debito pubblico che ci sta tirando a fondo. Un passato con il quale dobbiamo rassegnarci a fare i conti, riscrivendone oggi per allora alcune pagine, in quelle parti in cui diritti irrinunciabili e privilegi rinunciabilissimi si confondono tra le righe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diversamente, se davvero vogliamo illuderci che tutto possa restare così com'è e possa essere sufficiente tirare una riga e girare pagina, sentendoci già bravi e illuminati per questo, l'unica parola della storia che potremo scrivere su quella nuova pagina sarà, mestamente, "Fine".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-2563199860905160383?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/2563199860905160383/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=2563199860905160383' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/2563199860905160383'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/2563199860905160383'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/11/i-diritti-acquisiti-dei-senatori.html' title='I diritti acquisiti dei senatori italiani Dalla prossima legislatura vitalizi aboliti per i nuovi eletti'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-1842168587808284454</id><published>2011-11-23T15:10:00.001+01:00</published><updated>2011-11-23T15:10:44.243+01:00</updated><title type='text'>Un casello da 33 milioni per il Catullo</title><content type='html'>AEROPORTO E AUTOSTRADE. Presentato in Provincia il progetto preliminare della nuova uscita sull'Autobrennero. Continua a far discutere la gestione dello scalo. Dal Moro (Pd): «Arena faccia un'informativa alla città»&lt;br /&gt;22/11/2011 E-MAILPRINT&lt;br /&gt;A&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Aeroporto Valerio Catullo&lt;br /&gt;Verona. Costerà complessivamente 33 milioni 600mila euro, il futuro casello autostradale della A22 Autobrennero dedicato all'aeroporto Valerio Catullo. Il progetto preliminare, che prevede tempi di realizzazione di 30 mesi dall'inizio dei lavori, è stato presentato ieri pomeriggio in Provincia. Ad illustrarne i particolari erano presenti i rappresentanti nel Cda della società aeroportuale della Provincia, Giovanni Frasca, e del Comune di Verona, Luca Zanotto. La nuova uscita sostituirà, come richiesto dal presidente Giovanni Miozzi ad Anas e A22, il previsto casello di Pastrengo. Andrà a servire realtà urbane ed industriali in prossimità dello svincolo A22-A4, oggi non servite da casello dedicato, come il Quadrante Europa, il Mercato ortofrutticolo e l'aeroporto stesso, che secondo il piano industriale entro il 2024 dovrebbe raddoppiare il numero di passeggeri. La soluzione individuata dal progetto è rivolta verso il solo territorio del comune di Villafranca, ad est dello svincolo A22-A4, lasciandone inalterato l'assetto attuale, minimizza l'occupazione di terreni privati, garantisce il rispetto della normativa stradale, non interferisce con il deposito militare di Dossobuono, non preclude un futuro collegamento con il Consorzio Zai e, secondo i progettisti, non presenta criticità urbanistiche. Le opere stradali previste contemplano il collegamento alla tangenziale Sud con rotatoria sovrapposta all'arteria e quattro rampe d'accesso, il collegamento ad Autobrennero con nuove piste d'ingresso e uscita e la compenetrazione dei flussi in ingresso ed uscita dall'autostrada. &lt;br /&gt;Tanti gli interrogativi dei consiglieri presenti, come Vincenzo D'Arienzo (Pd), che poneva l'accento sull'importanza della visione globale delle future infrastrutture viarie, Nicola Terilli (Udc) che chiedeva notizie su tempi e costi ed era perplesso sulla gestione della società aeroportuale e sugli sprechi di Brescia, di Sonia Milan (Idv), che arriverebbe a commissariare l'aeroporto di Brescia-Montichiari e forse anche a chiuderlo, per non trasformarlo per qualcuno in una mucca da mungere, e Ivan Castelletti (Lega Nord) che confidava nei controlli incrociati già avviati per monitorare gli aspetti finanziari della Gestione aeroportuale bresciana.&lt;br /&gt;Sempre sulla gestione degli aeroporti, dopo l'inchiesta del nostro giornale, ieri è intervenuto il deputato del Pd Gianni Dal Moro: «La situazione dell'aeroporto da come si apprende appare alquanto delicata. Mi aspetto dal presidente Arena, dopo i passaggi necessari che immagino vorrà fare con i soci e il consiglio di amministrazione una informativa pubblica alla città e ai suoi rappresentanti sullo stato di salute dell'aereoporto dal punto di vista economico-finanziario, e alla luce di questo un piano industriale aggiornato e proposte concrete su come tentare di uscire dalle difficoltà. La mia opinione per il rilancio è prima cosa la chiusura dell'intesa con Brescia e poi l'apertura ai privati con un partner industriale nazionale o internazionale e in questo ultimo caso la mia preferenza è per un partner da individuare nel cuore della nuova Europa che rafforzi la storica nostra direttrice del Brennero». &lt;br /&gt;Michele Croce, avvocato, Pdl: «È ora di scoperchiare le inefficienze ed il malaffare anche a Verona, partendo dalla magistrale inchiesta de «L'Arena» sull'aeroporto Catullo. Abbiamo affidato ad un team di professionisti la valutazione degli ultimi bilanci delle società del gruppo. Non escludiamo il ricorso alle magistrature contabili e penali se le rivelazioni shock de «L'Arena» dovessero trovare conferme. In ogni caso», conclude, «e da subito occorre che i soci nominino un commissario straordinario di competenza internazionale per tentare il salvataggio dell'aeroporto e del relativo indotto, prima che sia troppo tardi».Â© RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-1842168587808284454?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/1842168587808284454/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=1842168587808284454' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/1842168587808284454'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/1842168587808284454'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/11/un-casello-da-33-milioni-per-il-catullo.html' title='Un casello da 33 milioni per il Catullo'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-7464036484576325876</id><published>2011-11-23T15:07:00.000+01:00</published><updated>2011-11-23T15:08:32.270+01:00</updated><title type='text'>Il Governo Monti è la migliore soluzione possibile</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-RamrjCdtoqQ/Tsz-XKTDpaI/AAAAAAAACDU/jn1n7U8tBQM/s1600/monti_camera112471_img.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 250px; height: 250px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-RamrjCdtoqQ/Tsz-XKTDpaI/AAAAAAAACDU/jn1n7U8tBQM/s320/monti_camera112471_img.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5678192904062084514" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Partiamo da ciò che è ampiamente condiviso . Il Governo Monti è la migliore (se non l’unica) soluzione possibile, visto il bilancio fallimentare - in senso tecnico - della seconda Repubblica. La compagine ministeriale è di prim’ordine. Il programma interamente condivisibile (su welfare, fisco, concorrenza e privatizzazioni ritroviamo molte proposte a noi particolarmente care). La credibilità internazionale dà già segni di ripresa, così come va salutata con favore l'attenzione alla necessità di equilibrare sul lato di una maggiore giustizia sociale il peso di interventi molto dolorosi per gran parte degli italiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La modalità che si intende utilizzare per realizzare i provvedimenti con il cosiddetto “pacchetto” è l’unica in grado di rassicurare le varie componenti della società del fatto che si sta agendo, non in danno di una categoria, ma in vista dell’interesse superiore del paese: i problemi si affrontano in maniera organica e non uno alla volta, per evitare di dare l’impressione di voler colpire solo una parte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del resto alcuni deputati avevano previsto il “vincolo di destinazione delle risorse”: un sistema ancora più spinto delle riforme a pacchetto che vincola per legge il gettito derivante da nuove tasse all’abbattimento di altre, così come era stato fatto per le privatizzazioni, verso la diminuzione del debito, negli anni novanta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto bene dunque: persone, contenuti e modi sono quello che ci voleva. Con un’unica avvertenza: per quanto bene farà il Governo, la questione del rinnovamento della politica rimarrà aperta, nonostante la tentazione dei partiti di utilizzare l’esecutivo Monti come un lavacro che ne cancelli le responsabilità e ne consenta la perpetuazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è difficile immaginare che in molte segreterie di partito ci si prepari in queste settimane ad una duplice strategia di sopravvivenza: se il governo andrà bene potranno dire di averlo sostenuto, se andrà male potranno invocare il ritorno della politica e la sconfitta della società civile. Si tratterebbe della versione aggiornata di uno dei vizi capitali della Seconda Repubblica, la politica “di lotta e di governo”, con partiti che sostengono di volta in volta i provvedimenti che Monti adotterà senza mai assumersene la responsabilità di fronte all’opinione pubblica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In realtà gli italiani sono meno sprovveduti di quanto si pensi e sanno perfettamente chi porta la responsabilità per la situazione che abbiamo di fronte. Così come sanno che quando le urne torneranno ad aprirsi, al più tardi nel 2013, l’offerta politica dovrà essere ben diversa da quella che ha condotto l’Italia sull’orlo del baratro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo l’illusione degli attuali partiti di sopravvivere come se niente fosse, tornando prima o poi ad offrire agli italiani le stesse ricette che hanno provocato il disastro, è destinata ad essere smentita dai fatti. Come è già accaduto in ogni precedente esperienza di governo tecnico, anche l’esecutivo guidato da Mario Monti ha messo in moto dinamiche profonde nel rapporto tra cittadini e rappresentanza politica. La richiesta che già ora viene alla politica dal paese reale, come accadde negli anni Novanta dopo i governi Ciampi e Dini, è di tenere conto dei fallimenti e di mettere in campo idee e persone nuove che si confrontino con il consenso elettorale nelle nuove condizioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi più che mai, è questa la vera sfida nella quale si giocherà la capacità italiana di uscire dall’emergenza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-7464036484576325876?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/7464036484576325876/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=7464036484576325876' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/7464036484576325876'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/7464036484576325876'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/11/il-governo-monti-e-la-migliore.html' title='Il Governo Monti è la migliore soluzione possibile'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-RamrjCdtoqQ/Tsz-XKTDpaI/AAAAAAAACDU/jn1n7U8tBQM/s72-c/monti_camera112471_img.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-3945428684881433040</id><published>2011-11-21T11:23:00.000+01:00</published><updated>2011-11-21T11:24:28.079+01:00</updated><title type='text'>Ferrovie: Verona non conta più niente</title><content type='html'>05/09/2011. Tagliati 27 treni locali con gravi disagi per viaggiatori e personale. Claudio Capozucca, segretario regionale dei ferrovieri della Fit Cisl del Veneto: “ C'è una stupida volontà di accentramento che non tiene conto della specificità del territorio. Basti dire che dei 12 mila ferrovieri che erano in servizio al compartimento di Verona nel 1994, oggi ne sono rimasti solo 3 mila. Continuo a ripeterlo: Verona, che dovrebbe essere la piattaforma logistica sotto la Germania, sarà sempre più soltanto Arena e Lago di Garda”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Michele Marcolongo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;05/09/2011.Gli utenti, in gran parte pendolari, che lamentano il taglio di 27 treni locali da e per Verona, Legnago e Rovigo, dovrebbero sapere che recentemente i vertici delle Ferrovie e di Trenitalia, nel silenzio generale, hanno portato a termine anche lo smantellamento della direzione compartimentale di Verona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vale a dire che il “cervello” operativo del nodo ferroviario scaligero, da cui un tempo dipendevano anche i nodi di Bolzano, Lonato, Mantova e Rovigo e non a caso denominato “Veneto Occidentale”, è stato trasferito e accorpato con Mestre. Con esso solo volati via, costretti al pendolarismo Verona-Mestre, decine di funzionari, marginalizzando il nostro territorio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I circa 300 tra capotreni e macchinisti di Verona, che fino a ieri potevano contare su questo ufficio per il coordinamento del lavoro e l'assegnazione dei turni, oggi si trovano infatti  senza più nessun riferimento all'infuori di un numero di cellulare che, quando chiamano, non sempre risponde.  “L'episodio più significativo è accaduto venerdì scorso – racconta Claudio Capozucca, segretario regionale dei ferrovieri della Fit Cisl del Veneto –  quando un nostro iscritto che doveva essere a Mestre per entrare in servizio è rimasto bloccato in autostrada per un incidente stradale. Dopo aver provato inutilmente a chiamare i numeri che gli avevano dato per avvertire del contrattempo, ha richiesto il nostro intervento e solo dopo altri numerosi tentativi siamo riusciti a contattare i responsabili”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo le testimonianze da noi raccolte, la conseguenza più comune di questa situazione è che i ferrovieri spesso arrivano sul posto di lavoro senza sapere quale treno gli sia stato assegnato. Da questi intoppi dipenderebbero molti quindi dei ritardi o dei treni cancellati di cui l'utenza paga quotidianamente lo scotto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Tutta questa improvvisazione deriva da una stupida volontà di accentramento che non tiene conto della specificità del territorio che conta l'asse del brennero e il Quadrante Europa – conclude Capozucca – e che sta portando alla desertificazione strutturale del nodo di Verona, basti dire che dei 12 mila ferrovieri che erano in servizio al compartimento di Verona nel 1994, oggi ne sono rimasti solo 3 mila. E purtroppo la politica si mostra attenta a questi problemi soltanto in campagna elettorale. Io continuo a ripeterlo, ma non mi prendono mai sul serio: Verona, che dovrebbe essere la piattaforma logistica sotto la Germania, sarà sempre più soltanto Arena e Lago&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-3945428684881433040?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/3945428684881433040/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=3945428684881433040' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/3945428684881433040'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/3945428684881433040'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/11/ferrovie-verona-non-conta-piu-niente.html' title='Ferrovie: Verona non conta più niente'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-1348909418850711682</id><published>2011-11-18T17:22:00.002+01:00</published><updated>2011-11-18T17:24:34.165+01:00</updated><title type='text'>Io scelgo Michele Bertucco</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-rETKRYzHG-s/TsaGvJ0X-yI/AAAAAAAACCw/YXOcMUjrK_0/s1600/387463_2171564533951_1391891304_31928542_1025396762_n.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-rETKRYzHG-s/TsaGvJ0X-yI/AAAAAAAACCw/YXOcMUjrK_0/s320/387463_2171564533951_1391891304_31928542_1025396762_n.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5676372524994657058" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Lo strumento delle primarie è il carattere distintivo del modo di rapportarsi del Partito Democratico con i propri elettori. Una modalità di coinvolgimento che rende possibile la partecipazione dei cittadini ai momenti decisivi della vita del partito, un segno di distinzione che rende il nostro partito unico.&lt;br /&gt;il 4 dicembre 2011 a Verona si vota per scegliere il candidato sindaco della coalizione di centrosinistra che affronterà le elezioni amministrative della prossima primavera.&lt;br /&gt;Il Partito Democratico ha designato Michele Bertucco quale candidato a sindaco della città.&lt;br /&gt;Per questo, è necessario votare e invitare tanti a venire alle primarie. Sono l’occasione per lanciare il segnale dell’alternativa, di un diverso modo di governare la cosa pubblica, favorendo la partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini sin dalla scelta del candidato sindaco. &lt;br /&gt;Per la prima volta i cittadini di Verona potranno scegliere il loro candidato a guidare la città per il quinquennio 2012-2017.&lt;br /&gt;Sono convinto che, dopo un periodo oscurantista e privo di realizzazioni importanti (quel poco che è stato fatto viene da progetti partiti durante l'amministrazione precedente) .&lt;br /&gt;Verona deve ritornare al suo ruolo centrale nei collegamenti tra nord e sud Europa, deve ritrovare lo smalto che ha consentito di portare alla ribalta internazionale il Quadrante Europa, la Fiera, la sua cultura, le sue eccellenze produttive e di ingegno. &lt;br /&gt;Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un lento declino dell’immagine e, quel che è peggio, dell’economia del nostro territorio; l’attuale sindaco nulla ha fatto per operare nella direzione che la  precedente amministrazione aveva iniziato a costruire, anzi ha cancellato ho fermato Polo Finanziario, PAT, Tramvia,ecc.  &lt;br /&gt;Michele Bertucco è la persona giusta ritornare a perseguire la linea del cambiamento. &lt;br /&gt;Da molti anni è impegnato nell'associazionismo per tutelare il territorio e la salute dei cittadini   e rappresenta il collegamento della coalizione di centrosinistra con il mondo dell'associazionismo, dal quale proviene e nel quale ha dato modo di evidenziare doti di competenza e dedizione. &lt;br /&gt;Sosteniamolo con convinzione e impegno  alle primarie del 4 dicembre prossimo e ancora di più successivamente, se sarà, come mi auguro, il candidato sindaco per tutto il centrosinistra nella competizione elettorale per riconquistare il governo della nostra città !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lorenzo Dalai&lt;br /&gt;Consigliere Provinciale del Partito Democratico&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-1348909418850711682?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/1348909418850711682/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=1348909418850711682' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/1348909418850711682'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/1348909418850711682'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/11/io-scelgo-michele-bertucco.html' title='Io scelgo Michele Bertucco'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-rETKRYzHG-s/TsaGvJ0X-yI/AAAAAAAACCw/YXOcMUjrK_0/s72-c/387463_2171564533951_1391891304_31928542_1025396762_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-31989198362020151</id><published>2011-11-11T19:07:00.000+01:00</published><updated>2011-11-11T19:08:18.472+01:00</updated><title type='text'>Provincia in mutande - Parte Seconda  Smantellato il Piano triennale delle opere</title><content type='html'>Mentre il Presidente Miozzi filosofeggia se è peggio restare senza soldi oppure averli ma non poterli spenderli, la sua giunta taglia tutti gli investimenti 2012-2014 (delibera 190 del 17 ottobre 2011) e i cittadini rimangono senza opere. Colpite scuole, piste ciclabili, uffici turistici, grandi collegamenti viari ma in particolare le opere di difesa del territorio della provincia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo il quadro dei numeri, che vale più di mille parole:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;voce&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piano 2011-2013&lt;br /&gt;(milioni euro)&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piano 2012-2014&lt;br /&gt;(milioni euro)&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riduzione&lt;br /&gt;%&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Manutenzione straordinaria strade&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;20&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;0,75&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- 96,5%&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Interventi su dissesti idrogeologici&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3,69&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;0,774&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-79%&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Interventi per lo sviluppo del territorio&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;27&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;0&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-100%&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Manutenzione straordinaria delle scuole&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3,5&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-61,1%&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nuovi interventi di edilizia scolastica&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;37,5&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;0&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-100%&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nuovi interventi di edilizia patrimoniale&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;0,9&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;0&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-100%&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Totale Risorse disponibili&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;165&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;29,6&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- 82%&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra gli Interventi per lo sviluppo del territorio a farne le spese sono le piste ciclabile (Adige Sud e ciclabile del Sole) e molte importanti opere attese dal territorio:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco l'elenco completo delle opere cancellate:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. SP 43 PALU’ &gt; - 400 mila euro&lt;br /&gt;2. SP37/a Circonvallazione SOAVE (bretella) &gt; - 9 milioni&lt;br /&gt;3. SP 21 Villafontana/SP24 del Serraglio &gt; - 1 milione&lt;br /&gt;4. SP 6 Lessini (incrocio di Quinto) &gt; - 3,5 milioni&lt;br /&gt;5. Pista ciclabile dell’Adige a sud di Verona &gt; - 4 milioni&lt;br /&gt;6. SP 7 Padovana (Svincolo SP39 ad Arcole) &gt; - 1 milione&lt;br /&gt;7. SP12 dell’Aquilio Negrar (rotonda)  &gt; - 1,4 milioni&lt;br /&gt;8. SP 4 collegamento con SP34 a S. Pietro in C. &gt; - 1,1 milione&lt;br /&gt;9. Ciclabile del Sole: collegamento tra ciclabile dell’Adige e del Mincio a Peschiera (I° stralcio) &gt; - 4 milioni&lt;br /&gt;10. SP 21 Villafontana innesto su SP 45/a &gt; - 1,26 milioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra gli interventi di Manutenzione straordinaria delle scuole vengono penalizzati, tra gli altri il Maffei e il Medi di Villafranca, entrambi saliti agli onori delle cronache perché perdevano pezzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elenco opere cancellate:&lt;br /&gt;1. MAFFEI succursale &gt; - 1,335 milioni&lt;br /&gt;2. MAFFEI (CPI) &gt; - 1,245 mlioni&lt;br /&gt;3. MEDI Villafranca (varie) &gt; - 700 mila&lt;br /&gt;4. MEDI Villafranca (CPI) &gt; - 1,6 mlioni&lt;br /&gt;5. GANDHI Verona &gt; - 500 mila&lt;br /&gt;6. GIORGI &gt; - 790 mila&lt;br /&gt;7. GIORGI (CPI) &gt; - 810 mila&lt;br /&gt;8. NANI &gt; - 430 mila&lt;br /&gt;9. COTTA Legnago &gt; - 500 mila&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nuovi interventi di edilizia scolastica .&lt;br /&gt;Opere cancellate:&lt;br /&gt;1. MAFFEI succursale Via Venier (ampliamento) &gt; - 900 mila&lt;br /&gt;2. BOCCIONI/NANI (spazi didattici) &gt; - 600 mila&lt;br /&gt;3. Nuovo Polo Scolastico di S. Bonifacio &gt; - 36 mlioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nuovi interventi di edilizia patrimoniale&lt;br /&gt;Cancellato lo Iat di Lazise (-900 mila euro).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutte le opere tagliate sono state messe in coda alla lista delle opere “inseribili” in programmazione, ovvero il libro dei sogni che la giunta si è inventata l’anno scorso. Tale libro ha sostituito le opere che in passato venivano messe al terzo anno del piano triennale (le famose calende greche) tanto che l'elenco di opere non finanziate si è gonfiato dai 30 milioni nel triennio 2011-2013 ai 128 milioni nel triennio 2012-2014.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con queste promesse il centrodestra ha vinto le elezioni, ma oggi i buoni propositi si rivelano per quelli che sono: solo fumo negli occhi, e piuttosto irritante!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PDL e Lega hanno smentito sé stessi e mentito ai cittadini. Anche a livello locale sarebbe auspicabile un'ammissione di responsabilità e un pasSo indietro da parte di quella filiera che ha promesso miracoli e ha offerto ai cittadini un vero e proprio disastro:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PIU' TASSE E ZERO OPERE!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-31989198362020151?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/31989198362020151/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=31989198362020151' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/31989198362020151'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/31989198362020151'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/11/provincia-in-mutande-parte-seconda.html' title='Provincia in mutande - Parte Seconda  Smantellato il Piano triennale delle opere'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-355730996804347127</id><published>2011-11-10T12:41:00.000+01:00</published><updated>2011-11-10T12:42:16.419+01:00</updated><title type='text'>«Corso Milano di notte si trasforma in pista»</title><content type='html'>Dalai: «Andrebbero installati degli autovelox fissi E molti ciclisti non utilizzano il percorso riservato»&lt;br /&gt;Conclusi i lavori su corso Milano, diminuiti gli incidenti, rimangono però ancora alcuni nodi da sciogliere in tema di sicurezza stradale. A dirlo è Lorenzo Dalai, consigliere provinciale Pd e residente in zona. Problema numero uno, la velocità, soprattutto notturna: «Si possono udire forti accelerate, di notte sul corso, e poi altrettanto brusche frenate in corrispondenza delle rotonde», spiega Dalai.&lt;br /&gt;Problema numero due: i ciclisti che pedalano sulla carreggiata, ignorando la nuova pista ciclabile e intralciando il traffico. «Poiché la carreggiata è stretta, l´automobilista è costretto a spostarsi dalla corsia esterna a quella più interna per riuscire a evitare la bicicletta. Ma in questo modo, si innescano manovre pericolose, che tra l´altro rallentano la circolazione», continua Dalai, che passa quindi alle proposte, per evitare che situazioni rischiose degenerino in incidenti. Il sindaco Tosi ha già annunciato, su ! corso Milano, frequenti controlli della municipale per punire l´eccesso di velocità. Ma Dalai propone «autovelox fissi, che rilevino le irregolarità anche di notte, quando soprattutto le moto sfrecciano sulla strada. L´intervento non dovrebbe essere eseguito nell´ottica di far cassa, ma come deterrente a comportamenti scorretti e a possibili incidenti».&lt;br /&gt;Le pattuglie dei vigili, conclude Dalai, «inizino ad occuparsi anche dei ciclisti che invadono la carreggiata nonostante la pista ciclabile si snodi lungo tutto il corso. Questo comportamento, infatti, è sanzionabile secondo il codice della strada. Sarebbe il caso, inoltre, di mettere cartelli più chiari e visibili per indicare il percorso ciclabile».&lt;br /&gt;I pedoni sono un´altra categoria a rischio che, con il restyling di corso Milano, si è cercato di tutelare, aumentando il numero degli attraversamenti. Si era parlato anche di un semaforo pedonale a chiamata da installare nel tratto inizia! le della strada, quello limitrofo all´incrocio con viale! Colombo, dove si trovano molti negozi. Ma essendo questa la parte più stretta del corso, in cui tra l´altro non è stato possibile realizzare la rotonda per mancanza di spazio, si teme che il semaforo pedonale risulterebbe un ulteriore intralcio per la circolazione.L.CO.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-355730996804347127?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/355730996804347127/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=355730996804347127' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/355730996804347127'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/355730996804347127'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/11/corso-milano-di-notte-si-trasforma-in.html' title='«Corso Milano di notte si trasforma in pista»'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-5223382768227651756</id><published>2011-11-09T12:35:00.000+01:00</published><updated>2011-11-09T12:38:32.721+01:00</updated><title type='text'>«Sbagliato aumentare le aperture domenicali»</title><content type='html'>Il tema delle aperture domenicali dei negozi e la discussione in atto in Regione continuano a sollevare dubbi. A intervenire stavolta è Lorenzo Dalai, consigliere provinciale Pd e presidente della commissione lavoro ai Palazzi scaligeri. «I centri commerciali sono gli unici che potrebbero beneficiare di un eventuale ampliamento del numero di aperture domenicali», commenta Dalai, elencando le possibili conseguenze negative. «Creano traffico e dunque inquinamento, comportano uno svilimento delle festività e tolgono la possibilità ai lavoratori di rimanere con la propria famiglia in quei giorni».&lt;br /&gt;Un argomento che ha iniziato a scaldare gli animi in settembre, quando sembrava che il governo volesse consentire 52 aperture domenicali l´anno: quel capitolo del decreto è stato stralciato, ma la Regione starebbe cercando di portare le domeniche dalle 12 attuali a 24 (cioè 20 più le quattro di dicembre).&lt;br /&gt;Dalai intende convocare una c! ommissione sul tema, chiedendo l´intervento di imprenditori e sindacati. «Ciò che è emerso è che in tutti gli ambiti commerciali medi, e a maggior ragione nei piccoli, la giornata festiva non produce un surplus di incassi», prosegue. «Laddove, infatti, l´apertura domenicale c´era ed è stata tolta, gli incassi di quel giorno sono stati recuperati il sabato o il lunedì». Il consigliere del Pd pone l´attenzione anche su un altro aspetto: «I centri commerciali, tutti esterni alla città, tolgono spazio alle strutture di vicinato, che sono le uniche a soddisfare le esigenze degli anziani».M.TR.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-5223382768227651756?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/5223382768227651756/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=5223382768227651756' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/5223382768227651756'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/5223382768227651756'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/11/sbagliato-aumentare-le-aperture.html' title='«Sbagliato aumentare le aperture domenicali»'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-6361794879068662564</id><published>2011-11-09T12:33:00.001+01:00</published><updated>2011-11-09T12:34:57.440+01:00</updated><title type='text'>Non c'è crescita senza innovazione Sosteniamo le nuove imprese</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-_LNM9eEjAo4/TrplTSz4NhI/AAAAAAAACCY/aRz1X36dGE4/s1600/sviluppino2165_img2165_img.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 265px; height: 225px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-_LNM9eEjAo4/TrplTSz4NhI/AAAAAAAACCY/aRz1X36dGE4/s320/sviluppino2165_img2165_img.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5672958062767912466" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La copertura mediatica successiva alla recente scomparsa di Steve Jobs ha portato agli occhi dell’opinione pubblica l’importanza della capacità di un leader di sapere concepire una visione lucida e coerente relativamente alla strategia dell’istituzione che conduce. Come visione si intende la capacità di concepire una strategia di lungo periodo sulla base di una lucida percezione dell’evoluzione dell’ambiente di riferimento e dei relativi bisogni e di definire un progetto volto al soddisfacimento della conseguente domanda di prodotti o servizi. I grandi leader sono pertanto coloro che, sapendo intuire l’evoluzione del proprio mercato, riescono ad anticiparne i bisogni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La classe politica italiana non manca di predisposizione nei confronti di atteggiamenti visionari. Peccato che l’essere visionario dei nostri politici, più che ricordare i grandi innovatori alla Steve Jobs, ricordi Maria Antonietta che alla vigilia della rivoluzione proponeva di fare fronte al bisogno di pane del popolo francese con una dieta a base di brioche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I nostri politici vivono in una costante condizione di dissociazione dalla realtà. Al di là dell’analisi del profilo psichiatrico della suddetta condizione, che non ci compete, alla base del fenomeno vi è una profonda, incurabile incompetenza e/o disinteresse verso le modifiche in corso nell’economia mondiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prendiamo il problema relativo alla lotta contro la disoccupazione. Uno studio della Kauffman Foundation del Luglio 2010 ha evidenziato come nel periodo compreso tra il 1977 ed il 2005 le start up hanno contribuito in modo preponderante alla creazione di occupazione negli Stati Uniti creando in media 3 milioni di nuovi posti di lavoro all’anno a fronte di una distruzione media di 1 milione di posto di lavoro all’anno da parte delle aziende esistenti. Pertanto la capacità di un sistema economico di sostenere la nascita e lo sviluppo di nuove imprese innovative è fondamentale in termini di creazione di posti di lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un osservatore esterno, neanche dotato di particolari capacità intellettuali, giungerebbe semplicemente alla conclusione che, in uno scenario economico in contrazione quale l’attuale, uno dei principali obiettivi della politica economica dovrebbe essere fornire alle nuove imprese quello di cui hanno bisogno per nascere e prosperare vale a dire capitale, una normativa ed una tassazione favorevoli e un mercato da cui attingere competenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo non sembra che la classe politica italiana sia in grado di giungere alla medesima conclusione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli Stati Uniti non sono rari i casi di imprese che riescono a finanziare i propri progetti di sviluppo attingendo al mercato del Venture Capital, da cui raccolgono anche centinaia di milioni di Dollari sulla base di un’idea e di competenze professionali tali da riuscire a realizzarla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’autore di questo articolo si è recentemente incontrato, nel corso della sua attività professionale, con il fondatore di una società statunitense attiva nel settore della domotica che sta lavorando su un progetto correlato all’incremento della dimensione media delle città nelle economie emergenti, fenomeno che determina necessità di interconnessione informatica tra abitazioni ed uffici finalizzata al migliore controllo dei flussi di traffico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’azienda in oggetto, che, per la prima volta nella sua storia ha raggiunto il punto di pareggio nel secondo trimestre 2011, nel corso dei suoi otto anni di vita, unicamente sulla base della visione strategica del management, ha raccolto da investitori istituzionali circa 120 milioni di Dollari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La suddetta azienda farebbe fatica ad esistere in Italia. Non perchè manchino individui con una capacità creativa, ma perchè semplicemente non esistono investitori (o sono estremamente rari) che abbiano voglia di finanziare quello che serve a trasformare un’idea in un’azienda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo può darsi che la colpa sia di una minore propensione al rischio degli investitori nostrani. Un enorme accumulo di debito pubblico, quale quello che è avvenuto in Italia a partire dagli anni Settanta, con un incremento del rapporto debito pubblico/Prodotto Interno Lordo dal 40% (più o meno pari all’attuale debito pubblico Svizzero) fino al dato attuale pari al 120% e la conseguente creazione di uno dei principali mercati dei titoli di stato a livello mondiale non aiuta a porre i semi per la nascita e lo sviluppo di una cultura dell’investimento in capitale di rischio. Analogamente un sistema fiscale che consente la piena deduzione degli interessi passivi ed ignora il concetto del costo figurativo del capitale di rischio e della sua deducibilità non incentiva l’apertura del capitale e la ricapitalizzazione delle aziende.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ancora di più di questo, non si è mai ragionato su politiche finalizzate ad attirare i capitali dei grandi Venture Capitalist internazionali nel nostro paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un esempio di un paese che ha adottato una politica volta ad incentivare la creazione e lo sviluppo delle presenza di imprese innovative è Israele. Secondo l’Israel Venture Capital Research Center le imprese ad alta tecnologia hanno raccolto in Israele nel corso del 2010 investimenti da parte di fondi di Venture Capital pari a 1,2 miliardi di Dollari e nel corso del solo primo semestre 2011 1 miliardo di Dollari. Tornando al nostro paese, nel corso del 2010 gli investimenti early stage (cioè di Venture Capital) da parte di operatori istituzionali ammontano a 89 milioni di Euro. Il confronto è impietoso. In Israele (paese il cui Prodotto Interno Lordo è un decimo di quello Italiano) si investe nelle imprese innovative 10 volte di più che in Italia (ergo 100 volte di più in rapporto al PIL).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse vale la pena di capire le ragioni di questo abisso (dubitiamo che i viaggi premio in Terra Santa che i Parlamentari Italiani si organizzano periodicamente a spese del contribuente abbiano questo scopo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il governo Israeliano offre un ampia gamma di incentivi per attirare capitali ed imprese:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Incentivi fiscali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le imprese con sede in Israele in grado di dimostrare un chiaro vantaggio competitivo a livello internazionale (parametro non necessario per le imprese nel settore delle biotecnologie e delle nanotecnolologie) beneficiano di un’aliquota fiscale del 15% (che scende al 10% nelle aree prioritarie come il Nord della Galilea, il Negev meridionale e Gerusalemme). L’aliquota fiscale scenderà al 12.5% nel 2013 e 2014 e al 12% nel 2015. A questo si aggiunge un contributo governativo pari al 20% degli investimenti nelle aree prioritarie ed ulteriori incentivi per aziende con un fatturato superiore ai 300 milioni di Euro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Incentivi sulla Ricerca e Sviluppo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Ministero dell’Industria Israeliano stanzia annualmente 300 milioni di Dollari per il sostegno di progetti di ricerca e sviluppo da parte di imprese innovative che arriva a coprire il 50% degli investimenti previsti per ciascun progetto (di solito mille all’anno). Se i progetti si dimostrano profittevoli dal punto di vista commerciale le aziende ripagano il governo israeliano riconoscendo delle royalties. In aggiunta lo Stato Israeliano è parte di numerosi fondi bilaterali con diversi paesi per incoraggiare la cooperazione tra aziende Israeliane e multinazionali straniere (stranamente il sito Invest in Israele non richiama i fondi bilaterali con l’Italia nonostante i viaggi organizzati dai nostri parlamentari, il che non è buon segno).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In aggiunta a tutto questo, la normativa fiscale Israeliana prevede che un’azienda straniera che stabilisca una filiale locale nel settore della ricerca e sviluppo (mantenendo la proprietá intellettuale dei brevetti registrati in capo all’entità Israeliana) può ricevere un contributo per gli investimenti in Ricerca e Sviluppo fino al 60% degli stessi. Ed infine, come se non bastasse, lo Stato garantisce un contributo fino al 45% del salario del primo anno successivo all’assunzione di nuovi dipendenti, percentuale che varia in ragione della dimensione dell’impresa beneficiaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Incubatori di start up:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Israele sono attivi 24 incubatori di start up che hanno generato negli ultimi 7 anni mille nuove imprese investendo 773 milioni di Dollari. La missione degli incubatori risiede nell’aiutare gli imprenditori nella realizzazione e commercializzazione dei loro progetti con supporto sulla raccolta di capitali, la ricerca e sviluppo, l’attività amministrativa e la predisposizione di un marketing plan finanziando fino all’85% degli investimenti richiesti in fase di start up. I requisiti necessari per beneficiare del supporto degli incubatori includono un tempo massimo di due anni per portare l’idea sul mercato, l’età dell’imprenditore, un team che comprenda tra 3 e 6 persone ed una serie di milestones da rispettare nel corso dei due anni di supporto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Incentivi al Venture Capital&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Governo Israeliano ha lanciato nel 1993 il programma Yozma volto alla costituzione di 10 fondi di fondi di Venture Capital finanziati al 40% dal governo Israeliano (che in totale ha investito 100 milioni di Dollari) ed al 60% da capitali stranieri. Yozma attirò in cinque anni un significativo numero di investitori di Venture Capital in Israele creandone l’industria locale anche grazie all’opzione riconosciuta agli investitori stranieri di ricomprare le quote del governo israeliano ad un prezzo pre determinato nel corso dei primi cinque anni di vita del programma. Dei 10 fondi, 9 furono oggetto dell’opzione di riacquisto da parte degli investitori stranieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Successivamente Yozma fu sostituito da un programma di defiscalizzazione delle plusvalenze ottenute dai fondi di Venture Capital e da un programma di incentivi fiscali ai cosidetti Angel Investors (investitori individuali in aziende di nuova costituzione).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le politiche a supporto delle nuove imprese innovative in Israele hanno fatto sì che il paese sia il primo al mondo in termini di investimenti in ricerca e sviluppo in rapporto al PIL (pari a circa il 5% contro l’1% dell’Italia) e che Israele sia lo stato straniero che ha più aziende quotate al Nasdaq. Il tasso di disoccupazione in Israele (che include i Territori Palestinesi) è pari al 5,5%.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ci sembra che nessuna delle strategie che il governo Israeliano ha posto in atto per incentivare la nascita e l’innovazione dell’imprenditoria nazionale sia al centro dell’agenda della nostra classe politica. Peraltro non ci si poteva attendere da Maria Antonietta la stessa capacità di analisi di Voltaire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell’attesa che la Storia riservi alla classe politica italiana, in senso figurato (non auspicando la restaurazione della ghigliottina), lo stesso destino riservato alla consorte di Luigi XVI, è necessario ritornare ad includere tra gli obiettivi della politica il porre le basi per una lucida visione sul futuro della nostra economia e, conseguentemente, del nostro Paese. Questo sarà uno dei compiti prioritari di chi sostituirà coloro che da troppo tempo, occupano le nostre istituzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Massimo Brambilla&lt;br /&gt;È Executive Director di Fredericks Michael &amp; Co., una società di consulenza basata a New York, si occupa di dare sostegno consulenziale ad imprese europee interessate a crescere a livello internazionale. Laureato presso l’Università Bocconi, ha lavorato per numerose banche d’affari italiane ed internazionali ed è stato consulente dei Comuni di Milano, Bologna, Firenze e Palermo per diverse privatizzazioni nell’ambito dei servizi pubblici locali.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-6361794879068662564?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/6361794879068662564/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=6361794879068662564' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/6361794879068662564'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/6361794879068662564'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/11/non-ce-crescita-senza-innovazione.html' title='Non c&apos;è crescita senza innovazione Sosteniamo le nuove imprese'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-_LNM9eEjAo4/TrplTSz4NhI/AAAAAAAACCY/aRz1X36dGE4/s72-c/sviluppino2165_img2165_img.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-2196851618577981198</id><published>2011-11-07T14:53:00.001+01:00</published><updated>2011-11-07T14:53:38.632+01:00</updated><title type='text'>Sono passati quattro anni, purtroppo si tagliano i servizi sociali e non questi costi spropositati....ma in che mondo siamo ?</title><content type='html'>Il sottosegretario alla Difesa, Lorenzo Forcieri, ha siglato oggi a Washington con il vice segretario alla Difesa americano Gordon England, il protocollo d'intesa (Memorandum of understanding) che prevede la produzione, il supporto e il successivo sviluppo del caccia statunitense da combattimento Joint Strike Fighter JSF-F35. L'adesione dell'Italia al programma comporterà un costo complessivo di 903,2 milioni di dollari dal 2007 fino al 2046.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Con la firma di oggi, il Governo compie un ulteriore strappo sul proprio programma elettorale” - afferma un comunicato congiunto di Rete Disarmo e Campagna Sbilanciamoci!. Il programma di Governo dell'Unione afferma infatti che: “l’Unione si impegna, nell’ambito della cooperazione europea, a sostenere una politica che consenta la riduzione delle spese per armamenti”. "Ora invece, dopo aver aumentato in finanziaria le spese militari di oltre il 10% con solo una semplice informativa al Parlamento a riguardo, si è deciso di passare alla fase operativa della co-produzione del JSF che vede come capofila industriale gli Stati Uniti d'America" - evidenzia Rete Italiana Disarmo. Ma il programma JSF sembra piaccia particolarmente al Centro-sinistra visto che la partecipazione fu decisa dal Governo D'Alema nel 1998.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Italia ha già speso per questo faraonico progetto 638 milioni di dollari per la fase di sviluppo e l'adesione al programma di fatto costerà complessivamente 1018 milioni di dollari, ai quali vanno aggiunti altri 903,2 milioni di dollari per la fase di implementazione e produzione. "Anche la la ricaduta positiva sulla nostra economia non è così poi allettante come ci si è fatto credere: i 10.000 occupati per 45 anni sbandierati nel giugno scorso dall’ex Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, generale Antonio Tricarico, si sono subito sgonfiati a 1.000 occupati (200 diretti ed 800 per indotto) per 10 anni nelle nuove stime" - nota Rete Disarmo. "Bisogna dire chiaramente che i soldi che l'Italia mette in questa fase non avranno alcun beneficio diretto sull'occupazione nel territorio novarese" - evidenzia Gianni Alioti della FIM-Cisl. Va chiarito inoltre che tali ritorni sono solo "attesi", poichè la fase che si sta formalizzando oggi riguarda solo la costruzione di prototipi e delle linee industriali, mentre invece il ritorno in Italia si avrà solo eventualmente con l'assemblaggio dei velivoli (a Cameri in provincia di Novara) quando l'Italia dovesse acquistare i 131 aerei previsti (dal 2008-2009).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno degli obiettivi per cui è nato il JSF-F35 è quello di ostacolare l’indipendenza europea nel campo della difesa, sia per creare dipendenza industriale strategica sia per eliminare possibili concorrenti sul mercato. "Non ci rassicurano minimamente le dichiarazioni di intenti rilasciate ieri dal ministro Bersani che auspica che gli Stati Uniti diano all’Italia un ruolo di corresponsabilità" - afferma Rete Disarmo. L’Italia, pur essendo il secondo paese del progetto per quanto riguarda gli investimenti è nei fatti un partner di secondo livello. C’è poi l’aspetto strategico: il JSF è un "aereo da combattimento" monomotore monoposto, in grado di superare la velocità del suono ma con velocità di crociera subsonica ed è impostato per il ruolo aria-terra, anche se come capacità secondaria ha anche quella aria-aria; è di tipo stealth (bassa rilevabilità dai radar ed altri sensori) e ha due stive interne per le missili e bombe che possono essere anche di tipo nucleare come ha riconosciuto lo stesso ministro della Difesa Arturo Parisi in un' intervista a Famiglia Cristiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei prossimi giorni Rete Disarmo e Sbilanciamoci! avvieranno una campagna per sensibilizzare l’opinione pubblica, sempre tenuta all’oscuro dei rischi di questo progetto: "Il nostro sforzo sarà immediato e il più efficace possibile: il governo deve ravvedersi da questa scelta e destinare le risorse previste per il JSF alla riconversione dell’industria bellica" - afferma Rete Disarmo. "Non è infatti mai stato finanziato il fondo apposito previsto dalla legge 185/90" - nota Giulio Marcon, coordinatore della Campagna Sbilanciamoci!. "Mentre la cooperazione allo sviluppo è la vera ‘arma’ contro il terrorismo e contro molte situazioni di conflitto” conclude il rappresenante di Sbilanciamoci!, la campagna che da anni elabora una controfinanziaria attenta ai temi sociali, di cooperazione e della pace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Va anche ricordato il secco no al progetto JSF-F35 di Mons. Fernando Charrier (Vescovo di Alessandria - delegato Patorale sociale e il lavoro della Regione Ecclesiastica Piemonte e di Mons. Tommaso Valentinetti (Presidente di Pax Christi Italia) che in un comunicato riaffermavano "come comunità cristiana, la necessità di opporsi alla produzione e alla commercializzazione di strumenti concepiti per la guerra" riferendosi in particolare, alla problematica sorta recentemente sul nostro territorio piemontese relativa all'avvio dell'assemblaggio finale di velivoli da combattimento da effettuarsi nel sito aeronautico di Cameri (Novara).&lt;br /&gt;Già da tempo sul territorio piemontese ci si sta mobilitando per tentare di far cambiare orientamento in merito alla partecipazione dell'Italia al programma del caccia JFS-F35. “I caccia Joint Strike Fighters – scrive il tavolo di lavoro di Cameri– sono bombardieri da guerra aerea, trasportatori di bombe e potenziali trasportatori di testate nucleari. Costeranno ai cittadini italiani da 150 a 250 milioni di euro l’uno per un totale da 20 a 30 miliardi di euro è prevista l'ordinazione di 131 velivoli!".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-2196851618577981198?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/2196851618577981198/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=2196851618577981198' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/2196851618577981198'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/2196851618577981198'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/11/sono-passati-quattro-anni-purtroppo-si.html' title='Sono passati quattro anni, purtroppo si tagliano i servizi sociali e non questi costi spropositati....ma in che mondo siamo ?'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-6022647950993002818</id><published>2011-11-07T14:52:00.001+01:00</published><updated>2011-11-07T14:52:58.823+01:00</updated><title type='text'>Primarie a Verona (di Antonino Leone)</title><content type='html'>Michele Bertucco è il candidato, scelto dall’assemblea cittadina del PD, per le primarie del centrosinistra del 4 dicembre. Quarantuno delegati su sessantotto dell’assemblea cittadina hanno sottoscritto la candidatura di Michele Bertucco.&lt;br /&gt;Bertucco, 48 anni, è dipendente bancario, sindacalista e presidente regionale di Legaambiente e la sua candidatura alle primarie è sostenuta dal PD, Sinistra ecologia e libertà e Federazione della sinistra.&lt;br /&gt;Alle primarie del 5 dicembre concorreranno Michele Bertucco, proposto dal PD e sostenuto dal centro sinistra con esclusione dell’Idv, Mario Allegri, docente universitario ed espressione esterna ai partiti, e Antonio Borghesi, sostenuto dall’Idv.&lt;br /&gt;I giornali locali parlano impropriamente di sconfitta dell’area degli ex popolari (&lt;personname productid="Giampaolo Fogliardi" w:st=on&gt;Giampaolo Fogliardi&lt;/personname&gt; ed altri) poiché non hanno presentato alcuna candidatura alternativa a Michele Bertucco pur contando del 50% di delegati all’assemblea cittadina. In un primo momento la minoranza del PD scaligero aveva lanciato la candidatura di Silvano Filippi che con il trascorrere dei giorni si è dissolta quasi per incanto.&lt;br /&gt;La necessità espressa dagli ex popolari di aggregare un’area vasta di elettori comprensiva dei moderati doveva essere espressa da una candidatura che non c’è stata. Pertanto ogni critica rivolta ai sostenitori di Michele Bertucco (Franco Bonfante e Vincenzo D’Arienzo) è sterile in assenza di una valida proposta alternativa.&lt;br /&gt;La stessa dichiarazione di Roberto Uboldi che preferisce interessarsi delle elezioni vere anziché delle prove di forza interne al partito non corrisponde alla realtà dei fatti in quanto l’unica candidatura alle primarie è stata quella di Michele Bertucco.&lt;br /&gt;Le candidature di Michele Bertucco e Mario Allegri, iscritti al Partito Democratico, rappresentano settori ampi e diversi della società civile ed allargano la platea dei consensi dei partiti del centrosinistra troppo spesso chiusi in se stessi o schiacciati dal protagonismo di Flavio Tosi.&lt;br /&gt;Michele Bertucco è intervenuto nel dibattito invitando a parlare di problemi concreti ed ha affermato che la sua azione politica è indirizzata a unire ed a dialogare.&lt;br /&gt;Fogliardi in questi giorni ha espresso la esigenza di non sbilanciare a sinistra il PD con la candidatura di Bertucco. Questa dichiarazione non è condivisile perché i problemi concreti della società civile veronese non possono essere classificati di sinistra o di destra. I cittadini vivono i problemi sociali è non fanno una classificazione anacronistica dei problemi ma desiderano che essi vengano risolti.&lt;br /&gt;Se l’on. Fogliardi è convinto della sua tesi perché non si è adoperato a costruire una candidatura che rispondesse ai requisiti da lui espressi? Perché a questa sua esigenza doveva essere data risposta dalle altre componenti che avvertono altre priorità?&lt;br /&gt;Adesso occorre superare le polemiche sterili che sono la conseguenza di scelte compiute dal Partito Democratico e disegnare lo sviluppo della città con scelte chiare e responsabili, usando un linguaggio accessibile agli elettori veronesi affinché possano capire ed essere coscienti della scelta che dovranno effettuare alle prossime elezioni amministrative.&lt;br /&gt;Le primarie del centro sinistra rappresentano un avvenimento di ampia democrazia ed un'occasione per i cittadini veronesi di scegliere liberamente il candidato alternativo a Flavio Tosi per il bene della città. Quindi, occorre mettere da parte i nominalismi e pensare alla città come bene comune.&lt;br /&gt;E’ necessario osare di più con impegno e speranza e presentare una discontinuità forte e trasparente rispetto alla gestione del comune di Verona da parte di Flavio Tosi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-6022647950993002818?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/6022647950993002818/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=6022647950993002818' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/6022647950993002818'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/6022647950993002818'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/11/primarie-verona-di-antonino-leone.html' title='Primarie a Verona (di Antonino Leone)'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-5397038684083057752</id><published>2011-11-04T18:50:00.000+01:00</published><updated>2011-11-04T18:51:49.250+01:00</updated><title type='text'>Ogni vittima ha il volto di Abele</title><content type='html'>Appello di Movimento Nonviolento, PeaceLink,&lt;br /&gt;Associazione per la pace e Centro di Ricerca per la Pace di&lt;br /&gt;Viterbo&lt;br /&gt;Il 4 novembre sia giornata di lutto e di impegno&lt;br /&gt;contro ogni guerra&lt;br /&gt;Affinché il 4 novembre, anniversario della fine dell'"inutile strage" della prima&lt;br /&gt;guerra mondiale, cessi di essere il giorno in cui i poteri assassini irridono gli&lt;br /&gt;assassinati, e diventi invece il giorno in cui nel ricordo degli esseri umani&lt;br /&gt;defunti vittime delle guerre gli esseri umani viventi esprimono, rinnovano,&lt;br /&gt;inverano l'impegno affinché non ci siano mai più guerre, mai più uccisioni,&lt;br /&gt;mai più persecuzioni.&lt;br /&gt;A tutte le persone amiche della nonviolenza chiediamo di diffondere questa&lt;br /&gt;proposta e contribuire a questa iniziativa.&lt;br /&gt;Contro tutte le guerre, contro tutte le uccisioni, contro tutte le persecuzioni.&lt;br /&gt;Per la vita, la dignità e i diritti di tutti gli esseri umani.&lt;br /&gt;Ogni vittima ha il volto di Abele.&lt;br /&gt;Solo la nonviolenza può salvare l'umanità.&lt;br /&gt;Lasciamo dunque spazio al silenzio e alla riflessione,&lt;br /&gt;con letture e contributi personali.&lt;br /&gt;Ci troveremo venerdì 4 novembre , a partire dalle ore 15:30 , nei giardini d i&lt;br /&gt;piazza Brà , presso il monumento ai caduti di tutte le guerre (lato Liston).&lt;br /&gt;In caso di maltempo, dopo le ore 16:15 ci sposteremo presso la Chiesa di San Nicolò per&lt;br /&gt;continuare il nostro momento di meditazione e riflessione.&lt;br /&gt;Ognuno è invitato a portare una breve lettura da condividere durante la&lt;br /&gt;commemorazione, e delle candele o fiaccole.&lt;br /&gt;È una iniziativa del&lt;br /&gt;Comitato Veronese per la Marcia Perugia-Assisi&lt;br /&gt;verona.perugia.assisi@gmail.com&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-5397038684083057752?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/5397038684083057752/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=5397038684083057752' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/5397038684083057752'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/5397038684083057752'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/11/ogni-vittima-ha-il-volto-di-abele.html' title='Ogni vittima ha il volto di Abele'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-4747046248556464266</id><published>2011-10-30T17:33:00.001+01:00</published><updated>2011-10-30T17:33:59.950+01:00</updated><title type='text'>Taglio delle spese statali</title><content type='html'>Quanti Corpi di Polizia abbiamo ? un numero che tende ad n : Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale, Polizia Penitenziaria, Guardia Costiera, Polizie Locali (Provinciali e Municipali); ho dimenticato qualcuno ? sicuramente, perchè fonti autorevoli indicano il totale intorno a 50.....Eppure nessuno ne parla ! Ogni Corpo ha il suo Comandante, il suo Stato Maggiore, ogni Comandante ha il suo elicottero, comprensivo di equipaggio, le sue auto, i suoi autisti, segretari, portaborse, portavoce, porta.....&lt;br /&gt;In Austria non erano proprio come noi, ma si battevano bene. Qualche anno fa hanno deciso di darci un taglio e la Polizia è una sola. Mesi di polemiche dove c'era chi citava la Tradizione, chi il presidio del Territorio, chi chiassava e basta (chiaramente per difendere se stesso), poi passato il provvedimento, pian piano, tutto si è tranquillizzato e adesso va tutto bene.&lt;br /&gt;Pensarci ? Cominciare a lavorarci seriamente per ridurre spese, ottimizzare le strutture, evitare i doppioni, finalmente togliere dagli uffici migliaia di Agenti , così da eliminare centinaia di colonnelli , o similari, ridurre il carico del costo delle pensioni e finalmente avere una presenza costante di persone che vigilano sulle nostre vite, per darci sicurezza ed aiutarci a vivere più serenamente.&lt;br /&gt;Un'idea ? un sogno ? Certo mi attirerò un sacco di critiche, ma meglio trovare qualche soluzione, che morire in un museo di divise variopinte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lorenzo Dalai&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-4747046248556464266?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/4747046248556464266/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=4747046248556464266' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/4747046248556464266'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/4747046248556464266'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/10/taglio-delle-spese-statali.html' title='Taglio delle spese statali'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-4547640808591817217</id><published>2011-10-29T10:23:00.001+02:00</published><updated>2011-10-29T10:25:59.754+02:00</updated><title type='text'>Taglio orari bus di lunedì 31 ottobre: un ponte forzato</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-zXPSitCRvRI/Tqu4iSPYrII/AAAAAAAACAI/aLsrxuaK-kg/s1600/bus2.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 234px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-zXPSitCRvRI/Tqu4iSPYrII/AAAAAAAACAI/aLsrxuaK-kg/s320/bus2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5668827455127334018" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con la scusa dei risparmi la giunta provinciale ha ulteriormente tagliato il servizio autobus, costringendo al ponte di Ognissanti anche chi lunedì vorrebbe o dovrebbe andare a lavorare. Bel modo di contribuire all'economia. E' un'ottica inaccettabile di cui la giunta, che ha optato per una delibera immediatamente esecutiva, si assume tutta la responsabilità. Compreso l'assessore Mazzi, con le sue dichiarazioni pilatesche: in Regione governa il suo partito! Si potevano trovare soluzioni intermedie, come ad esempio mantenere l'orario feriale nelle ore di punta e introdurre il festivo in quelle di morbida, ma il consiglio provinciale è stato completamente tagliato fuori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lorenzo Dalai, consigliere provinciale Pd&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-4547640808591817217?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/4547640808591817217/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=4547640808591817217' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/4547640808591817217'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/4547640808591817217'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/10/taglio-orari-bus-di-lunedi-31-ottobre.html' title='Taglio orari bus di lunedì 31 ottobre: un ponte forzato'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-zXPSitCRvRI/Tqu4iSPYrII/AAAAAAAACAI/aLsrxuaK-kg/s72-c/bus2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-4510889006587374479</id><published>2011-10-26T19:26:00.002+02:00</published><updated>2011-10-26T19:27:14.793+02:00</updated><title type='text'>Areoporto, il PD per il rilancio, ma basta cambiali in bianco. I mal di pancia di pezzi della Lega non affossino il Catullo</title><content type='html'>Domani in Provincia a Verona è convocato il Consiglio Provinciale in seduta straordinaria per aderire all'aumentoi di capitale della Società Valerio Catullo per un acconto, da saldare nel 2012.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A distanza di venti giorni dal 4 ottobre quando il consiglio provinciale approvando l'assestamento di bilancio sanciva imprudentemente di NON aderire all'aumento di capitale, senza aver nemmeno indagato quali contraccolpi la decisione poteva avere sul piano industriale del nostro sistema aeroportuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora si procede ad una improvvisa retromarcia e si procede ad un'adesione parziale e viene rinviata l'adesione residuale.&lt;br /&gt;A nulla era servito il 4 ottobre la denuncia del PD in Consiglio ma finalmente la maggioranza, dopo continui errori nel ripartire le scarse risorse finanziarie dell'ente provinciale, tenta di mettere una pezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi del Partito Democratico ci saremo, a dispetto di un certo mal di pancia respirato in alcune componenti della maggioranza, o meglio in pezzi della Lega Nord in particolare.&lt;br /&gt;Vogliamo con senso di responsabilità garantire che il sistema aeroportuale possa perseguire i propri obbiettivi industriali a partire dagli investimenti programmati, come da sempre chiediamo e sosteniamo.&lt;br /&gt;Tuttavia crediamo fermamente che l'aeroporto, elemento strategico per lo sviluppo del territorio e dell'economia di una vasta area metropolitana che pone Verona al centro del sistema, necessiti di una fortissima spinta per un vero, repentino, cambio di tendenza.&lt;br /&gt;Già da anni gli interventi del PD chiedevano una reazione ai pessimi bilanci, agli enormi sprechi per le consulenze, al pressante sfruttamento dei lavoratori sempre più precari, del rispetto della normativa che prevede la valutazione di impatto ambiental, una soluzione per lo stato di totale abbandono dell'aeroporto di Montichiari (BS) ed un puntuale rispetto del piano degli investimenti.&lt;br /&gt;La gestione Bortolazzi non ha permesso alcun positivo risultato e il nuovo Presidente ha molti nodi irrisolti sul tavolo.&lt;br /&gt;Come socio la Provincia di Verona deve essere parte attiva, ma deve anche pretendere più chiarezza rispetto ai conti, più sobrietà nella gestione ed una condivisione delle strategia tra Verona, Brescia e Trento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi sosterremo l'aumento di capitale ma non possiamo permetterci cambiali in bianco per cui da ora in avanti basta errori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diego Zardini&lt;br /&gt;Capogruppo PD&lt;br /&gt;Provincia di Verona&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-4510889006587374479?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/4510889006587374479/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=4510889006587374479' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/4510889006587374479'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/4510889006587374479'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/10/areoporto-il-pd-per-il-rilancio-ma.html' title='Areoporto, il PD per il rilancio, ma basta cambiali in bianco. I mal di pancia di pezzi della Lega non affossino il Catullo'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-4376798888145761941</id><published>2011-10-26T19:26:00.001+02:00</published><updated>2011-10-26T19:26:27.176+02:00</updated><title type='text'>Enews 327, martedì 25 ottobre 2011</title><content type='html'>Ben ritrovati all'appuntamento con la newsletter. Un modo per restare in contatto, per fare il punto della situazione insieme e per evitare di parlarsi solo con le interviste o in campagna elettorale. Chi gradisce può segnalare altri amici. Chi non gradisce può cortesemente farlo notare: enews@matteorenzi.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Cosa succede venerdì?&lt;br /&gt;Ultima newsletter prima del Big Bang, l’appuntamento della Leopolda che inizierà venerdì sera e finirà domenica 30 ottobre alle 13. Apriamo le porte alle 20 (per chi vuole c'è la possibilità di mangiare un panino insieme) dalle 20.30 saremo in collegamento con La7 e alle 21 iniziamo ufficialmente.&lt;br /&gt;Inizia Davide Faraone, consigliere regionale siciliano. Uno dei (tanti) più giovani di me. Uno di quelli tosti, cresciuto nell’associazionismo, contrario all’inciucio con Lombardo, per capirci. Poi si chiacchiera, si interagisce, si scrive, si sta insieme e soprattutto si propone fino a domenica alle 13. Di che si parla? Di tutto. O meglio, di molto: non discuteremo di alleanze strategiche esistenziali, di dotte riflessioni sul mondo che cambia, di ampi documenti convergenti sulle filosofie ideologiche del nostro tempo. Tutta roba che lasciamo volentieri ai professionisti. Noi siamo gente semplice, abituata alla concretezza.&lt;br /&gt;Pensiamo che la politica non sia solo per gli addetti ai lavori. E quindi il palco dell’evento riprodurrà una casa, una casa normale. Perché bisogna riportare la politica tra le persone normali. Non che i politici di oggi siano speciali, intendiamoci. Ma noi vorremmo che alla Leopolda ognuno si sentisse come a casa propria. Non a caso per i bambini ci saranno degli spazi gioco e degli educatori professionali. E nelle case, secondo noi, deve tornare la politica vera, magari chiacchierando a tavola e facendo lo sforzo di ascoltarsi.&lt;br /&gt;Chi va sul palco avrà cinque minuti. E chiederemo a tutti di partire da una provocazione: non sei alla Leopolda, sei a Palazzo Chigi. Hai cinque minuti, poi ti scoprono. Dicci cosa faresti concretamente. Non ci fare discorsi con antani e tapioca degni di Amici Miei. Dicci cosa proponi. Ami l’Italia, vuoi cambiarla, sei schifato da quello che sta succedendo. Bene. Dicci che cosa faresti tu. Dicci come vuoi contribuire. Basta con la cultura della delega, tu ci interessi. Non aspettare che arrivi l’uomo del destino: mettiti in gioco tu. Hai cinque minuti.&lt;br /&gt;Tutti gli altri, quelli in streaming e quelli in sala, potranno interagire su Facebook (questa è la pagina) e su Twitter (l’hashtag è #Leopolda). E suggerire, contestare, proporre, apprezzare ciò che il premier pro tempore propone. Alla fine dei cinque minuti, suonerà un gong. E dalla consolle sarà forse chiesto all’oratore di rispondere a una o due domande che arrivano dalla platea.&lt;br /&gt;Ci saranno tante storie da raccontare, tante proposte da valutare. Alcuni sono simboli, come Matteo Richetti che ha voluto nella sua regione (l’Emilia-Romagna, l’unica) l’abolizione dei vitalizi per i consiglieri regionali. O come Arturo Parisi che ha imposto il referendum per l’abolizione della legge elettorale (chiamata “Porcellum” da un costituzionalista) nonostante che la direzione del PD avesse votato a larghissima maggioranza per impedirgli di farlo. Risultato: più di un milione di firme. Se questi sono i risultati, da quelle parti dovrebbero votare più spesso, magari facendo attenzione a come si vota. Ma ci saranno anche imprenditori che ci rendono orgogliosi di essere italiani (come Nerio Alessandri della Technogym o Guido Ghisolfi che con la sua azienda investe ogni anno 50 milioni in ricerca e sviluppo), uomini della TV (Giorgio Gori e Antonio Campo dall’Orto), scrittori (come Alessandro Baricco e Edoardo Nesi), uomini dell’associazionismo e del volontariato (il direttore di Vita Riccardo Bonacina e il capo del CESVI Giangi Milesi), giovani professionisti dello spettacolo (come Pif o Fausto Brizzi), fino a testimoni della lotta alla criminalità (come Stefano Pisani sindaco di Pollica, successore di Angelo Vassallo o Giovanni Impastato il fratello di Peppino) e a sindaci di tutte le età e le provenienze, in un giro d’Italia dei primi cittadini che contempla anche l’ex presidente dell’Anci Sergio Chiamparino e il suo successore Graziano Delrio che partecipa naturalmente come sindaco di Reggio Emilia. Il magistrato coraggioso con l’inventore dei Gormiti, l’esperienza di successo della startup con la studentessa liceale, l’economista di fama con il preside di una scuola di frontiera, il direttore di Casaclima con la curatrice di mostre. L’elenco potrebbe continuare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ohibò! Immagino lo spaesamento di chi da giorni si è preparato per etichettare l’appuntamento fiorentino come la creazione di una corrente moderata  per le ambizioni personali di qualche giovanotto in carriera. Tranquilli: è molto peggio di come pensavano. Qui infatti le ambizioni sono collettive. Alla Leopolda, per il Big Bang, ci va chi vuole riprendere a fare politica, con il sorriso sulle labbra e senza parlar male degli altri. Non candidiamo qualcuno alle primarie, candidiamo le idee al Governo. Anche perché ci sembra che il Governo attuale sia alla frutta. Anzi all’ammazzacaffè.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chi è incerto, se venire tutte le informazioni logistiche sono qui: convenzioni, passaggi in auto, orari ecc...Per chi non viene lo streaming sarà assicurato su www.leopolda2011.it e anche in modo originale su facebook. Chi vuol dare un'idea, può scrivere a idee@leopolda2011.it , chi vuol dare una mano può fare una donazione qui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Big Bang. Nuovo inizio, nuova energia, astenersi meteoriti e brontosauri, occhio ai buchi neri delle discussioni autoreferenziali. Big bang di contenuti. Che questi abbiano già dato, ormai, lo sanno anche le pietre. Ma se toccasse a noi, che cosa faremmo? Perché non siano solo parole, ma proposte. E si torni a casa con una speranza. Mi dicono: ma perché non fondi un tuo partito? Cioè, vi sembrano pochi i partiti? Sentite davvero l’esigenza di fondarne un altro? Io no. Per me i partiti dovrebbero essere solo due e fare da contenitori per il confronto di idee. Vorrei partiti diversi, non altri partiti. Per esempio il PD che sogno dovrebbe cambiare. E potrebbe farlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Il Partito Democratico che vorrei&lt;br /&gt;Il PD che sogno vuole vincere, perché si è stufato di partecipare. Combatte le idee che non condivide, ma rispetta le donne e gli uomini e quindi non accetta la logica degli attacchi personali. Vuole che tutti abbiano una casa ma non delega l’urbanistica  alle cooperative dei costruttori o ai professionisti del mattone. Si organizza dentro ai circoli ma cerca di vivere soprattutto fuori, a contatto con le persone vere, quelle in carne e ossa, non quelle dei sondaggi. Scende in piazza una volta ogni tanto e quando lo fa usa le armi non convenzionali del sorriso, non della minaccia: ma soprattutto vive la piazza ogni giorno, come luogo dell’incontro, come occasione per combattere la solitudine del nostro tempo. Perché vogliamo rimanere persone, non trasformarci in consumatori. Ci sono tre milioni di italiani che si impegnano per gli altri nel volontariato, quindici milioni di cittadini che usano il cinque per mille e più di un milione di cittadini che fanno sostegno a distanza: noi non abbiamo bisogno di una big society, lo siamo già.&lt;br /&gt;Il mio PD rimette a posto i conti dello Stato e della amministrazioni pubbliche, non li sfascia. Giudica immorale il debito lasciato in eredità alle nuove generazioni e non sopporta l’idea che oggi lo Stato spenda più per gli interessi che per la scuola: paghiamo più per le colpe dei padri che non per educare i figli. Vuole il consenso degli italiani, ma anche il coraggio dei cittadini. E crede che lo slogan più bello sia quello della verità. Apprezza chi lavora per le istituzioni ma non vuole che nelle aziende pubbliche l’interesse di tutti sia messo in secondo piano rispetto ai privilegi di pochi. Pensa che ci salveremo solo investendo sul merito e sul capitale umano, non sulle tutele burocratiche. Dice di volere che nessun politico metta bocca sulla Rai, su Finmeccanica, sulle municipalizzate ma non lo dice solo il giorno dopo aver perso le elezioni: lo dice – e lo fa – soprattutto il giorno dopo averle vinte. &lt;br /&gt;Il mio PD crede nel coraggio prima che nella paura. È fiero di essere italiano anche quando si sente cittadino del mondo. Crede che l’Italia abbia risorse strepitose e non cede alla retorica del declinismo per cui si stava meglio quando si stava peggio. Vuole produrre bellezza, non volgarità. E vuole che lo Stato sia compagno di viaggio non ostile burocrate per chi fa impresa e per chi vi lavora.  Non si preoccupa solo di chi è già tutelato, ma anche e soprattutto di chi ha trenta anni e non trova lavoro. O di chi ne ha cinquanta e l’ha appena perso. Crede nella formazione permanente ma non nei burocrati della formazione. E riduce le cattedre universitarie, ma aumenta la qualità dell’insegnamento. Manda in pensione i cittadini due anni dopo, ma assicura un asilo nido in più.&lt;br /&gt;Il mio PD crede nella politica e per questo teme l’antipolitica. Pensa che o si tagliano i costi della cosa pubblica oggi o saremo travolti tutti. Supera il bicameralismo perfetto, riduce i livelli istituzionali, taglia il numero e l’indennità dei parlamentari e dei consiglieri regionali, cancella i vitalizi e lo fa davvero, non solo negli annunci di campagna elettorale. Abolisce il finanziamento pubblico ai partiti perché altrimenti non ha senso fare i referendum. Ringrazia chi ha servito per tanti anni le Istituzioni. Ringrazia davvero, senza ironie. Ma non crede offensivo chiedere il ricambio per chi da qualche lustro occupa gli scranni del Parlamento: si può far politica anche senza una poltrona, anche rimettendosi in gioco. Chi ha causato il problema in questi anni non può proporsi come la soluzione. E comunque, qualunque sia la legge elettorale, in Parlamento ci deve andare chi prende voti, non chi prende ordini.&lt;br /&gt;Il mio PD scommette sui diritti civili e anche sui doveri privati.&lt;br /&gt;Il mio PD non è terrorizzato da chi ha idee ma da chi non ne ha mai avute e magari  vive ancora di rendita su quelle degli altri.&lt;br /&gt;Il mio PD è quello che fanno gli elettori con le primarie e nella vita di tutti i giorni. È quello che insieme proveremo a fare anche alla Stazione Leopolda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3- Perché Firenze?&lt;br /&gt;Perché a Firenze. Perché è comoda, in mezzo all’Italia. Perché è bella, nonostante l’attuale amministrazione (qui il Sindaco e il Vicesindaco nella lettura proposta da Crozza l’altra sera). Perché vi accoglierà con alcuni eventi ad hoc la sera. Ma anche perché qui ci stiamo provando. La rottamazione l’abbiamo teorizzata ma anche realizzata, portando facce nuove in Palazzo Vecchio. Abbiamo già dimezzato la squadra di giunta e imposto la parità di genere e generazionale. Abbiamo in corso sfide difficili come quelle di innovare le aziende pubbliche non togliendo denaro a chi lavora ma chiedendo di lavorare di più a chi può. Abbiamo deciso di decidere. E mi piace dirlo oggi, quando sono trascorsi due anni dalla pedonalizzazione di Piazza del Duomo (qui com’era prima del 25 ottobre 2009, ve lo ricordate?). E l’elenco potrebbe continuare dal piano strutturale a volumi zero fino agli investimenti in cultura. Da noi non c’è stato bisogno di combattere per riaprire il Valle: la Pergola non l’abbiamo neanche chiusa, salvandola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente abbiamo moltissimo ancora da fare. Anzi, siamo solo all’inizio. Però ci stiamo provando davvero. Combattendo ogni giorno con mille problemi (questa è la settimana dei tombini, qui il link) ma cercando di tornare ad appassionarci alla politica. Tutti insieme, nessuno si senta escluso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi aspetto a casa vostra. Cioè alla Leopolda, da venerdì a domenica.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Un sorriso,&lt;br /&gt;Matteo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PS Sul sito www.matteorenzi.it le iniziative di questa settimana, tra cui l'inaugurazione di ieri della Robert Kennedy Foundation.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-4376798888145761941?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/4376798888145761941/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=4376798888145761941' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/4376798888145761941'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/4376798888145761941'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/10/enews-327-martedi-25-ottobre-2011.html' title='Enews 327, martedì 25 ottobre 2011'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-5151822059904814687</id><published>2011-10-24T14:09:00.000+02:00</published><updated>2011-10-24T14:10:09.619+02:00</updated><title type='text'>Un diritto tutto italiano: l'evasione fiscale</title><content type='html'>Nella storia del mondo l'Italia e i suoi governi si sono guadagnati un posto in prima fila per avere inventato sostanzialmente un nuovo diritto: il diritto di evasione fiscale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Basti un esempio storico per dare l'idea della nostra "diversità" su questo aspetto rispetto alle storie dei paesi europei più avanzati. Alcuni secoli fa, i baroni inglesi, e poi ovviamente tutti i cittadini del regno britannico, si sentivano veri contribuenti, si sentivano lo stato, si sentivano classe politica. Per questo il sistema bicamerale ebbe un senso profondo in Inghilterra perché la Camera dei Lords dovette esercitare una specifica funzione non solo politica ma anche finanziaria, che venne poi cedendo alla Camera dei Comuni man mano che la ricchezza affluiva alle classi medie intraprendenti. In poche parole si trattò di una storia corale di coscienza fiscale. E in Italia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sentite cosa scriveva a questo proposito Piero Gobetti in un articolo su "La Rivoluzione Liberale" del 1922: "In Italia il contribuente non ha mai sentito la sua dignità di partecipe alla vita statale: la garanzia del controllo parlamentare sulle imposte non è un'esigenza, ma una formalità giuridica. Il contribuente italiano paga bestemmiando lo stato; non ha coscienza di esercitare, pagando, una vera e propria funzione sovrana. L'imposta gli è imposta. Il parlamento italiano esercita il controllo finanziario come esercita ogni altra funzione politica. E' demagogico fin dal suo nascere perché è nato dalla retorica, dall'inesperienza, dalla scimmiottatura. Una rivoluzione di contribuenti in Italia in queste condizioni non è possibile per la semplice ragione che non esistono contribuenti.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta di un problema annoso, non risolvibile, come invece vuol far credere qualcuno, attraverso mezzi e strumenti esclusivamente economici. Che però, sia chiaro, aiutano. L'economia, infatti, constata l'esistenza di un problema finanziario ed offre una soluzione, ma la sua osservazione resta sul terreno dell'analisi dei sintomi. Si prenda, ad esempio, la questione del pareggio del bilancio che è, da sempre, il punto più sensibile della crisi economica italiana. Esso non può essere risolto solo con riforme tecniche perché è soprattutto un problema di contribuenti. E', per evidenti ragioni, se non altro psicologiche, una questione più di spese che di entrate, ma anche di coscienza tributaria. E' un problema dunque non solo di regole ma culturale, di educazione civica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo in questa lunga storia, cioè nella formazione del nostro costume tributario, le responsabilità dei liberali, a partire da Giolitti, dei cattolici, fin dai tempi di Sturzo, dei socialisti, fin da quelli di Turati, fino ai comunisti di Togliatti e successori, sono state enormi e abbastanza indifferenziate: si è stati cinici nel far passare, di volta in volta, come liberale, cattolica, socialista e comunista, la politica di saccheggio dello stato e la diseducazione a non a pagare le tasse, rivolta rispettivamente a imprenditori, commercianti, contadini e quant'altro. E proseguita a tamburo battente, e in modo incalzante, nel dopoguerra, poi negli anni settanta e ottanta, fino ad oggi. C'è stato, negli ultimi tempi, solo un breve intermezzo con il tanto vituperato ministro Visco. Poi nient'altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad esasperare ancor più la situazione è stata la politica fiscale di questo governo, che contrasta, addirittura nei suoi capisaldi, con un importante principio di civiltà, cioè la progressività della tassazione ovvero il fatto che più alto è il reddito di un cittadino più si dovrebbe contribuire alle spese dello stato. Tale principio è peraltro sancito dalla Costituzione italiana. In Italia, infatti, la situazione dei contribuenti, col passare dei decenni, si è, se possibile, incancrenita: la pressione fiscale incide molto sulla fascia più povera della popolazione e meno su quella più ricca. Si aggiunge, dunque, al problema principale di educazione alla legalità, anche la questione tecnica del sistema fiscale italiano, che è tra i meno evoluti del mondo.&lt;br /&gt;  Gli ultimi governi di centro-destra si sono, inoltre, distinti per aver legittimato direttamente l'evasione fiscale, con scudi fiscali, condoni, e quant'altro. Tutto ciò ha aggravato lo stato di insoddisfazione di un paese dove, complice anche la crisi finanziaria internazionale, ma acuito dalla particolare crisi dell'economia e del fisco, queste sì tutte italiane, gli stipendi reali si riducono e dove iniziano ad essere seriamente erosi i risparmi delle famiglie, sempre più in difficoltà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concludeva Gobetti nel 1922: "I capitalisti veramente contribuenti cercheranno di non lasciarsi sopraffare partecipando essi pure all'accordo generale e facendosi pagare in sussidi ciò che dovrebbero elargire in imposte". La notizia è che oggi gli industriali, così almeno parrebbe, hanno chiesto un cambio di marcia e perfino una tassazione progressiva. Forse è arrivato il momento, dopo decenni di complicità e inadempienze, che qualcuno intervenga, una buona volta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-5151822059904814687?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/5151822059904814687/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=5151822059904814687' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/5151822059904814687'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/5151822059904814687'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/10/un-diritto-tutto-italiano-levasione.html' title='Un diritto tutto italiano: l&apos;evasione fiscale'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-3244961459747571066</id><published>2011-10-23T14:22:00.001+02:00</published><updated>2011-10-23T14:22:42.738+02:00</updated><title type='text'>Mi sono fatto da parte molto tempo fa»</title><content type='html'>Con molto garbo, Massimo D'Alema dice che ho «una distorsione mentale», solo perché ho chiesto, ieri, rispondendo a una domanda dei giornalisti, che D'Alema e Veltroni potrebbero essere a Bologna, perché «forse è il momento di immaginare a chi consegnare il Partito Democratico per il futuro». Dice che l'idea di avvicinare il partito alla società civile è condivisa da tutti (il problema, forse, è metterla in pratica, mi permetto di aggiungere) e che non ha capito che cosa proponiamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dispiace che non abbia avuto modo di informarsi, in questo anno e mezzo di lavoro. Che non abbia ascoltato i miei interventi in direzione e dato un'occhiata alle tante cose che abbiamo fatto e che proponiamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le ricordo qui di seguito, come se fosse un 'bignami', ad uso e consumo di tutti quanti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Democrazia: chiediamo le primarie per scegliere i parlamentari (e mi risulta che D'Alema, a Milano, a settembre, si sia detto d'accordo: personalmente, ne parlo dal 2008) e l'adozione di strumenti referendari anche all'interno del Pd (caso Sicilia) e la possibilità di partecipare alle campagne che i nostri elettori sostengono (la legge elettorale, ad esempio). Chiediamo altresì un limite ai mandati dei parlamentari, e non l'abbiamo messo noi, nello statuto del Pd, questo limite, sia chiaro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Legalità: chiediamo una grande campagna politica e culturale contro i conflitti di interesse (argomento che ha segnato un'epoca) e contro la corruzione (che riguarda tutto il sistema politico), chiediamo trasparenza nel finanziamento ai partiti (associazioni e fondazioni comprese), una riduzione sensibile dei costi della politica (metà parlamentari a metà prezzo, uno slogan che frequentiamo da un po') e il superamento del regime del rimborso elettorale, a cui preferiamo campagne di finanziamento alla Obama, come quelle che sostengono l'iniziativa di Bologna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Terra!: chiediamo un impegno del Pd in campo ambientale, una chiave di lettura di straordinaria importanza per la nostra economia e per tutti noi, per un'edilizia di qualità, per il rispetto dell'agricoltura e del paesaggio. Argomenti scomparsi da anni dall'agenda politica italiana, anche del centrosinistra, purtroppo (poi dopo ce la prendiamo con Grillo...).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Mobilità sociale e rilancio dell'economia: chiediamo una riforma fiscale che premi il lavoro e l'impresa e gravi maggiormente sui patrimoni, partendo da quelli immobiliari, un tabù solo italiano da sfatare. Confidiamo, in tal senso, di spostare un punto di Pil dalla rendita al lavoro (proposta Taddei).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Welfare: chiediamo un patto per dare la pensione ai giovani, con il contributo di tutti, e una rivisitazione complessiva del sistema degli ammortizzatori sociali, che nessuno ha mai inteso riformare, in questi anni (e ne sono passati parecchi, e noi siamo anche stati al governo: poco, ma ci siamo stati).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E sapete perché proponiamo questo? Perché ci limitiamo a rispondere alle domande che si pongono gli italiani, che da vent'anni circa attendono una riforma della politica, una legge sul conflitto d'interessi, un nuovo modello di sviluppo delle nostre città, un premio per chi investe e rischia in proprio (lavoratore o imprenditore, non importa) e un sostegno al lavoro troppo precario di un'intera generazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi, però, non diteci che non vi avevamo informato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;pippo civati,&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-3244961459747571066?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/3244961459747571066/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=3244961459747571066' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/3244961459747571066'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/3244961459747571066'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/10/mi-sono-fatto-da-parte-molto-tempo-fa.html' title='Mi sono fatto da parte molto tempo fa»'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-6523210475956549302</id><published>2011-10-19T14:51:00.000+02:00</published><updated>2011-10-19T16:12:24.630+02:00</updated><title type='text'>MANOVRA FINANZIARIA, QUANTO  CI  COSTA</title><content type='html'>ne parliamo con:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tiziano Treu , Senatore PD, Vicepresidente 11^ Comm. Lavoro e Previdenza Sociale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stefano Valdegamberi , Consigliere Regionale UDC&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alberto Mion , Presidente del Pd Provinciale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roberto Santini , Commercialista, collaboratore del Sole 24 ore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;modera:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fausto Rossignoli Consigliere Comunale del PD a Negrar&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NEGRAR sabato  22 Ottobre 2011 ore 09.45&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Auditorium Scuola Elementare, ingresso da via Cavalieri di Vittorio Veneto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;interventi del pubblico e aperitivo in amicizia&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-6523210475956549302?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/6523210475956549302/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=6523210475956549302' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/6523210475956549302'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/6523210475956549302'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/10/manovra-finanziaria-quanto-ci-costa.html' title='MANOVRA FINANZIARIA, QUANTO  CI  COSTA'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-6913674803929073726</id><published>2011-10-19T14:50:00.002+02:00</published><updated>2011-10-19T14:51:16.568+02:00</updated><title type='text'>Quanto è cresciuto il debito pro capite con Berlusconi?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-KUYg6KQOmW4/Tp7HwWJSo5I/AAAAAAAAB-0/sLnjnbf232g/s1600/Infografica%2Bdebito%2Bpubblico%2Bprocapite%2Bitaliano.png"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 195px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-KUYg6KQOmW4/Tp7HwWJSo5I/AAAAAAAAB-0/sLnjnbf232g/s320/Infografica%2Bdebito%2Bpubblico%2Bprocapite%2Bitaliano.png" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5665185014670861202" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il debito pubblico, come dimostra l’infografica qui elaborata, è un problema perenne dell’ economia e della società italiana da circa trent’ anni. Finì il ciclo della crescita del dopoguerra e della congiuntura coreana che consentì anche all’ Italia un aumento continuo del Pil; s’affermò la creazione dello stato cleptocratico della classe politica spartitoria da un lato e l’ avvento del welfare sanitario universalistico dall’ altro, aggravato dalla creazione delle regioni e dagli sprechi immensi che ne sono conseguiti al sud e in quelle a statuto speciale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E nel contempo la crescita economica si fece sempre più lenta. Tutto ciò non poteva che provocare l’ aumento del debito rispetto alla crescita stessa. L’incremento del Pil, infatti, lo si pone a denominatore e l’abbattimento dello stock di debito, invece, a numeratore. Tutti i governi che si sono succeduti dal governo Berlusconi del 1994 in avanti, quale che sia stata la loro composizione, si sono sempre preoccupati di abbattere il deficit e non il debito. Le manovre finanziarie avevano per obbiettivo il pareggio di bilancio e quindi il contenimento del deficit che anno dopo anno si accumula tra entrate e spese statali – tra cui vanno conteggiate le spese degli enti locali e in primis dei colossi neo statalistici regionali- ma mai nessun governo ha mai avuto tra i suoi obbiettivi l’ abbattimento del debito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E questo perchè l’ abbattimento richiede riforme strutturali profonde nel meccanismo tanto dell’ esazione dell’ imposta tanto della spesa e pone al centro la continuità della crescita economica, obbiettivo, quest’ ultimo, che non si raggiunge se non in molti anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo l’ emergere della crisi mondiale, che è stata letta dalle istituzioni finanziarie internazionali in chiave monetarista, ha iniziato a sollevare il problema del debito solo dopo la crisi da eccesso di rischio degli intermediari finanziari e quindi quando il debito sovrano è stato così alto da minacciare d’impedire il ripianamento dei debiti privati delle grandi banche, che sono all’ origine della recessione e della crisi mondiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema del debito, quindi, disvela la vera ragione della crisi e insieme l’ angosciosa assenza di ogni autonomia della politica dai grandi centri del potere finanziario mondiale. Esso impone i suoi uomini e le sue donne in ogni dove nei punti apicali di comando degli stati e non può che auspicarne anche i rimedi secondo i suoi interessi. Sanare il debito vuol dire possedere risorse per sanare le banche peccatrici. Un tempo sanare il debito voleva dire avere risorse per il welfare e per le infrastrutture e per l’ educazione. Un vero arretramento civile, dunque, in tal modo si rivela, e si realizzato senza soluzione di continuità lungo tutto il ciclo politico iniziato con le elezioni del 1994 e lungo il quale si sono alternati il centrosinistra guidato da Romano Prodi (con parentesi di D’Alema e Amato) e il centrodestra guidato da Silvio Berlusconi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-6913674803929073726?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/6913674803929073726/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=6913674803929073726' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/6913674803929073726'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/6913674803929073726'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/10/quanto-e-cresciuto-il-debito-pro-capite.html' title='Quanto è cresciuto il debito pro capite con Berlusconi?'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-KUYg6KQOmW4/Tp7HwWJSo5I/AAAAAAAAB-0/sLnjnbf232g/s72-c/Infografica%2Bdebito%2Bpubblico%2Bprocapite%2Bitaliano.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-6566118348347616064</id><published>2011-10-14T16:54:00.001+02:00</published><updated>2011-10-14T16:56:09.730+02:00</updated><title type='text'>Una proposta per superare il precariato</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-rh28dQpvHQA/TphNhYbAUbI/AAAAAAAAB-o/uyKEWW6DlIU/s1600/superare_il_precariato112275_img.gif"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 250px; height: 250px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-rh28dQpvHQA/TphNhYbAUbI/AAAAAAAAB-o/uyKEWW6DlIU/s320/superare_il_precariato112275_img.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5663361767305138610" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Giovani e lavoro: tempo indeterminato per tutti con tutele crescenti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il precariato va riportato subito al centro dell’azione politica e combattuto con strumenti incisivi e non con sanatorie o provvedimenti una tantum. Lo scrivevamo l’8 aprile, alla vigilia della manifestazione “Il nostro tempo è adesso” indetta dai lavoratori precari. Oggi le giovani generazioni esprimono tutta la loro indignazione, e come non capirle? Un paese civile, una democrazia occidentale, non può permettersi di lasciare quasi un giovane su tre fuori dal mondo del lavoro e tollerare un regime iniquo tra quelli che faticosamente sono riusciti ad entrarci.&lt;br /&gt;L’apartheid è quello che divide in due il mondo dei giovani lavoratori: chi è riuscito ad entrare nella cittadella fortificata del lavoro regolare e chi ne è al di fuori, i precari. Che lavorano come gli altri ma non hanno né uno stipendio né le garanzie che gli permettano di vivere un presente dignitoso e immaginare un futuro sostenibile. Affinché il loro talento, impegno e entusiasmo non venga più mortificato rilanciamo la nostra proposta, firmata Montezemolo, Ichino e Rossi: un contratto di lavoro a tempo indeterminato e tutele crescenti, perché finalmente in Italia siano tutti uguali di fronte al lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il loro tempo è adesso. Il nostro dovere è ora&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il precariato al centro dell'azione politica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Pietro Ichino, Luca di Montezemolo e Nicola Rossi, pubblicato l'8 aprile 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domani i lavoratori precari scenderanno in piazza uniti dallo slogan “Il nostro tempo è adesso, la vita non aspetta”. Convocata via Internet, la manifestazione – che ha avuto migliaia di adesioni – interesserà molte città italiane. Se le cose andranno come sono andate fin qui, anche in questo caso alle manifestazioni non farà seguito alcun atto concreto. Il tema dovrebbe invece essere al centro del dibattito e dell’azione di politica economica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Valgano, per tutte, le parole rivolte qualche mese orsono dal Governatore Draghi agli studenti di Ancona: “Senza la prospettiva di una pur graduale stabilizzazione dei rapporti di lavoro precari, si indebolisce l’accumulazione di capitale umano specifico, con effetti alla lunga negativi su produttività e profittabilità”. Parole che corrono il rischio, nella migliore delle tradizioni, di diventare l’ennesima “predica inutile” di questo nostro Paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parole il cui significato, sul piano del “che fare”, è invece chiarissimo. Primo, non si può semplicisticamente pensare di affrontare il tema prendendo la scorciatoia delle sanatorie o considerando il pubblico come luogo deputato all’occupazione assistenziale. Secondo, non si può altrettanto semplicisticamente pensare di contrastare la patologia della precarietà togliendo al sistema i margini di flessibilità di cui ha grande e, anzi, crescente bisogno. Terzo, come dimostra la recente sentenza del Tribunale di Genova in applicazione della direttiva europea sulle modalità di utilizzo dei contratti a termine, mantenere e anzi irrobustire i margini di flessibilità del sistema non si può fare nel modo in cui lo si è fatto fin qui, scaricandone tutto il peso sulle nuove generazioni: oltre che iniquo, può costare troppo caro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La strada, dunque, è stretta e impervia; ma non per questo impossibile da percorrere. E, ancora una volta, la maniera migliore per percorrerla è quella di lasciare il sentiero in cui ci hanno costretto gli ultimi decenni per provare ad aprire un passaggio più in alto, lì dove tante e diverse rendite di posizione ci hanno finora impedito di passare. Fuor di metafora: riscrivendo il diritto del lavoro in modo che tutti i nuovi rapporti da qui in avanti possano essere costituiti a tempo indeterminato: anche quelli che fino a oggi sono stati l’espressione patologica della precarietà (contratti a progetto, partite iva fasulle, …), garantendo la piena copertura di eventuali oneri economici aggiuntivi per le imprese piccole e grandi, trattando nella stessa maniera l’operatore privato e l’operatore pubblico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E quindi, un contratto di lavoro a protezione crescente per tutti i futuri lavoratori dipendenti (ferme restando le ovvie eccezioni a contenuto formativo o dei contratti a termine per i casi di sostituzioni temporanee o di punte stagionali): occupazione a tempo indeterminato per tutti e piena protezione contro le discriminazioni e contro i licenziamenti disciplinari ingiustificati, ma nessuna inamovibilità per motivi economici e organizzativi. In caso di licenziamento, trattamento complementare di disoccupazione “alla scandinava”, contribuzione figurativa per i periodi di disoccupazione, assistenza nel mercato del lavoro più efficace e controllo altrettanto efficace sulla effettiva disponibilità del lavoratore alla nuova occupazione. Nel contempo, attenta valutazione dei maggiori oneri monetari sopportati dalle imprese a seguito del cambio di regime (valutabili in media e in termini prudenziali in circa lo 0,3% della retribuzione lorda) e rimborso degli stessi oneri medi in via permanente attraverso una riduzione di pari importo di alcune voci di contribuzione e i rimborsi resi possibili dal Fondo Sociale Europeo. Infine, copertura della maggiore spesa attraverso un atto di solidarietà intergenerazionale: un anno (o anche meno) in più al lavoro per i padri in cambio di una concreta prospettiva di stabilità e di una pensione decente per i figli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sappiamo tutti, fin troppo bene, che il sistema produttivo italiano si regge oggi su un equilibrio instabile e iniquo: incertezza come condizione di vita per alcuni, stabilità come diritto acquisito per altri. Una vera e propria condizione di apartheid per le generazioni più giovani. Sappiamo anche, fin troppo bene, che la condizione di lavoro di alcuni (dei “paria”) è l’altra faccia della medaglia della condizione di lavoro di chi nella cittadella fortificata del lavoro regolare è riuscito a entrare; e che il superamento di questa frattura mette in discussione il nostro sistema di protezione del lavoro e la sua attuale struttura. E questa discussione, da quindici anni, ci spaventa e ci paralizza. Ma è un timore infondato: una soluzione è possibile senza toccare la posizione di chi ha già un rapporto di lavoro stabile, regolato dalla vecchia disciplina; offrendo a tutti i giovani che si affacciano sul mercato del lavoro, e anche agli adulti che il lavoro lo hanno perso, qualche cosa di molto, molto meglio rispetto alle prospettive che oggi si offrono loro nel nostro mercato del lavoro. E facendo finalmente un passo avanti verso quella “meritocrazia”, tanto predicata quanto poco praticata in casa nostra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La pazienza con cui la società civile ha sopportato fin qui i guasti dell’apartheid nel mercato del lavoro non deve ingannare. Il silenzio delle generazioni più giovani non è acquiescenza. Quello delle generazioni meno giovani non è indifferenza. Sta ora alla classe politica dimostrare che il suo silenzio non è – come spesso appare – impotenza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-6566118348347616064?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/6566118348347616064/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=6566118348347616064' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/6566118348347616064'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/6566118348347616064'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/10/una-proposta-per-superare-il-precariato.html' title='Una proposta per superare il precariato'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-rh28dQpvHQA/TphNhYbAUbI/AAAAAAAAB-o/uyKEWW6DlIU/s72-c/superare_il_precariato112275_img.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-1823654980289514350</id><published>2011-10-13T20:56:00.001+02:00</published><updated>2011-10-13T21:00:43.598+02:00</updated><title type='text'>«Allo Stadio come a San Giacomo»</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-ZPfuv4Jc4fY/Tpc1VGF5vPI/AAAAAAAAB-c/7pkTkd-8kdw/s1600/Immagine.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 246px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-ZPfuv4Jc4fY/Tpc1VGF5vPI/AAAAAAAAB-c/7pkTkd-8kdw/s320/Immagine.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5663053692970581234" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;I cittadini dello Stadio sono pronti a scendere in piazza per salvare il quartiere «dalla cementificazione completa». Un'assemblea molto partecipata, promossa l'altra sera in sala Lucchi dal Pd, ha voluto informare i cittadini sulle nuove iniziative urbanistiche previste dal Piano degli interventi, in particolare su tre aree ancora non edificate in via Pascoli, via Pirandello, via Sogare, via Verga e via Cristofoli. &lt;br /&gt;I residenti prendono ad esempio i «colleghi» di Borgo Roma che si sono battuti per l'area verde di San Giacomo e si dicono pronti a dare battaglia. È cominciata quindi la fase di «reclutamento» e informazione, un passaparola tra abitanti intenzionati a difendere «con le unghie e con i denti» gli ultimi scampoli di verde del quartiere. In molti si dicono convinti che anche il parco della Spianà sarà presto edificato: «Con la scusa di fare le strutture sportive, poi ci diranno che l'area è compromessa e cementificheranno anche lì», dicono alcuni dei presenti suffragati anche dalle convinzioni di consiglieri comunali del Pd e dell'Ulivo, come Carla Padovani e Mauro De Robertis, cui si è aggiunto Fabio Segattini. Presente anche il consigliere provinciale Lorenzo Dalai, il circoscrizionale Sergio Carollo e il responsabile del circolo Biagi Federico Benini. &lt;br /&gt;Carla Padovani contesta le affermazioni del vicesindaco Giacino secondo il quale le aree in cui sorgeranno nuovi palazzi erano già a «completamento» nel Pat, ovvero trasformate in edificabili dall'amministrazione Zanotto: «In queste cose si gioca sulle parole, le aree in questione erano classificate come "trasformabili", ma dove sta scritto che bisogna per forza edificarle? Perché non farne un parco pubblico o a servizi che tanto mancano a un quartiere già tanto popoloso?». E aggiunge: «L'assessore dice poi che la metà della superficie viene ceduta a verde, ma c'è garanzia che sia veramente verde aperto a tutti e non verde condominiale?» &lt;br /&gt;Fra i cittadini presenti, molti dei quali allibiti e indignati di apprendere che altri palazzi stanno per spuntare nel quartiere, c'è chi si chiede: «Ma c'è davvero bisogno di tutte queste nuove case?» e chi invece sottolinea la necessità di organizzarsi in un movimento attivo per promuovere cortei e manifestazioni oltre alla raccolta di firme avviata dal Pd per abolire le tre nuove urbanizzazioni utilizzando lo strumento delle osservazioni al Piano degli interventi.&lt;br /&gt;Giorgia Cozzolino&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-1823654980289514350?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/1823654980289514350/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=1823654980289514350' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/1823654980289514350'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/1823654980289514350'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/10/allo-stadio-come-san-giacomo.html' title='«Allo Stadio come a San Giacomo»'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-ZPfuv4Jc4fY/Tpc1VGF5vPI/AAAAAAAAB-c/7pkTkd-8kdw/s72-c/Immagine.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-6402797660080343100</id><published>2011-10-13T20:55:00.003+02:00</published><updated>2011-10-13T20:55:53.481+02:00</updated><title type='text'>Leghisti buoni e leghisti cattivi?  (di Franco Bonfante )</title><content type='html'>Da alcuni mesi è in atto all’interno della Lega uno scontro durissimo tra “Bossiani” e “Maroniani” che vede in prima linea tra questi ultimi Flavio Tosi. La stampa e le TV anche e soprattutto di centrosinistra guardano con grande simpatia ai “Maroniani” descritti come più moderati, presentabili, ragionevoli. A mio avviso è un grave errore politico attardarsi a fare distinzioni fra le anime della Lega, distribuendo encomi e rimproveri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il disegno politico di Maroni (che manda avanti Tosi), infatti, è quello di sostituire Berlusconi con una personalità politica di centrodestra più accettabile, allargando la coalizione all’UDC: una strategia pericolosa per il centrosinistra e per il PD in particolare e gattopardesca, poiché tende a perpetuare il governo di centrodestra, nonostante le pesanti responsabilità economiche e sociali, sacrificando il già decotto Berlusconi. In realtà all’interno della Lega si sta svolgendo una lotta di potere su chi erediterà il trono dell’anziano e malato Bossi e la diversità di linea politica ne è solo il paravento, il tentativo di dare  una dimensione “nobile” a questa guerra fratricida.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-6402797660080343100?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/6402797660080343100/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=6402797660080343100' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/6402797660080343100'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/6402797660080343100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/10/leghisti-buoni-e-leghisti-cattivi-di.html' title='Leghisti buoni e leghisti cattivi?  (di Franco Bonfante )'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-7050386961855985472</id><published>2011-10-13T20:55:00.001+02:00</published><updated>2011-10-13T20:55:18.477+02:00</updated><title type='text'>IL CANTIERE INFINITO. Conducenti dell'Atv, automobilisti, utenti dello scalo ferroviario, studenti: coro di lamentele per un'area in cui regna la conf</title><content type='html'>Sulla stazione tutti d'accordo: è un caos&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli autisti dei bus: «Le auto invadono le nostre corsie, e alla mattina abbiamo il terrore di investire qualche passante»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cantiere infinito, segnaletica insufficiente, confusione viabilistica, parcheggio problematico. Lo scettro di zona cittadina più caotica spetta alla stazione Porta Nuova, e soprattutto all'antistante piazzale XXV Aprile. Non è facile trovare un'altra porzione della città della quale si lamentino tutti coloro che la frequentano. Autisti dell'Atv, studenti che vengono qui a prendere l'autobus, utenti della stazione: un coro di lamentele. Dai vari punti di vista emergono problemi annosi che oggi, con il cantiere di Grandi Stazioni, si aggravano.&lt;br /&gt;AUTISTI ATV. Qui ci devono lavorare tutti i giorni. Già le condizioni dello spazio antistante alla stazione sono difficili a causa del cantiere, che ha costretto il terminal bus a trasferirsi provvisoriamente davanti al tempio votivo. «In pi ! 9;, complice la segnaletica poco chiara, le auto invadono le traiettorie degli autobus, sostano dove è vietato, intralciando i mezzi», spiega un gruppo di autisti Atv in attesa di prendere servizio. «Il parcheggio è un problema. Siamo stati multati addirittura noi», raccontano.&lt;br /&gt;MULTE. La beffa: prima dei lavori, davanti alla stazione, c'era una ventina di stalli per scooter. Ora sono stati cancellati, e non trovando altro posto, gli autisti Atv hanno messo i propri motorini vicino all'area dei taxi. Sanzionati.&lt;br /&gt;DIVIETI NON RISPETTATI. Gli autisti sottolineano il problema delle auto che non rispettano i divieti in piazzale XXV Aprile. In particolare, quello introdotto di recente che vieta l'accesso a chi arriva da piazzale Porta Nuova. Si deve invece proseguire sulla circonvallazione e accedere più avanti, all'altezza dell'ex Lux. «Invece, per abitudine o per comodità, ci sono ancora automobilisti che passano dal lato proibito, o! ra riservato ai mezzi pubblici. Così aumenta il caos»! ;.&lt;br /&gt;STUDENTI. Ma c'è dell'altro, secondo gli autisti. «I momenti peggiori sono dalle 7 alle 9 e dalle 12.30 alle 14, all'entrata e uscita da scuola. E alle 7.30-8 è una guerra. Marciapiedi non ce ne sono. Gli studenti corrono come saette sul piazzale, attraversano in ogni punto. Capita che passino in mezzo a due pullman accodati. Abbiamo il terrore di investire qualcuno durante le manovre».&lt;br /&gt;SOSTA. «Arrivo da Milano in auto. Non è stato semplice raggiungere la stazione», dice Fabrizio Di Marco, che ha accompagnato una collega. Per farla scendere, ha fermato l'auto davanti all'area taxi, dove un cartello segnala il divieto di fermata e di sosta. Parcheggiate dietro, ancora auto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-7050386961855985472?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/7050386961855985472/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=7050386961855985472' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/7050386961855985472'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/7050386961855985472'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/10/il-cantiere-infinito-conducenti-dellatv.html' title='IL CANTIERE INFINITO. Conducenti dell&apos;Atv, automobilisti, utenti dello scalo ferroviario, studenti: coro di lamentele per un&apos;area in cui regna la conf'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-8750209747781991898</id><published>2011-10-13T20:54:00.001+02:00</published><updated>2011-10-13T20:54:46.777+02:00</updated><title type='text'>Questa è la mia proposta per Big Bang</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Taglio delle spese statali &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanti Corpi di Polizia abbiamo ? un numero che tende ad n : Polizia di &lt;br /&gt;Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale, Polizia &lt;br /&gt;Penitenziaria, Guardia Costiera, Polizie Locali (Provinciali e &lt;br /&gt;Municipali); ho dimenticato qualcuno ? Eppure nessuno ne parla ! Ogni &lt;br /&gt;Corpo ha il suo Comandante, il suo Stato Maggiore, ogni Comandante ha il &lt;br /&gt;suo elicottero, comprensivo di equipaggio, le sue auto, i suoi autisti, &lt;br /&gt;segretari, portaborse, portavoce, porta.....&lt;br /&gt;In Austria non erano proprio come noi, ma si battevano bene. Qualche &lt;br /&gt;anno fa hanno deciso di darci un taglio e la Polizia è una sola. Mesi di &lt;br /&gt;polemiche dove c'era chi citava la Tradizione, chi il presidio del &lt;br /&gt;Territorio, chi chiassava e basta (chiaramente per difendere se stesso), &lt;br /&gt;poi passato il provvedimento, pian piano, tutto si è tranquillizzato e &lt;br /&gt;adesso va tutto bene.&lt;br /&gt;Pensarci ? Cominciare a lavorarci seriamente per ridurre spese, &lt;br /&gt;ottimizzare le strutture, evitare i doppioni, finalmente togliere dagli &lt;br /&gt;uffici migliaia di Agenti , così da eliminare centinaia di colonnelli , &lt;br /&gt;o similari, ridurre il carico del costo delle pensioni e finalmente &lt;br /&gt;avere una presenza costante di persone che vigilano sulle nostre vite, &lt;br /&gt;per darci sicurezza ed aiutarci a vivere più serenamente.&lt;br /&gt;Un'idea ? un sogno ? Certo mi attirerò un sacco di critiche, ma meglio &lt;br /&gt;trovare qualche soluzione, che morire in un museo di divise variopinte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lorenzo Dalai&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-8750209747781991898?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/8750209747781991898/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=8750209747781991898' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/8750209747781991898'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/8750209747781991898'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/10/questa-e-la-mia-proposta-per-big-bang.html' title='Questa è la mia proposta per Big Bang'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-5956107804163260753</id><published>2011-10-12T15:02:00.001+02:00</published><updated>2011-10-12T15:02:43.454+02:00</updated><title type='text'>A Taybeh l'Oktoberfest in salsa palestinese</title><content type='html'>Leonard Berberi &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bevi che ti passa. Tra fiumi di birra, canzoni, balli e tanti falafel serviti caldi lo scorso fine settimana a Taybeh, cittadina cristiana della Cisgiordania, è andata in scena la settima edizione dell’Oktoberfest palestinese. Proprio così: una festa della birra nel cuore del Medio Oriente. Dove viene prodotta e commercializzata la “Taybeh beer”, l’unica variante palestinese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Migliaia di curiosi e appassionati della birra sono arrivati non solo dalla West Bank, ma anche da Israele e dall’Europa. Non sono mancati nemmeno i ragazzi della sinistra di Tel Aviv, sempre presenti nelle occasioni che vedono coinvolte realtà palestinesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalle 11 del mattino alle 10 di sera, di fronte al municipio di Taybeh migliaia di litri di birra l’hanno fatta da padrone sabato e domenica (le foto sotto sono state scattate da Mati Milstein). Con tanto di musica brasiliana all’inaugurazione a cura del trio Rodrigo Lessa, con un corpo di ballo arrivato apposta dallo Sri Lanka e la band spagnola dei Metal Cambra. Poi, certo, c’erano pure loro, i ragazzi del gruppo folcloristico della località palestinese. E il circo. Le arti marziali. E altro ancora. C’era anche un sacco di cibo locale, senza distinzioni di bandiera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, una festa. Una gran festa. Mentre tutt’intorno le cose erano in subbuglio. Per dire: negli stessi momenti a Ramallah si chiedevano cosa farne delle aperture al dialogo del premier israeliano Netanyahu. Più a nord, poi, andava a fuoco una moschea, la prima in pieno territorio israeliano. Mentre più vicino gl’insediamenti brulicavano di strani personaggi che inneggiavano alla rivolta contro palestinesi e Gerusalemme. Personaggi che così come sono arrivati, poi sono spariti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, non che dentro Taybeh le cose siano andate come speravano gli organizzatori. C’è stato pure qualcuno che ha criticato l’iniziativa. La componente musulmana non ha gradito. Non solo per il fatto che si trattava di una festa in onore di una bevanda alcolica. «Questo Oktoberfest ci scombussola la vita, ma questo non importa ai produttori della Taybeh Beer», ha scritto un lettore sul sito dell’agenzia palestinese Maan News. «Questa cosa non aiuta la nostra economia», ha aggiunto un altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo che poi è stato tempestato di critiche da chi all’iniziativa c’è stato. «Guarda che l’alcool sarà pure vietato dall’Islam, ma a Taybeh sono arrivati un sacco di musulmani solo per bere birra», ha replicato Martha di Beit Ummar. Aggiunge una stoccata: non solo hanno bevuto, «ma hanno anche fatto commenti volgari sulle attiviste con i capelli biondi». Via così, insomma. Fino alla proposta di due israeliani, Elena da Tel Aviv e Aron da Gerusalemme: «La prossima volta, quando Netanyahu e il presidente palestinese Abbas si siederanno al tavolo dei negoziati, sarebbe meglio servire loro la birra Taybeh, magari li aiuterà a mettere da parte le loro divergenze».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-5956107804163260753?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/5956107804163260753/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=5956107804163260753' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/5956107804163260753'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/5956107804163260753'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/10/taybeh-loktoberfest-in-salsa.html' title='A Taybeh l&apos;Oktoberfest in salsa palestinese'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-3738130853391360833</id><published>2011-10-11T18:27:00.001+02:00</published><updated>2011-10-11T18:27:39.393+02:00</updated><title type='text'>Problemi grossi sempre. La crisi non e' finita.</title><content type='html'>Ciao Lorenzo,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ti scrivo per parlare della situazione Verona e Unicredit.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A un anno dalla riorganizzazione di Unicredit, fonti sindacali interne dicono che sia di nuovo pronta una nuova riorganizzazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Verona, che ancora aspetta le promesse fatte lo scorso anno (avere uffici di competence line importanti, e non solo uffici periferici di rappresentanza), sembra dover subire un nuovo ridimensionamento, a favore degli ormai soliti noti Milano e Bologna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembra che la politica locale, comune e provincia, sia cieca ai problemi occupazionali della città.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parlando con un delegato sindacale FABI (il più grande sindacato bancario) riconosce che il Pd è stato l’unico a cercare di porre l’attenzione su questo problema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stante il pericolo concreto di una nuova riorganizzazione con perdita ancora di quel poco che ha Verona, Le chiedo se non sia il caso di attivarsi, dal nazionale passando per il provinciale e il comunale, per stanare i dormienti lega-pdl, inchiodarli alle loro responsabilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non mi stancherò mai di dirlo, però le menti intelligenti ci sono ovunque, anche a Verona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Penalizzare Verona, i suoi lavoratori e tutti i suoi laureati e laureandi futuri solo perché qualche politico di turno (Tosi? Miozzi?) è poco attento alle esigenze locali, è davvero disdicevole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarò anche di parte chiaramente nella mia lotta, ma ho seguito anche la vicenda Glaxo e Over da esterno, ma con molta preoccupazione: le eccellenze devono restare sul territorio, non essere abbandonate, ne trasferite o chiuse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come Pd dobbiamo riappropriarci dei temi tanto cari del lavoro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-3738130853391360833?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/3738130853391360833/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=3738130853391360833' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/3738130853391360833'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/3738130853391360833'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/10/problemi-grossi-sempre-la-crisi-non-e.html' title='Problemi grossi sempre. La crisi non e&apos; finita.'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-8595762084127414822</id><published>2011-10-11T12:38:00.002+02:00</published><updated>2011-10-11T12:38:53.993+02:00</updated><title type='text'>Fra Giacino</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-0Ujxi1t6Tlo/TpQcurLSsyI/AAAAAAAAB-Q/cyz_D-go778/s1600/image_6015.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 236px; height: 220px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-0Ujxi1t6Tlo/TpQcurLSsyI/AAAAAAAAB-Q/cyz_D-go778/s320/image_6015.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5662182219701203746" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;C'è in giro un frate che fa miracoli, un frà Galdino moderno in giacca e cravatta che si aggira per le stanze del Comune trasformando orti e campagne in lotti edificabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alzi la mano chi si ricorda di frà Galdino, del frate cercatore dei Promessi Sposi e del miracolo delle noci?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Promessi Sposi, come la Divina Commedia, vengono  propinati nell’età sbagliata. L’effetto è lo stesso che fa la medicina ai bambini: totale repulsione, a priori. Poi, passati i bollori giovanili, tutto fa brodo, a maggior ragione Manzoni! …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancor prima, in quell’età di mezzo tra il bambino e l’adolescente, ero sul palco di un teatro (quello di Cadidai – Ca’ di David, in taliano), spaesato e timido, a recitare la parte del principe nella Morte del Cigno.&lt;br /&gt;Dice: che c’entra il cigno, o, meglio, il teatro, con un frate?&lt;br /&gt;C’entra, c’entra! Soprattutto quando la letteratura e il balletto si mescolano alla realtà, che a sua volta li supera e li ribalta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è in circolazione un frate cercatore che gira alacremente per il Comune di Verona. Non cerca noci e nessun altro tipo di frutto. A dire il vero, visto quello che costa la frutta dalle parti della GDO, qualche affare si farebbe ancora! Il nostro frate cercatore cerca terreni. Da donare a qualche convento? A qualche onlus? Alla Chiesa? No! Da dare agli amici palazzinari, ultimamente un po’ in difficoltà, che ringraziano. E cementificano a man bassa. In consiglio si fa il miracolo dell’edificabilità e il gioco è fatto. Io ti do l’edificabilità, vendi, incassi e poi coi soldi ci fai il cavolo che vuoi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ultimo episodio del nostro frate è successo a Cadidai: casualmente era venuto a sapere che il teatro, si proprio quello della Morte del Cigno, era in stato di totale degrado (oddio, il degrado … svengo)  e che la Parrocchia avrebbe voluto restaurarlo. Ma, a corto di ovi –visto che nessuno tiene più le galline – non era in grado di farlo. Fino, a che, appunto non è arrivato il buon frate cercatore. Ecco, non abbiate timore ad aprire la porta se sentite squillare il campanello. Non sono i testimoni di Geova e nemmeno il solito negro che ha fame. E’ fra Giacino, che vi viene a fare la succulenta  proposta. Prerequisito fondamentale: possedere  qualche metro quadrato di terra. Volete televisore ed elettrodomestici all’ultimo grido? Avete la macchina vecchia? O la moglie da rottamare? Ecco pronto il contrattino di frà Giacino, un terreno che diventa edificabile nel Piano degli Interventi …  Et voilà! Potete soddisfare ogni vostro  desiderio: il moderno miracolo delle noci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E per il miracolo di riempire migliaia di appartamenti miseramente vuoti? Per quello c’è tempo! Mica si può fare tutto e subito. Forse, torneranno buone le prossime ondate di clandestini, Lega permettendo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-8595762084127414822?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/8595762084127414822/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=8595762084127414822' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/8595762084127414822'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/8595762084127414822'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/10/fra-giacino.html' title='Fra Giacino'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-0Ujxi1t6Tlo/TpQcurLSsyI/AAAAAAAAB-Q/cyz_D-go778/s72-c/image_6015.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-887718649219413579</id><published>2011-10-10T14:18:00.001+02:00</published><updated>2011-10-10T14:18:40.151+02:00</updated><title type='text'>Condono: conferme e smentite, continua il disaccordo nella maggioranza</title><content type='html'>Bruxelles preme perchè vengano fatte riforme in grado di rilanciare l’economia italiana.&lt;br /&gt;Preme Bruxelles e premono i cittadini italiani. Vanno fatte riforme in grado di risanare i conti italiani, e vanno attuate subito. Prima c’è un problema da risolvere: mettere d’accordo la maggioranza. Se riusciamo a risolvere questo problema ne sorgerà un altro: mettere d’accordo la maggioranza con l’opposizione. Finchè tutto sarà finito (mai), l’Italia sarà un paese pieno di mendicanti, che non hanno neanche un pezzo di pane per mangiare.&lt;br /&gt;Purtroppo la nostra situazione è catastrofica. Il premier, (giusto mentre prendeva il volo per andare a festeggiare il compleanno del suo amico Putin), ha promesso che entro metà ottobre “attuerà misure concrete ed efficaci nell’interesse dei cittadini, delle famiglie e delle imprese”. Non ci è dato sapere come. Le dichiarazioni della troika (composta dai ministri Paolo Romani, Altero Matteoli e Renato Brunetta) incaricata di redigere il decreto entro il 20 ottobre non fanno ben sperare: “Navighiamo a vista, è tutto in alto mare”.&lt;br /&gt;Una risposta del genere non è certo confortante, purtroppo di problemi ne hanno diversi. L’ultimo, in ordine cronologico, è quello sulla sanatoria, più volgarmente chiamato “condono”.&lt;br /&gt;I tre ministri, a dispetto di quanto precedentemente affermato da Fabrizio Cicchitto (Pdl), lo escludono. La colpa non è del parere negativo di Tremonti, e neppure del Quirinale. Il punto è che l’Ue ha deciso che possono essere effettuati interventi “una tantum”, ma i proventi devono essere utilizzati per risanare il debito pubblico, non per lo sviluppo, inoltre, con le manovre di Luglio e Agosto, sono stati varati dei provvedimenti per la lotta contro l’evasione fiscale. Hanno previsto il rientro di 13 mld annuali, proprio grazie all’attuazione delle manovre.&lt;br /&gt;Totali, in 5 anni (che sarebbero gli anni di dilazionamento se passasse il condono), 65 mld di euro. Dal Tesoro vanno sapere che non esiste sanatoria in grado di recuperare tutti questi soldi. Ed è anche cosa ovvia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-887718649219413579?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/887718649219413579/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=887718649219413579' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/887718649219413579'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/887718649219413579'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/10/condono-conferme-e-smentite-continua-il.html' title='Condono: conferme e smentite, continua il disaccordo nella maggioranza'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-2623312617242381771</id><published>2011-10-08T19:49:00.003+02:00</published><updated>2011-10-08T19:50:52.379+02:00</updated><title type='text'>Teoria e tecnica del succhiaruote, figura del ciclismo (e non)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-woe3Uca_3Hs/TpCNdeKx0YI/AAAAAAAAB-I/o4MyBwOmcSk/s1600/000_SAPA970411381670_0.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 229px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-woe3Uca_3Hs/TpCNdeKx0YI/AAAAAAAAB-I/o4MyBwOmcSk/s320/000_SAPA970411381670_0.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5661180269058707842" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Pier Augusto Stagi*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella vita di tutti i giorni il termine è sinonimo di parassita. Nello sport della fatica è da sempre un vocabolo tutt’altro che lusinghiero e si associa a chi sfrutta il lavoro altrui, magari finge stanchezza per poi piazzare l’allungo vincente. La storia è ricca di anedotti: da Learco Guerra ingaggiato da Girardengo per sfiancare Binda, al mondiale in cui Van Looy venne tradito dal suo scudiero, fino a Knetemann che infilò Moser.&lt;br /&gt;L’inferno della Parigi-Roubaix (Afp)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un sinonimo di parassita? «Succhiaruote». Essere un parassita o un succhiaruote è in pratica la stessa cosa: e non è propriamente un complimento. Il parassitismo è una forma di simbiosi, ma a differenza della simbiosi, il parassita trae un vantaggio (nutrimento o protezione) a spese dell'ospite creandogli un danno biologico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il «succhiaruote» è un termine espressamente sportivo, mutuato dal ciclismo, che di «succhiaruote», opportunisti, speculatori è pieno. Si annidano ovunque, anche dove meno te lo aspetti. Dal Tour de France a sotto casa nostra. Esci inforcando serenamente la tua bicicletta e quando meno te lo aspetti ecco che alle tue spalle prende forma l’ombra sinistra del succhiaruote. Non parla, non saluta: si accoda. Sfrutta la tua conoscenza (le strade). Si mette al riparo dal vento (effetto CX, legge sull’aerodinamica) e dai pericoli: molto meglio stare dietro, che davanti. Non per niente da sempre si dice: vai avanti tu che a me viene da ridere. Scaltri e traditori: quindi succhiaruote. L’esatto contrario di generosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel ciclismo il «succhiaruote» è quello che si aggancia alla ruota del corridore in fuga e lo segue come un ombra senza dargli un solo cambio (leggi aiuto, supporto, lavoro equamente diviso). È quello che alle numerose richieste di collaborazione per cercare di ottenere un po’ di aiuto anche dal socio di fuga, risponde con smorfie, come a dire: «scusa mi spiace perdonami ma non ce la faccio, sto veramente male, a malapena riesco a seguirti, “a starti a ruota”», appunto. Quindi, quello che ama stare a ruota è un pericolosissimo e infame succhiaruote. Questa figura è pericolosissima: simula stanchezza, inferiorità, incapacità a mantenere lo stesso ritmo e passo del socio d’avventura, ma è anche quello che giunti poi nella prossimità del traguardo, con un gesto incurante rifila la spallata a chi lo ha condotto sino a lì e va a cogliere l’immeritato successo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tanti sono i succhiaruote. Tra i politici e i dirigenti, tra i manager e i giornalisti, tra noi e il nostro vicino di casa. Il mondo è pieno di succhiaruote. Quanti sono politici che non parlano, non prendono posizione, sussurrano cose incomprensibili per poi accodarsi al pensiero forte del momento e cavalcarlo come se fosse loro facendolo proprio? I succhiaruote sono la sublimazione dell’omologazione e del pensiero unico. Tutti dietro, con arroganza, opportunismo e quella punta di cinismo che non guasta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel ciclismo i succhiaruote hanno un compito, e anche dei nomi e dei cognomi. Come quello di Learco Guerra, il primo ciclista a vestire la prima maglia rosa della storia (in questo caso è nato prima il Giro e poi la maglia rosa) da tutti ricordato come «la locomotiva umana», utilizzato lucidamente dal primo campionissimo del ciclismo Costante Girardengo - il suo tecnico -, con il compito ben preciso di anti-Binda. Guerra aveva una missione: fare impazzire il «trombettiere di Cittiglio». Posizionarsi alla sua ruota e non dargli un solo cambio. Sfruttare in tutto e per tutto il suo lavoro: dove va Binda va Guerra, senza fare una piega. Learco Guerra fu uno dei più grandi succhiaruote della storia del ciclismo. Contro quel prodigio di forza e classe che è stato appunto Alfredo Binda​, l’unico corridore ad essere pagato dagli organizzatori per non prendere parte al un Giro d’Italia (gli fu concesso il premio del vincitore purché lui non prendesse il via per manifesta superiorità), ogni mezzo era lecito. Per cercare di fermare e fiaccare le velleità di Binda l’opposizione passiva di Learco Guerra era uno strumento più che efficace. Poco spettacolare. Tutt’altro che spettacolare, ma molto redditizio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È del 1963 il mondiale dei veleni. Si corre a Renaix, nel cuore delle Fiandre. Rik Van Looy, il favorito numero uno al successo finale, ha la possibilità di conquistare il terzo mondiale consecutivo, quando il suo compagno di squadra Benoni Beheyt gli soffia la vittoria a conclusione di una volata scorrettissima, iniziata con una trattenuta del carneade belga e culminata dopo l’arrivo con pugni e insulti. Anche in questa occasione il copione è il solito: sto a ruota, non tiro perché non ce la faccio più. A me basta arrivare secondo. La volata è un condensato di scorrettezze e tradimenti. Van Looy perde il mondiale. Beheyt non vincerà mai più una corsa nella sua vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche il mondiale del Nurburgrig nel 1978 fu vinto da un succhiaruote. A farne le spese, anche in questo caso, il grande favorito della vigilia: Francesco Moser, campione del mondo in carica. Nel finale si trovano in due: il nostro campione e l’olandese occhialuto Gerry Knetemann. L’olandese sulla carta è battuto in volata. C’è poca storia: su dieci volate il trentino avrebbe potuto vincerne perlomeno nove. L’olandese parlotta nel finale di corsa con il campione di Palù di Giovo. «Vai tranquillo, a me basta il secondo posto…», gli assicura il corridore “orange”. Moser si fida. Tira come un dannato e al momento della volata parte tranquillo e sicuro che il suo compagno di avventura non avrebbe minimamente reagito. Knetemann, che negli ultimi chilometri si era preoccupato solo di osservare il fondoschiena di Moser, resiste come pochi allo sprint dell’azzurro e per pochi centimetri lo batte al fotofinish. Irripetibili sono le dichiarazioni nel dopocorsa di Moser, che ancora oggi, quando gli si rammenta quella maledetta volata, smoccola come pochi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tanti i succhiaruote, i parassiti, gli opportunisti, gli infingardi capaci di sfruttare fino all’ultimo il lavoro degli altri. Molti sono i corridori che vanno in giro con la pompa a portata di mano. Credetemi, non serve loro solo per gonfiare il copertoncino in caso di foratura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* direttore di TuttoBici&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-2623312617242381771?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/2623312617242381771/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=2623312617242381771' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/2623312617242381771'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/2623312617242381771'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/10/teoria-e-tecnica-del-succhiaruote.html' title='Teoria e tecnica del succhiaruote, figura del ciclismo (e non)'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-woe3Uca_3Hs/TpCNdeKx0YI/AAAAAAAAB-I/o4MyBwOmcSk/s72-c/000_SAPA970411381670_0.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-5977662960319088109</id><published>2011-10-08T19:49:00.001+02:00</published><updated>2011-10-08T19:49:21.326+02:00</updated><title type='text'>Turismo a Verona: ricerca ineccepibile, ma continuano a mancare le risposte</title><content type='html'>“ La ricerca sul turismo a Verona è ineccepibile dal punto di vista professionale, ma non fa altro che confermare l'incapacità delle amministrazioni locali a risolvere problemi già noti come l'inadeguatezza dei bagni pubblici, il problema dei parcheggi bus, la gestione dei flussi principali monumenti (vedi Casa di Giulietta), che si ripresentano di anno in anno”. Così Diego Zardini e Lorenzo Dalai, rispettivamente capogruppo e consigliere provinciale Pd, sulla ricerca da poco presentata in Provincia. “Già lo scorso anno uno studio analogo, seppure più limitato, aveva dato il quadro della situazione, ma continuano a mancare gli interventi” aggiungono.&lt;br /&gt;Interviene anche Franco Dusi, consigliere Pd del Centro Storico: “Uno dei dati più chiari e clamorosi dell'inchiesta riguarda l'insoddisfazione dei residenti su temi come viabilità, parcheggi, verde e trasporto pubblico, a dimostrazione che in questi ultimi cinque anni a Verona non si è fatto nulla di concreto. Sul lato specifico dei turisti – conclude Dusi – dai dati emerge un interrogativo di cui le amministrazioni locali dovrebbero farsi carico: che tipo di turismo vogliamo a Verona? La gran parte dei visitatori sembra accontentarsi di visitare la Casa di Giulietta e poco altro, trascurando tutto il resto, che peraltro non viene nemmeno promozionato. Ora le amministrazioni hanno in mano tutti i dati: vogliono finalmente fare una scelta? Vogliono continuare col turismo mordi-e-fuggi oppure vogliono un turismo più di qualità? Perché da questo dipendono scelte importanti anche per gli operatori e i residenti, come la chiusura concordata del centro storico al traffico e il tipo di proposta commerciale che dovrebbero adottare bar, ristoranti e negozi”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ufficio stampa Pd Verona&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-5977662960319088109?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/5977662960319088109/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=5977662960319088109' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/5977662960319088109'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/5977662960319088109'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/10/turismo-verona-ricerca-ineccepibile-ma.html' title='Turismo a Verona: ricerca ineccepibile, ma continuano a mancare le risposte'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-7552987115932065584</id><published>2011-10-07T09:36:00.002+02:00</published><updated>2011-10-07T09:39:38.639+02:00</updated><title type='text'>Note su ricerca turismo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-VGwwjFgY0uU/To6stjQgGeI/AAAAAAAAB94/MibrbZfuwco/s1600/Copia_di_Logo_Provincia_di_Verona_Turismo_x_sito.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 210px; height: 149px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-VGwwjFgY0uU/To6stjQgGeI/AAAAAAAAB94/MibrbZfuwco/s320/Copia_di_Logo_Provincia_di_Verona_Turismo_x_sito.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5660651680209836514" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La ricerca che viene presentata dalla Provincia di Verona ha coinvolto 190 operatori tra bar, pizzerie, ristoranti e qualche negozio, con ben 200mila questionari distribuiti e 10.500 quelli raccolti. Nel campione così formato trovano equa rappresentazione, nella proporzione di circa un terzo ciascuno, i turisti, cioè i visitatori che pernottano a Verona; gli escursionisti (i visitatori che non pernottano, quindi il mordi-e-fuggi) e i residenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli indici riportati nelle tabelle sono indici complessi, nel senso che sono ricavati attraverso un elaborazione di altre categorie di risposte, e intendono dare una indicazione sui margini di miglioramento richiesti dall'utenza all'offerta di servizi. Non sono propriamente indici di insoddisfazione ma possiamo dire che quando le percentuali in tabella sono alte dovrebbero rappresentare un campanello d'allarme per l'amministrazione (quella comunale in primis, che però non partecipa a questa ricerca....).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra i servizi da migliorare ci sono sicuramente i bagni pubblici; l'accoglienza e i punti di informazione (ne manca ad esempio uno unificato come mi sembra fosse nel progetto di Zanotto); i trasporti locali, ormai ridotti ai minimi termini; parcheggi; viabilità stradale, verde pubblico e, sorpresa delle sorprese, anche la sicurezza...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RESIDENTI. Particolamente alta tra i residenti la domanda di trasporti (39%), parcheggi (38%), miglioramento della viabilità (36%), verde (34%), pulizia (29%), sicurezza (27%). In particolare, a livello di domanda, tra i residenti domina la triade Parcheggi-Trasporti-Viabilità, a ulteriore conferma che negli ultimi 5 anni non si è fatto nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TURISTI ED ESCURSIONISTI. Un ragionamento a parte meritano i servizi relativi a monumenti, spettacolo e intrattenimento: abbastanza sorprendentemente turisti ed escursionisti (ma anche in buon parte i residenti) giudicano soddisfacente l'offerta di Verona sotto il profilo degli eventi di musica lirica e classica, malgrado sappiamo tutti che le stagioni stanno andando piuttosto male sotto il profilo qualitativo; della musica leggera (vabbé, in Arena ci sono sempre più concerti rock...), degli eventi teatrali, con i problemi che ha il teatro di Verona praticamente smantellato; delle mostre, dei monumenti e dei musei. Addirittura turisti e ed escursionisti hanno poco da dire su segnali e cartelli informativi, quando tutti sappiamo che c'è una carenza assoluta. Ecco allora che occorre fare una riflessione sulla qualità del turismo che la nostra città attira: se è tutta gente che vienE a Verona e si accontenta di vedere la casa di Giulietta significa che è un turismo di bassa qualità. Allora spetta all'amministrazione, che adesso ha tutti i dati in mano, scegliere quale tipo di turismo vuole attirare: quello mordi e fuggi del panino consumato al bar o quello di qualità che si ferma e pretende servizi buoni. SI tratta di una scelta importante perché in base a questa si dovrebbero anche impostare non solo dell'accoglienza, ma anche quelle della viabilità, dei trasporti e dei parcheggi, una per tutte: la chiusura del centro storico.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-7552987115932065584?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/7552987115932065584/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=7552987115932065584' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/7552987115932065584'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/7552987115932065584'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/10/note-su-ricerca-turismo.html' title='Note su ricerca turismo'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-VGwwjFgY0uU/To6stjQgGeI/AAAAAAAAB94/MibrbZfuwco/s72-c/Copia_di_Logo_Provincia_di_Verona_Turismo_x_sito.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-2185245113628524310</id><published>2011-10-02T13:54:00.001+02:00</published><updated>2011-10-02T13:54:48.906+02:00</updated><title type='text'>consiglieri del Pd analizzano il bilancio 2011. «Fermi gli aiuti economici ai Comuni»</title><content type='html'>«Stop opere e servizi a rischio&lt;br /&gt;Così la Provincia sparisce»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«No agli aumenti di capitale di Catullo e Serenissima: queste le conseguenze dell'operato di Tremonti»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bloccate le opere pubbliche, gli aumenti di capitale all'Aeroporto Catullo e alla società Autostrada Serenissima (2,4 milioni) e le compartecipazioni — cioè i confinanziamenti di opere — ai Comuni. Secondo un'immagine magari un po' greve ma efficace, «la Provincia è in mutande», avvertono con preoccupazione i consiglieri provinciale del Pd Diego Zardini, capogruppo, Alice Leso, Lorenzo Dalai e Vincenzo D'Arienzo, quest'ultimo segretario provinciale del partito, analizzando l'assestamento di bilancio 2011 dell'Amministrazione Pdl-Lega del presidente Giovanni Miozzi.&lt;br /&gt;La situazione dei conti, secondo il Pd, «prefigura la chiusura dell'ente». La denuncia dell'opposizione parte dall'affrontare il Patto di stabilità che «obbliga la Provincia entro il 2013 di passare da un saldo ! obiettivo di 9,3 milioni, quindi di ridurre le spese di 9,3 milioni, a un saldo di ben 16,7, che diventeranno 24 nel 2014, tutto denaro che alla fine verrà incamerato da Roma. Di conseguenza», come rilevano gli esponenti del Pd, «per questa seconda parte del 2011 si dovranno recuperare più di otto milioni — per i maggiori vincoli del patto, aggiunti ai mancati introiti di alcune alienazioni fallite — dalle spese per investimenti e in conto capitale, che la Giunta è indirizzata a risparmiare. Ma anche di fronte a questi risparmi, il patto rischia comunque di essere sforato».&lt;br /&gt;Sintetizzando una nota degli uffici per la Giunta comunale, il Pd sottolinea che le mancate vendite di Palazzo Bottagisio e di un'area edificabile di Borgo Roma, vicino al parco San Giacomo, unite al taglio di un milione e mezzo da parte della Regione al trasporto pubblico locale, hanno provocato uno sbilanciamento del saldo obiettivo di 12 milioni e mezzo.  ! 1;L'extra gettito da entrate tributarie dovrà andare a ri! durre un saldo tale saldo negativo», aggiunge il Pd, «e inoltre i pagamenti per investimenti e le spese in conto capitale dovranno ridursi di 1,9 milioni, passando da 30,9 a 20 milioni».&lt;br /&gt;Con questi chiari di luna i programmi saltano, tranne alcuni lavori che, in caso di blocco, perderanno i co-finanziamenti (Variante di Soave, ponte visconteo di Valeggio, terzo lotto della pista ciclabile del Sole, i Cpi del Giorgi, del Maffei e del Medi di Villafranca).&lt;br /&gt;«Che cos'altro s'inventeranno adesso», attacca Diego Zardini. «Hanno appena aumentato la quota Rc auto, passata dal 12,5 al 16 per cento e l'imposta provinciale di trascrizione (Ipt) per le imprese. Hanno tagliato il trasporto pubblico locale imponendo due aumenti tariffari nel giro di appena un anno e ridotto ai minimi termini la formazione professionale e rimandato al 2012 interventi sulla sicurezza idrogeologica e sulle strade provinciale. È ora che i sindaci della provincia si fa! cciano sentire e i partiti di maggioranza la smettano di ingannare i cittadini».&lt;br /&gt;Dalai aggiunge la preoccupazione «per i Centri di formazione professionale gestiti dalla Provincia, che per quest'anno resisteranno, ma l'anno prossimo si chiuderanno». D'Arienzo lancia il «j'accuse»: «I ticket, la quota Rc auto in più, i tagli ai trasporti e agli investimenti degli enti locali sono i risultati della manovra Tremonti del 2010. Figuriamoci con quelle del 2011».E.G.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-2185245113628524310?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/2185245113628524310/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=2185245113628524310' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/2185245113628524310'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/2185245113628524310'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/10/consiglieri-del-pd-analizzano-il.html' title='consiglieri del Pd analizzano il bilancio 2011. «Fermi gli aiuti economici ai Comuni»'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-1732851701569118488</id><published>2011-10-02T13:53:00.001+02:00</published><updated>2011-10-02T13:54:19.957+02:00</updated><title type='text'>Forza Napolitano! Il Presidente ha buttato nella spazzatura il bambolotto di pezza della secessione</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-6f-2-vtm9i8/TohQ6Tnz0cI/AAAAAAAAB9w/prVaouDq6QI/s1600/secessione.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 232px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-6f-2-vtm9i8/TohQ6Tnz0cI/AAAAAAAAB9w/prVaouDq6QI/s320/secessione.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5658861894420910530" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L’avevamo invocato alcuni giorni fa e l’affondo di Giorgio Napolitano c’è stato. Il Presidente non può intervenire sui comportamenti morali di singoli esponenti politici, anche se mi aspetto che prima o poi qualcosa dirà, ma può parlare degli interessi primari di una comunità nazionale. L’ha fatto. È persino singolare lo scandalo suscitato dalle sue parole. In un Paese normale la tutela dell’unità nazionale dovrebbe essere considerata un dovere degli uomini pubblici. È legittimo pensarla diversamente, è illegale praticare ipotesi di rottura secessionista. Il presidente ha ricordato con grande vigore alcune verità: l’inesistenza del popolo padano, che è un’invenzione tutta politica assai diversa da un dibattito serio sulle diverse storie regionali italiane, e l’obbligo alla tutela dell’unità statale sancita dalla legge suprema della Repubblica che prevede sanzioni contro non solo chi volesse infrangerla ma anche verso quelle autorità che non si ergessero a difesa dell’unità nazionale. Il Presidente della Repubblica, in quanto rappresentante e tutore dell’unità del Paese e a capo della magistratura e delle Forze Armate, non solo deve difendere l’unità ma è obbligato a farlo dalla Costituzione sulla quale ha giurato. Questo dogma dovrebbe valere anche per i ministri e per il premier, anche lui tenuto all’osservanza della legge fondamentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Napolitano, come avranno notato i lettori più attenti, non ha fatto un attacco ad alzo zero alla Lega. Ne ha semplicemente criticato l’attuale deriva secessionista. Il Capo dello Stato ha infatti ieri apprezzato la svolta federalista del partito bossiano ritenendolo un passo avanti rispetto alle idee separatiste della prima fase. Non ha alcun senso quindi affermare che il Quirinale ha messo sotto accusa un partito che ha i suoi rappresentanti in Parlamento mentre è vero che ha ricordato i limiti costituzionali della sua azione politica. Oggi i giornali di destra titolano su Napolitano che «vuole arrestare Bossi». Titolo brillante che rende un pessimo servizio al Paese, al Capo dello Stato e anche al leader leghista. Bossi sa che Napolitano deve dire quello che ha detto. Sa anche che la secessione è impossibile soprattutto oggi che il suo partito è ai minimi termini e che il cosiddetto popolo padano ha altri pensieri nella testa.&lt;br /&gt;Le parole di Napolitano hanno voluto anche spezzare questo singolare giochetto da teatrino della politica che si svolge alle spalle del Paese. il giochetto consiste nella minaccia scessionista che serve a tenere buona una parte della base leghista e motivare la necessità dell’alleanza di governo con i berluscones. Non a caso il più irritato è Silvio Berlusconi. Avendo chiarito quello che tutti sanno, cioè che la secessione è un atto che prevede una reazione adeguata dello Stato, due settimane fa scrissi che è materia più che della politica della Divisione Pastrengo dei carabinieri, il premier non sa cosa offrire a Bossi per aiutarlo a tenere buona la sua base irritata per i salvataggi di ministri discussi e per l’inconcludenza del governo. Da ieri il bambolotto di pezza della secessione finisce nella spazzatura e Bossi e Berlusconi sono di nuovo di fronte alle loro responsabilità. Se la Lega attaccherà oggi pesantemente il capo dello Stato e il premier non difenderà il Quirinale l’intera coalizione di governo si porrà al di fuori della dialettica democratica.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-1732851701569118488?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/1732851701569118488/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=1732851701569118488' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/1732851701569118488'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/1732851701569118488'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/10/forza-napolitano-il-presidente-ha.html' title='Forza Napolitano! Il Presidente ha buttato nella spazzatura il bambolotto di pezza della secessione'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-6f-2-vtm9i8/TohQ6Tnz0cI/AAAAAAAAB9w/prVaouDq6QI/s72-c/secessione.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-7643655077886250558</id><published>2011-09-30T13:55:00.003+02:00</published><updated>2011-09-30T20:05:39.476+02:00</updated><title type='text'>An die Freude -  Alla gioia  (di Friedrich Schiller)</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Freude, schöner Götterfunken,&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gioia, bella scintilla divina,&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Tochter aus Elysium,&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;figlia degli Elisei,&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Wir betreten feuertrunken ,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;noi entriamo ebbri e frementi,&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Himmlische, dein Heiligtum.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;celeste, nel tuo tempio.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Deine Z&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;auber binden wieder,&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tua magia ricongiunge&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Was die Mode streng geteilt&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ciò che la moda ha rigidamente diviso,&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alle Menschen werden Brüder,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;tutti gli uomini diventano fratelli,&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Wo dein sanfter Flügel weilt.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dove la tua ala soave freme.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Wem der grosse Wurf gelungen,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'uomo a cui la sorte benevola,&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Eines Freundes Freund zu sein,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;concesse di essere amico di un amico,&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Wer ein holdes Weib errungen,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;chi ha ottenuto una donna leggiadra,&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Mische seinen Jubel ein!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;unisca il suo giubilo al nostro!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ja, - wer auch nur eine Seele&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sì, - chi anche una sola anima&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Sein nennt auf dem Erdenrund!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;possa dir sua nel mondo!&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Und wer's nie gekonnt, der stehle&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi invece non c'è riuscito, lasci&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Weinend sich aus diesem Bund!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;piangente e furtivo questa compagnia!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Freude trinken alle Wesen&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gioia bevono tutti i viventi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;An den Brüsten der Natur;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dai seni della natura;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Alle Guten, alle Bösen&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;tutti i buoni, tutti i malvagi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Golgen ihrer Rosenspur!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;seguono la sua traccia di rose!&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Küsse gab sie uns und Reben&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Baci ci ha dato e uva ,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Einen Freund, geprüft im Tod!&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;un amico, provato fino alla morte!&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Wollust ward dem Wurm gegeben,&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La voluttà fu concessa al verme,&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Und der Cherub steht vor Gott!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e il cherubino sta davanti a Dio!&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Froh, wie seine Sonnen fliegen&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lieti, come i suoi astri volano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Durch des Himmels prächt'gen Plan,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;attraverso la volta splendida del cielo,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Laufet, brüder, eure Bahn,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;percorrete, fratelli, la vostra strada,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Freudig, wie ein Held zum Siegen.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;gioiosi, come un eroe verso la vittoria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Seid umschlungen, Millionen!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbracciatevi, moltitudini!&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Diesen Kuss der ganzen Welt!&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo bacio (vada) al mondo intero&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Brüder, über'm Sternezelt&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fratelli, sopra il cielo stellato&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Muss ein lieber Vater wohnen&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;deve abitare un padre affettuoso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ihr stürzt nieder, Millionen?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi inginocchiate, moltitudini?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Ahnest du den Schöpfer, Welt?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intuisci il tuo creatore, mondo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Such' ihn über'm Sternenzelt!&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cercalo sopra il cielo stellato!&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Über Sternen muss er wohnen!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sopra le stelle deve abitare!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-7643655077886250558?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/7643655077886250558/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=7643655077886250558' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/7643655077886250558'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/7643655077886250558'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/09/die-freude-alla-gioia.html' title='An die Freude -  Alla gioia  (di Friedrich Schiller)'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-4367535021089930955</id><published>2011-09-29T13:32:00.001+02:00</published><updated>2011-09-29T13:32:45.605+02:00</updated><title type='text'>Cari laici, non vi lamentate se è la Chiesa a dettare l’agenda</title><content type='html'>Massimiliano Gallo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cardinal Bagnasco recita il de profundis di Berlusconi e il centrosinistra si accoda annuendo e battendo le mani. L’ennesima conferma della propria subalternità. Sarà il caso di ricordarselo quando su temi quali il fine vita o le unioni di fatto la Santa Sede detterà la linea e porterà a casa l’ennesima vittoria. C’è chi la storia la fa, e chi invece la osserva.&lt;br /&gt;Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei (Afp)&lt;br /&gt;27 settembre 2011 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra mille anni, sul sussidiario di terza elementare, si leggeranno le seguenti righe: “e abbandonato anche dalla Chiesa cattolica, Berlusconi cadde”. Gli occhiali della storia, si sa, consentono di guardare dall’alto senza lasciarsi deviare dalla rabbia e dalle emozioni. Hanno voglia a dire i cattolici che le parole pronunciate ieri dal cardinale Bagnasco non costituiscono una primizia. Certo, altre volte lo stesso Bagnasco, sempre senza citare il Cavaliere, proprio come ieri, aveva stigmatizzato comportamenti poco consoni alla morale. Eppure, mai in passato la Chiesa si era espressa in modo così perentorio. Peraltro affidando sempre all’intelligenza della platea i dovuti collegamenti. Una sorta di parole crociate facilitate. Con la soluzione messa bene in evidenza: questa fase politica può considerarsi chiusa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il discorso del numero uno della Conferenza episcopale italiana non può certo essere interpretato come un’improvvisa ingerenza della Chiesa nella politica italiana. Dalla scomparsa della Democrazia cristiana, il rapporto delle alte sfere vaticane con Montecitorio e Palazzo Chigi è cambiato. Ha perso in discrezione. Per utilizzare un termine che probabilmente farebbe sobbalzare gli uomini di chiesa, è diventato sfacciato. E l’indiscusso protagonista di questa nuova fase dei rapporti tra la politica e Oltretevere è stato senza dubbio Camillo Ruini, il gran tessitore. Più attento a ciò che avveniva in terra, soprattutto a pochi metri da sé, che non alle anime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi lo stupore per la peraltro complessa prolusione pronunciata dal cardinale Bagnasco non è per la forma, cui ormai in Italia siamo abituati, bensì per il contenuto. E, su tutto, per la condanna del comportameno del presidente del Consiglio e per il passaggio sul decoro delle istituzioni. Certo altre rilievi sono stati mossi dal presidente della Cei: alla magistratura, alla stampa, ai comitati d’affari. Insomma, una piattaforma politica vera e propria, una capacità di analisi che ormai nessun soggetto politico in Italia è in grado di elaborare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed eccoci al punto. Il riconoscimento di un soggetto politico che determina il corso della storia in Italia. È nei fatti, nell’aria che respiriamo, nel nostro dna. In quello di chi crede, come in quello di chi non crede. Ma se questo riconoscimento diventa persino un accodarsi, allora un moto di tristezza ci pervade il cuore. E accade quando una sinistra (o centrosinistra, opposizione, fate voi, con trattino e senza) di fatto incorona Angelo Bagnasco accettando, ancora una volta, che sia la Chiesa a stabilire quando il tempo per un cambiamento è maturo. Sancendo, ancora una volta, se non la propria irrilevanza, almeno la propria subalternità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Subalternità, però, di cui le forze laiche dovrebbero ricordarsi quando in Parlamento provano, o fingono di provare, ad approvare leggi che in altri Paesi non meritano più di una discussione di un quarto d’ora, come quella sul testamento biologico o sulle unioni di fatto. Annaspando e sistematicamente perdendo battaglie di civiltà che altrove sono considerati diritti indiscutibili. Ecco, un suggerimento vorremmo offrire alle forze laiche del centrosinistra: alla prossima discussione e alla prossima sconfitta sul fine vita, evitino di scagliarsi contro l’ingerenza del Vaticano. È inutile e persino un po’ stupido farlo se di fatto si accetta che sia la Chiesa a dettare l’agenda nel nostro Paese. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se ci si accoda all’alto potere della Santa Sede per indebolire e dare la spallata decisiva al nemico storico, poi bisogna anche accettare che sia quel potere a dettare le regole. Si chiamano semplicemente rapporti di forza. Anche per questo, tra mille anni, in quelle tre righe del sussidiario non compariranno né la parola Bersani né, forse, quella Pd.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-4367535021089930955?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/4367535021089930955/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=4367535021089930955' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/4367535021089930955'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/4367535021089930955'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/09/cari-laici-non-vi-lamentate-se-e-la.html' title='Cari laici, non vi lamentate se è la Chiesa a dettare l’agenda'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-757343388968506283</id><published>2011-09-27T15:22:00.002+02:00</published><updated>2011-09-27T15:23:08.490+02:00</updated><title type='text'>I pescatori tunisini salvano 44 naufraghi, l’Italia li processa</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-4MVHfdgtrPs/ToHOOM1OOtI/AAAAAAAAB9o/nhJNO3xCqgY/s1600/morthada.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-4MVHfdgtrPs/ToHOOM1OOtI/AAAAAAAAB9o/nhJNO3xCqgY/s320/morthada.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5657029350312000210" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Antonello Mangano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quattro ani fa, a Lampedusa, osservando la legge del mare, i capitani di due pescherecci salvarono decine di africani che stavano per affogare. Prima ostacolati dalla Guardia Costiera, sono poi stati ripagati con un iter giudiziario lungo quattro anni (con una prima condanna a due anni), 40 giorni di carcere e il sequestro degli strumenti di lavoro. In Italia nessuno ne ha parlato, ma Der Spiegel sì e il caso è arrivato all’Europarlamento. La storia ha ispirato “Terraferma” di Crialese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno dei pescherecci tunisini ancora fermi a Lampedusa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PALERMO – Un peschereccio naviga nei pressi di Lampedusa. L’equipaggio avvista in mare alcuni naufraghi e li prende a bordo, un attimo prima che muoiano tra le onde. Il giorno dopo la barca è sequestrata per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. È la scena più celebre del film Terraferma. Durante la conferenza stampa di presentazione del film, a Venezia, alcuni giornalisti hanno contestato Crialese: l’episodio è inverosimile perché in Italia non c’è nessuna legge che vieta il soccorso in mare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invece il film trae spunto da un episodio realmente accaduto e che si è concluso solo il 22 settembre di fronte alla Corte d’Appello di Palermo. Dopo un iter giudiziario lungo quattro anni. Nel film i protagonisti della vicenda sono italiani, nella realtà si tratta di due capitani tunisini (Abdelbasset Zenzeri e Abdelkarim Bayoudh) e di cinque marinai, anche loro tunisini. Avevano salvato 44 naufraghi, seguendo la cosiddetta “legge del mare”. Una regola non scritta ma applicata da tutti gli uomini abituati a navigare: soccorrere chi si trova in difficoltà è un dovere che non si può eludere. “In asperitate maris pro humanitatis” è il motto della Capitaneria di Lampedusa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel giorno, però, gli italiani hanno dimenticato la legge del mare. O forse non hanno potuto applicarla. L’8 agosto 2007, intorno alle 14, la Capitaneria intercettava una comunicazione. “Ci sono 44 persone recuperate da un gommone. C’è un bambino in cattive condizioni di salute. Ora stanno su un motopesca non italiano”. Alle 18 le unità tunisine sono affiancate dalla nave “Vega” della Marina Militare, da due motovedette della Guardia Costiera e da una della Finanza. Un elicottero sorvola lo specchio d’acqua. Si apre l’evento Sar (soccorso in mare) e viene appurato che ci sono a bordo due persone in cattive condizioni di salute. Uno di loro è un bambino disabile. Sull’altro motopeschereccio c’è una donna in stato di gravidanza, “ma non in stato terminale”, annota con freddezza il verbale. Nel frattempo il mare è forza quattro e le onde sono alte due metri. Alle 18.50, finite le verifiche, l’evento Sar è dichiarato concluso. I pescherecci ricevono l’ordine di invertire la rotta, nonostante il porto più vicino sia quello di Lampedusa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Iniziano “strane manovre a zig-zag” (così le chiamano i rapporti), mentre via radio uno dei due comandanti riferisce di avere a bordo una persona che sta male. Dalla distanza di 10 metri, con un megafono, i militari intimano l’inversione di rotta. “Se entrate nelle nostre acque territoriali vi arrestiamo”, dicono in italiano e in inglese. Tornare indietro? “N’est pas possible”, risponde Zenzeri. Le navi italiane capiscono che c’è il rischio di collisione e si fermano. Le due barche tunisine entrano in porto e l’equipaggio è subito tratto in arresto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’accusa è “di avere compiuto atti diretti a procurare l’ingresso nel territorio dello Stato, in violazioni delle disposizioni delle leggi sull’immigrazione, di 44 cittadini extracomunitari, trasportati a bordo dei motopesca Mohamed El Hedi e Morthada dalla Tunisia alle coste italiane”. Con l’aggravante di “trarne profitto”. Quest’ultimo elemento, contestato dalla procura di Agrigento, veniva derubricato come agevolazione all’ingresso semplice di clandestini. L’accusa ai marinai è ancora più surreale: avrebbero “rafforzato il proposito criminoso” dei capitani, rafforzandone la “determinazione a proseguire la navigazione in violazione dei reiterati ordini di arrestare la navigazione e invertire la rotta”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 17 novembre 2009 il Tribunale di Agrigento assolve i tunisini dal reato che riguarda l’ingresso illegale ma condanna – solo i capitani - per “resistenza a pubblico ufficiale” e “violenza contro nave da guerra”. Come? “Compiendo molteplici, repentini e bruschi cambi di rotta, anche di oltre 10 gradi, impedendo alla motovedetta di affiancarsi così da costringerla ad effettuare improvvise manovre onde evitare collisioni”. Due anni e sei mesi per aver raggiunto il porto più vicino anziché tentare il rientro in patria sfidando le onde altissime, la scarsità di carburante e il rischio per la salute di almeno due persone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appena giunti in porto, il bimbo disabile e la donna incinta vengono visitati al pronto soccorso dell’isola e quindi trasferiti in due ospedali di Palermo. La testimonianza dell’infermiera che nel 2007 lavorava con Medici Senza Frontiere racconta che il bambino era in uno “stato di difficoltà psicomotoria” (una vera e propria crisi epilettica, con la bava alla bocca) cui si aggiungeva uno stato di grave denutrizione e disidratazione. La donna gravida non riusciva a stare in piedi, per un dolore addominale che le impedisce di bere da sola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le unità italiane hanno tentato – senza successo – un vero blocco navale, cioè un tentativo di respingimento in mare. I migranti salvati erano da tre giorni in mare e provenivano dalla Libia. Tra loro, eritrei, etiopi, sudanesi. Dunque potenziali rifugiati. “Il respingimento si pone in contrasto con tutte le Convenzioni internazionali che stabiliscono il riconoscimento del diritto di asilo anche in acque internazionali, come diritto di accedere al territorio nazionale per presentare una domanda di asilo, e il dovere assoluto di salvaguardia della vita umana in mare” annota il giurista Fulvio Vassallo, esperto di legislazione in materia e docente all’Università di Palermo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In aula il capitano racconta che erano usciti per pescare e nel frattempo avevano avvistato un gommone. Si erano prodigati per salvare le persone che stavano affondando. Lui stesso aveva chiamato via radio Lampedusa per i soccorsi, dirigendosi verso il porto che in quel momento era il più vicino. I migranti erano saliti sui due pescherecci, tra loro la donna incinta e il bambino in pericolo di vita. Avevano adottato la rotta a zig-zag perché le condizioni del mare impedivano una navigazione regolare. Infine, dice con orgoglio che lui – come capitano – è il solo responsabile dell’accaduto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’accusa più svilente è quella di essere uno scafista. Gli inquirenti ispezionano l’interno dei pescherecci. Non ci sono attrezzi, annotano, c’è poco ghiaccio, non c’è pesce. Non c’è neanche puzza di pesce. “Eravamo in mare da tre giorni e il pescato è stato trasferito su un’altra barca, di cui ho fornito gli estremi”, ribatte Zenzeri. I magistrati ipotizzano che le due barche potevano benissimo pescare “a cianciolo”, un metodo comunissimo nel Mediterraneo. La barca madre recupera il pesce con le reti, le altre a circolo illuminano il fondale con le lampare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I due pescherecci sono regolarmente registrati nel comparto di Monastir. Mentre gli investigatori disquisiscono sulle tecniche di pesca, le barche rimangono sequestrate nel porto di Lampedusa. Sono ancora lì, sul suolo italiano, ormai pressoché inutilizzabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«La legge dello Stato va contro i doveri morali del mondo civile, lasciar morire le persone in mezzo al mare è un segno di grandissima inciviltà, una barbarie assurda», dice Emanuele Crialese. «Ci bombardano di notizie in tv e sui giornali e a volte non ci rendiamo nemmeno più conto della tragedia che c'è dietro. E sequestrare pescherecci ai pescatori che salvano i dispersi in mare con l'accusa di favoreggiamento all'immigrazione clandestina è la cruda realtà con cui dobbiamo fare i conti».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il processo contro i pescatori tunisini è rimasto pressoché sconosciuto in Italia. Ha interessato però la stampa tedesca (ne ha parlato diffusamente Der Spiegel) e il Parlamento europeo. Nel settembre 2007, 105 europarlamentari hanno sottoscritto un appello di solidarietà con i marinai tunisini. È diventato una vicenda simbolica (“il soccorso in mare diventa reato”), oltre che il frutto di contrasti politici sulla gestione dell’immigrazione. Quanti pescatori, in questi anni, hanno lasciato morire in mare i naufraghi che avevano avvistato? Tutti avevano in mente il destino di Zenzeri e Bayoudh. La loro azione di salvataggio è stata ripagata col sequestro degli strumenti di lavoro, quattro anni di processi e 40 giorni di carcere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-757343388968506283?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/757343388968506283/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=757343388968506283' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/757343388968506283'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/757343388968506283'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/09/i-pescatori-tunisini-salvano-44.html' title='I pescatori tunisini salvano 44 naufraghi, l’Italia li processa'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-4MVHfdgtrPs/ToHOOM1OOtI/AAAAAAAAB9o/nhJNO3xCqgY/s72-c/morthada.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-1739918773388519653</id><published>2011-09-26T13:40:00.001+02:00</published><updated>2011-09-26T13:40:19.442+02:00</updated><title type='text'>Dobbiamo riportare l’Italia in Europa, subito!</title><content type='html'>Il nostro Paese vive un momento drammatico. C’è difficoltà crescente in molte famiglie, il risparmio e la ricchezza si stanno assottigliando, c’è un disagio occupazionale in espansione, nelle imprese si aspetta ad investire, le banche cominciano ad alzare i tassi. Se si dovesse fermare il credito bancario sarebbe l’avvitamento definitivo della crisi. Occorre uno scatto d’orgoglio, non possiamo subire senza reagire la prospettiva di un downgrade del nostro Paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il deterioramento della situazione da agosto in poi ha cause esterne, dovute alla titubanza europea nel trovare una soluzione alla crisi greca, a cui si aggiungono cause interne, strutturalmente irrisolte. I problemi sono noti: debito pubblico imponente, immobilismo sulle riforme strutturali, record di pressione fiscale sui produttori, scarsa crescita e poca occupazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il punto centrale è che gli investitori, sia italiani che internazionali, non hanno più fiducia nella capacità della politica italiana non solo di risolvere, ma persino di capire la serietà dei problemi che ci stanno di fronte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le soluzioni ad oggi approntate, con il continuo ridisegnarsi della manovra economica, sono ancora inadeguate a risolvere il problema e condannano il Paese a una lunga stagione di recessione, oppressione fiscale, riduzione indiscriminata dei servizi pubblici, senza toccare in modo significativo gli sprechi, i privilegi, le rendite, i veri nodi che bloccano il Paese. Di fronte ai pesanti sacrifici richiesti alle imprese, alle famiglie, alle amministrazioni locali non si riesce ad individuare nessun beneficio prospettico. Anzi di questo passo rischiamo di diventare vittime di nuove tasse e di un’ondata di privatizzazioni contro l’interesse nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo noi, però, non è solo colpa della politica. Vista dall’esterno l’Italia è un paese che non può ispirare fiducia, appare sempre più diviso, paralizzato dai veti incrociati di troppe corporazioni, in preda ad una rissa continua, incapace di elaborare un progetto, una storia in cui credere, una visione convincente del suo futuro. Il sistema paese ha una necessità estrema di serietà e di cambiamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La posta in gioco è altissima. La situazione italiana ha, infatti, un effetto domino anche sulla stabilità dell’Euro. Senza l’Europa e senza l’Euro sarebbe il caos sociale ed economico, con conseguenze inimmaginabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi scrive questo documento è convinto che sia giunta l’ora di dimostrare di avere dignità e orgoglio e che sia necessario reagire con gesti concreti e con vero spirito nazionale. Bisogna che si torni a parlare subito e solo di riforme, di crescita, di creazione di occupazione, di welfare sostenibile. Queste sono le vere priorità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avvertiamo un’esigenza di mobilitazione e di partecipazione sulle cose che occorre fare, con la massima urgenza, per contrastare questo arretramento su un piano inclinato che ci condanna tutti. Nonostante le cose da fare siano tante e complesse, le linee guida che dovrebbero ispirare il cambiamento ci appaiono chiare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * Centralità dell’impresa. Bisogna rimettere al centro chi rischia e crea lavoro. E’ necessario incentivare la nascita e la crescita delle aziende. È solo con la capacità di produrre ricchezza che usciremo da questo vicolo cieco. La competitività delle imprese è il motore del paese.&lt;br /&gt;       &lt;br /&gt;    * Carichi fiscali. Bisogna abbassare il carico fiscale per i lavoratori dipendenti e ridurre le aliquote sugli utili d’impresa, togliendo in tal modo ogni possibile giustificazione morale all’evasione. Solo in questo modo si può avviare una guerra senza quartiere all’evasione ed al lavoro in nero.&lt;br /&gt;       &lt;br /&gt;    * Patto generazionale. Bisogna far uscire l’Italia dalla trappola della generazione 1000 euro, che non può né crescere né investire. Per farlo occorre siglare un patto intergenerazionale contro il precariato. Bisogna dare una scossa a quei 2 milioni di giovani che non studiano, non lavorano e non cercano lavoro. Per farlo bisogna ripensare, completamente e senza pregiudizi, al modello di welfare di garanzia del lavoro e rendere più meritocratico il nostro sistema dell’istruzione, a tutti i livelli.&lt;br /&gt;       &lt;br /&gt;    * Federalismo fiscale. Bisogna fare senza indugio un’autentica riforma fiscale in senso federale, che deve essere un modo per responsabilizzare gli amministratori e diminuire i trasferimenti di sussidio a politiche di spesa clientelare. Abolire l’Ici e togliere i trasferimenti ai Comuni virtuosi sono due esempi di quello che è sbagliato fare.&lt;br /&gt;       &lt;br /&gt;    * Riforma della giustizia. Bisogna riformare la giustizia civile e penale. I tempi della giustizia in Italia non sono compatibili con uno Stato di Diritto e, oltre che togliere fiducia nelle istituzioni, rappresentano, soprattutto per gli investitori stranieri, un forte disincentivo agli investimenti nel nostro Paese.&lt;br /&gt;       &lt;br /&gt;    * Infrastrutture. Bisogna avviare senza indugi quelle infrastrutture, non solo strade e ferrovie ma anche wi-fi e banda larga, che permettono alle imprese di crescere e competere, di creare occupazione e sviluppo. Bisogna far ripartire i cantieri subito e uscire dalla mentalità No-Tav.&lt;br /&gt;       &lt;br /&gt;    * Riforma delle pensioni. Bisogna dare definitiva attuazione alla riforma del sistema pensionistico avviata 15 anni fa abolendo i tanti privilegi ancora presenti. L’età pensionabile va adeguata per tutti alle accresciute aspettative di vita e resa più flessibile dando libertà di scelta all’uscita. Al contempo bisogna aumentare la popolazione attiva impostando un welfare più amico delle donne e quindi più attento alla natalità.&lt;br /&gt;       &lt;br /&gt;    * Immigrazione. Dobbiamo essere capaci di coniugare tolleranza zero con chi delinque con la capacità di attrarre immigrazione di qualità e far diventare italiani ed europei i tantissimi immigrati onesti che mandano avanti una parte importante del nostro paese.&lt;br /&gt;       &lt;br /&gt;    * Riforma elettorale. Da ultimo, ma non per ultimo, bisogna modificare la legge elettorale. Tornare ad una selezione dal basso della nostra classe politica è una precondizione imprescindibile per il buon funzionamento della nostra democrazia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine, ci sembra che sia necessario che si torni a fare politica, quella alta, quella vera, quella che in un momento come questo servirebbe ma che non si scorge da nessuna parte. Non esistono uomini soli al comando. Esiste un Paese da guidare fuori dalla tempesta. Esiste la responsabilità di tutta la classe dirigente nel disegnare un strada percorribile. Come fu nel dopoguerra bisogna ritrovare una spinta ideale e tornare con coraggio a occuparsi del bene comune.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-1739918773388519653?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/1739918773388519653/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=1739918773388519653' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/1739918773388519653'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/1739918773388519653'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/09/dobbiamo-riportare-litalia-in-europa.html' title='Dobbiamo riportare l’Italia in Europa, subito!'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-2251558826831183078</id><published>2011-09-26T13:39:00.002+02:00</published><updated>2011-09-26T13:39:50.532+02:00</updated><title type='text'>“Il referendum, unica via per scuotere la casta del Porcellum”</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-5dA863sNVy0/ToBkg_VYetI/AAAAAAAAB9g/fQlole7HMYA/s1600/1315820049348_Referendum_legge_elettorale.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 205px; height: 248px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-5dA863sNVy0/ToBkg_VYetI/AAAAAAAAB9g/fQlole7HMYA/s320/1315820049348_Referendum_legge_elettorale.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5656631649897052882" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Alberto Crepaldi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intervista a Francesco Clementi, membro del comitato promotore dei referendum. Che a Linkiesta spiega: «Questo referendum dà un segnale ultimativo: chiede che la classe politica, divenuta tale, nella gran parte dei casi, proprio grazie al Porcellum, decida per il bene di tutti di rischiare la sua poltrona»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I comitati referendari sono convinti di aver raggiunto il numero di firme necessarie. Ora la passa palla alla Corte Costituzionale. Francesco Clementi, docente universitario di Diritto Costituzionale e membro del Comitato promotore del referendum, dialoga con Linkiesta sui temi del quesito: che interrogano il diritto, la Costituzione ma, soprattutto, la politica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Professore, il dibattito sui quesiti referendari è particolarmente acceso: è stata definitivamente compresa la loro portata?&lt;br /&gt;Faccio prima di tutto una doverosa premessa: l’intento di chi, nella loro veste di studiosi, come Morrone, Balduzzi, De Martin e, si parva licet, il sottoscritto o, di politici, come Parisi, Di Pietro ed altri, ha depositato, l’11 luglio scorso, i quesiti referendari, era tutto tranne che quello di truffare i cittadini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché parla di truffa?&lt;br /&gt;Perché rilevo che, nel momento in cui si sta materializzando l’obiettivo della raccolta di almeno 500 mila firme, è in corso un tentativo di condizionare l’opinione pubblica attraverso tecniche di “misleading”, diremmo noi, asserendo che in fondo quello dei referendum è un’illusione o peggio ancora quasi una petizione. E mi spiace davvero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non vede il rischio paventato da alcuni suoi colleghi, che questo referendum sia bocciato in quanto sarebbe più propositivo che abrogativo, facendo di fatto rivivere il vecchio Mattarellum?&lt;br /&gt;Come noto, in Italia, differentemente da altri Paesi, manca l’istituto del referendum propositivo, ma bisogna considerare che l’abrogazione è per natura una modifica dell’ordinamento, una novella, come si suol dire. Ciò detto, è evidente che dietro il referendum ci sia un’azione eziologica di tipo propositivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però l’abrogazione dovrebbe di fatto significare la creazione di un vuoto normativo, che spetta al Parlamento colmare...&lt;br /&gt;Sul tema della riviviscenza vorrei essere molto chiaro, perché è il vero punto di caduta di questo polverone che, come dicevo, taluni vorrebbero sollevare. Su tale questione, giuridicamente assai complessa, non ci sono certezze granitiche. Al punto tale che, il nostro secondo quesito tiene opportunamente conto, nel modo in cui è stato predisposto, proprio delle maglie aperte che la dottrina sulla reviviscenza offre, e ad essa risponde adeguatamente. A maggior ragione, facendoci confidare positivamente. Inoltre, le opinioni espresse da maestri – come Alessandro Pizzorusso, Massimo Luciani o Stelio Mangiameli– dimostrano che il tema della riviviscenza è tutt’altro che chiuso. Per non parlare poi dell’esistenza anche di alcune sentenze che la legittimano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sta dicendo in sostanza che è pretestuoso, soprattutto in questa fase, l’utilizzo di certe argomentazioni a sostegno della tesi per cui i referendum non servirebbero a nulla...&lt;br /&gt;Guardi, credo che sia scorretto utilizzare lo strumento dell’opinione pubblica come un’arma di pressione per influenzare il percorso giuridico del referendum, costruendo un clima nell’opinione pubblica di incertezza da qui fino a gennaio-febbraio, quando la Corte Costituzionale si esprimerà sull’ammissibilità dei quesiti. Rivendico, insomma, l’autonomia di operare liberamente nell’ordinamento, senza che alcuno dei soggetti istituzionali coinvolti possa essere neanche lontanamente influenzato da sirene esterne, a partire da quelle della politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Converrà che i referendum promossi hanno potenziali effetti che vanno ben al di là dei risvolti giuridici...&lt;br /&gt;Certo se si intende che il referendum, oltre ad avere una natura propriamente giuridica, ha naturalmente anche un effetto politico; ma questo è proprio di qualsiasi strumento previsto nel nostro ordinamento, e dovrebbe essere escluso proprio per il referendum, istituto di democrazia diretta?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se però il quadro politico è assai debole, l’effetto potrebbe essere dirompente...&lt;br /&gt;Beh, senza immaginarsi scenari catastrofici, va detto che il referendum è uno strumento della democrazia, e che il più grande costituzionalista della seconda metà del Novecento italiano – Costantino Mortati - ha voluto e proposto con grande forza nel nostro ordinamento. E non è un caso, infatti, che il referendum ha costituito, nei punti di svolta della storia del nostro Paese, la soluzione per uscire dall’impasse di sistema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Entriamo nel merito degli obiettivi politici dei quesiti referendari...&lt;br /&gt;L’obiettivo del referendum è quello di restituire la possibilità ai cittadini di scegliere chi mandare in Parlamento, evitando che la casta parli a se stessa; e, al tempo stesso, riconnettere la rappresentanza ad un territorio, il collegio elettorale. Se penso al Porcellum, l’imperfetto Mattarellum sembra oro zecchino!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tanto vituperato Porcellum è però stato usato con grande disinvoltura dalle segreterie dei partiti, tanto di destra quanto di sinistra...&lt;br /&gt;E’ vero, in effetti il Porcellum è uno strumento che tutti hanno denigrato, sia chi l’ha materialmente scritto e mezz’ora dopo l’ha disconosciuto, sia chi l’ha avversato fin da principio, considerandolo come uno strumento contro la democrazia, ma poi l’ha usato a piene mani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il doppio gioco dei partiti...&lt;br /&gt;Da forte sostenitore dell’imprescindibilità dei partiti in una democrazia, nel nostro ordinamento, i partiti sono sempre stati soggetti un po’ anfibi, per certi aspetti anguilleschi. Svicolano a qualunque forma di razionalizzazione, sia riguardo alla loro natura, sia riguardo ai loro comportamenti. Questo è il problema. Il fatto di sentirsi monarchi assoluti, invece di pensare che noi siamo in un sistema poliarchico, fatto di sussidiarietà, di autonomie orizzontali, di associazioni di cittadini.&lt;br /&gt;Questa sorta di doppia faccia la ritrovo, anche oggi, nel loro atteggiamento verso il referendum: fino ad un mese e mezzo fa molti lo descrivevano come una follia, ordita da pazzi-suicidi. Ora, nel momento in cui si viene a realizzare l’obiettivo della raccolta delle firme, questo si trasforma in una vittoria del sistema dei partiti, anche di quelli che poche settimane fa erano posizionati sulla linea del Piave, descrivendo l’iniziativa referendaria come un’azione dannosa, velleitaria, sterile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Emblematico in un certo senso l’atteggiamento del Partito Democratico...&lt;br /&gt;Sì, dispiace molto registrare come inizialmente abbia consentito la raccolta delle firme alle sue feste “graziosamente”, un po’ come accadde quando il Re concesse lo Statuto Albertino nel 1848; ora l’atteggiamento è molto mutato. Molto bene. D’altronde, i partiti sono fatti, in primis, dagli iscritti e non dai dirigenti. E gli elettori e gli iscritti del Pd hanno capito benissimo il nostro intento, dando un chiaro segnale alla loro dirigenza. E poi, quel partito ha costitutivamente, a partire dal nomen, queste dinamiche di ascolto…dunque, se proprio vuole, non poteva non essere altrimenti…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se i quesiti dovessero essere accolti, che scenari si potrebbero aprire?&lt;br /&gt;Che si terrebbe il referendum, a meno che non si vada al voto nel 2012, poiché questo farebbe slittare il referendum automaticamente di un anno. L’altra alternativa è che il Parlamento approvi una nuova legge elettorale, abrogando il Porcellum e facendo cadere la materia del contendere. D’altronde, il referendum è lì per ricordare l’urgenza di una nuova e seria legge elettorale. Se non la faranno in Parlamento, lo faranno i cittadini votando positivamente per abrogare il Porcellum. Ma, insomma, il silenzio del Parlamento sarebbe proprio un grave errore, dopo il chiarissimo segnale che gli elettori, in primis attraverso questa sorprendente raccolta di firme in un tempo così breve, hanno dato alla classe politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beh di segnali la politica dagli elettori negli ultimi anni ne ha avuti...&lt;br /&gt;Questo referendum però dà un segnale per certi aspetti ultimativo: chiede che la classe politica, divenuta tale, nella gran parte dei casi, proprio grazie al Porcellum, decida per il bene di tutti di rischiare la sua poltrona. Insomma, è questo il punto vero: sono i figli del Porcellum che devono spazzar via il Porcellum, dimostrando di avere, come si suol dire, la schiena dritta...perché questo referendum è come “L’urlo di Munch” al Parlamento, che ha la possibilità -forse l’ultima- di dimostrare di saper prendere su di sé la responsabilità di rappresentare e perseguire l’interesse generale di tutti, approvando una legge elettorale secondo un verso, peraltro, assai chiaro: un sistema elettorale sostanzialmente maggioritario come era appunto il Mattarellum.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il quadro politico però è a dir poco complicato, senza considerare le tensioni terzopoliste per lo smantellamento di un sistema tendenzialmente bipolare come è il nostro o il silenzio sui referendum del sempre più loquace Montezemolo...&lt;br /&gt;Siamo chiari. Non possiamo permetterci come democrazia che lo schema bipolare esca di scena, seguendo quella dell’attuale Presidente del Consiglio. Anzi, tutt’altro. Di sicuro il nostro bipolarismo è da migliorare, ma tornare alla consociazione sarebbe una follia; avrebbe un costo, innanzitutto economico ma anche culturale e dei costumi, oltre che politico, altissimo per nostro Paese. Un fatto che non ci possiamo assolutamente permettere. Dobbiamo, piuttosto, chiudere definitivamente la transizione bipolarista, migliorando le garanzie e i controlli, innanzando il livello di partecipazione, facendo capire che ai diritti invocati corrispondono i doveri praticati. Da parte di tutti. Per cui chi propone un cambiamento reale, come afferma Montezemolo, deve smettere di fare ragionamenti di corto respiro, tipo: “oggi non mi conviene una legge di tipo bipolare, perché impedirebbe la nascita di una terza polarità”, ma invece deve puntare diritto a conquistare uno dei due poli, aspirando ad essere forza maggioritaria nel Paese. Capisco che la sfida è complessa, ma la politica è complessità e, come ricordava Moro, non prevede percorsi né brevi né lineari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque?&lt;br /&gt;Basta leggere quanto da anni scrivono Angelo Panebianco, Michele Salvati o Augusto Barbera.&lt;br /&gt;Abbiamo bisogno di partiti con mentalità e vocazione maggioritaria, che vogliano davvero competere e contendere sul mercato delle idee, con forza e senza paure. Anche perché mi stupirei molto se, proprio un grande esperto di grandi partenze e di brucianti arrivi come Montezemolo, si acconciasse allo smantellamento del bipolarismo, sposando culturalmente la politica rinunciataria dei due forni –minoranza che prova a tiranneggiare sulla maggioranza-, invece di favorire un miglioramento della qualità del bipolarismo, l’unica strada che apre ai vincenti veri la maggioranza del paese per cinque anni. Sarebbe, a dir poco, una falsa partenza!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il nostro Paese Lei che sistema elettorale si immagina?&lt;br /&gt;Il nostro Paese ha tre caratteristiche di fondo: è un Paese che ha bisogno di dare omogeneità politica ad una disomogeneità che, anche per ragioni storiche, ancora ci caratterizza troppo, altrimenti ci polverizziamo sempre più, cedendo ai nostri istinti più egoisti – basta pensare alla Lega nord…; è un Paese che ha bisogno di riconnettere i governanti e ai governati sulla base di una rappresentanza politico-territoriale, capace di premiare o punire chi governa, altrimenti si fa vincere l’antipolitica da un lato e la cosiddetta casta dall’altro; è un Paese che ha bisogno di governo, per evidenti motivi, ma anche per imparare che, nell’alternanza al governo e nella ricerca di proposte migliori per arrivarci, cresce la qualità della nostra democrazia, cioè dei nostri diritti. E questo non si fa da soli. Per cui, tra l’altro, più Europa in Italia, più Italia in Europa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riassumendo?&lt;br /&gt;Queste tre istanze possono riassumersi bene dentro un sistema elettorale così congegnato: di tipo maggioritario, che consenta al cittadino di sapere che quando vota, lo fa innanzitutto per il governo; con un collegio, volendo anche a doppio turno, cosicché nel primo turno il voto possa essere per l’identità – il voto del cuore – e il secondo turno si esprima il voto per il governo, quello della ragione. Infine, proprio per evitare che nei collegi ci sia un eccessivo utilizzo delle cordate o di paracadutati, penso all’uso sistematico delle elezioni primarie, regolate per legge, come è stato peraltro già da tempo proposto. Sarebbe un buon modo per far crescere davvero i “deputati di collegio”, come scriveva allora, ai tempi del Mattarellum, anche lo stesso Massimo D’Alema sul suo manifesto a Gallipoli…&lt;br /&gt;Un sistema che forzi anche uno sfrondamento della rappresentanza?&lt;br /&gt;Vede, qui sbattiamo contro il paradosso di Ernst Fraenkel, per il quale le riforme difficilmente possono vedere la luce quando i riformatori coincidono con i riformati. Ciò detto, se ridurre il numero di parlamentari, trova come unica spiegazione i costi della politica, dico che siamo sulla strada sbagliata. Invece, mi trova d’accordo un dimezzamento secco dei parlamentari per ragioni di funzionalità di sistema: pochi ma buoni, e in ragione di una rappresentanza reale, come si conviene ad una democrazia maggioritaria, cioè matura e responsabile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-2251558826831183078?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/2251558826831183078/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=2251558826831183078' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/2251558826831183078'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/2251558826831183078'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/09/il-referendum-unica-via-per-scuotere-la_26.html' title='“Il referendum, unica via per scuotere la casta del Porcellum”'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-5dA863sNVy0/ToBkg_VYetI/AAAAAAAAB9g/fQlole7HMYA/s72-c/1315820049348_Referendum_legge_elettorale.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-7618253711578222162</id><published>2011-09-26T13:38:00.001+02:00</published><updated>2011-09-26T13:38:44.389+02:00</updated><title type='text'>Il partito dei delusi, cresce il fronte della scheda bianca</title><content type='html'>L'imprenditore veneto Giannino Marzotto nel 2005 aveva finanziato la campagna elettorale di Silvio Berlusconi con un assegno alla maniera del signor Bonaventura: un milione di euro. Ora al Cavaliere consiglia di togliersi di mezzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enrico Marchi presidente della Save, la società che gestisce l'aeroporto di Venezia, considerato uno dei poteri forti del Veneto, ha rivelato che dopo essere stato nelle urne ripetutamente berlusconiano è ricorso già una volta alla scheda bianca. Lo farà ancora? E' possibile, anche perché secondo il sondaggista Nando Pagnoncelli, è cresciuto di dieci punti fino a a toccare il 44% "il partito del non voto" e una componente forte è data da imprenditori e lavoratori autonomi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-7618253711578222162?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/7618253711578222162/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=7618253711578222162' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/7618253711578222162'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/7618253711578222162'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/09/il-partito-dei-delusi-cresce-il-fronte.html' title='Il partito dei delusi, cresce il fronte della scheda bianca'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-8752059409506256897</id><published>2011-09-26T13:36:00.001+02:00</published><updated>2011-09-26T13:38:15.979+02:00</updated><title type='text'>Lotta allo smog: l'unica "misura strutturale" vista finora  è lo smantellamento del trasporto pubblico locale</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-F5otklm_Fys/ToBkJNFaY6I/AAAAAAAAB9Y/rZC9uMpT3JM/s1600/beijing_smog.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 226px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-F5otklm_Fys/ToBkJNFaY6I/AAAAAAAAB9Y/rZC9uMpT3JM/s320/beijing_smog.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5656631241271305122" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Da anni l'assessore all'ecologia Fabio Venturi promette “misure strutturali” per la lotta allo smog, ma quello a cui assistiamo è lo smantellamento del trasporto pubblico locale: al taglio di 15 linee trasversali (cioè di collegamento tra paese e paese, mentre le linee radiali collegano i paesi col capoluogo) di alcuni mesi fa in provincia, si è da poco aggiunto il rincaro di biglietti e abbonamenti sulle linee extraurbane e non solo. Al taglio dei fondi regionali, con la nuova manovra economica nazionale si aggiunge un nuovo insostenibile taglio che porterà il trasporto pubblico locale “all'estinzione”. Questo lo afferma Asstra, l'associazione datoriale delle aziende di trasporto pubblico di cui fa parte la stessa Atv, non li Sindacati o il Partito Democratico. Lo dicono i presidenti di Regione che per protesta hanno riconsegnato le deleghe sul Tpl al Governo, mentre qui si continua a far finta di niente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più modestamente il Partito Democratico domanda allora all'assessore provinciale: quali sono i mezzi di trasporto alternativi che i cittadini dovrebbero usare per i loro spostamenti? Il monopattino? A fronte di un potere politico senza precedenti (il centro destra governa in Comune, Provincia, Regione e a Roma) l'unica azione che questa amministrazione ha messo in campo per difendere il diritto alla mobilità dei suoi cittadini è stato un ricorso al Tar contro i tagli regionali. Dove sono gli sbandierati contatti privilegiati e lo sbandierato potere di influenza dei nostri amministratori. Quanto conta Verona per la Lega e il Pdl?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venturi dice di essere contrario a misure tampone: ma che cos'è il blocco delle euro 0 a benzina e dell'euro 1 a gasolio se messe insieme queste due categorie di veicoli rappresentano una percentuale infima del parco circolante? A questo punto era senz'altro opportuno stabilire dei veri blocchi del traffico e includere anche i diesel euro 2. Ma si sa che da quella parte politica è abituata a proferire parole al vento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diego Zardini, capogruppo Pd in Provincia&lt;br /&gt;Lorenzo Dalai, consigliere provinciale Pd&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-8752059409506256897?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/8752059409506256897/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=8752059409506256897' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/8752059409506256897'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/8752059409506256897'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/09/lotta-allo-smog-lunica-misura.html' title='Lotta allo smog: l&apos;unica &quot;misura strutturale&quot; vista finora  è lo smantellamento del trasporto pubblico locale'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-F5otklm_Fys/ToBkJNFaY6I/AAAAAAAAB9Y/rZC9uMpT3JM/s72-c/beijing_smog.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-3509677111445981382</id><published>2011-09-20T19:04:00.000+02:00</published><updated>2011-09-20T19:05:21.144+02:00</updated><title type='text'>Considerazioni su Corso Milano</title><content type='html'>Dopo il grave incidente della scorsa settimana, che solo per una fortuita circostanza non ha avuto conseguenze ancora più drammatiche, mi permetto di segnalare una serie di criticità che, se non risolte, potranno avere esiti estremamente pesanti :&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1- le rotonde, piccole e inadeguate, non rallentano affatto la velocità dei veicoli; di notte si sentono accelerate spaventose di superbike, che svegliano tutto borgo Milano.&lt;br /&gt;l'incidente della scorsa settimana è sato il primo di una certa entità, ma prevedo che ne seguiranno altri...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2- l'unico semaforo che è stato eliminato è quello che stava all'intersezione con via Calderara, gli altri sono sempre lì a bloccare file di auto a motori accesi, la velocità di percorrenza del corso è pari a prima dei lavori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3- la pista ciclabile, se tale si può definire, è un country cross con paletti anti parcheggio disseminati ovunque, cassonetti da schivare, panchine protette delle fermate Atv che costringono a repentini cambi di direzione. Io sono un ciclista esperto e riesco a percorrerla, dubito che anziani,donne e  bambini riescano altrettanto bene nel percorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4-gli attraversamenti non sono protetti, d'altro canto su una strada così non si possono avere platee rialzate e nemmeno si possono posizionare rallentatori, così avremo un continuo di investimenti di pedoni, perchè con due corsie per senso di marcia c'è chi si ferma e chi, indispettito dalla inopinata fermata dell'auto che lo precede, supera a gran velocità, investendo così il povero pedone. Infatti davanti alla farmacia il numero di investimenti è risultato drammaticamente elevato. Succederà così anche su tutte le altre "zebre"..... Avevamo sottolineato che era molto meglio il corso a due corsie, a quattro diventa un'autostrada, con strozzzature,perciò sono inutili e pericolose.&lt;br /&gt;tra l'altro del promesso semaforo a chiamata sull'attraversamento davanti alla farmacia non si vede nemmeno l'ombra !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5- i parcheggi che si sono ricavati sono minimali sia come dimensioni che come numero, mentre i cartelli "vendesi" o "affittasi" appesi ai negozi ormai vuoti aumentano costantemente; sarà anche la crisi, ma questa sistemazione della viabilità ha dato un bel colpo ai commercianti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6-ma i geni che hanno progettato il definitivo assetto dei cordoli spartitraffico si sono resi conto che, con il traffico a livelli standard, le ambulanze non riusciranno più a superare le colonne ferme, andando in contromano come hanno fatto sino ad oggi, e, soprattutto, non riusciranno ad intervenire velocemente, dovendo comunque arrivare ad una rotonda per effettuare una conversione ad U, per portarsi nelle vicinanze del luogo dove effettuare l'intervento ? Chi ha giustificato la ristrutturazione dell'ospedale di borgo Trento aveva addotto la motivazione della tempestività degli interventi salvavita; adesso corso Milano diventa un percorso difficoltosissimo per i soccorritori. Prova a chiedere loro lumi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma allora perchè si spendono milioni di euro per lasciare aperti tutti questi problemi ?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lorenzo Dalai&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-3509677111445981382?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/3509677111445981382/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=3509677111445981382' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/3509677111445981382'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/3509677111445981382'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/09/considerazioni-su-corso-milano.html' title='Considerazioni su Corso Milano'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-4970861907685175169</id><published>2011-09-20T19:00:00.002+02:00</published><updated>2011-09-20T19:04:09.336+02:00</updated><title type='text'>Consiglio provinciale</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-hrcaC9gkWs4/TnjHfRnQIyI/AAAAAAAAB7g/cgfpdWvh1Xo/s1600/Immagine.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 365px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-hrcaC9gkWs4/TnjHfRnQIyI/AAAAAAAAB7g/cgfpdWvh1Xo/s400/Immagine.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5654488672281568034" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-4970861907685175169?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/4970861907685175169/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=4970861907685175169' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/4970861907685175169'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/4970861907685175169'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/09/consiglio-provinciale.html' title='Consiglio provinciale'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-hrcaC9gkWs4/TnjHfRnQIyI/AAAAAAAAB7g/cgfpdWvh1Xo/s72-c/Immagine.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-2094711984322931734</id><published>2011-09-20T19:00:00.001+02:00</published><updated>2011-09-20T19:00:45.936+02:00</updated><title type='text'>“Il referendum, unica via per scuotere la casta del Porcellum”</title><content type='html'>Alberto Crepaldi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intervista a Francesco Clementi, membro del comitato promotore dei referendum. Che a Linkiesta spiega: «Questo referendum dà un segnale ultimativo: chiede che la classe politica, divenuta tale, nella gran parte dei casi, proprio grazie al Porcellum, decida per il bene di tutti di rischiare la sua poltrona»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I comitati referendari sono convinti di aver raggiunto il numero di firme necessarie. Ora la passa palla alla Corte Costituzionale. Francesco Clementi, docente universitario di Diritto Costituzionale e membro del Comitato promotore del referendum, dialoga con Linkiesta sui temi del quesito: che interrogano il diritto, la Costituzione ma, soprattutto, la politica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Professore, il dibattito sui quesiti referendari è particolarmente acceso: è stata definitivamente compresa la loro portata?&lt;br /&gt;Faccio prima di tutto una doverosa premessa: l’intento di chi, nella loro veste di studiosi, come Morrone, Balduzzi, De Martin e, si parva licet, il sottoscritto o, di politici, come Parisi, Di Pietro ed altri, ha depositato, l’11 luglio scorso, i quesiti referendari, era tutto tranne che quello di truffare i cittadini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché parla di truffa?&lt;br /&gt;Perché rilevo che, nel momento in cui si sta materializzando l’obiettivo della raccolta di almeno 500 mila firme, è in corso un tentativo di condizionare l’opinione pubblica attraverso tecniche di “misleading”, diremmo noi, asserendo che in fondo quello dei referendum è un’illusione o peggio ancora quasi una petizione. E mi spiace davvero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non vede il rischio paventato da alcuni suoi colleghi, che questo referendum sia bocciato in quanto sarebbe più propositivo che abrogativo, facendo di fatto rivivere il vecchio Mattarellum?&lt;br /&gt;Come noto, in Italia, differentemente da altri Paesi, manca l’istituto del referendum propositivo, ma bisogna considerare che l’abrogazione è per natura una modifica dell’ordinamento, una novella, come si suol dire. Ciò detto, è evidente che dietro il referendum ci sia un’azione eziologica di tipo propositivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però l’abrogazione dovrebbe di fatto significare la creazione di un vuoto normativo, che spetta al Parlamento colmare...&lt;br /&gt;Sul tema della riviviscenza vorrei essere molto chiaro, perché è il vero punto di caduta di questo polverone che, come dicevo, taluni vorrebbero sollevare. Su tale questione, giuridicamente assai complessa, non ci sono certezze granitiche. Al punto tale che, il nostro secondo quesito tiene opportunamente conto, nel modo in cui è stato predisposto, proprio delle maglie aperte che la dottrina sulla reviviscenza offre, e ad essa risponde adeguatamente. A maggior ragione, facendoci confidare positivamente. Inoltre, le opinioni espresse da maestri – come Alessandro Pizzorusso, Massimo Luciani o Stelio Mangiameli– dimostrano che il tema della riviviscenza è tutt’altro che chiuso. Per non parlare poi dell’esistenza anche di alcune sentenze che la legittimano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sta dicendo in sostanza che è pretestuoso, soprattutto in questa fase, l’utilizzo di certe argomentazioni a sostegno della tesi per cui i referendum non servirebbero a nulla...&lt;br /&gt;Guardi, credo che sia scorretto utilizzare lo strumento dell’opinione pubblica come un’arma di pressione per influenzare il percorso giuridico del referendum, costruendo un clima nell’opinione pubblica di incertezza da qui fino a gennaio-febbraio, quando la Corte Costituzionale si esprimerà sull’ammissibilità dei quesiti. Rivendico, insomma, l’autonomia di operare liberamente nell’ordinamento, senza che alcuno dei soggetti istituzionali coinvolti possa essere neanche lontanamente influenzato da sirene esterne, a partire da quelle della politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Converrà che i referendum promossi hanno potenziali effetti che vanno ben al di là dei risvolti giuridici...&lt;br /&gt;Certo se si intende che il referendum, oltre ad avere una natura propriamente giuridica, ha naturalmente anche un effetto politico; ma questo è proprio di qualsiasi strumento previsto nel nostro ordinamento, e dovrebbe essere escluso proprio per il referendum, istituto di democrazia diretta?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se però il quadro politico è assai debole, l’effetto potrebbe essere dirompente...&lt;br /&gt;Beh, senza immaginarsi scenari catastrofici, va detto che il referendum è uno strumento della democrazia, e che il più grande costituzionalista della seconda metà del Novecento italiano – Costantino Mortati - ha voluto e proposto con grande forza nel nostro ordinamento. E non è un caso, infatti, che il referendum ha costituito, nei punti di svolta della storia del nostro Paese, la soluzione per uscire dall’impasse di sistema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Entriamo nel merito degli obiettivi politici dei quesiti referendari...&lt;br /&gt;L’obiettivo del referendum è quello di restituire la possibilità ai cittadini di scegliere chi mandare in Parlamento, evitando che la casta parli a se stessa; e, al tempo stesso, riconnettere la rappresentanza ad un territorio, il collegio elettorale. Se penso al Porcellum, l’imperfetto Mattarellum sembra oro zecchino!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tanto vituperato Porcellum è però stato usato con grande disinvoltura dalle segreterie dei partiti, tanto di destra quanto di sinistra...&lt;br /&gt;E’ vero, in effetti il Porcellum è uno strumento che tutti hanno denigrato, sia chi l’ha materialmente scritto e mezz’ora dopo l’ha disconosciuto, sia chi l’ha avversato fin da principio, considerandolo come uno strumento contro la democrazia, ma poi l’ha usato a piene mani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il doppio gioco dei partiti...&lt;br /&gt;Da forte sostenitore dell’imprescindibilità dei partiti in una democrazia, nel nostro ordinamento, i partiti sono sempre stati soggetti un po’ anfibi, per certi aspetti anguilleschi. Svicolano a qualunque forma di razionalizzazione, sia riguardo alla loro natura, sia riguardo ai loro comportamenti. Questo è il problema. Il fatto di sentirsi monarchi assoluti, invece di pensare che noi siamo in un sistema poliarchico, fatto di sussidiarietà, di autonomie orizzontali, di associazioni di cittadini.&lt;br /&gt;Questa sorta di doppia faccia la ritrovo, anche oggi, nel loro atteggiamento verso il referendum: fino ad un mese e mezzo fa molti lo descrivevano come una follia, ordita da pazzi-suicidi. Ora, nel momento in cui si viene a realizzare l’obiettivo della raccolta delle firme, questo si trasforma in una vittoria del sistema dei partiti, anche di quelli che poche settimane fa erano posizionati sulla linea del Piave, descrivendo l’iniziativa referendaria come un’azione dannosa, velleitaria, sterile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Emblematico in un certo senso l’atteggiamento del Partito Democratico...&lt;br /&gt;Sì, dispiace molto registrare come inizialmente abbia consentito la raccolta delle firme alle sue feste “graziosamente”, un po’ come accadde quando il Re concesse lo Statuto Albertino nel 1848; ora l’atteggiamento è molto mutato. Molto bene. D’altronde, i partiti sono fatti, in primis, dagli iscritti e non dai dirigenti. E gli elettori e gli iscritti del Pd hanno capito benissimo il nostro intento, dando un chiaro segnale alla loro dirigenza. E poi, quel partito ha costitutivamente, a partire dal nomen, queste dinamiche di ascolto…dunque, se proprio vuole, non poteva non essere altrimenti…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se i quesiti dovessero essere accolti, che scenari si potrebbero aprire?&lt;br /&gt;Che si terrebbe il referendum, a meno che non si vada al voto nel 2012, poiché questo farebbe slittare il referendum automaticamente di un anno. L’altra alternativa è che il Parlamento approvi una nuova legge elettorale, abrogando il Porcellum e facendo cadere la materia del contendere. D’altronde, il referendum è lì per ricordare l’urgenza di una nuova e seria legge elettorale. Se non la faranno in Parlamento, lo faranno i cittadini votando positivamente per abrogare il Porcellum. Ma, insomma, il silenzio del Parlamento sarebbe proprio un grave errore, dopo il chiarissimo segnale che gli elettori, in primis attraverso questa sorprendente raccolta di firme in un tempo così breve, hanno dato alla classe politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beh di segnali la politica dagli elettori negli ultimi anni ne ha avuti...&lt;br /&gt;Questo referendum però dà un segnale per certi aspetti ultimativo: chiede che la classe politica, divenuta tale, nella gran parte dei casi, proprio grazie al Porcellum, decida per il bene di tutti di rischiare la sua poltrona. Insomma, è questo il punto vero: sono i figli del Porcellum che devono spazzar via il Porcellum, dimostrando di avere, come si suol dire, la schiena dritta...perché questo referendum è come “L’urlo di Munch” al Parlamento, che ha la possibilità -forse l’ultima- di dimostrare di saper prendere su di sé la responsabilità di rappresentare e perseguire l’interesse generale di tutti, approvando una legge elettorale secondo un verso, peraltro, assai chiaro: un sistema elettorale sostanzialmente maggioritario come era appunto il Mattarellum.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il quadro politico però è a dir poco complicato, senza considerare le tensioni terzopoliste per lo smantellamento di un sistema tendenzialmente bipolare come è il nostro o il silenzio sui referendum del sempre più loquace Montezemolo...&lt;br /&gt;Siamo chiari. Non possiamo permetterci come democrazia che lo schema bipolare esca di scena, seguendo quella dell’attuale Presidente del Consiglio. Anzi, tutt’altro. Di sicuro il nostro bipolarismo è da migliorare, ma tornare alla consociazione sarebbe una follia; avrebbe un costo, innanzitutto economico ma anche culturale e dei costumi, oltre che politico, altissimo per nostro Paese. Un fatto che non ci possiamo assolutamente permettere. Dobbiamo, piuttosto, chiudere definitivamente la transizione bipolarista, migliorando le garanzie e i controlli, innanzando il livello di partecipazione, facendo capire che ai diritti invocati corrispondono i doveri praticati. Da parte di tutti. Per cui chi propone un cambiamento reale, come afferma Montezemolo, deve smettere di fare ragionamenti di corto respiro, tipo: “oggi non mi conviene una legge di tipo bipolare, perché impedirebbe la nascita di una terza polarità”, ma invece deve puntare diritto a conquistare uno dei due poli, aspirando ad essere forza maggioritaria nel Paese. Capisco che la sfida è complessa, ma la politica è complessità e, come ricordava Moro, non prevede percorsi né brevi né lineari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque?&lt;br /&gt;Basta leggere quanto da anni scrivono Angelo Panebianco, Michele Salvati o Augusto Barbera.&lt;br /&gt;Abbiamo bisogno di partiti con mentalità e vocazione maggioritaria, che vogliano davvero competere e contendere sul mercato delle idee, con forza e senza paure. Anche perché mi stupirei molto se, proprio un grande esperto di grandi partenze e di brucianti arrivi come Montezemolo, si acconciasse allo smantellamento del bipolarismo, sposando culturalmente la politica rinunciataria dei due forni –minoranza che prova a tiranneggiare sulla maggioranza-, invece di favorire un miglioramento della qualità del bipolarismo, l’unica strada che apre ai vincenti veri la maggioranza del paese per cinque anni. Sarebbe, a dir poco, una falsa partenza!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il nostro Paese Lei che sistema elettorale si immagina?&lt;br /&gt;Il nostro Paese ha tre caratteristiche di fondo: è un Paese che ha bisogno di dare omogeneità politica ad una disomogeneità che, anche per ragioni storiche, ancora ci caratterizza troppo, altrimenti ci polverizziamo sempre più, cedendo ai nostri istinti più egoisti – basta pensare alla Lega nord…; è un Paese che ha bisogno di riconnettere i governanti e ai governati sulla base di una rappresentanza politico-territoriale, capace di premiare o punire chi governa, altrimenti si fa vincere l’antipolitica da un lato e la cosiddetta casta dall’altro; è un Paese che ha bisogno di governo, per evidenti motivi, ma anche per imparare che, nell’alternanza al governo e nella ricerca di proposte migliori per arrivarci, cresce la qualità della nostra democrazia, cioè dei nostri diritti. E questo non si fa da soli. Per cui, tra l’altro, più Europa in Italia, più Italia in Europa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riassumendo?&lt;br /&gt;Queste tre istanze possono riassumersi bene dentro un sistema elettorale così congegnato: di tipo maggioritario, che consenta al cittadino di sapere che quando vota, lo fa innanzitutto per il governo; con un collegio, volendo anche a doppio turno, cosicché nel primo turno il voto possa essere per l’identità – il voto del cuore – e il secondo turno si esprima il voto per il governo, quello della ragione. Infine, proprio per evitare che nei collegi ci sia un eccessivo utilizzo delle cordate o di paracadutati, penso all’uso sistematico delle elezioni primarie, regolate per legge, come è stato peraltro già da tempo proposto. Sarebbe un buon modo per far crescere davvero i “deputati di collegio”, come scriveva allora, ai tempi del Mattarellum, anche lo stesso Massimo D’Alema sul suo manifesto a Gallipoli…&lt;br /&gt;Un sistema che forzi anche uno sfrondamento della rappresentanza?&lt;br /&gt;Vede, qui sbattiamo contro il paradosso di Ernst Fraenkel, per il quale le riforme difficilmente possono vedere la luce quando i riformatori coincidono con i riformati. Ciò detto, se ridurre il numero di parlamentari, trova come unica spiegazione i costi della politica, dico che siamo sulla strada sbagliata. Invece, mi trova d’accordo un dimezzamento secco dei parlamentari per ragioni di funzionalità di sistema: pochi ma buoni, e in ragione di una rappresentanza reale, come si conviene ad una democrazia maggioritaria, cioè matura e responsabile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-2094711984322931734?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/2094711984322931734/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=2094711984322931734' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/2094711984322931734'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/2094711984322931734'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/09/il-referendum-unica-via-per-scuotere-la.html' title='“Il referendum, unica via per scuotere la casta del Porcellum”'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-6082105589661337835</id><published>2011-09-18T14:48:00.001+02:00</published><updated>2011-09-18T14:48:50.770+02:00</updated><title type='text'>Aristotele- Etica Nicomachea- libro X</title><content type='html'>In risposta, poi, a coloro che mettono avanti i piaceri più riprovevoli si dirà che queste cose non sono piacevoli: infatti, se esse sono piacevoli per coloro che hanno cattive disposizioni, non ne segue che si debba pensare che esse siano piacevoli anche per altri che non siano questi viziosi, come non pensiamo che ciò che è salutare o dolce o amaro per gli ammalati lo sia anche per i sani, [25] né che ciò che appare bianco a chi ha gli occhi malati lo sia realmente. Oppure si dirà anche così: tutti i piaceri sono desiderabili, ma non certo quando derivano da atteggiamenti riprovevoli, come è desiderabile anche l’essere ricchi, ma non a costo di un tradimento, e l’esser sani, ma non a costo di mangiare qualsiasi cosa. O ancora: i piaceri sono di specie differenti: quelli che derivano dalle cose belle, infatti, sono diversi da quelli che derivano dalle cose brutte, e non è possibile che si giunga a godere [30] il piacere del giusto se non si è giusti, né quello del musico se non si è musici, e lo stesso in tutti gli altri casi. Anche il fatto che l’amico è diverso dall’adulatore sembra mettere in luce che il piacere non è bene o che ci sono specie differenti di piacere: infatti, come comunemente si ritiene, il primo stringe rapporti con noi mirando al bene, il secondo, invece, mirando al piacere, ed a questo viene rivolto biasimo, mentre quello tutti lo [1174a] lodano, perché sono convinti che è in relazione con noi per scopi differenti. Nessuno, poi, sceglierebbe di vivere per tutta la vita con l’intelligenza di un bambino, anche se gode di ciò di cui soprattutto godono i bambini, né di procurarsi piacere compiendo qualche turpissima azione, anche se non ne dovesse conseguire per lui alcun dolore. E di molte cose noi ci daremmo cura [5] anche se non ci apportassero alcun piacere: per esempio, di vedere, ricordare, sapere, possedere la virtù. Se, poi, a queste cose conseguono necessariamente dei piaceri, non ha importanza; le sceglieremmo, infatti, anche se non ne derivasse piacere. Orbene, che il piacere non è il bene e che non ogni piacere è degno di essere scelto, sembra che sia chiaro; ed anche [10] che ci sono piaceri degni di scelta per se stessi, che differiscono dagli altri per specie o per origine.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-6082105589661337835?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/6082105589661337835/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=6082105589661337835' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/6082105589661337835'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/6082105589661337835'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/09/aristotele-etica-nicomachea-libro-x.html' title='Aristotele- Etica Nicomachea- libro X'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR-k8GQ/S220/dalai+licheni.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2145982096382007411.post-5752623701435235207</id><published>2011-09-18T14:47:00.000+02:00</published><updated>2011-09-18T14:48:16.392+02:00</updated><title type='text'>Il destino precario dei giovani italiani Agli under 40 stiamo negando la cittadinanza</title><content type='html'>Non fosse stato per le sorprendenti – perché inusuali – parole del Papa di domenica scorsa, il dibattito potrebbe continuare per mesi senza che nessuno ponga al centro dell’attenzione il tema dei lavoratori precari. Non si sa con esattezza neanche quanti siano: cinque milioni? Sei?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conta poco sottolineare l’enormità della cifra, come conta poco il fatto che la classe politica che ha determinato la condizione di cittadinanza negata vissuta dalla maggioranza degli under quaranta – dunque la maggioranza delle giovani famiglie – fosse in prima fila ad applaudire Benedetto XVI. Conta poco per la debolezza contrattuale di queste persone che si trasforma in reddito basso e in debolezza politica, tema di cui riempire i comizi ma da eludere nei programmi e nelle legislazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure questa settimana l’Economist ha pubblicato dei dati da far rabbrividire chiunque avesse un po’ di senso del bene pubblico, di senso del futuro. Non solo la disoccupazione giovanile in Italia è ai massimi storici, a circa il 30%. Non solo i giovani e gli adulti non anziani hanno in maggioranza un lavoro precario e sono i primi a esser licenziati in qualsiasi azienda pubblica o privata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La conseguenza terrificante di questo processo è che l’Italia è il paese dell’OCSE con il maggior numero di giovani tra i 15 e i 24 anni che non fanno nulla, i cosiddetti “scoraggiati”, che né studiano, né cercano un posto di lavoro – dunque non sono disoccupati, perché per meritarsi questa qualifica bisogna cercare un lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Italia gli scoraggiati sono il 5% che è una cifra spaventosa se si pensa che la seconda in questa triste classifica è l’Irlanda con poco più dell’1%, mentre in tutti gli altri paesi quello degli scoraggiati è un fenomeno triste ma marginale, che interessa uno zero virgola. In Italia invece riguarda un giovane su venti, che si lascia vivere senza formarsi, senza costruire nulla, in un’età in cui si generano tutte le possibilità da cogliere nel corso della vita. Quel 5% di scoraggiati non parla al difficile presente, ma al futuro che in questi mesi irresponsabili si sta costruendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi mesi in cui le pressioni internazionali hanno costretto il paese a riflettere sulle condizioni della sua economia potevano essere spesi altrimenti: non solo a correggere i conti, ma a preparare un futuro in cui il fisco sia più equo e più severo, in cui le imprese siano sostenute da leggi semplici e non da sussidi a pioggia, e in cui i lavoratori siano tutti uguali mentre oggi milioni di dipendenti sono in una condizione di cittadinanza limitata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si è scelto invece di costruire manovre finanziare come liste della spesa, senza alcuna visione d’insieme. Ma il tempo non si ferma, la vita dei lavoratori precari continua anche se di loro non si parla, scegliere di occuparsi in maniera quasi casuale solo di far tornare i conti non è una scelta neutra, al contrario, è una scelta che concorre a determinare il futuro: un futuro con sempre maggiori squilibri, con crescenti tensioni, con una crescita ancora più debole, e in definitiva anche senza quella credibilità internazionale che ha bisogno di un paese coeso e unito.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2145982096382007411-5752623701435235207?l=lorenzodalai.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/feeds/5752623701435235207/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2145982096382007411&amp;postID=5752623701435235207' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/5752623701435235207'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2145982096382007411/posts/default/5752623701435235207'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lorenzodalai.blogspot.com/2011/09/il-destino-precario-dei-giovani.html' title='Il destino precario dei giovani italiani Agli under 40 stiamo negando la cittadinanza'/><author><name>PD</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12653905258800369845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_RI_etCl20uc/S87yEqvyiNI/AAAAAAAABOI/bX6hJR
